Una raccolta degli articoli più caratteristici del blog

5 11 2017

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L’ era postmoderna attuale ( dal 1973 – ma più precisamente dal 1990 ) ha come caratteristica principale l’ inaudita percezione di termine della storia – da intendersi come termine dell’ era dei miti, della ” storia come era una volta “, delle icone simbolo, dell’ innovazione e dei pionieri, e dell’ immaginario futuro. Nessuno storico o sociologo ne parla ma siamo intrappolati da decenni in un bizzarro e continuo riflusso di nostalgia, la musica, la cultura, la televisione, sono ripiegate verso il passato, in un loop continuo di revival, remake, retrò. Ci dovremmo accorgere che nessuna ” icona ” attuale persisterà nei ricordi nei decenni a venire, che la musica stilisticamente ha cessato di cambiare ed è praticamente morta creativamente. E’ un fenomeno inedito nella storia e andrebbe studiato a fondo. Secondo il nostro blog questo fenomeno sta per terminare bruscamente per capovolgersi ( non senza un evento trigger ) e dare luogo a un fenomeno di innovazione assoluta, in tutti gli ambiti della vita e della cultura. Scoprite in che modo e perchè esiste questo fenomeno.

PERCHE’ VISITARE IL BLOG CIVILTA’ SCOMPARSE

  • Scrive interpretazioni culturali e sociologiche inedite, come per esempio la perdita di propulsione creativa e culturale della società occidentale
  • Contiene una serie di ricerche accurate sulla ciclologia insita nel tempo e nella storia con una presentazione di ben 10 cicli storici confermati dai fatti
  • Esplora e interpreta il fenomeno ” della nostalgia retrò ” nella cultura e società e nella musica
    • Introduce nel panorama Italiano la filosofia di Terence Mckenna, un oratore pionieristico
    • Esplora esaustivamente il fenomeno delle ” sincronicità “
    • Introduce nel panorama Italiano la ricerca sul tempo frattale della Timewave Zero, un concetto ideato da Mckenna nel 1974
  • L’ era postmoderna attuale ( dal 1973 – ma più precisamente dal 1990 ) ha come caratteristica principale l’ inaudita percezione di termine della storia – da intendersi come termine dell’ era dei miti, della ” storia come era una volta “, delle icone simbolo, dell’ innovazione e dei pionieri, e dell’ immaginario futuro. Nessuno storico o sociologo ne parla ma siamo intrappolati da decenni in un bizzarro e continuo riflusso di nostalgia, la musica, la cultura, la televisione, sono ripiegate verso il passato, in un loop continuo di revival, remake, retrò. Ci dovremmo accorgere che nessuna ” icona ” attuale persisterà nei ricordi nei decenni a venire, che la musica stilisticamente ha cessato di cambiare ed è praticamente morta creativamente. E’ un fenomeno inedito nella storia e andrebbe studiato a fondo. Secondo il nostro blog questo fenomeno sta per terminare bruscamente per capovolgersi ( non senza un evento trigger ) e dare luogo a un fenomeno di innovazione assoluta, in tutti gli ambiti della vita e della cultura. Scoprite in che modo e perchè esiste questo fenomeno.
  • I cicli storici, e anche del tempo in senso lato, sembrano essere incredibilmente molti, sembrano interallacciarsi e sovrapporsi, e quindi, dal momento che la loro complessità risulta essere davvero alta, programmi informatici come il “TimeWave Zero” – i quali calcolano graficamente i flussi e riflussi del percorso temporale storico – risultano veramente, forse, troppo semplici e “basici” per seguire l’incredibile complessità delle somiglianze tra avvenimenti e delle coincidenze nel corso del tempo e della storia. Ad ogni modo, tutto ciò è soltanto “frutto del caso”, sono solo “banali coincidenze”, o vi è un pattern, un misterioso schema basato sugli archetipi (che condiziona il tempo nonostante se ne trovi fuori) il quale, con una precisione cronometrica, sta dietro lo svolgersi degli avvenimenti?
  • McKenna considerava che il tempo presente veniva “tirato dal futuro verso uno scopo così inevitabile, come una biglia che invariabilmente raggiungerà il fondo di una tazza, quando la si rilascia vicino al bordo finendo a riposo, nello stato con minore energia, ossia in fondo alla tazza stessa. Quello è precisamente il mio modello della storia umana.” Nella “Novelty theory“, Teoria della Novità, determinati periodi storici sono connessi da un rapporto di mutua interferenza costruttiva o entanglement quantistico. Il fattore novità equivale alla densita di connessione sociale – culturale. Mckenna e Meyer interpretavano la storia umana su un software grafico attraverso un sistema frattale autoripetetente attraverso il quale era possibile determinare il livello del fattore novità ( e quindi i vari periodi di cambiamento culturale ) nella storia passata e futura, poichè determinati periodi storici corrispondevano graficamente fra loro.

 

Cicli storici del grafico timewave : 275.606 anni, 4. 306 anni, 67 anni, 384 giorni, 6 giorni, 2 ore e 25 minuti – A ogni termine di ciclo l’ intera storia umana si ripropone in versione moderna con analogie evidenti negli eventi.  

Primo postulato: il tempo ha una struttura mappabile ( frattale ) su un software, è costituito da elementi che ne determinano la qualità e la direzione. La qualità è determinata da questo software realizzato con la collaborazione di alcuni matematici e si può verificare nel passato, presente e futuro. Esistono principalmente due fattori: ” consuetudine ” e ” novelty ” ( inconsuetudine, cambiamento, progresso ). Secondo la teoria il fattore consuetudine sta gradualmente perdendo di valore e si sta dissolvendo.

Secondo postulato: il tempo è ciclico. La sua struttura grafica presenta segmenti di lunghezza di tempo variabile ma costituiti dalla stessa sequenza di ordine dei ” tasselli ” del grafico che si ripetono sempre nello stesso modo, ma appunto a velocità variabile. Da qui deriva l’ altro aspetto del tempo, tempo che influenza la realtà, tempo che influenza gli eventi umani e naturali, e ne deriva una risonanza degli eventi storici. E’ possibile calcolare attraverso la consultazione del grafico, quando un determinato evento ha una ” finestra temporale ” dove quel particolare segmento si ripete. Teoricamente prevedibile fino a ora e minuto. Solamente in quella determinata finestra è possibile che questo evento ritorni in versione moderna.

Terzo postulato: la struttura del tempo ha una data di scadenza. Secondo la teoria, la perdita graduale del fattore di consuetudine rappresenta un cambiamento graduale delle dinamiche tempo – storia che ci porterà a un momento che rappresenterà tutto il tempo – passato e presente e futuro nello stesso giorno – una vera e propria singolarità, e Mckenna ha interpretato questo giorno posizionato nel prossimo futuro come l’ invenzione e attivazione del primo tentativo di viaggiare nel tempo. Secondo lui sarebbe possibile solamente viaggiare nel futuro e non nel passato, ma l’ attivazione di un primo viaggio nel tempo avrebbe comportato una sorpresa imprevista: secondo lui a quel punto la realtà come la conosciamo cesserà di esistere e verrà sovrapposta da una differente dove ci approcceremo in modo differente allo spazio – tempo. Come se avessimo trovato un codice definitivo che sblocca tutto il futuro, e per questo la struttura del tempo cesserà di avere validità.

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Dimostrazione grafica dal 1993 al 2018 Quando il grafico cambia direzione, la storia è in atto: il movimento verso il basso indica / rappresenta il fattore novità ( progresso e cambiamento ) mentre il movimento verso l’ alto indica/ rappresenta il fattore di consuetudine ( stagnazione o stabilità ) e i picchi sono punti di frizione che segnalano una discesa verso il fattore opposto.

Il grafico è rimasto invariato dal 1993 – In basso l’ immagine grafica dell’ 11 Settembre 2001

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In questi articoli troverete il fulcro delle nostre considerazioni, ricerche e argomentazioni di storia, cultura e società, e anche di ciclologia:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/15/loccidente-ha-esaurito-la-sua-spinta-propulsiva/

L’ Occidente ha esaurito la sua spinta propulsiva

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/16/chi-ha-paura-della-fine-del-tempo/

Chi ha paura della fine del tempo?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/16/chi-ha-paura-della-fine-del-tempo/

La singolarità tecnologica ben spiegata

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/25/la-singolarita-tecnologica-ben-spiegata/

Quattro momenti di una conferenza tenuta da Terence Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/11/quattro-momenti-di-una-conferenza-tenuta-da-terence-mckenna/

Carmelo Bene

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/04/23/come-e-quando-tutto-e-cominciato-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/05/03/come-e-quando-tutto-e-cominciato-2/

Sincronicità e caso – coincidenze significative Jung e Pauli

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/27/sincronicita-e-caso-coincidenze-significative-carl-gustav-jung-e-wolfgang-pauli/

Sincronicità relazione di significato e acausalità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/30/sincronicita-relazione-di-significato-e-acausalita/

Sincronicità principio verum factum e caso probabilità e complessità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/03/sincronicita-principio-verum-factum-e-casoprobabilitacomplessita/

Sincronicità caso ed evoluzione – relazione globale tra psiche e materia

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/08/sincronicita-caso-ed-evoluzione-relazione-globale-tra-psiche-e-materia/

Sincronicità correlazioni olistiche e fenomeni sincronici tra materia e psiche 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/12/sincronicita-correlazioni-olistiche-e-fenomeni-sincronici-tra-materia-e-psiche/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/21/sincronicita-le-correlazioni-olistiche-sono-rare/

 

Considerazioni fantasie coincidenze su Trump

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/11/20/considerazioni-fantasie-coincidenze-su-donald-trump-co/

La teoria dell’ onda temporale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/29/la-teoria-dell-onda-temporale-timewave-theory/

Terence Mckenna l’ ambasciatore iperdimensionale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/08/terence-mckenna-lambasciatore-iperdimensionale/

L’ idea centrale della metafisica computazionale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/16/lidea-centrale-della-metafisica-computazionale/

La metafisica della realtà virtuale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/20/la-metafisica-della-realta-virtuale/

I misteri della cospirazione e della linea spaziotempo 1956

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/16/i-misteri-della-cospirazione-e-della-linea-spaziotempo-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/18/ancora-sulla-linea-spaziotempo-post-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/10/02/ulteriori-precisazioni-sugli-anni-da-cui-tutto-e-cominciato/

Cosa è esattamente il fenomeno sincronicità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/05/cose-esattamente-il-fenomeno-conosciuto-come-sincronicita-popolarmente-noto-come-coincidenza-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/08/cose-esattamente-il-fenomeno-conosciuto-come-sincronicita-popolarmente-noto-come-coincidenza-2/

 

Segnali di esaurimento delle novità nella maniera consueta di vedere il mondo e la storia

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/21/segnali-di-esaurimento-delle-novita-nella-maniera-consueta-di-vedere-il-mondo-e-la-storia/

Jazz 33 giri

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/03/jazz-33-giri/

La storia: un’ automobile a tutta velocità contro un muro 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/11/03/un-automobile-a-tutta-velocita-contro-un-muro/

La sincronicità e la mente di Dio

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/05/06/la-sincronicita-e-la-mente-di-dio/

Anche la scienza ci dice che la musica non è più quella di una volta

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/09/17/anche-la-scienza-dice-che-la-musica-non-e-piu-quella-di-una-volta/

Destini clonati

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/02/destini-clonati-siamo-dentro-a-un-videogioco/

Vivere in una simulazione olografica

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/12/16/vivere-in-una-simulazione-olografica/

La storia è un processo di metamorfosi

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/03/17/la-storia-e-un-processo-di-metamorfosi/

Analisi di un mondo post viaggio nel tempo

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/06/27/macchina-del-tempo/

Tempo a sandwich – Il presente ha origine dal futuro

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/20/tempo-a-sandwich-il-presente-ha-origine-nel-futuro/

Umanità fantasma – la vita dopo internet e i cellulari

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/08/29/umanita-fantasma-la-vita-dopo-internet-e-i-cellulari/

La storia occidentale secondo la dialettica di Hegel

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/07/la-supersintesi-della-storia-occidentale-pensando-alla-dialettica-di-hegel/

Mckenna e un mondo senza Cristianesimo: la mia ricostruzione

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/11/19/ricostruzione-di-un-mondo-senza-cristianesimo-introduzione-alla-visione-di-mckenna/

L’ imminente cambiamento paradigmatico

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/06/l-imminente-cambiamento-paradigmatico/

Indagine nei loop – risonanze storiche nella vita personale – I ritorni di persone 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/09/indagine-nei-loop-della-vita-risonanze-storiche-nella-vita-personale-i-fantomatici-ritorni-di-persone/

Come funziona il tempo secondo Mckenna – Timewave Zero 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/04/06/come-funziona-il-tempo-secondo-mckenna-meyer-timewave-zero/

La teoria delle due terre di Terence Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/06/la-teoria-delle-due-terre-da-una-lecture-di-terence-mckenna-in-inglese/

Le basi della teoria del tempo frattale di Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/29/le-basi-della-teoria-del-tempo-frattale-di-mckenna/

Postulati della teoria del tempo frattale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

Ecco come è tornata la seconda guerra mondiale questa primavera ed estate

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/la-seconda-guerra-mondiale-e-tornata-questa-primavera-estate-ecco-come/

( Altri ) cicli storici : la complessità aumenta – elenco cicli storici trovati

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/altri-cicli-storici-la-complessita-aumenta/

 

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Destini clonati: siamo dentro a un videogioco?

2 03 2013

Piuttosto ingenuamente, diversi gruppi di persone vedono le straordinarie coincidenze tra le vite dei due presidenti USA Abraham Lincoln e John Fritzgerald Kennedy, come prova che quest’ultimo è la reincarnazione del suo predecessore. In realtà, non si tratta affatto di “reincarnazione”, ma di un tourbillon di avvenimenti sincronici comuni ai due personaggi. Queste sincronie tra diverse vite sarebbero generate da una specie di “piattaforma virtuale di calcolo”, sottostante al mondo della manifestazione materiale, e farebbero somigliare la realtà in cui viviamo a una specie di simulazione, di videogioco di cui siamo i personaggi. E può succedere (molto più spesso di quanto si possa pensare) che diversi personaggi giochino più o meno lo stesso ruolo, essendo testimoni di “scherzi del destino” tali da far pensare a un’ “intelligenza creativa superiore”, dotata di fantasia supportata da una notevole capacità di calcolo degli elementi simbolici e numerici della realtà che sperimentiamo. Ci stupisce la precisione con cui una specie di “divinità” burlona sembra divertirsi con noi e le nostre vite come uno scrittore, un regista o un inventore di videogiochi si diverte coi suoi personaggi. E risulta quasi stupido pensare subito, scetticamente, a un “puro caso”, a una “pura coincidenza”, è evidente che qui siamo di fronte a un’intelligenza concreta che manovra gli elementi di ciò che chiamiamo “mondo reale” con la precisione e la fantasia di un computer dotato di coscienza.

Vedere anche il seguente articolo di AutomiRibelli: Rich Terrile: siamo dentro a un videogioco?

E anche questi due di CiviltàScomparse: La metafisica della realtà virtuale e L’idea centrale della metafisica computazionale.

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http://cosco-giuseppe.tripod.com/misteri/destini_clonati.htm

QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E’ STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA OLTRE LA CONOSCENZA, N. 21, (FEBBRAIO 1998)..

UNO STUDIO METTE IN LUCE UNA REALTA’ SCONOSCIUTA LE VITE PARALLELE

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un “sosia”, un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino.

Lo studioso J. Goodavage è riuscito a raccogliere, in molti anni di lavoro, numerose vicende degne di essere analizzate a fondo. Egli ha infatti, in diversi casi, riscontrato un notevole parallellismo tre le vite di persone, anche molto lontane tra loro, o comunque che ignoravano ognuna l’esistenza dell’altra. Le coincidenze prese in esame sono a volte davvero sorprendenti, non rientrano nel normale ordine delle cose. Goodavage, nel suo libro “Astrology: The Space Age Scienze”, racconta, ad esempio, di numerosi aspetti in comune tra la vita e la morte di due individui: Donald Chapman e Donald Brazill, entrambi nati il 5 settembre del 1933, il primo, nella cittadina di Eureka e, il secondo, a Ferndale in California.

Una domenica mattina del 10 settembre 1956, esattamente cinque giorni dopo il compleanno di Chapman e di Brazill, i due giovani guidavano la propria auto sulla statale 101 a sud di Eureka e ritornavano alle proprie abitazioni. Avevano riaccompagnato le proprie fidanzate, ciascuna delle quali risiedeva nella città dell’altra, quando, improvvisamente, si scontrarono frontalmente con le proprie auto morendo sul colpo. I certificati di morte indicano che tutti e due morirono per le gravi ferite riportate alla testa.

Un caso altrettanto evidente di parallelismo, narrato sempre da Goodavage, riguarda due donne nate nello stesso giorno e aventi lo stesso nome ma senza alcun rapporto di parentela: Edna Hanna e Edna Osborne. Nel 1939, nell’ospedale di Hackensack nel New Jersey, tutte e due partorirono, nello stesso istante, due bambine, a cui diedero lo stesso nome: Patricia Edna. Goodavage, interrogate le due donne, scoprì dell’altro.

I loro mariti svolgevano lo stesso lavoro ed erano proprietari di un’automobile della stessa marca e di identico colore. Entrambe le coppie si erano sposate esattamente tre anni e mezzo prima, nello stesso giorno. I due uomini erano nati nello stesso anno, mese e giorno; identica circostanza per le loro mogli. Le due donne avevano i capelli castani e gli occhi azzurri, la stessa altezza e lo stesso peso. Entrambe le coppie avevano comprato nello stesso giorno un cane a cui avevano dato il nome di Spot.

Esistono molti altri casi ancora in cui le vite di alcuni individui presentano somiglianze impressionanti. L’ 8 novembre del 1981 “Il Giornale d’Italia” riportò un fatto incredibile relativo alla morte contemporanea di due fratelli. Ada e Guido P. cessarono di vivere alla stessa ora, in circostanze analoghe e per cause identiche. I fratelli morirono l’uno distante dall’altro circa 300 chilometri. Il professore Guido P. docente alla “Normale” di Pisa con la sua “127” nei pressi di Pisa, causa un probabile malore, perde il controllo dell’auto e va a schiantarsi contro un albero. Soccorso, muore prima di arrivare in ospedale, sono le tredici. Alla stessa ora, a Milano, sua sorella Ida, pure insegnante, mentre guida la sua auto veniva colta da un malore e andava a sbattere violentemente contro un albero, morendo.

Non meno sconcertante è il caso narrato dal professor T. Bouchard dell’Università del Minnesota sul “Corriere del Medico” del 12 giugno del 1980. I gemelli Jim Springer e Jim Lewis erano stati adottati da due famiglie dell’Ohio e nessuno dei due sapeva dell’esistenza dell’altro. Entrambi si laurearono in legge e iniziarono a lavorare part-time come aiuto sceriffo. Tutti e due scelgono la Florida per trascorrere le ferie. Acquistano un cane che chiamano Toy. Le loro mogli si chiamano, entrambe, Linda. Divorziati, sposano due ragazze di nome Betty. I figli si chiamano James Allan. Fumano le stesse sigarette e si intendono tutti e due di falegnameria.

Un altro fatto che merita di essere raccontato si è verificato recentemente in Germania. Franz Block, un professore tedesco, si è accorto con raccapriccio di essere venuto in possesso, casualmente, di una macchina fotografica, che getta il malocchio alle persone ritratte con essa. Il signor Block ha scoperto che dei dieci amici fotografati: sei erano morti in incidenti stradali, uno in un incendio, due annegati mentre erano a pescare con la barca e il decimo morto strozzato da un ossicino del pollo che stava mangiando.

La scoperta più agghiacciante il professore l’ha fatta quando, indagando per curiosità su uno dei tanti passanti che apparivano per caso sulle foto, ha saputo che era stato stroncato, due giorni dopo la foto, da un’emorragia cerebrale. Franz Block ha subito donato l’apparecchio fotografico ad alcuni studiosi di parapsicologia e, terrorizzato, ha detto: “Questa macchina fotografica è stata fabbricata dal diavolo in persona e viene direttamente dall’inferno”.

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Misteri analoghi a quelli finora raccontati costellarono persino la vita e la morte dei presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare, infatti, che sia apparso anche a John Kennedy il giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale visita. Tantissime e straordinarie furono le coincidenze, che costellarono la vita e la morte di questi due presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente attribuite al caso.

Innanzitutto, Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960. Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla nuca. Subito dopo l’attentato, ricevettero i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy morirono senza riprendere conoscenza.

Oltre ai particolari della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del presidente Lincoln perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza di 100 anni esatti dall’altro.

L’assassino di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839. L’assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l’altro. E’, pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle lettere che compongono nome e cognome dell’assassino di Lincoln dà 15 come totale e così è anche per l’assassino di Kennedy.

Ma le coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al momento dell’attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il governatore Connally nel 1973).

Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il presidente dall’andare a teatro quella sera. La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non andare a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito della donna si chiamava Abraham, come Lincoln. Quando avvenne l’attentato, Kennedy stava attraversando le vie di Dallas su un’auto – guarda caso – di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11 giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì 48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe Andrew Johnson e a Kennedy Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.

Alcuni studiosi attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi sono strabilianti casi di ciclicità storica. Mouèsan de la Villoret enuncia, al proposito, sette leggi. La prima afferma che esiste “…un rapporto costante fra il numero effettivo dei capi di uno Stato o dei principi di una dinastia e la somma delle cifre, sia della prima, che dell’ultima data o delle due riunite”.

Studiando la dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì che l’incoronazione di Clodione, primo re, si verificò nell’anno 427, che, sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e che anche quella dell’ultimo re, Childerico II, che avvenne nell’anno 670, (6+7) dà ancora 13. I re Merovingi furono 13.

Un altro enunciato afferma che, capovolgendo la data iniziale di una monarchia, si ottiene l’anno della sua fine. Ad esempio, l’anno d’inizio dei Carolingi: il 789 invertito ci dà l’anno dell’estinzione della monarchia carolingia. Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo l’anno in questione si ottiene quello della sua fine: 1796.

Il numero 3 influenzò, con insistenza, la vita del principe Bismark. Egli, infatti, servì 3 sovrani, combattè 3 guerre, fu l’artefice della stipulazione di 3 trattati di pace, rese possibile l’incontro di 3 inperatori e preparò la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo casato furono le foglie del trifoglio e 3 foglie di quercia col motto “In trinitate rebur”. Ebbe, ancora, 3 figli, 3 possedimenti e controllò 3 partiti: i conservatori, i liberali e gli ultramontani.

In relazioni a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi è un esempio molto illuminante ci viene dalla storia dei re d’Inghilterra. Sto parlando del “sabato nero” della monarchia inglese. Un sabato, il 18 marzo del 1702, morì Guglielmo II. Un sabato, l’1 agosto del 1704, trapassò la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727, morì Giorgio I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si spense Giorgio II°. Di sabato morì anche Giorgio III°, era il 30 gennaio 1820. Ancora di sabato, il 26 giugno 1830, morì Giorgio IV. Identica sorte toccò ad Eduardo VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.

J. G. Bourgeat illustra un interessante esempio di queste sottili relazioni, a dir poco singolari, fornendo un eclatante esempio col numero 539. Riassumo lo studio di Bourgeat, che, a sua volta, trae dal libro “Ricerche sulle funzioni provvidenziali delle date e dei nomi negli annuali di tutti i popoli”:

Sommando all’anno di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il numero 539 otteniamo l’anno di nascita di Luigi XVI, (23 agosto) 1754. Addizionando il 539 al 1225, anno di nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta, otteniamo 1764, che è l’anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI, pure di nome Elisabetta. Aggiungendo il 539 all’anno della morte, il 1226, del padre di Luigi IX, Luigi VIII, otteniamo 1765, che è l’anno di morte del padre di Luigi XVI, Luigi (Delfino).

Effettuando la stessa operazione per l’anno di matrimonio di Luigi IX, il 1231 (1231+ 539) otterremo come totale 1770, che è l’anno di matrimonio di Luigi XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e del governo personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che corrisponde all’anno dell’avvento di Luigi XVI. Il 1243, anno in cui Luigi IX stipulò una tregua con Enrico III, sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui Luigi XVI iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.

Nel 1249 un nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a Luigi IX di volersi convertire al cristianesimo. Addizionando all’anno in questione 539 otteniamo 1788, che corrisponde all’anno in cui un ambasciatore d’Oriente annunciò a Luigi XVI che il suo principe desiderava abbracciare la religione cristiana. Il 1250, anno della prigionia di Luigi IX e dell’abbandono dei suoi, sommato al 539 dà come totale 1789, che corrisponde all’anno della prigionia di Luigi XVI (5 e 6 di ottobre) e dell’abbandono dei suoi.

Aggiungendo 539 al 1253, anno della morte della madre di Luigi IX, la regina Bianca, otteniamo 1792 che è pure l’anno della morte del regno di Lys, detta anche morte della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò il mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno, visita la Maddalena in Provence. Sommiamo l’anno in questione al 539 e otteniamo 1793, anno in cui Luigi XVI è preso dai Giacobini e condotto al patibolo. Viene inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai Provenzali chiamati Marsigliesi.

Certi numeri sembrano davvero avere strane relazioni con la vita delle persone. E’ il caso della vita di padre Pio, tutta costellata misteriosamente dal numero 5. Egli nacque il 25/5/1887 alle 5 pomeridiane. L’anno della sua nascita cadeva nel quinto centenario di quella di san Francesco, perciò fu chiamato Francesco. Il paese del santo, Pietrelcina, allora contava 5 mila anime. I genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio ebbero in tutto 5 figli. Entrato nell’Ordine dei Cappuccini prese il nome di San Pio V, la cui festa cade il 5/5. Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5) del 1910 rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima guerra mondiale. Nell’anno 1918 fu mandato al convento di San Giovanni Rotondo, in cui vi erano 5 sacerdoti e gli fu assegnata la cella n. 5. Gli fu data la pensione di guerra di quinta categoria. Dal 5 al 7 agosto 1918, Padre Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio. Quarantaquattro giorni dopo riceverà le Stigmate. La mattina del 5 ottobre 1925 viene operato d’urgenza, di ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.

Padre Pio profetizzò, nel 1936, la morte di Giorgio V, re d’Inghilterra, il giorno prima. Dopo l’ apparizione delle stigmate fu visitato più volte dal professor Luigi Romanelli, per volere del Padre Provinciale di Foggia, che nella relazione finale, tra l’altro, scriveva: “Ho visitato Padre Pio cinque volte in 15 mesi…”. Il 5/5 del 1956 padre Pio inaugura il grande complesso ospedaliero, da lui voluto e appena ultimato, celebrando la Santa Messa sulla scalinata dell’ospedale. Le stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi e al costato) hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.

E che dire inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V e Clemente XIV? I due entrarono dell’ordine dei frati francescani. Furono entrambi innalzati alla soglia pontificia, eletti all’unanimità, allo scoccare del 64esimo anno. Furono papi per l’identico periodo di tempo: 5 anni, 4 mesi e 3 giorni. Morirono entrambi a 69 anni.

Coincidenze impressionanti, vero? Troppo impressionanti e misteriose per non pensare che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte.

Giuseppe Cosco





Ci troviamo perennemente in televisione

10 11 2011
E' possibile pensare alla terra come una specie di "scuola per anime"? C'è chi ne è convinto.
I pensieri non vengono prodotti dal cervello, ma vengono da esso RICEVUTI. Dire che il cervello produce i pensieri è come dire che la radio o la TV producono i programmi che ricevono.
E se non fossimo davvero DOVE pensiamo di essere?
Il nostro corpo potrebbe essere come una proiezione olografica assieme a tutto il resto che lo circonda.
Ma non utilizzerei il termine "proiezione", forse sarebbe più attinente usare "trasmissione-ricezione."
Tutti gli elementi che ci circondano non si troverebbero dove noi ci stiamo trovando davvero.
Immaginiamoci come degli apparecchi televisivi che stanno mostrando un PROGRAMMA ricevendo delle ONDE.
civiltà scomparse
civiltà scomparse
Queste onde vengono trasformate in suoni dalla radio, in immagini+suoni dal televisore, e in "mondo esterno" da NOI.
E il "mondo interno" potrebbe benissimo non trovarsi nello stesso posto in cui si trova il "mondo esterno", così come la radio e la televisione non si trovano certo nello stesso posto delle trasmissioni che ricevono.
E' interessante notare come le tecnologie della trasmissione-ricezione di immagini e suoni, sviluppate nel celebrato XX secolo, possano essere in qualche modo legate all'esatta natura di come in realtà funzioniamo nei mondi sottili-invisibili ai sensi.
La nostra identificazione con la "macchina" del corpo è in realtà l'identificazione col programma che sta ricevendo da una trasmissione che ha origine da un inimmaginabile aldilà.
E' un po' come se un televisore si identificasse col telefilm che sta ricevendo in seguito alla trasmissione di onde elettromagnetiche da parte di un ripetitore situato a una distanza più o meno grande.
Il limitatissimo mezzo del linguaggio, in questo caso, è del tutto inadeguato, e le metafore zoppicano.
Noi stessi non siamo in realtà il programma che viene trasmesso da chissà quale assurdo "ripetitore TV" che si trova chissà dove, ma siamo la coscienza (senza tempo-spazio-identificazione) dello spettatore che assiste a questo programma, spettatore da qualcuno chiamato anche "il testimone silenzioso".

testimone silenzioso
Immaginiamoci al cinema, seduti sulla poltrona, e immaginiamo di essere del tutto identificati con ciò che vediamo scorrere sullo schermo; l'immaginazione funzionerebbe ancora meglio pensando di indossare un casco per la sperimentazione della realtà virtuale. Utilizzando questo casco, ci troviamo dentro un videogioco, siamo un certo personaggio – mettiamo un guerriero medievale – e combattiamo in una battaglia per la conquista di un castello. Così immersi profondamente nell'azione del videogame in realtà virtuale, ci dimentichiamo di noi stessi (pensiamo al "ricordo di sè" di cui parla Gurdijeff) e servirebbe qualcuno che, delicatamente, riuscisse a sganciarci in qualche maniera dal programma informatico al quale siamo collegati, e da cui ci siamo fatti condizionare fino a perdere la nozione di chi davvero siamo.

civiltà scomparse
civiltà scomparse
Il punto è che "non siamo 'corpi di esseri umani'", il fatto di essere identificati in corpi di esseri umani che abitano in un pianeta provvisto di satellite orbitante, a sua volta orbitante intorno a una stella di media grandezza alla periferia di una galassia, fa parte della trasmissione televisiva, del videogioco olografico. E' una specie di incrocio tra una trasmissione televisiva e un videogioco olografico in tre dimensioni.
Il nostro centro, la nostra origine, la nostra essenza, il nostro cuore si trova ALTROVE. Non QUI. Questa è una simulazione. E' una simulazione!!!
In realtà potremmo ricevere e inviare dati chissà dove e chissà da dove, in una specie di download-upload continuo. Il mondo dell'informatica e delle reti, così come quello della trasmissione-ricezione radiofonica-televisiva, ha fatto sì di poter sviluppare in modi impensati la comprensione di chi veramente siamo noi stessi, modi inimmaginabili all'epoca dei grandi mistici e ricercatori spirituali di occidente e oriente. Se rivolgiamo l'attenzione a una telecamera che sta trasmettendo un programma in diretta – mettiamo una partita di calcio – notiamo che la telecamera possiede uno schermo televisivo bene in evidenza a una sua estremità, e l'inquadratura di questo schermo raffigura esattamente ciò che apparirà in centinaia di migliaia di Tv nello stesso esatto momento. Le immagini che sta riprendendo la telecamera e che verranno trasformate in onde elettromagnetiche, rimbalzeranno, attraverso i ripetitori, sulle antenne riceventi le quali, attraverso il televisore saranno trasformate nuovamente in immagini (e suoni). Questo si potrebbe paragonare al download, la ricezione di dati. Ovvero la conversione delle onde – attraverso l'antenna del nostro sistema nervoso – nel "mondo esterno", in altre parole la realtà virtuale olografica in cui siamo completamente identificati, e da cui siamo completamente condizionati. Nel "mondo esterno" è compreso il nostro corpo.

civiltà scomparse
Possiamo domandarci se l'apparecchio ricevente localizzatore chiamato cervello si limita a ricevere, o può a sua volta trasmettere.
All'inizio scrivevamo della vita sulla terra come "scuola per anime." Ebbene, ci domandiamo se il programma di realtà virtuale in cui siamo ciecamente immersi, abbia anche in qualche modo il compito di inviare dati (upload) chissà dove per informare chissà chi del nostro livello di progresso spirituale.
Ed è anche possibilissimo – anzi, certo – che la nostra antenna funzioni maluccio, e il programma venga ricevuto in maniera confusa e distorta. Cioè, la rappresentazione olografica quadrimensionale appare ai nostri sensi precisissima e infinitamente ricca di particolari, ma è la sua interpretazione da parte del "mondo interno" ad essere viziata. Qualcosa che si può paragonare alla lettura sbagliata di un testo scritto in una lingua straniera. L'errore non è contenuto certo nel testo, ma nella sua interpretazione. Arbitraria come l'interpretazione di una macchia di Rorschach .
Anche qui, il linguaggio e la metafora sono lì lì per gettare la spugna. Io, comunque, c'ho provato.





La distruzione delle basi sotterranee degli Illuminati e altre fantasie

21 10 2011
Girano da un paio di mesi diverse voci riguardanti delle presunte esplosioni che avrebbero interessato alcune basi militari sotterranee, le cosiddette DUMB (Deep Underground Military Bases) negli stati di Washington e Virginia, oltrechè nel Colorado. Secondo tali informazioni – difficilmente confermabili da evidenze veridiche – queste esplosioni avrebbero provocato le scosse telluriche di magnitudine 5.5 le quali avrebbero interessato quelle zone lo scorso 23 agosto.Civiltà Scomparse
In effetti, se si guarda il grafico del terremoto, si nota che è tipico di un’esplosione sotterranea (come gli esperimenti nucleari della Corea del Nord), senza alcuna microscossa premonitrice. Inoltre, sempre seguendo le stesse fonti, altre DUMB sarebbero state ora rese inutilizzabili.
Vi ricordate quando qualcuno portava alla vostra attenzione il rischio di qualche catastrofe futura, per esempio una guerra mondiale dove si sarebbero utilizzate le armi termonucleari, e all’obiezione: “Ma se scoppia una guerra così distruttiva, in cui muoiono miliardi di persone, non sarebbero coinvolti anche i ricconi che tengono in pugno il pianeta?” “Eh, no”, rispondeva quello che aveva cominciato a parlare di conflitto atomico, “Questi, prima che partano i missili e gli aerei, si rifugiano dentro i loro bunker, i quali sono delle vere e proprie città sotterranee ricche di ogni comfort e lusso proprio come ‘su di sopra’, e mentre sulla superficie della terra tutto muore per via delle esplosioni e delle radiazioni, loro – grazie a delle tecnologie inimmaginabili, precluse all’uomo della strada – possono permettersi di continuare a vivere fino a 300 anni, fino a quando, cioè, potranno risalire alla luce del sole, ripopolando il pianeta e apparendo come divinità-guida a una popolazione imbarbarita ridotta di numero, a poche centinaia di milioni di persone da soggiogare in un nuovo ordine mondiale.”Quindi l’OPZIONE DOTTOR STRANAMORE, come l’ha chiamata il romanziere e saggista Roberto Quaglia, presuporrebbe il rifugiarsi di migliaia, forse milioni, di persone selezionate, dentro un vero e proprio mondo sotterraneo. Ebbene, secondo tali recenti informazioni (che sembrano, in effetti, leggende urbane), questi mondi sotterranei sono stati interdetti all’utilizzo dei ricconi cattivi in cima alla piramide del potere planetario. Poniamoci questa domanda: e se il mondo in cui ci troviamo a vivere fosse così tanto disarmonico e così ingolfato di ingiustizie e violenza, non per via di una generica “natura umana” egoista e ingorda, ma perchè inquinato moralmente per secoli ad opera di un ristretto numero di potenti – uniti tra loro dagli stessi retaggi genealogici risalenti all’epoca babilonese – i quali, per continuare a esistere nel futuro in quanto casta millenaria di padroni alla guida degli schiavi, non avevano altra soluzione che provocare un genocidio quale non si è mai visto, riducendo drasticamente la popolazione del globo? Dopo essersi messi al sicuro, nei loro idilliaci mondi ctonii, con l’aspettativa di poter vivere secoli – grazie a ritrovati tecnologici secretati – e quindi poter “tornare a rivedere le stelle” dominando la popolazione del futuro, tornata a essere come ai tempi del Medio Oriente centinaia d’anni prima di Cristo?

Mappa delle DUMB

Anche a me, come a voi, viene da sbottare: “Ma via, andiamo, sono tutte fantasie!” però, anche se fosse solo il parto dell’immaginazione di qualche derelitto, sfigato smanettatore di internet, tutto questo materiale (pseudo)informativo produce una potenza immaginativa fuori dal comune. Del resto, è con l’immaginazione che vengono costruite le culture, le civiltà, non con la logica e la razionalità, tanto celebrate dall’attuale moribondo modello del reale. Moribondo proprio perchè ha dato eccessivo credito alla logica e alla razionalità.Il punto è che la narrazione di prima, riformulata, suona così: “La terza guerra mondiale termonucleare era nelle aspettative future di coloro che la vedevano come naturale punto di arrivo della nostra società ipertecnologica fondata sulla conflittualità e sull’ingordigia, e questa guerra catastrofica non poteva essere pensata in assenza dei bunker dentro cui i potenti si sarebbero nascosti sottoterra per ripararsi dalla tempesta radioattiva, lasciando noi poveracci a morire. Ma lo smantellamento totale di questi bunker scompagina le carte in tavola e rende inutile la presenza delle armi nucleari, vanificando il loro utilizzo futuro in una grande guerra, dal momento che anche i ricconi non avrebbero un posto dove ripararsi dalla catastrofe globale.”Le narrazioni eccentriche ed estreme, quasi sciamaniche – strette parenti dei sogni – possono aiutarci meglio a intuire il domani, rispetto all’analisi di dati statistici scientifici, i quali non fanno che stirare l’oggi (ovvero ciò che vediamo e sappiamo al momento presente) allungandolo fino a farlo diventare “futuro”, quando invece è solo una patacca che può afflosciarci nelle nostre mani al minimo soffio di avvenimento inatteso, visto in precedenza come impossibile, incredibile, pazzesco, che non si potrà avverare mai. “Pensavo fosse futuro e invece era un calesse”, si potrebbe scrivere parafrasando un noto film con Massimo Troisi.Ritengo che vivrò tempi in cui lo scrivere di fantascienza sarà molto scomodo, perchè ciò che scriverò si potrà avverare nello stesso momento in cui lo scrivo, iniziando la pagina credendo di scrivere qualcosa di irreale e finendo la pagina scoprendo che ciò che ho scritto è diventato all’improvviso reale!

Durante il precedente articolo, a un certo punto parlavo a proposito delle “agenzie di stampa”, e mentre ticchettavo sulla tastiera questa espressione, avvertivo dentro di me un moto di disagio. Ma come “stampa”, ma come “giornalisti”, con tutti i miliardi di pagine web che possono essere consultate anche su uno schermo senza fili, con centinaia di migliaia di contatti al secondo? Tutti questi esperti la cui firma compare in calce a documentati articoli che fanno proiezioni future “da qui al 2050” si rendono conto a quanto stiamo andando su questa terra, come diceva Corrado Guzzanti alla fine degli anni novanta? NO.
Di certo non vedono che il futuro è un’automobile che sta andando a tutta velocità contro un muro, esplodendo di pezzi, bulloni, bielle, pistoni, frammenti di vetro ecc, Ci tengo a sottolineare che NON SI TRATTA DI UN’IMMAGINE NEGATIVA questa.

Civiltà Scomparse_Stargate

Ciò che immagino è la seguente fantasia: si sta andando verso una CONVERGENZA TOTALE di giornali, tv, radio, cinema, videogame, internet, telefono…e interfaccia neurale umana. Come ha detto Terence McKenna in questo video, questa convergenza totale porterà al ritorno del MONDO DEL SOGNO della cultura degli aborigeni australiani, delle culture arcaiche di millenni e millenni fa, prima del giogo babilonese che ancora soffoca le nostre vite. Sarà come un’esplosione, non ci vorranno decenni e nemmeno anni, ma probabilmente una manciata di secondi, sarà come uno STARGATE, e verremmo risucchiati in una specie di “internet tridimensionale analogica”, dovuta alla convergenza totale con le nostre menti, che diverranno un’unica mente, con TUTTI i suoi contenuti condivisi. In quel momento l’era della tecnologia, l’era del digitale verrà trascesa, la civiltà industriale (con tutti i suoi corollari) non avrà più alcuna ragione di continuare a esistere, avrà inizio l’era dell’UTOPIA REALE, dove l’inganno, la menzogna, il nascondimento, l’occultamento, la violenza l’uno contro l’altro, non avranno più ragione di essere, se non magari per gioco. E dove i personaggi del film – i quali si credevano “persone reali” – conosceranno il regista. Insomma, questo mondo smetterà di essere considerato “reale”, o meglio, verrà visto nella sua virtualità intrinseca, avendo compreso – più o meno confusamente – che l’unica realtà è la IL CAMPO DI COSCIENZA. E che la mente è soltanto una sua interfaccia.

Civiltà Scomparse

E’ curioso accennare a come diverse vittime dei rapimenti alieni abbiano sperimentato una sensazione particolare, quando gli extraterrestri “aprivano il muro” (per dirla con Corrado Malanga), entrando nella loro stanza da letto per rapirli: come se la realtà “reale” si stesse trasformando e non ci fosse più alcuna differenza con il sogno.

E, a proposito di sogno, devo riportare che, un mese fa circa, ho sognato di trovarmi in Germania, in un ambiente cittadino somigliante a certi luoghi in cui venivano girate le puntate dell'”Ispettore Derrick”, oppure a film di Wim Wenders, come “Il cielo sopra Berlino.” A un certo momento, durante la notte, capitavo dentro un locale al chiuso pieno di giovani, somigliava a un club, a un centro sociale. I suoi muri erano fatti di mattoni rossi. D’improvviso, si apriva una breccia in una di queste pareti, coi mattoni che cadevano a terra. Oltre il muro si spandeva una luce molto intensa, come proveniente da un’altra dimensione. I ragazzi uscivano da questa breccia aperta, e qualcosa mi diceva che si trattava di una FUGA da un mondo piatto e diventato ormai una specie di subdolo regime senza speranza, verso una nuova realtà, da tanto tempo nascosta.

Il “Buio che stiamo attraversando”, per dirla con Antonio Tabucchi, dura da un centinaio d’anni, da quando ebbe inizio la prima guerra mondiale. Tutto il bianco dei parametri positivisti eretti nell’ottocento, e culminati con la celebre Belle Epoque, in cui sembrava che la luce del progresso tecnologico industriale avrebbe portato l’umanità verso la felicità assoluta e la libertà totale, naufragarono nel 1912 col Titanic, nel 1913 con l’edificazione della truffaldina Federal Reserve e nel 1914 con lo scoppio del conflitto più esteso e sanguinoso di cui ebbe allora memoria l’umanità nella storia ricordata, tutto basato su quel progresso tecnologico industriale del quale si erano tessute le lodi per decenni. Il punto di nero del simbolo del Tao fu questa serie di avvenimenti, fu lo sparo del separatista serbo Gavrilo Princip all’erede al trono asburgico Francisco Ferdinando d’Austria, che invase di nero tutto il XX secolo, fino ad arrivare al segretario generale del partito comunista dell’URSS Yuri Andropov (nato nel 1914) con la faccia illuminata mentre monitorava i fantascientifici schermi, collegati coi satelliti nello spazio, che gli proiettavano in tempo reale la posizione dei missili intercontinentali e dei missili a medio raggio contro gli omologhi negli Stati Uniti, durante la pericolosissima, semisconosciuta crisi internazionale provocata dall’esercitazione NATO “Able Archer” nel 1983 dove l’umanità fu a un passo dall’autodistruzione; fino poi ad arrivare all’11 settembre 2001 (Su un recente articolo de “La Stampa” vi era scritto che quell’attentato si trascina dietro un filo nero che torna indietro fino alle due guerre mondiali), e al brutto decennio che ne è seguito.

Ritengo che il mondo si stia in qualche modo avvicinando al punto di bianco del Tao, il momento in cui inizierà davvero il XXI secolo. E immagino di poter identificare quel momento in una serie di avvenimenti che porteranno all’arresto conclamato e irrevocabile dei VERI RESPONSABILI della prima, della seconda guerra mondiale, dell’olocausto ecc., o perlomeno dei loro eredi diretti. Ciò avrà come esito un ridimensionamento – o forse l’abolizione – della Federal Reserve, e una riscrittura straordinaria della storia recente, al di là di tutta la propaganda che hanno fatto ingurgitare alle persone per così tanti decenni, mantenendo apposta le divisioni e le tensioni date da un’incompleta o errata interpretazione di quegli avvenimenti. E, ancora peggio, instillando nelle menti la velenosa certezza che “l’uomo è irrimediabilmente cattivo”, invece di pensare alla possibilità di inumani stati di condizionamento e di ipnosi assassina.

Anche queste potrebbero essere pure immaginazioni, come lo smantellamento delle basi sotterranee degli “Illuminati”, come la convergenza totale dei media con la mente umana, che porta alla telepatia e al mondo del sogno, ma ricordiamoci: un racconto di fantascienza potrebbe diventare realtà nel momento stesso in cui lo scriviamo.





L’Apocalisse nella scena finale di The Truman Show

18 10 2011
Nell’ultimo trentennio, i mass media hanno così contaminato gli eventi del mondo attraverso la loro incontenibile potenza, da essere in grado di costruire una realtà storica da essi stessi prodotta, e farla abitare ai telespettatori. Lo abbiamo già detto. Vi sono centrali della propaganda, come le agenzie “di stampa” internazionali, per esempio la REUTERS, che decidono cosa deve essere riportato e cosa no su tutti i giornali e telegiornali del mondo. Il fatto che vi siano così tante fonti di informazioni sul mercato dà l’impressione dell’esistenza di un pluralismo, per esempio assente nei regimi “non democratici.”
Ma non è così.
Allo stesso modo di come vi sono gli sceneggiatori e i registi che cucinano storie per il cinema, dentro cui vengono invitati a rifugiarsi gli spettatori-clienti-cittadini-sudditi di tutto l’occidente, vi sono – all’interno delle agenzie internazionali di cui sopra – “sceneggiatori e registi” (cioè agenti) i quali diffondono determinate, selezionatissime, notizie e ne cassano innumerevoli altre, perchè non rispondono a quelli che vengono chiamati “criteri di notiziabilità.”
Inoltre, gli avvenimenti e personaggi coinvolti nelle vicende riportate dagli organi di informazione devono essere mostrati al lettore-spettatore seguendo un determinato copione di massima, il quale è comune a TUTTI i giornali e telegiornali (+ internet), di qualsiasi orientamento.
Per esempio, eventi del passato come la crisi del 1929, la Seconda Guerra Mondiale o l’Olocausto degli ebrei (la Shoah), oppure i viaggi astronautici (e il sistema monetario) verranno presentati al lettore-spettatore sempre dalle stesse angolazioni DI BASE, pur con le sfumature inevitabili tra un giornale e l’altro, dovuti alla nazione di appartenenza, al versante politico, o al tipo di finanziatore della testata. Le notizie diramate verso tutto il mondo da questi headquartersmondialisti centrali verranno poi riprese dalle agenzie interne di ogni singolo paese, mantenendo l’ottica di base di cui abbiamo parlato, la narrazione di sottofondo con cui le notizie sono raccontate.Ciò che accade è semplicemente questo: sarà a causa dell’evoluzione percettiva delle coscienze umane, ma da un quindicennio a questa parte – e con un’intensità progressiva dall’autunno del 2001 in avanti – l’informazione ufficiale appare sempre più contaminata dalla finzione pura e semplice. In alcuni lunghi momenti, leggendo i giornali, vedendo la televisione, navigando sulle notizie ufficiali in internet (e, naturalmente, ascoltando i notiziari radio) sembra di essere capitati dritti dritti dentro uno di quei film d’azione tratti da un romanzo di Tom Clancy. Presidenti in pericolo dentro l’Air Force One; cattivoni internazionali che sembrano riassumere l’appellativo con cui era identificato l’attore Erich Von Stroheim, ovvero “L’uomo che vi piacerebbe odiare”; presidenti messi alla gogna mediatica per via di vicende quasi pornografiche o che sembrano Morgan Freeman da giovane i quali (in combinazione col loro vice) sono quasi dei perfetti omonimi dei cattivoni internazionali che organizzano azioni eclatanti, fatte proprio apposta per “bucare lo schermo” e impressionare a fuoco milioni di spettatori; minacce di bancarotta totale catastrofica “se non si trova l’accordo in tempo” portate all’attenzione di tutti i primi titoli; complotti iraniani da avanspettacolo per ammazzare ambasciatori sauditi…e via così.
Ci sarebbe da andare avanti ore se ne avessimo la possibilità e la capacità di rintracciare tutte le volte in cui informazione ufficiale e sceneggiature di film si sono aggrovigliate tra loro in un nodo inestricabile, impossibile da sciogliere.
E sono SEMPRE LORO, sempre gli Stati Uniti, al centro di questo palcoscenico mondiale, di questa Broadway planetaria dove di volta in volta è di scena la commedia o la tragedia (preferibilmente quest’ultima), questo perlomeno dal 1956in avanti. Presidenti assassinati platealmente in pieno giorno, azioni belliche nel sud-est asiatico da cui vengono tratti pacchi di sceneggiature di film dai migliori registi, dimissioni di presidenti in seguito a scandali, attori di serie B che diventano presidenti, leggendarie missioni nello spazio e sulla luna, eclatanti minacce di guerra termonucleare totale che portano alla salvezza del genere umano proprio nell’ultimo minuto utile per sventare la catastrofe (il massimo della cinematograficità!), asteroidi che ci possono colpire e da cui l’eroismo USA ci deve salvare sennò schiattiamo tutti, e via così, come ho detto ci sarebbe da andare avanti per ore.Da un po’ di anni sta avvenendo qualcosa di inconsueto. Utilizzando internet come veicolo, stanno circolando fiumi di informazione – cosidetta alternativa o “cospirazionistica” – con una diffusione sempre maggiore, e con la particolarità di informare su aspetti del nostro mondo che sono praticamente per nulla trattati dall’informazione ufficiale la quale si dirama come una ragnatela dalle principali agenzie internazionali avendo come approdo finale i giornali e i tele-radiogiornali (+ internet) di tutti i paesi. Una grandissima parte dell’informazione “non convenzionale” su internet si può riassumere nella seguente immagineCiviltà Scomparse_Illuminati
E, nonostante un buon numero di tentativi di facciata, ogni informazione di questo tipo è lasciata libera di circolare in lungo e in largo, disponibile a chiunque. Un certo numero di truthseeker (“cercatori di verità”) lo hanno già notato. Non viene fatto NULLA per censurare, o anche solo limitare, tutta questa sconfessione totale della propaganda su cui si regge il mondo occidentale attraverso il suo tipo di informazione consueta, su cui si basano i dibattiti delle personalità in Tv.

Se pensiamo che i film della serie Zeitgeist rilasciati in Rete sono stati visti da centinaia di persone (e il primo di questi tratta esplicitamente di signoraggio, falsità della versione ufficiale dell’11 settembre, governo ombra mondiale millenario) e di come le persone che mostrano “cosa si cela dietro la facciata” pubblichino libri che diventano piccoli best sellers, andando poi in giro pressochè indisturbati facendo un mucchio di conferenze, giungiamo a una sola conclusione: negli anni precedenti è stato seminato un nuovo tipo di opinione pubblica new age e qualcuno sta preparando qualcosa che annienterà per sempre la credibilità dei quotidiani e della televisione, probabilmente in quel 2012 così pubblicizzato.

Come abbiamo già detto nel post citato in precedenza, vi è un film della fine degli anni novanta (un decennio in cui al cinema erano uscita una serie di strane pellicole riguardanti la scoperta di come il mondo in cui viviamo sia tutta un’illusione) dove viene presentato un giovane impiegato, sulla trentina, un certo Truman Burbank, interpretato da un grande e commovente Jim Carrey, il quale comincia a notare che nella sua realtà accadono cose incongrue, come per esempio un faretto televisivo che piomba giù dal cielo, o familiari e colleghi che iniziano come a sbagliare “copione.” Già, perchè il povero Truman è al centro di un programma televisivo, di un reality show si sarebbe detto in seguito, che ha avuto inizio dal momento in cui è nato, ed è andato avanti per anni e anni, in cui ogni momento della sua vita è stato ripreso dalle telecamere e mostrato in diretta a milioni di spettatori.

Alla fine del film, il master, il demiurgo, l’uomo ombra dietro questo programma, ovvero il regista, parla per la prima volta con Truman attraverso il microfono, e la sua voce rimbombante giunge dall’alto, dalle nubi. Ora, notiamo che Truman – per la maggior parte della sua vita, fino alla trentina – non si era mai accorto di nulla, pensava che tutto fosse “come gli veniva raccontato”, ma a un certo momento una serie di indizi gli fanno avere il sospetto che la realtà in cui vive possa essere una montatura durata tantissimo tempo.
Fino a spingerlo a voler scoprire la verità, la quale giungerà, in seguito ad aver sconfitto la sua paura dell’acqua, scoprendo che davvero, invece dell’orizzonte del lago…c’è solo la parete di uno studio di posa televisivo.
E proprio quando la sua mano tocca questo muro dello stesso colore del cielo e del lago, la voce di DIO (del regista) si manifesta, parlandogli per la prima volta a lui direttamente, rivelandogli tutto.
In quel momento, per Truman, è una specie di APOCALISSE, di rivelazione, che conferma la veridicità dei suoi sospetti.
Mettiamoci nei panni di Truman, il momento in cui la FINZIONE passerà dalla ripresa televisiva di attentati terroristici organizzati, di presidenti “alla Morgan Freeman” eletti, di cattivi internazionali arrestati, a riguardare la nostra stessa esistenza.
Visionando in rete tonnellate di cospirazionismo, non ci rendevamo conto di vedere cascare dal cielo faretti televisivi, case che ci ricordavamo essere in un luogo, ce le ritrovavamo in un posto diverso, così come gli interruttori della luce. In modo subliminale, allo stesso modo di film come The Truman Show e Matrix, anche i concetti di “Società dello spettacolo”, i videogiochi e gli stessi reality show, hanno cominciato a farci abituare all’idea che il nostro mondo non è reale.
Ma giungerà davvero per noi il momento della realtà nell’ora dell’Apocalisse?
O di nuovo, come dice Guy Debord, “il vero sarà un momento del falso”?





Top Secret, La seconda guerra civile americana e la finzione che cancella la storia

29 09 2011
All’inizio dell’anno, o poco più, mi è successo di fare una scoperta singolare. In una via della mia città, mentre passeggiavo, ho guardato per caso all’interno di un bidone per la raccolta della plastica. Dentro mi sono accorto che vi erano un sacco di custodie di videocassette VHS. Guardando meglio, e prendendone una, ho scoperto che dentro le custodie erano presenti anche le videocassette! In mezzo a qualche titolo italiano, c’erano perlopiù film di produzione USA, e sono stato subito attirato da due di questi, poichè sentivo che vi era una certa affinità tra i due, riguardante un certo discorso che già da allora volevo esporre, ma poi non mi era più capitata l’occasione. Fino a ora.Civiltà scomparse_Rossano Segalerba
Civiltà scomparse_Rossano Segalerba
I due film sono “Top Secret”, di Jim Abrahms, David e Jerry Zucker e “The second civil war (La seconda guerra civile americana)”, di Joe Dante. Si tratta di una coppia di film dall’atmosfera piuttosto esagerata e brillante. “Top Secret”, essendo stato ideato dal trio Abrahms-Zucker-Zucker, è anche abbastanza scervellato, visto che gli autori sono gli stessi di “L’aereo più pazzo del mondo”, “L’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo” e “Una pallottola spuntata.”Tra un sacco di gag e trovate demenziali di ogni tipo, in “Top Secret”, risalente al 1984, viene mostrata la storia di un cantante rock’n roll “alla Elvis” (interpretato da Val Kilmer) che riesce a fare una tappa della sua tourneé europea oltre la “cortina di ferro”, nella Berlino Est del muro e della polizia segreta Stasi (i cui componenti qui somigliano a nazisti), e mette in agitazione i militari dell’allora Repubblica Democratica Tedesca, non solo a causa dei suoi scatenati costumi musicali occidentali nel bel mezzo dell’ideologia sovietica. Finisce anche in cella cercando di evadere dalla tazza del gabinetto, aiuta uno scienziato prigioniero dei tedesco-orientali la cui figlia si è innamorata di lui, si unisce a una assurda brigata di partigiani in combattimento, guidati da una specie di ricciolino biondo appena uscito da film romantici come “Laguna blu”, all’assalto di una fortezza comunista, e alla fine la malcapitata stella del rock si ritrova persino nel bel mezzo di una scazzottata western subacquea sotto il fiume Elba!

Nel più celebre (e celebrato) “La seconda guerra civile americana”, la demenzialità cede il passo a una satira della politica e dei mass media USA, per molti versi anticipatrice e profetica. E’una storia che si svolge nel primo decennio del XXI secolo, dove abbiamo un governatore di uno stato USA, l’Idaho, il quale si rifiuta di ospitare migliaia di profughi, bambini orfani a causa di una guerra nucleare tra India e Pakistan, giungendo a chiudere le frontiere dello stato. Viene così scatenata una crisi che coinvolge i rapporti tra il governo centrale di Washington e l’Idaho, i quali diventano sempre più tesi, fino a giungere al punto di rottura quando – in seguito a un ultimatum – il governatore Farley attira verso la sua rigida posizione conflittuale anche le guardie nazionali di altri stati degli USA, e persino diverse minoranze etniche. Insomma, tutto lascia presagire lo scatenarsi di una nuova guerra civile americana, la quale purtroppo alla fine scoppierà, a causa di uno stupidissimo equivoco nella dichiarazione del governatore prima della scadenza dell’ultimatum.

Entrambi i film sono emblematici per capire l’attuale presente, il postmoderno che sfocia nel ridicolo, la ripetizione della storia dove la versione originale degli avvenimenti è tragedia e la seconda versione – tutte le volte che si ripresenta – è farsa, qualcosa di troppo simile alla FINZIONE di un film o di uno spettacolo TV.

Civiltà Scomparse_Rossano Segalerba
In “Top Secret” abbiamo il cantante rock’n roll fifties’style, una specie di versione anni ottanta di Elvis Presley, il quale si esibisce in una sorta di enorme sala da ballo popolata da (americanissime) ragazze urlanti nel pieno della Berlino Est del 1984, cantando brani simili a Love me tender, Hound dog, Are you lonesome tonight? mentre qui e là ai lati della sala, e seduti ai tavoli, appaiono guardinghi agenti e militari sovietico-tedeschi dell’est somiglianti a gerarchi nazisti. Abbiamo qui una mescolanza di ambientazioni, un riassunto paradossale di diversi momenti della storia iperstoricizzati, ovvero CLASSICI, seguendo la definizione di classico come “ciò che è dato una volta per sempre (e può essere in futuro solo imitato o scimmiottato).” E, a questo proposito, ci viene in mente quanto fosse stata un melange di questo tipo la cosiddetta Guerra nel Kosovo avvenuta nel simbolico 1999, molto anticipato nelle profezie e nelle tradizioni futuribili precedenti a quell’anno. Si trattava come di un riassunto delle guerre più memorabili del XX secolo che stava finendo. L’attacco alla Serbia da parte della NATO faceva venire in mente l’analogo attacco alla Serbia da parte dell’Impero Austro-Ungarico quasi ottantacinque anni prima, nell’agosto del 1914 – che si trasformò dopo poco nella prima guerra mondiale -; il bombardamento di Belgrado era confrontabile (anche nella tempistica) con quello compiuto dalle forze aeree naziste esattamente cinquantotto anni prima, nel 1941, che fece ritardare di mesi l’invasione dell’URSS da parte di Hitler; la pulizia etnica del Kosovo ad opera delle truppe serbe era una versione in minuscolo di ben più vaste ed estese operazioni del passato; la tensione tra i paesi ortodossi legati alla Serbia (tra cui la Russia, suo stretto partner) e la NATO (compresi gli Stati Uniti) era un farsesco remake dei momenti più brutti della guerra fredda tra USA e URSS, con l’ultranazionalista Zirjnovskij che reclutava nel centro di Mosca “volontari per mandarli a combattere a fianco di Milosevic.” Non ci veniva nemmeno risparmiato il ricordo della guerra del Vietnam, evocata come scenario nel caso si fosse giunti a un’operazione di terra. Con lo stesso spirito, del tutto inconsapevolmente com’è ovvio, nel film “Top Secret” viene mostrata la scena in cui il cantante rock partecipa alla liberazione dello scienziato rapito e della figlia (di cui è innamorato), tenuti in ostaggio dai militari tedesco-orientali che sembrano nazisti. E il cantante si trova dunque in mezzo a un gruppo di volontari di diversa nazionalità – capeggiati dal’ex amante della figlia dello scienziato – che in certi momenti assomigliano a partigiani della seconda guerra mondiale, e in certi altri ad “armate della liberazione contro i comunisti” di qualche ex colonia occidentale dell’America centrale o dell’Africa.

L’operazione militare contro la Libia dell’anno in corso, è stato un altro esempio di questo tipo, una situazione che ricorda simultaneamente eventi del passato già codificati, come le schermaglie aeree con gli USA nel Golfo della Sirte del 1981 e la pioggia di missili su Tripoli del 1986 nonchè l’invasione del canale di Suez da parte di Francia e Gran Bretagna nel 1956, come ritorsione coloniale all’allora presidente Nasser che aveva nazionalizzato il canale, il tutto incrociato con diverse guerre civili avvenute in precedenza nei paesi africani.

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In “La seconda guerra civile americana” il gioco si fa ancora più scoperto. La farsa degli “eventi storici” in piena epoca postmoderna è mostrata in modo beffardamente crudele. Ricordiamo che il film è del 1997. Abbiamo la copertura mediatica estrema e ultraspettacolare “di ciò che sta avvenendo nel mondo in tempo reale”, con il direttore di studio della (c)NN che sceglie i primi piani migliori da mandare in onda degli orfanelli provenienti dalla guerra tra India e Pakistan appena scesi dall’aereo. Vediamo le “dichiarazioni storiche” in TV di un presidente USA perennemente guidato dal suo consulente di immagine James Coburn, che un giorno gli consiglia di ispirarsi a Eisenhower per un suo discorso, un’altro giorno a Lincoln, quando deve scandire il drammatico ultimatum al governatore dell’Idaho, che scade dopo 69 ore e mezza e non dopo 72 ore, per non sovrapporsi alla trasmissione di una soap opera! E’ significativo che questo film fosse stato trasmesso su Rai Tre una notte, per commemorare i dieci anni dalla guerra del golfo, ovvero l’inizio della spettacolarizzazione tv totale degli eventi bellici, in una continua maggiore finzione anno dopo anno, fino a giungere oggi alla piazza di Tripoli “invasa dai ribelli insorti”, ricostruita negli studios dell’emittente del Qatar Al Jazeera, e alle continue mistificazioni mediatiche da parte dei network occidentali (denunciate persino dal settimanale cattolico “Famiglia Cristiana”!), per cercare di vendere al pubblico la giustezza della guerra in Libia.


Nel film di Joe Dante, i veri leader sono gli esperti della comunicazione mediatica: il consulente d’immagine del presidente, il giornalista capo della (c)NN che fa il regista degli avvenimenti drammatici sugli schermi, visti da lui come ghiotti bocconcini da mandare in onda per il pubblico spettatore delle soap opera. Quindi sono gli indici d’ascolto a decidere che un ultimatum il quale potrebbe – se non rispettato – far partire la seconda guerra civile americana, sia di 69 ore e mezzo e non di 72, com’era preventivato! In confronto a questi, il presidente degli Stati Uniti del film fa la magra figura di una persona qualsiasi – timida, tonta e vanesia – pronto a diventare un attore a comando davanti alle telecamere per scimmiottare i CLASSICI Eisenhower e Lincoln, presidenti di quando esisteva ancora la storia, o perlomeno di quando veniva ancora presa sul serio. Qui abbiamo la fine della storia fagocitata dalla finzione e, al momento in cui ci troviamo adesso – con la variabile aggiunta dell’informazione e controinformazione su internet – le difficoltà a capire dove finisce la realtà e inizia la finzione, e viceversa, sono più estreme che mai.

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Osama Bin Laden – chissà quando è davvero morto – era veramente il nemico numero uno, o si trattava di una specie di attore (più o meno consapevole) manovrato dalla CIA? Gheddafi ha davvero ammazzato 12.000 connazionali lo scorso febbraio? C’era davvero la piazza piena zeppa di persone, come abbiamo visto sui giornali, quando hanno tirato giù la statua di Saddam Hussein a Baghdad? L’11 settembre è andata proprio come ce l’hanno raccontato alla CNN? E’vero che George W. Bush aveva un quoziente intellettivo più basso della media? Il vero nome dell’attuale presidente è proprio Obama, ed è nato negli USA, o in realtà si chiama Barry Soetoro, ed è nato altrove? Silvio Berlusconi ha preso veramente un modellino del duomo di Milano in piena in piena faccia o è stata tutta una sceneggiata?

Chissà, se ci trovassimo a essere complottisti, potremmo pensare che vi sia un intento preciso nel rendere sempre più così infiltrata dalla FINZIONE pura e semplice l’informazione dei grossi network, quasi senza alcun rispetto per la verosimiglianza, e con un mucchio di prove contrarie che incastrano ma (per adesso) non vengono mostrate sugli stessi schermi. Però, dal momento che “Nella società dello spettacolo il vero è un momento del falso”, come ha detto Guy Debord, anche future contromosse e rivelazioni potrebbero benissimo far parte dello stesso gioco. Un gioco al massacro che potrebbe portare alla distruzione completa e totale della storia, non più seriamente registrabile per i posteri su alcun libro, enciclopedia, sussidiario.

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In un altro film uscito lo stesso anno di “La seconda guerra civile americana”, ovvero “Wag the dog – Sesso e potere” vediamo di nuovo un consulente d’immagine (questa volta interpretato da Dustin Hoffman) il quale, in combutta con Robert De Niro, l’agente per le relazioni esterne del presidente USA, confeziona mediaticamente una FINTA GUERRA CON L’ALBANIA, da mandare su tutti i giornali e telegiornali, per cercare di mettere in secondo piano – diciamo non nei primi titoli – uno scandalo di tipo sessuale che ha rischia di travolgere l’inquilino della Casa Bianca.
Il fatto straordinario è che in quella fine degli anni 90, la realtà della cronaca e della storia (o ciò che consideravamo come tale) e la finzione cinematografica si stavano mischiando in modo davvero impressionante: una guerra nei Balcani era effettivamente in preparazione, come abbiamo scritto prima, e Bill Clinton rischiava di essere rimosso dall’incarico perchè aveva mentito al paese raccontando bugie pietose su una sua relazione sessuale dentro gli uffici governativi. E ciò era avvenuto DOPO l’uscita del film, e non PRIMA. Senza contare che, in nuce, quel film raccontava l’essenza di tutti i dibattiti sul ruolo dei grossi media nell’informazione, che si sarebbero svolti nel decennio successivo, tra l’altro quello in cui è ambientata “La seconda guerra civile americana.”

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Nello stesso periodo – piuttosto INIZIATICO, per così dire – erano usciti al cinema altri titoli significativi, come “The Truman Show”, dove un tenerissimo Jim Carrey scopre che la sua intera vita fino ad allora era stata una finzione televisiva, e che era ripreso a sua insaputa 24 ore al giorno tutti i giorni, e tutto era sotto la guida di una specie di MASTER nascosto, di un regista-demiurgo che alla fine si svela.
Chissà, potrebbe essere questo, per tutti noi, l’approdo definitivo, tra qualche tempo. L’informazione alternativa, in questi anni, ha demolito completamente la versione mainstream di numerosi esempi, ma già in alcuni momenti ci sentivamo come spettatori di una finzione smaccata, come “se vedessimo un film”, per dirla con le persone intervistate dopo un avvenimento d’impatto. Si, ci sarà un momento, particolarmente anomalo, e non vogliamo fare nessunissima data, in cui LA CONSAPEVOLEZZA DELLA FINZIONE raggiungerà livelli estremi, tali da coinvolgere la nostra stessa vita quotidiana, tali da farci provare la sensazione di trovarci a essere come il protagonista di “The Truman Show” alla fine del film.
Quando l’illusione della storia “come ce l’hanno sempre raccontata e come abbiamo sempre creduto che fosse” diventerà troppo plateale per continuare a crederci. E sentiamo che in tutto questo avrà un ruolo la differenza tra ciò che verrà presentato in TV e sui giornali e ciò che verrà presentato in rete.





Fantasia

20 09 2011


Vi è una strana canzone del gruppo italiano Matia Bazar risalente al 1982, un singolo 45 giri tratto dall’album “Parigi, Berlino, Londra”, che sembra parlare di una specie di “ora X”, o addirittura di un qualcosa il quale si potrebbe interpretare come “fine del mondo, del tempo, o della storia.”
Sono notevoli anche i singolari oggettini bianchi tenuti in mano dai componenti del gruppo, elementi che richiamano il mondo dell’esoterismo, come la MERKABA mostrata dalla cantante Antonella Ruggiero in primo piano.


Poi, a sinistra vediamo un busto di manichino che ricorda la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, in fondo c’è un ANELLO DI MOEBIUS, figura geometrica non euclidea. Ma è il componente del gruppo alla sinistra della Ruggiero che attira di più il nostro interesse, dal momento che offre al nostro sguardo nientemeno che la RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA SUCCESSIONE NUMERICA DI FIBONACCI (in relazione col rapporto P GRECO) sottoforma del calco della conchiglia di un Nautilus, un mollusco particolare.


Come sappiamo, la sequenza di Fibonacci è LA costante matematica dell’universo, in tutte le sue scale dimensionali, e ne abbiamo parlato diverse volte proprio in relazione al TEMPO. Seguendo la linea di alcuni scienziati di frontiera russi come Smelijakov, il modello del tempo come linea retta indefinita o infinita, dal passato al futuro senza subire variazioni, è da rivedere. Dal momento che in natura non esiste il concetto di “linea dritta” (è un costrutto geometrico astratto, figlio della mente umana), ma ogni “linea” è una curva, o ciclo, di espansione-implosione, anche il tempo si comporterebbe allo stesso modo. E, visto il suo stretto legame con lo spazio, parteciperebbe alla creazione materiale della realtà. Il punto di origine da cui si diparte la spirale si potrebbe pensare posizionato “alla fine del tempo”, ma paradossalmente anche al suo inizio, dal momento che si tratta di un punto di origine. Cosicchè la cosiddetta “fine del mondo” verrebbe vista come una specie di “generatore della storia”, una MATRICE, un punto da cui si misura tutto il resto della storia, come la barra campione del METRO – con cui si misura la lunghezza della terra – conservata a Sévres, presso Parigi (guarda caso citata nella canzone).

E’ da rimarcare che persino nel videoclip si sono premurati di far comparire i vari oggetti!

Una stanza, una casa, una città
Strade vuote e ombre nell’oscurità.
A Berlino soldati stanchi e d’ogni età
Sopra i muri con le donne che gli stanno vicino
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Parigi, Londra e in tutte quante le città.

Era un venerdì notti di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città
e quanta in quella stanza.

Sulla Senna un barcone solitario va
Champagne a fiumi, munizioni e gente che non sa.
A Parigi tra lampioni spenti la complicità
Sigarette e voci per un’ora di felicità.
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Berlino, Londra e in tutte queste città.

Era un venerdì, notti di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città
Quanta tensione c’era…

Hei! Rintocchi di campane mute ormai
Radio Londra un messaggio nel Tamigi un’onda.
Lord e Lady un altro whisky cambierà
Ma nei pubs questi inglesi no non stanno più in piedi.
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Berlino, a Parigi e in tutte quante le città.

Era un venerdì notte di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città.