Scegliendo la nostra FINE

29 07 2018

Coca_Cola_Ad_Blade_Runner

074

dmgiffuture

vlcsnap-2012-03-22-14h55m28s40ead601060da83ecca1d75b92d2ca7e7f-700

L’idea ineludibile della distopia ci è stata venduta come un futuro inevitabile, accogliendo sia i nostri desideri sia un’aspettativa di estetica specifica, entrambi provenienti dal “futuro” (il nostro vero reale presente), così come i nostri incubi, racchiusi nella nostra fantascienza di grande successo più riconosciuta e stimolante. Non esiste una lista più completa di film e spettacoli di indottrinamento di programmazione predittiva rispetto a quelle che occupano spazi leggermente diversi, spesso con concetti e dispositivi di trama direttamente simili: i dispositivi tecnologici reali vengono “predetti” così come alcuni aspetti sia dei micochip RFID sia di qualche altro sviluppo di tecno-crazia alla Aldous Huxley. Ovviamente, il resto dei film in questo genere incredibilmente saturo, è il più fornito di ciò che il pubblico complottista vedrebbe come “indizi per i piani del Nuovo Ordine Mondiale” in uno dei molti immediati futuri.

Incubi:

Accanto al fascismo governativo basato sulla tecnologia, queste distopie possono avere personaggi che attraversano sia le sfide esistenziali sia le sfide basate sulla sopravvivenza lungo il loro cammino di vita. Spesso a livello ambientale tutto è, cosa facilmente prevedibile, in una condizione molto peggiore del normale, se non lo è già fin dall’inizio, perciò spesso parte della trama del film comporta enormi danni o cataclismi durante la visione del film stesso.
Ci sono un sacco di altri punti in comune, pensando solo a quanti di questi film ci sono, voglio dire, che possono essere suddivisi in gruppi più piccoli di colpi di scena identici,  ciò è per me davvero un po’ disturbante. E lo è ancora di più pensando che questi pattern possano essere sovrapposti a quelli di temi identici addirittura contenuti in serie animate per bambini, ottenendo una restrizione ancora maggiore di ciò su cui un determinato spettacolo può basare un episodio, e come altri spettacoli o successivi adattamenti possano imitare nei modi più intensi e irritanti ciò che si vede nello stesso episodio.
Nei due collegamenti seguenti ho raggruppato due temi principali. La maggior parte degli episodi è visibile anche da quei link.

Disclosure alieno in una serie di cartoni animati

WTC in serie di cartoni animati.

Comunque, a parte l’incubo, tutti questi temi seguono, allo stesso modo, le nostre speranze [più che altro le nostre disperazioni] e le nostre aspettative per il futuro collettivo.
Alcuni di questi includono ambienti futuristici ricchissimi di luci di ogni tipo, oppure al contrario devastati, veicoli volanti, realtà virtuale, città intelligenti affollate di manager e super-professionisti, (Aeon Flux, metafora della grotta murata di Platone) con popolazioni imprigionate dentro le città che non possono lasciare il loro mondo conosciuto dopo che il (inserite qui la vostra causa preferita di devastazione di massa) ha avuto luogo; città in cui i cittadini di Whateversville Silicon Valley Westworld, sono sempre ignari che l’élite tecnologica ha reso le loro vite così “convenienti”, e piacevolmente dimenticabili, attraverso una lobotomia elettronica che sembra rendere loro la vità più facile e piacevole ma in realtà li sta illudendo e imprigionando e dunque sorridono facendo passi in avanti verso il precipizio della loro [in]civiltà (sicuramente pensate ad Elysium) di qualche tipo; per esempio pensate alla tassa sull’ossigeno (come in Doctor Who), oppure negli stessi film vengono adoperate azioni terroristiche false flag o candidati manchuriani dalla mente condizionata o qualsiasi cosa ad ampio spettro per controllare tutta la popolazione.  Il framing di questo scenario è sempre attento a mostrare le persone meno abbienti, o le persone ancora nelle aree del fallout nucleare, o, e questi spesso si sovrappongono l’un l’altro, le persone intrappolate fuori dalle mura della città (come nei film Logan’s Run, Aeon Flux, Judge Dress) o persino al di sotto di esse, responsabili per il terrorismo che viene discusso nei mass media, i quali ricordano ai cittadini della middle class che devono essere protetti da una tale enorme minaccia grazie alla benevolenza di un governo onnisciente spalla a spalla con l’agenda militare delle multinazionali.

Più un determinato spettacolo o un film o adattamento funge da veicolo futuristico più è probabile che porti con sé tristi storie di distopici complotti per ancora un’altra generazione, e ogni cosa di quel tipo vista su uno schermo la apprezziamo o la scusiamo dicendoci che comunque si tratta di una sorta di opera letteraria o di fantascienza, o di fumetto o di libro, e ora anche di videogioco “classico”, quindi la pillola va giù più facilmente assumendo che questo è qualcosa che le persone venerano, e quindi dovreste onorarlo pure. (nei film Fahrenheit 451, Impostor, Total Recall, Brave New World, 1984)… Anche perché si sa che la gente si diverte di fronte a questa roba, è adulta e vaccinata, ci si immediesima persino, non può essere pericolosa e il suo consumo è spensierato. C’è chiarezza sul fatto che è solo intrattenimento e intrattenimento di qualità. L’opposto di questo tipo di focus, concordato sui punti fermi della passata cultura pop, è il film che spesso non è un buon film, di quelli a basso budget, politicamente “di sinistra”, quasi una produzione indie tipo pulp, ma che viene usata lo stesso, per veicolare altri messaggi, e possono persino sovrapporsi agli enormi temi dei blockbusters e al loro simbolismo. Questo è vero con il tema di cancellare o distruggere, o la nostra relazione con il sole reale (come nei film Highlander, The Animatrix e Terminator). Qui vediamo, in sostanza, tre pubblici completamente diversi, con valori di produzione e livelli di popolarità completamente diversi, che ingoiano tutte le scie chimiche e cancellano la pillola solare.

https://0knight.wordpress.com/2018/07/28/choosing-how-we-end/





Ecco chi sarà il nuovo papa

17 02 2013

Certo, ha “donato una parte delle sue ricchezze per i bambini poveri del mondo”, e nello stesso tempo sta dalla parte degli elitari della globalizzazione che operano per la riduzione della popolazione umana, con metodi alquanto discutibili.

E’ proprio vero che non c’è crimine peggiore di quello fatto nel nome di nobili intenzioni.





Status Quo Über Alles

15 01 2013

Il seguente articolo, dedicato al problema euro, di cui la versione originale è a questo indirizzo, ben identifica – soprattutto all’inizio – come gli attuali poteri politici dell’occidente, per far sì che non frani tutto, siano obbligati a non muoversi di un passo, a seguire sempre gli stessi schemi, sempre gli stessi programmi, dentro una specie di regno dell’immobilismo ristagnante. Esattamente come un cliente del supermercato che, per non far rotolare la piramide di scatole per terra, non si azzarda a spostarne nemmeno una. Infatti, da anni e anni, all’interno delle istituzioni europee e americane, all’interno del “regime occidentale”, circolano sempre le stesse facce che fanno sempre le stesse cose.

La quiete, anzi il “quieto vivere”, che precede la tempesta?

La palude dentro cui cade dentro il meteorite?

palude_2_big

 «Governare per non cambiare nulla»: oggi, questa è la cifra di tutti i poteri politici nel mondo, secondo la geniale intuizione di Fedor Lukianov, eccezionale analista della Novosti.
«L’aspirazione al potere per non fare nulla è un fenomeno nuovo della politica internazionale», per giunta in un mondo che invece cambia freneticamente.
Il presidente Obama è un modello addirittura caricaturale di questo immobilismo: ha chiesto per la seconda volta i voti per governare, e dopo non aver fatto nulla la prima, non sta facendo nulla nella seconda.
L’indecisionismo, la timorosa incertezza di Francois Hollande in Francia è diventato oggetto di satire e vignette.
Ma per Lukianov, anche Putin «nelle sue azioni mette l’accento soprattutto sui molteplici rischi da cui occorre proteggersi. I suoi tentativi di assicurare la stabilità interna s’incagliano sull’instabilità estera; ma questa dipende da fattori innumerevoli su cui Mosca non può influire». Per cui il governo «cerca soltanto di minimizzare i rischi». Non è solo un limite di «capacità», ma «di comprensione»: eccesso di complessità globale, ormai indominabile intellettualmente.
E non parliamo delle oligarchie che hanno preso il potere senza voto in Europa. Un’Europa, dice Lukianov: «dove gli uomini politici non osano neppure parlare di cambiamenti strutturali in seno all’Unione Europea, preferendo tappare i buchi indefinitamente. LEuropa ha perduto la sua forza innovatrice e il desiderio di cambiamento» (Gouverner pour ne rien changer).
Ahimè, quanto la politica italiana entra perfettamente in questo modello. Il Paese ha bisogno di una riforma fondamentale dello Stato, della costituzione e dell’amministrazione pubblica, ma non c’è una voce che ne delinei almeno i contorni, e nessun politico che la vuole, né che sia capace intellettualmente di porre il tema. Berlusconi chiede per la sesta volta voti per non far nulla, nemmeno fà finta di avere un programma. Il Pd sta per andare al potere ma tutto quel Bersani sa dire delle sue intenzioni è: «Servono più equità, più lavoro» (d’accordo: ma come? In che modo, nella pratica? Non lo dice), e per il resto gli va bene «l’agenda Monti». Ma anche l’agenda Monti, come Monti stesso (e i suoi reggicoda del «centro») è non far nulla, oltre che il «tappare i buchi – del debito, e delle banche a livello europeo – ordinatoci dall’eurocrazia e da Berlino, cura che tutti sanno peggiorare il male, ma che nessuno fa nulla per cambiare.
Si può dire che la democrazia terminale, la lunga egemonia del «pensiero unico», i disegni sovrannazionali oligarchici tipo UE che hanno avuto l’effetto di de-responsabilizzare il politici nazionali, sia il potere su di essi del turbo-capitalismo letale (che i politici li compra e congiura alla stessa de-responsabilizzazione), hanno ottenuto questo risultato: «politici» che chiedono voti e mancano delle tre qualità elementari necessarie all’uomo di stato: audacia, visione e previsione, e decisione esecutiva. Gli aspiranti a governarci sono invece vigliacchi, e mancano di ogni forza intellettuale per concepire visioni alternative a quelle, rovinose, dello status quo imposto dai profittatori.
Questa deficienza intellettuale vien prima della loro disonestà e corruzione, e ne è la causa: non avendo una visione complessiva da proporre ed attuare, cedono a tutti gli interessi particolari che li premono, a tutte le lobby. Persino risibili, come la lobby dei gestori di spiagge in Italia; figurarsi se possono resistere alla lobby bancaria mondiale e locale e imporre, poniamo, la separazione fra l’attività commerciale e quella speculativa. Mancando di idee alternative, accontentano tutti i gruppi che hanno qualche interesse da difendere, che li pagano o in cui sperano di trovare un elettorato.




Attenzione!

8 01 2013

32291_4724396628670_138247192_n





Illumicorp!

8 11 2012

 

E’ simpaticissimo questo filmato. A partire dallo speaker, che non sfigurerebbe in una trasmissione di History Channel o in uno spot pubblicitario per la terza età. Il brano musicale ambient di accompagnamento, poi, è strategicamente onirico e suggestivo ed è, peraltro, tipico di filmati, distribuiti in Rete, che parlano di argomenti come quelli di questo video.

Guardatelo dall’inizio alla fine, è ILLUMINANTE. Il mister in questione sembra un portavoce dei piani ultimi dei padroni che stanno sopra ai Rockefeller e ai Rothschild in cima alla piramide, agli ultimi piani del potere global-planetario, piramide tenuta in piedi dal controllo sulla stampa di moneta. Il tizio sembra “stare dalla loro parte” nel prefigurare un piano di dominio planetario in cui non vi saranno più stati sovrani perchè su tutto quanto regnerà l’impero delle corporation, che spazzeranno via tutti gli stati attraverso il meccanismo taglieggiatore del debito e la potenza militare intesa come “forza di polizia internazionale.” Scenari che leggo in giro dal lontanissimo 1994.

Il tizio sembra, dunque, essere uno DEI LORO, a partire da quella faccia di tolla che si ritrova, molto WASP, molto alla George Bush senior stile inizio degli anni 90, quando l’11 settembre 1991 proclamava il progetto futuro del NWO in un leggendario discorso, che potrete agevolmente trovare su internet smanettando con motori di ricerca e parole chiave.

Ma è davvero così?

Questo video, a me pare confezionato su misura per suscitare ANTIPATIA nei confronti dei piani esposti da questo signore, il quale sembra proprio interpretare il ruolo giusto, da parente di qualche magnate supremo come uno dei Rockefeller; notate anche il sapiente montaggio delle immagini, soprattutto nella prima parte, quando scorrono le immagini dei simboli degli “squali della finanza” (compresa la mostruosa statua del toro in Wall Street.)

Sembrerebbe esserci una regia che sta facendo montare, in settori dell’opinione pubblica marginali ma crescenti, sentimenti di insofferenza e di disprezzo verso i cosiddetti “Illuminati”, i “banchieri dominatori dell’Universo” e i loro MALEFICI PIANI,  i quali hanno in agenda il cosiddetto “Ordine mondiale” (non mi sento di considerarlo “Nuovo”, visto da quanto tempo ormai se ne parla.) Tutto questo, prevalentemente attraverso internet, e, con l’avvento di YouTube & C, anche sfruttando l’impatto emotivo dei video che, come ben sappiamo, generano impressioni ben diverse rispetto a foto e testi scritti.

Mi sembra di vedere quasi l’intenzione di voler “smangiucchiare” il controllo informativo dei mass media pre-internet attraverso le tarme, le cavallette, della (dis)informazione in Rete.

Ciò rischia di generare entropia e confusione, non riuscendo più a stabilire un confine veramente netto tra le bufale, le balle e le “notizie-informazioni vere e reali.” Certo, vi sono alcuni elementi che ritornano, dei “minimi comun denominatori”, anche se vengono descritti nelle maniere più diverse, alcune più serie (persino in Tv su RaiDue nella trasmissione di approfondimento “L’ultima parola”) altre molto più strampalate (come i siti dove si pubblicano le canalizzazioni di comandanti spaziali e di entità angeliche che lottano per il “trionfo della luce” contro “i piani degli oscuri.”)

Gli smanettatori di internet alla ricerca di roba “informativa” alternativa, tirate le somme, hanno un quadro di “come va il mondo” che non collima più con quello che tuttora circola sui mass media pre-internet e sulla internet massmediatica. Questi smanettatori veleggiano ormai, con l’immaginazione, ai piani alti della piramide, e non si occupano più dei piani bassi laggiù in fondo, in basso alle nuvole, dove ancora lavorano praticamente tutti i “diffusori di notizie” mainstream.

Nel filmato, dunque, c’è un’abile sintesi, molto ben costruita a livello di suggestione mediatica, del “vero potere” dietro le quinte, del governo ombra planetario con epicentro negli USA e delle sue temibili e tiranniche mire, le quali mirano a rafforzare l’oligarchia finanziaria in seguito a crisi finanziarie, economiche, alimentari pilotate, mirano a far giungere ad avere un potere così grande alle corporation da inglobare completamente gli stati e farli in sostanza sparire, dopo che li si è indotti a svendersi attraverso infernali meccanismi debitori generati da queste banche centrali private che hanno messo al guinzaglio da tempo il ministero del tesoro degli stati occidentali. Non si approfondisce granchè nel filmato, tutto ciò che si mostra viene mostrato in tono documentaristico, e tutto è permeato da un tono vagamente “thriller”, con lunghe ombre sfumate e colori sfilacciosi e intorbiditi. Inoltre, come abbiamo detto, l’accompagnamento musicale cupo è fondamentale nella creazione di un’atmosfera mirata a generare una fascinazione torbida nello spettatore, mista a un sentimento di ingiustizia e rivalsa nei confronti di ciò che va dicendo il tipo.

Che dire? Noi di Civiltà Scomparse, personalmente, siamo dell’idea che questo prodotto video diffuso in Rete (tradotto in lingua italiana da TheINTERMATRIX) abbia origine proprio dai “piani alti”, o, per meglio dire, che sia stato suggerito da qualcuno proveniente da quei livelli.  Utlizzando un attore che ha proprio le  physique du rôle dell’ “uomo che vi piacerebbe odiare”, una specie di canaglia WASP in giacca e cravatta, ma che riteniamo sia più parente di David Icke – altro strano, ambiguo tipo – che di qualcuno dei Rockefeller o di George Bush senior.

Possiamo anche permetterci di pensare che SIANO TUTTI D’ACCORDO TRA LORO. Come, già da un certo tempo, sospettiamo.

Questo video, perciò, come lo possiamo definire? Forse una specie di piccolo tassello di un progetto di “demolizione controllata dello status quo che mira allo screditare l’attuale ordine – giunto ora alla sua crisi storica dopo due secoli e mezzo di spadroneggiamento – le cui caratteristiche fondamentali sono più o meno quelle elencate nel video, le quali hanno raggiunto questa loro forma recente in seguito a una determinata timeline, che ha preso slancio nel corso degli ultimi cento anni seguendo determinate tappe, in particolare dopo la prima, la seconda guerra mondiale preceduta dalla crisi economica, l’uccisione dei Kennedy, lo sganciamento del dollaro dall’oro, la fine dell’impero URSS, la globalizzazione, la guerra al terrorismo e ora questa crisi finanziaria assurda, in contemporanee alle minacce militari verso il medioriente, la quale sembra proprio l’ultimo step prima che, prendendo a prestito una metafora felice del mio amico Mediter, l’ottovolante, dopo essersi rallentato e quasi fermato, cominci la sua discesa vertiginosa a precipizio.

Il discredito dell’attuale Ordine avrebbe dunque il compito di preparare la strada a un Nuovo Ordine, nato dalle macerie fumiganti di quello vecchio. E c’è persino qualcuno, come Marco Vuyet, il quale, passando attraverso una ricerca molto approfondita che dura da sei anni, è dell’idea che il Nuovo Ordine deve necessariamente essere preceduto dal rovesciamento della piramide del potere occidentale – costruita e mantenuta nel corso di millenni – nel giro di relativamente poco tempo, seguendo il processo dialettico “TESI = edificazione della piramide – ANTITESI = crollo della piramide – SINTESI = Nuovo Ordine seguito dal caos del crollo. ORDO AB CHAO, ordine dal caos.

Processo reso graficamente con l’enneagramma, detto anche segno di Salomone, o stella di David.





Guido Nicheli alla festa!

6 09 2012

Quando la spirale del tempo generava zeitgeist spumeggianti, vi era ancora ottimismo nell’aria, non solo a parole, era qualcosa di tangibile. La carica del dopoguerra, iniziata negli anni 50, pur essendo piano piano in via di esaurimento, era ancora tangibilmente vitale, e, con la sua spinta propulsiva ancora bene attiva, produceva film commerciali che, nonostante la loro dozzinalità, erano vitali, coinvolgenti, sinceri e genuini. Nulla a che vedere coi prodotti filmici dell’era della globalizzazione, la quale dal 1993-1994 in poi, non ha fatto che aumentare a livelli esponenziali il tasso di artificialità e di nuda tecnica senz’anima. In una specie di robotizzazione della creatività.

Notate come il brano che accompagna la recitazione entusiasmante dei personaggi (in particolare il grandissimo caratterista Guido Nicheli, mai troppo compianto), ovvero I love to love di Tina Charles, spanda un’atmosfera di gaiezza del tutto impensabile nell’epoca della globalizzazione, e ancor di più dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2007-2008. Dove dominano nervosismo ristagnante e ottimismo fasullo. E un impossibile far ripartire la cosiddetta “crescita”, in un tipo di realtà da cui non si può più cavare nulla, come se ci si sforzasse di voler cavare qualcosa da una pietra.

Se poi riflettiamo sul fatto che, all’epoca (anni ottanta), una buona fetta dell’industria dell’intrattenimento era già spesa nel revival degli anni sessanta (il primo album cover fu “2060 Italian graffiati” di Ivan Cattaneo, risalente al 1981) possiamo ben intuire come l’era neoliberista – all’epoca si era ancora ai suoi albori – sia stata, e lo è tuttora, un’ era di dipendenza emotivo-affettiva da un passato recente visto come una specie di “età dell’oro”, ma in maniera ingombrante, fino a giungere alla stucchevolezza e ripetitività delle trasmissioni condotte da Paolo Limiti, che ancora imperversano e tediano.

L’epoca del film in questione, dunque, era ancora contraddistinta da una compresenza di vitalità del presente  e di nostalgia del passato. Adesso si è giunti al punto in cui la vitalità è stata mangiata dall’inflazione storica – avvenimenti di tipo già assimilato una volta per tutte che si ripetono, o promettono di ripetersi – ed è rimasta solo una nostalgia del passato, che sa più di crocifissione al passato.

Questo tempo è crocefisso al passato (utilizzando un’espressione del politico Armando Siri), e la globalizzazione-crisi finanziaria è il suo Monte Golgota.

Questo tempo deve essere staccato dalla croce del tempo lineare, dimodochè “risorgerà dopo tre giorni.”





Olimpiadi di Londra 2012: Allarme Rosso (Telephaty London Calling addendum)

11 07 2012

Il presente articolo segue da qui.

Ho già parlato una volta di come gli avvenimenti del futuro previsti, ipotizzati, profetizzati, vengano percepiti come attraverso uno specchio deformato o tutto frantumato, un puzzle. Sia che si tratti delle profezie di Nostradamus o delle previsioni di Giulietto Chiesa. Questo puzzle viene poi ricomposto dandogli un’immagine il più possibile ben definita, ma spesso eccessivamente narrativa, drammatica e basata su scenari i quali già si conoscono, che già si sono ipotizzati e previsti, e per ciò stesso già “bruciati.” L’incremento esponenziale della facilità tecnologico-comunicativa sta aumentando sproporzionatamente, il progresso in tal senso non si può ormai più arrestare (nonostante ogni crisi), e l’internet senza fili accessibile da un telefono portatile modificato dovrebbe ormai poter evolversi soltanto in un senso: la COMUNICAZIONE TELEPATICA.

Per giungere a questo traguardo, che in pratica sarebbe la singolarità tecnologica concretizzata, sembra necessario spazzare via in qualche modo l’attuale ordine mondiale secolare. Per arrivare così  a una specie di “Google maps psichica” dell’intero pianeta, interconnessa. Ogni materiale psichico di ogni cervello disponibile in una rete diffusa a tutto il globo. Un po’ come è stato necessario sciogliere URSS e alleati per estendere esponenzialmente a tutto il globo il protocollo universale http:// di internet, giusto una ventina di anni fa. Qui si farà di più: si smantellerà la stessa storia conosciuta.

Ad ogni modo, vi è una consapevolezza strisciante di come nel prossimo futuro si aprirà una discontinuità nella storia come siamo stati abituati a conoscerla, forse proprio nel momento dell’apice del suo esaurimento per inflazione di troppi avvenimenti analoghi ad altri già avvenuti una volta per tutte, e per ciò che altrove abbiamo chiamato “accumulo di precedenti.”  Ogni previsione sul futuro basata su ciò che è già accaduto, o si è previsto-profetizzato in passato, è destinata a non avverarsi come la si aspetta. Influenzati da tanta fiction riguardante guerre termonucleari, invasioni extraterrestri, attentati terroristici, uccisioni o rapimenti di presidenti, ecc… Di solito, ciò che poi avviene nella realtà supera si l’immaginazione, ma in un modo imprevisto, più sobrio di ciò che si è letto o visto sullo schermo, ma anche inaspettato. Ciò, quindi, varrà anche per il momento di discontinuità che metterà la parola fine a come siamo stati abituati a considerare la realtà in cui viviamo, a come ce l’hanno raccontata i libri. Sia quella che leggiamo a scuola sia quella che leggiamo sui testi alternativi. Quindi non vi sarà nessuna invasione aliena alla “Indipendence day”, nessun conflitto termonucleare globale alla “Mad Max” e “Terminator”, nessuna apocalisse olografica alla “progetto Blue Beam”, probabilmente nemmeno un “arresto di massa” in mondovisione dei cosiddetti “Illuminati” che influenzano i poteri del mondo. La “fine della storia” giungerà in una maniera inaspettata ma molto realistica, e tutto sommato sobria.

In quanto a una estensione dell’attuale internet senza fili in una forma di telepatia, è eloquente la conferenza che, a questo proposito, ha tenuto il dottor Micheal Persinger, tenendo presente, del resto, come i progetti segreti delle superpotenze di ieri abbiano previsto l’utilizzo della cosiddetta “visione remota”, in particolare a scopo di spionaggio. Perciò si tratterebbe di rendere pubbliche, e fruibili a un ampio numero di persone, tecnologie già esistenti,  in possesso dell’umanità, ma mantenute top secret.

Nonostante tutto ciò possa essere visto come una specie di “fantascienza della comunicazione” irrealizzabile, si potrebbe essere inaspettatamente a un passo da uno scenario di questo tipo. E’ infatti quasi un segreto di Pulcinella che le “alphabet agencies” degli USA abbiano sperimentato la “remote viewing” già da decenni, per scopi di spionaggio. Ed è una definizione scientifica di “telepatia”. Sappiamo bene quanto gli esperimenti per fini spionistico-militari abbiano poi uno sbocco nella tecnologia avanzata usata nel quotidiano, all’inizio anche ciò che poi sarebbe divenuto internet era stata sviluppata come una tecnologia per scopi militari.

Ora il dottor Persinger (che è troppo forte, sembra provenire dagli anni 10 del secolo scorso) parla di come la connessione tra i 7 miliardi di cervelli umani della Terra avvenga tramite il campo elettromagnetico, quando questo è debole. Guarda caso, Gregg Braden ha parlato del progressivo indebolimento del campo negli ultimi decenni, e questo indebolimento dovrebbe giungere a un culmine. A un certo punto Persinger accenna anche alla ” risonanza Schumann”, altro argomento di Braden, che invece sta aumentando.

Potremmo davvero stare procedendo verso una “internet telepatica”, in cui sempre più cervelli sono collegati tra loro, così come all’inizio di internet come la conosciamo oggi – nel 1993 – sempre più computer erano collegati tra loro. Sarebbe davvero il culmine della tecnologia della comunicazione…infatti più di così dove si potrebbe andare? E pensare che, qualche anno fa, a un amico, parlando di come i cellulari siano diventati sempre più piccoli dicevo. “andando avanti così dove arriveremo, alla telepatia?” Mi pare che anche David Wilcock abbia parlato di certi suoi sogni premonitori in cui la telepatia diventava una cosa quotidiana, come l’utilizzo del telefono o di internet.

Inoltre, uno degli ultimi articoli di Marco Fardin, guarda caso, ha come titolo “immaginare un mondo senza segreti” parlando del transito di Venere del 5-6 giugno scorsi. I transiti di Venere davanti al Sole avvengono raramente, e sempre in coppia a distanza di pochi anni, il primo della coppia è avvenuto nel 2004, poco tempo prima della diffusione e dell’esplosione del web 2.0 (Facebook, YouTube, Twitter), e altri transiti di Venere in precedenza, nei secoli XVIII e XIX, sono avvenuti in concomitanza a forti cambiamenti nella comunicazione. La crisi e il crollo dei regimi comunisti sembrava avesse aperto la strada alla sempre più massiccia diffusione di internet, in precedenza molto in sordina, e l’attuale crisi – e probabile crollo – del capitalismo finanziario magari prelude a una formidabile diffusione di tecnologie che oggi ci sembrano fantascienza ma che di fatto…esistono già, devono soltanto raggiungerci.
Vi è una convergenza tra tanti fattori in gioco, ad ogni livello, e ciò di cui parla Persinger mi sa che è uno di questi.

Il “figlio della wireless internet” sarà davvero la telepatia? Un cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale sarà basato su questo tipo di comunicazione (anzichè sui microchip RFID sottopelle)? E per giungere a tanto si dovrà porre fine alla storia, in un certo senso? Dal momento che il potenziale annullamento di ogni segreto porterebbe in qualche modo  a questo. Ciò mi fa venire in mente la serie di video di Michael Tsarion, “Oracle and origins”, con sottotitolo “Where the history ends” (“Dove la storia finisce”.)

Insomma, in questa estate da “ultimi uomini” (espressione di Nietzsche per dare un nome agli “sfigati” che vengono immediatamente prima del “super uomo”), con il vagone di legno – naturalmente funzionante a motore a scoppio – della storia conosciuta strapieno fino a spezzarsi, guardando in tv, con la coda dell’occhio, letargici e crepuscolari reality e filmetti sbiaditi con Riccardo Garrone ed Edwige Fenech, impelagati nel lago melmoso di una crisi finanziaria demente che non si aggiusta anche se si promette di farlo, potremmo essere alla vigilia di una “discontinuità radicale”, senza precedenti e termini di confronto e paragone con qualcosa avvenuto in passato. E ciò nonostante ancora ci si dibatta coi minestroni immangiabili in tv, per esempio le “rassegnate” rassegne stampa della notte, che diranno sempre le stesse cose per l’eternità: il mondo si è incantato in una giostra che gira sempre nello stesso punto, e ogni idea di progresso basato sulla visione tradizionale delle cose è bloccata, in stallo. Le fotocopie sono sempre più sbiadite e si giungerà a un punto in cui usciranno fuori tutte bianche. Sarà il momento in cui l’ “ebollizione della vita umana” di cui ha bisogno l’attuale stadio del capitalismo per continuare a girare (con lo shopping e/o con le guerre) si spegnerà come se qualcuno avesse girato la manopola del gas, come se qualcuno avesse spento improvvisamente un televisore a tutto volume. Ciò potrà benissimo essere percepito dalle masse come “fine del mondo.”

In un post di fine maggio, ho già presentato un articolo (del quale il qui presente è un paradossale addendum) in cui facevo notare quanto la città di Londra si stia preparando a un generico “rischio sicurezza” per le Olimpiadi che vi si terranno tra luglio e agosto, con una militarizzazione del territorio piuttosto massiva. Voci si rincorrono su un possibile attentato “false flag”, in modo da poter magari incolpare a qualche capro espiatorio internazionale, per dare poi il via libera ad azioni belliche o di restringimento ulteriore delle libertà, e ulteriore giro di vite sul controllo alla cittadinanza.

Marco di “The Synopticon” si è focalizzato su questo appuntamento, che avverrà di qui a poco, nell’ultimo articolo del suo blog, il quale consiglio a tutti quanti di leggere, ma il suo sguardo va molto oltre questi timori terra-terra, concentrandosi su qualcosa che ha chiamato “I quattro cavalieri dell’apocalisse”: un mito che, a suo dire, si ripete a ogni fine ciclo di precessione degli equinozi, ogni 25.920 anni, quando “si torna al punto di partenza.” Da quel che sono riuscito a capire – o forse è una mia interpretazione fantastica, ma non importa – noi (come umanità in generale e occidente in particolare) ci troviamo a un punto del ciclo in cui i nostri antenati lontanissimi di venticinquemila e passa anni fa si sono già trovati, o forse (e questa sarebbe veramente grossa!) venticinquemila e passa anni fa eravamo ESATTAMENTE allo stesso punto in cui ci troviamo adesso: le automobili, il denaro, i computer, tutto quanto identico, comprese le lingue, le religioni  e i nomi degli stati…Atlantide, Mu o Lemuria, SIAMO (e fummo) NOI, o perlomeno in una fase leggermente precedente, poco prima dell’unificazione di scienza-tecnologia e spiritualità in una cosa sola, che rese quelle antichissime CIVILTA’ SCOMPARSE così mitiche agli eredi decivilizzati di secoli dopo. Praticamente delle divinità.

Ebbene, il mito dei “quattro cavalieri dell’apocalisse”, secondo Marco di “The Synopticon”, vuole esemplificare gli eventi archetipi (passati e futuri) i quali preannunciano la discontinuità col passato prossima ventura, la novità infinita, l’esaurimento della storia conosciuta, l’onda temporale zero.
Il cavaliere pallido cavalcato dalla morte è Adolf Hitler, il cavallo rosso con la spada è la bomba atomica, il cavallo bianco con l’arco sono le torri gemelle crollate, e il cavallo nero con la bilancia in mano…è qualcosa riguardante il momento intorno alla chiusura dei giochi olimpici di quest’anno a Londra.

Disegno del pittore spiritista argentino Benjamin Solari Parravicini, risalente al 1972, che dovrebbe rappresentare un evento catastrofico durante un’Olimpiade.

Come ho detto, nel sottobosco informativo di internet – e non soltanto – si attende che avvenga qualcosa durante quest’agosto a Londra. Si pensa genericamente a un “attentato terroristico” (anche tenendo conto, come si è detto, della militarizzazione di una parte della città), ma qualche altro cospirazionista vede anche la possibilità di un (falso) attacco alieno durante i giochi olimpici contro cui radunare tutte le nazioni della terra, abolire le religioni conosciute, e implementare il NWO con un unico esercito e un’ unica moneta mondiali. Il seguente filmato risalente al lontano 1984 sembrerebbe un indizio anticipatore, proprio alla chiusura delle allora olimpiadi di Los Angeles (le quali, traggo dai miei ricordi infantili, erano molto pubblicizzate su “Topolino”)

Oltre che le bizzarre mascotte dei giochi olimpici – le quali possono ricordare l’ “occhio unico di Horus” degli Illuminati – somiglianti, guarda caso, a buffi extraterrestri,

Notate anche quello strano triangolino sopra l’unico occhio, nella mascotte a destra.

Notate l’occhietto nel triangolino sopra l’occhio della mascotte a sinistra. Paura, eh?

Lady “only eye” Gaga.

Lady Gaga (in rosso) stringe la mano alla regina Elisabetta II (in nero). L’ “opera in rosso” e l’ “opera in nero” nei processi alchemici?

L’occhio di Horus.

L’occhio sulla banconota da un dollaro (definito “degli Illuminati” dai teorici della cospirazione.)

tra i brani musicali che “seguiranno” le Olimpiadi, ne è stato scelto uno particolarmente bizzarro visto il contesto, come viene inteso anche da questo articolo in inglese, ovvero “London calling”, una canzone risalente al 1979 del gruppo britannico punk-rock The Clash, con quel suo strano testo, certo davvero poco adatto a una manifestazione olimpica (!), che parla di ragazzi che Londra chiama per una guerra dichiarata, di “macchine che si fermano”, ere nucleari, “età nuove” che arrivano e, dulcis in fundo, Londra che “annega in un fiume”! Tra l’altro, nello stesso brano, si critica un fenomeno che ha dato l’impronta a quest’ultimo ciclo storico – del rock, del consumismo, della ribellione giovanile – iniziato nel 1956, ovvero la “beatlesmania.”

Può persino darsi che, in occasione di queste Olimpiadi, avvenga qualcosa di simile a un possibile “sdoganamento pressochè totale” nell’universo dei mass media mainstream, degli “Illuminati”, come ho anticipato in un post dell’ottobre scorso intitolato “L’Apocalisse nella scena finale di ‘The Truman show’. “

Come si è già detto, abbiamo sentore di ciò che ci riserva il futuro, ma l’immagine arriva a noi tutta deforme, inesplicabile, e la “aggiustiamo” (attraverso il filtro del linguaggio) utilizzando scenari che già conosciamo, tratti dalla storia già conosciuta o dalle storie del cinema. Il mondo ci parla attraverso le sue sincronicità – vedere molti post di questo blog, per esempio questo – ma, non riuscendo a interpretarle, è come se fossimo ciechi. Può essere che gran parte di ciò che viene da molti interpretata come “cospirazione” sia in realtà dovuta alle coincidenze significative. E’ come il paradosso del gatto di Schrödinger, in cui il gatto rinchiuso dentro una scatola è contemporaneamente vivo e morto perchè lo si stabilisce soltanto aprendo la scatola e osservandolo. Una cospirazione come quella degli “Illuminati” esiste e non esiste contemporaneamente, siamo noi a sceglierlo, osservandola secondo le regole misteriose della sincronicità. E’ paradossale ma è così. Dentro la scatola, dietro il sipario, la cospirazione c’è e non c’è allo stesso tempo. Stabiliamo noi, con l’osservazione e l’aspettativa, quale delle due possibilità esiste.

Bene, ci tenevo a dire questo.
Parlando dell’ultracelebre attentato dell’11 settembre 2001, avevo scritto nel settembre di due anni fa:

è qualcosa di così estremamente archetipico e simbolico, che la sua risonanza la si può individuare in un numero elevato di manifestazioni sincromistiche. E’ legato alla fine della dualità, alla fine della polarità (vissuta per sessant’anni, nel contrapporsi geopolitico di USA e URSS, bene e male, male e bene), è un EVENTO che quasi sembra essere piovuto sulla terra dal nulla, il quale ha indefinite chiavi di lettura, da quelle più “ufficiali” a quelle più estreme e inaccettabili per molti. In un certo senso è SEMPRE accaduto (e sempre accadrà), ma noi ce ne siamo resi conto solo quel determinato giorno!

Poco dopo il primo attentato alle Twin Towers, avvenuto il 23 febbraio 1993, intorno al dieci marzo successivo, uscì in edicola un numero del popolare fumetto Bonelli editore Martin Mystére intitolato “L’olandese volante” con la seguente copertina, che, ricordo, all’epoca mi colpì non sapendo perchè mai.

La strana copertina del Martin Mystere del marzo 1993

La strana copertina del Martin Mystére del marzo 1993

Inoltre, la storia dell’episodio del fumetto in questione (soprattutto l’epilogo), ricorda da vicino una vicenda che sarebbe avvenuta il 25 gennaio di due anni dopo, quando un missile metereologico di nazionalità norvegese lanciato al largo della costa, venne interpretato erroneamente dai radar russi come un missile nucleare diretto verso la città di Mosca, allertando le forze atomiche della Russia. Ebbene, in quel numero (132) di Martin Mystére così sincromistico, la storia a un certo punto raccontava di un generale USA impazzito aveva intenzione di scatenare una guerra nucleare preventiva con la Russia postsovietica (di fresco) buttando una bomba atomica, risalente ai tempi di Hiroshima, su Mosca, partendo con l’aereo proprio dal territorio norvegese! Ho avuto modo di notare che, spesso, le coincidenze più sorprendenti su ciò che nel mondo sarebbe accaduto in seguito, si trovano nelle opere di fantasia da quattro soldi.

E’ chiaro che vi sono aspettative – in una buona parte del pubblico mondiale – nei confronti della seconda metà del 2012, probabilmente preparate anche apposta, da dieci anni a questa parte più o meno. Per esempio, le due seguenti pubblicità di parchi giochi acquatici sono del tutto innocenti, e di certo coloro che le hanno ideate non hanno certo avuto l’idea di associare l’elemento ACQUA alla “fine del mondo.” 🙂

Aqualandia 2012, un’attrazione da fine del mondo!

Il parko acquatico Le Caravelle è…”la fine del mondo!”

Lo stallo di tutto quanto, ad ogni modo, deve avere una qualche forma di sbocco, e un gran numero di persone – più o meno inconsapevolmente – sta attendendo quel Nuovo Ordine Mondiale, lungamente annunciato – anche in maniera diretta sebbene sibillina – da molti leader mondiali, fin dal 1990, nel pieno del disfacimento dei regimi comunisti che hanno lasciato “single” la NATO, l’Alleanza Atlantica. Adesso è il turno dell’Alleanza Occidentale di disfacersi come quei lontani regimi…e questo (per quanto incredibile e assurdo possa apparire) potrebbe anche segnare la fine del millenario dominio maschilista, monetario e bellico, e il ritorno allo spirito delle società gilaniche esistenti prima del terzo millennio A.C. tra l’Europa e l’Asia, fondate sull’uguaglianza dei sessi e sull’assenza di gerarchia e autorità. E’ interessante notare come nel testo linkato vi sia scritto a un certo punto

Storici e antropologi hanno arbitrariamente collocato l’inizio della civilizzazione umana in un periodo dove la nascita e lo sviluppo del linguaggio scritto sono andati di pari passo alla diffusione della violenza e delle guerre.

Ricordandoci il discorso che si faceva sulla possibile diffusione futura di tecnologie le quali farebbero comunicare le menti tra loro senza bisogno del linguaggio, ciò è abbastanza significativo. Tra l’altro, pare che la stessa élite occulta che “manovrerebbe l’occidente dietro le quinte”, abbia compiuto diverse mosse dirette verso il “femminismo”,  la conquista dell’uguaglianza tra i sessi e la distruzione della famiglia tradizionale, qualcosa che appare, quindi, andare nella direzione del disfacimento della società autoritaria di modello maschilista, il che presupporrebbe uno spianare la strada a una società di tipo gilanico da parte della stessa élite di cui fanno parte il “comitato dei 300”, i Rothschild, i Rockefeller…ma qui siamo nella pura supposizione, dal momento che non c’è stato certo bisogno di nessuna cospirazione (pare) per togliere baffi a manubrio, barbe coi favoriti, cilindri e bombette dagli uomini, una volta trascorso l’ottocento. Sono cambiamenti nel flusso del tempo che succedono da soli.

Il “cavaliere nero con la bilancia in mano”, secondo Marco di “The Synopticon”, uno dei quattro segni archetipici (cavalieri) che annunciano la fine del tempo, o un suo disvelamento archetipico alla fine del ciclo precessionale-equinoziale, avverrà dunque a Londra, intorno alla metà di agosto, in un momento in cui il “tempo di non tempo” e l’accumulazione di avvenimenti ripetitivi senza sbocco, precedenti già codificati, solo ripetuti, raggiungerà una sorta di apice. In quale forma si manifesterà questo apice?

Londra è “la città del tempo”, lungo il celebre osservatorio di Greenwich passa il “meridiano longitudine zero”, su cui è calcolato il Tempo Coordinato Universale (UTC), derivato appunto dal Tempo Medio di Greenwich (GMT), un parametro per i fusi orari di tutto il pianeta, e perciò per il tempo di tutta la Terra. A Londra è ambientata la serie tv “Doctor Who”, che tratta di viaggi nel tempo, fin dagli anni 60; Londra è la città di H.G. Wells e della sua “macchina del tempo”; Londra è la città di Phileas Fogg, il benestante frequentatore di club, fissato con gli orologi, che fa il “giro del mondo in 80 giorni”, raccontato da Jules Verne…

L’immagine archetipica del Parlamento di Westminster, e soprattutto della sua torre dell’orologio, il BIG BEN.

C’è sempre stata davanti agli occhi quell’immagine, l’abbiamo vista in tantissime angolazioni, copertine di dischi (come quella sotto, il primo album dei THE WHO), storie a fumetti, film. Parafrasando ciò che avevo scritto qui:

“è qualcosa di così estremamente archetipico e simbolico, che la sua risonanza la si può individuare in un numero elevato di manifestazioni sincromistiche. E’ legato alla fine del tempo, è un EVENTO che quasi sembra essere piovuto sulla terra dal nulla, il quale ha indefinite chiavi di lettura, da quelle più “ufficiali” a quelle più estreme e inaccettabili per molti. In un certo senso è SEMPRE accaduto (e sempre accadrà), ma noi ce ne siamo resi conto solo quel determinato giorno!”

“My generation” dei The Who (nome somigliante, tra l’altro, a “Doctor Who.”)

Mi ricordo che, da ragazzino, avevo l’immagine della “fine dei tempi, o del tempo, o del mondo”, e la collocavo, fantasticando, nel 2050, alla fine di una partita di calcio dei mondiali, un evento sportivo internazionale quindi. C’è stato un periodo in cui ero fissato con l’idea degli “ultimi minuti”: devo avere già raccontato di quando, verso la fine del 1989, avevo scoperto una trasmissione notturna di sabato su Italia 1, una maratona televisiva di circa tre ore che presentava un lungo montaggio degli “ultimi tre minuti” di un gran numero di film, e questo, non sapevo perchè, mi faceva volare con la fantasia. Mi piacevano i film in cui vi era una “corsa contro il tempo”, preferibilmente con una torre dell’orologio come co-protagonista, e magari una scarica elettrica proveniente dall’alto. Penso a “Un minuto a mezzanotte”, “Ritorno al futuro”, persino film dell’epoca del muto come “Preferisco l’ascensore.” Per non parlare di copertine di Dylan Dog come le seguenti…

Copertina di Dylan Dog n°26

Copertina di Dylan Dog n°27.

E quando ero ancora più piccolo, più di venticinque anni fa, all’epoca in cui abitavo in un appartamento estremamente remoto, perduto nel bel mezzo degli anni ottanta che non sapevo di vivere, quando alla radio senza mangiacassette ascoltavo brani musicali come Life is life degli Opus, Absolute beginners di David Bowie, Big in Japan degli Alphaville (che allora erano il presente!) e altri, vi era la copertina di un ricettario di mia mamma, già allora vecchio di anni, di quando mia madre frequentava l’istituto tecnico femminile. La copertina di quel ricettario – che conservo tuttora e ne potete vedere l’immagine qui sotto – mi colpiva, la percepivo come “storica”, mi inquietava in qualche modo e, ovviamente, non sapevo bene il perchè.

La copertina del quaderno usato come ricettario da mia mamma, che da piccolo attirava stranamente la mia attenzione.

Succederà qualcosa nel periodo intorno alla chiusura delle Olimpiadi di Londra di quest’anno. Un EVENTO (spettacolare e di magnitudine planetaria) non ancora identificabile, il quale avrà come perno la torre del parlamento di Westminster. Edificio che, non a caso, si può anche considerare il simbolo della democrazia occidentale.

Guarda caso, anche in questo post di Corvide del blog “Diario di un volatile etnologo”, viene indicato il mese di agosto come bollente, anche se lui ha interpretato l’avvenimento previsto chiamandolo “scoppio della guerra.”
E non sappiamo nemmeno (ovviamente) se l’avvenimento – estemamente simbolico, e perciò scioccante, d’impatto – incentrato sul Big Ben, avrà una qualche correlazione con ciò che l’artista italiano Jervè ha definito “The Big One – Planetary Event.”

Tra l’altro, ricordo come, esattamente quindici anni fa, nell’agosto 1997 (un altro sottociclo?) sia avvenuta la morte della principessa Diana Spencer, un evento (incentrato su Londra e la famiglia reale inglese, anche se avvenuto a Parigi) che ha colpito profondamente l’opinione pubblica di tutto il mondo, e guarda caso, in concomitanza – e assolutamente in sordina – con il lontanissimo, misconosciuto punto di innesco della crisi della globalizzazione in cui il mondo si sta ancora dibattendo: ovvero il tracollo bancario thailandese che avrebbe portato di lì a qualche tempo alla cosiddetta “crisi delle tigri asiatiche”, il primo chiaro segno d’inceppo di un capitalismo finanziario globale che fino ad allora era sembrato andare sempre liscio.

La principessa Diana Spencer e Mia Farrow in “Rosemary’s baby”: separate alla nascita?

Attraverso soprattutto la Rete, si scopre facilmente (sapendo dove andare a cercare) come vi sia una grande fibrillazione finanziaria-geopolitica sottotraccia, anche se ciò emerge poco nei media mainstream, e pare di scorgere una fase di stallo, di un “equilibrio del disequilibrio” pericoloso, instabile, precario, il quale genera la falsa tranquillità di un anno finora povero di grossi avvenimenti – come invece il 2011 – ma che potrebbe andare completamente in pezzi in seguito a un evento di forte impatto che genera effetti impensabili, aprofittando dello stato di caos. Come può succedere durante un tornado, una tromba d’aria, quando materiali fragili in condizioni ordinarie riescono a perforare materiali molto duri.