La fine del potere di Morsi – breve considerazione ciclologica

4 07 2013

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In questo post del febbraio 2011, scrivevo a proposito della rivolta in Egitto che esautorò dal potere l’allora presidente Hosni Mubarak.

Un mese e mezzo prima, avevo parlato delle risonanze dentro il flusso spiraliforme del tempo, e di come situazioni storiche all’interno della spirale si ripresentino ciclicamente, anche se si mostrano con una veste del tutto nuova per ciò che riguarda i personaggi coinvolti, l’ambientazione, la durata. Allo stesso modo di un frattale il cui disegno è AUTOSOMIGLIANTE, anche se riprodotto in scala più piccola o più grande.

Alla fine del post, avevo scritto di come le immagini delle migliaia e migliaia di persone in piazza coi fuochi d’artificio […] che accoglievano rumorosamente le dimissioni di Mubarak,  fanno pensare come forse questo evento, tutto sommato non di portata così grande rispetto alle “sorti del mondo”, potrà ripresentarsi su una scala più piccola, analoga o molto più vasta.

Insomma, allora m’ero fissato sul concetto di MAGNITUDINE degli eventi che si ripetono/ritornano nel corso delle spirali frattali del tempo, senza pensare molto al loro RIPETERSI. Cioè, avevo pensato che gli eventi in Egitto si sarebbero ripresentati (magari in altre parti del mondo) con un’intensità maggiore, forse anche suggestionato dalla scena finale del film Zeitgeist Moving Forward, che all’epoca era uscito da pochissimo tempo (una decina di giorni), dove si vedono rivolte di piazza contro il sistema in ogni angolo del globo.

E ora, con l’esautorazione dal potere del presidente Mohamed Morsi in seguito a rivolte di piazza in Egitto, l’evento, anziché ripresentarsi con maggiore magnitudine in contesti diversi, sembra ripresentarsi addirittura nello stesso luogo e con modalità abbastanza simili, compreso il ruolo dei militari.

Forse, più che vedere due eventi che si somigliano, stiamo appunto vedendo lo stesso evento che si ripresenta, visto da una angolazione dello spaziotempo diversa, e nemmeno troppo diversa dalla precedente.

Altra curiosa combinazione: le due immagini di questo post sono state prese da due post (questo e questo) dello stesso blog, Risveglio di una dea, a poca distanza l’uno dall’altro.
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Vertigo 25 maggio – addendum quasi a luglio

28 06 2013

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Questo post è stato – secondo le mie intenzioni – parte di quell’ “arte di CREARE messaggi a carattere profetico” o di “NOTARE messaggi a carattere profetico.” L’ingrandimento delle due figure – maschile e femminile, nera e bianca – dentro quella doppia spirale nella locandina originale del film Vertigo di Alfred Hitchcook, sembra voler evidenziare un ben determinato particolare, inerente qualcosa di ben preciso che non è ancora accaduto. Sembra quasi manchi solo quel qualcosa da associare a quell’immagine, evidenziata dall’ingrandimento, una volta che sarà accaduto.

E quel determinato dettaglio è legato al confronto con le altre immagini postate e con il CONTESTO, ovvero la combinazione di determinati periodi dell’anno di un determinato anno e di elementi come il film – e il suo titolo – a cui sono associate le immagini, le figure, i loro simboli.

Quel post del 25 maggio è stato chiaramente SINCROMISTICO, ovvero fatto seguendo l’ “arte di generare messaggi a carattere profetico” attraverso le immagini, il far notare le immagini o il confronto tra esse,

e più questa generazione di coincidenze è particolareggiata, super-dettagliata, improbabile e, a prima vista, incomprensibile, più è PRODUTTRICE DI SENSO e potrebbe davvero prevedere, profetizzare AVVENIMENTI FUTURI, non ancora accaduti alla data in cui è stata generata l’ “operazione sincromistica.”

Dunque si comprende cosa volessero dire quelle immagini evidenziate, confrontate, se(le)zionate, ingrandite, solo DOPO che gli avvenimenti sono accaduti. Quindi, magari, potrebbe accadere qualcosa (nella mia stessa vita o nel mondo) che fa ACQUISTARE SENSO a quella serie di immagini del post del 25 maggio. Prima che la cosa accada, quei confronti tra le immagini e quei dettagli delle immagini non hanno senso “per cui non ti stupire se ti e’ tutto incomprensibile, e’ assai difficile il concetto senza il codice.”

Un codice che deve ancora manifestarsi.