Meditazione sul futuro – memorie controcorrente

30 11 2020
Psychology and Retrocausality: How the Future Determines Love, Memory,  Evolution, Learning, Depression, Death, and What It Means to Be Human:  Hatala, Mark: 9781933167572: Amazon.com: Books

Vivo in un mondo impossibile, dove la fisica quantistica ci ha rivelato che il futuro esiste e influenza il presente e il passato. Io ricordo il futuro, ma non posso dirlo a nessuno, non posso parlarne con nessuno. La mia vita, presto, nel 2022, andrà incontro al suo futuro. Sarà più che altro una sorta di ritorno a casa. Io so che tutto ha una ragione e una tempistica, ma spesso ho l’ impressione di vivere in una specie di “dimensione parallela”, dove la vita mi ha portato ad avere esperienza di situazioni che hanno una certa affinità con altre determinate situazioni, una specie di evento cosmico, che mi ha allontanato dalla vita che mi sarebbe dovuta appartenere, ma facendomi vivere una specie di “realtà alternativa” come premio di consolazione. La verità vera è che io arriverò in quel “piccolo mondo” e prenderò un ruolo che forse non mi appartiene. Sono undici anni che continuo a sognare scene e scenari che appartengono a quel “piccolo mondo”, e solo di recente ho scoperto che una frazione di quel mondo si trova a breve distanza da casa mia. Questo futuro ha riverberato e sta ancora riverberando, raggiungendo il mio passato remoto, influenzando le mie invenzioni infantili, il mio immaginario, i miei rituali fantasiosi, interferendo con i miei sogni notturni. Quella scoperta, il 27 agosto 2013, ha cambiato la mia vita. Ho sognato una persona che non esisteva. Sei e cinque anni prima che nascesse. La madre pensa di essere stata la prima ad essere consapevole della sua esistenza. Ma la verità è che è stata una persona a lei sconosciuta a vederla per primo. A pensarla per primo. A immaginare questa bambina, indovinando il nome, la stagione di nascita, la zona dove è nata, l’ aspetto fisico. Ho fatto nascere quella bambina per tutta la mia infanzia, per anni, mentre con mio fratello giocavo al dottore, dove il rituale fisso era la nascita di quella bambina. Il 4 aprile 2017 ho sognato una ragazza, dall’ aspetto vago e offuscato, che non ho riconosciuto, che mi ha mostrato un test di gravidanza positivo. Che cosa è successo, 9 mesi dopo, in quel “piccolo mondo” con cui sono in contatto onirico? La nascita della seconda bambina. Ora sto avendo frequenti sogni ricorrenti su due gemelli identici, che ho già visto nel 2008. E poi è arrivato il 2019 e ho conosciuto questa altra ragazza, dieci anni in meno di lei, stesso nome, stessa regione di origine, stessa scuola superiore frequentata, una sua versione alternativa, e sono piombato nella sua vita come lei è piombata nella mia, ed è diventata una protagonista. Ha affrontato un lutto e io ero accanto a lei. Ho visto il mio – nostro futuro tramite lei e la sua esperienza. Ho provato sentimenti forti all’ epoca, per questa ragazza. Una sensazione di “casa”, una sensazione di importanza. Ma so anche che nel mio futuro ci sarà o ci dovrebbe essere (nel presente) una altra ragazza simile a lei. Nel 2022 arriverò a ripercorrere quanto è successo nel 2019, in un modo alternativo ma analogo, e all’ improvviso mi ritroverò a fare da rimpiazzo, a continuare un ruolo, erediterò una parte di questo “piccolo mondo”. A volte ci penso con fiducia, anticipazione, cerco di vedere il lato positivo, mi dà speranza che nonostante tutto la mia vita potrà cambiare, ma altre volte mi rendo conto che succederà anche qualcosa che non posso impedire perché non ho informazioni sufficienti e perché la natura della situazione stessa mi impedirà di provare a cambiare il verso delle cose. Mi domando se avrei preferito non sapere niente e vivere nel mio mondo inconsapevole, senza sapere a cosa andavo incontro. Ma dentro di me ho sempre anticipato un po’ il futuro, senza andare nei dettagli, ma avevo sempre dei sentori abbastanza specifici, nonostante tutto. Con il senno di poi, mi rendo conto che gran parte di quel che ho vissuto era prevedibile, con molta immaginazione e intuito e capacità di collegare i puntini. Potrò mai esprimere liberamente questi miei pensieri, queste mie meditazioni, queste reazioni anticipate? Oppure, persino quando tutto si sarà concretizzato, dovrò celare tutto l’ immaginario che mi ha portato lungo quel percorso? Un sentiero nebuloso, dove il traguardo appare sempre più nitido, ma il viaggio appare anche inspiegabile e incomprensibile, perché quel “piccolo mondo” mi è apparentemente completamente inaccessibile, eppure diverse volte, quando ero immerso nella percezione onirica, ero in grado di raggiungerlo.

Questa inaccessibilità mi dà un po’ il tormento, perché mi costringe a mettere in dubbio tutte queste anticipazioni. Questa cosa sembra non avere senso, a livello superficiale, a livello oggettivo non ha ragione di esistere.

Eppure, io so che risponderebbe a molte delle mie domande e darebbe un significato a molti fenomeni del mio passato. Tutta la mia vita sembra essere un viaggio, un training psichico per ciò che sta arrivando.

Vivo in un mondo che non sembra fornirmi grandi speranze, dove il tempo sembra essersi fermato, anzi, sta tornando indietro, il progresso che dovrebbe esserci non avanza.

Una situazione apparentemente fatta apposta per rendere questa enorme aspettativa molto irrealistica.

Eppure quelle percezioni sono lì che mi pungolano, mi ricordano che gli scenari della mia vita spesso sono radicalmente cambiati, e che la mia vita segue percorsi strani e contradditori, e che la mia vita è altamente anomala e quindi mi ricorda che ancora una volta andrò controcorrente.

E un giorno mi ritroverò a mangiare assieme a loro, e all’ improvviso dirò quelle parole: “vi ho sognato per anni senza sapere esattamente perché”.

Purtroppo non posso condividere questi pensieri con i miei genitori, preparare anche loro, in un certo senso. Loro non credono in queste cose. Ma io lo so che rimarrò sempre un incompreso e forse un giorno remoto qualcuno troverà i miei pensieri e le mie ricerche e mi studierà come un erede psicologico di Proust, l’ analizzatore del tempo.  





Individualismo aperto: il futuro della spiritualità

8 08 2018

IMG_1130

In questi anni si sta diffondendo questa teoria metafisica definita Individualismo Aperto che consiste nella credenza che esista una sola coscienza umana che vive la sua esistenza solamente a livello soggettivo attraverso le diverse personalità umane. Quindi in realtà noi crediamo di essere una umanità composta da miliardi di individualità differenti quando in realtà siamo una unica entità che si ricicla attraverso tutti noi. La nostra coscienza vive tutti i punti di vista umani a livello soggettivo. A mio parere, se questo fosse vero, ed e’ probabilmente vero, ci sarebbe quindi una dualità esperienziale nell’ universo, una entità tutta istinto e una entità cosciente di se’ stessa, che però può esprimersi ed esistere solo in maniera frammentata e autoriciclante. Probabilmente in origine questa autocoscienza si è originata come una interferenza o un ” solitone ” ( terminologia di Terence Mckenna)    Che si e’ poi divisa per sempre dai suoi istinti ed e’ andata avanti per conto proprio.

Questa teoria non e’ necessariamente inclusiva di una entità divina teologica e non elimina in se’ la realtà della morte, poiché ogni personalità riciclata automaticamente si separa dalla precedente, anche se probabilmente non in maniera completamente definitiva, visto come sono popolari le ” memorie di vite precedenti ” . Chi decide di includere nelle sue credenze personali questa teoria deve accettare che i dolori e le tragedie degli umani si verificheranno nella sua esperienza soggettiva allo stesso modo e nella stessa quantità dei piaceri e dei successi di altre individualità.

Quindi se questo concetto corrisponde al vero, siamo una unica entità che viaggia di corpo come nel libro ” Everyday ” , con la differenza che ogni esperienza di vita effettivamente viene vissuta come unica e separata dalle altre. In questo modo siamo una entità che rappresenta tutte le vicissitudini umane, e soggettivamente sperimentiamo tutte le esperienze possibili per gli umani.

Questo porta all’ inevitabile conclusione che quando ci rapportiamo agli altri di fatto ci stiamo rapportando con una versione alternativa di noi stessi. Non importa se essi sono con noi nello stesso periodo temporale che successivamente ci accingeremo a ripercorrere. Infatti in questo modello spirituale il tempo e’ vissuto anche esso in maniera soggettiva. Questo ci porta ad addentrarci in un territorio solipsistico, ma se ci pensiamo bene, ognuno di noi e’ separato da una barriera invalicabile nei confronti della interiorità di chi ci sta accanto e di chi vive con noi, a meno che egli o ella non si esprima, non possiamo effettivamente sapere cosa succede nella sua mente. Di fatto, ognuno di noi vive in maniera solipsistica, ed e’ perfettamente legittimo, visto che la nostra vita personale ci appartiene.

Se tutti sapessimo che un giorno ci troveremo nei panni dell’ altro, chissà quanto cambierebbe nei nostri comportamenti e nell’ approccio verso il diverso. A me piace pensare che questo sistema spirituale abbia una sua metodologia e una sua dinamica precisa, mi piace pensare che il sistema di ricambio delle personalità avvenga in connessione al tempo, e quindi in modo cronologico. Ogni giorno nascono un tot di persone, e di conseguenza ritengo di poter ipotizzare che il ricambio segua una metodologia precisa, quindi se io sono nato un determinato giorno ad una determinata ora, continuerò a rinascere per un grande numero di vite in persone nate lo stesso giorno, con differenze di secondi e più avanti anche minuti.

Secondo la storia di Andy Weir, l’ Uovo, rappresentiamo lo stato vitale embrionale di una divinità, siamo ” allevati ” da Dio e addestrati a conoscere ogni sfaccettatura umana a livello interiore, un campione di umanità, che una volta portato a compimento e a conclusione, ci porterà a nascere come una divinità effettiva che in teoria dovrebbe poi guidare le vite della VERA umanità , che di conseguenza non esisterebbe ancora. Siamo quindi in una realtà virtuale, una scuola per divinita’ , un tutorial.

Solo chi ha conosciuto e ha vissuto ogni esperienza possibile può comprendere cosa vuol dire essere UMANO. Di conseguenza, ci vuole una divinità per comprendere la nostra umanità.

In un certo senso ho sempre pensato, anche prima di conoscere questa teoria, che noi identifichiamo Dio attraverso la nostra personalità, plasmiamo la sua essenza attraverso ciò che conosciamo della nostra interiorità ( anche se una volta ho letto che la nostra comprensione interiorizzata di Dio si sviluppa attraverso il nostro approccio con i genitori, il che è comprensibile, ma io in realtà ho sempre identificato Dio come affine al mio essere interiore, non per narcisismo, ma perché credo che sia un processo automatico ).

Invece di utilizzare personaggi e ruoli di tramite per approcciarsi al divino, potremmo invece utilizzare noi stessi per identificarci con la totalità della nostra essenza ” embrionale ” e cercare di vivere attraverso gli altri, come se ci stessimo rapportando effettivamente con una parte di noi stessi ( sebbene questa parte esterna alla nostra soggettività per ovvi motivi non ci riconosce come una parte di se stesso ). Chissà quanto cambierebbe il mondo se tutti percepissimo questo concetto.