Verso il non tempo

6 04 2011
ouroborusQuesta volta mi rivolgo ai lettori di questo blog in tono molto confidenziale. In questi giorni ho pensato sinceramente di chiudere quest’avventura di “Civiltà Perdute/Scomparse”.
Ed ero estremamente incerto se continuare a postare articoli oppure no. Ritengo di cavarmela abbastanza nello scrivere (perlomeno nella mia lingua materna), ma il più delle volte trovo molto difficoltose da verbalizzare le percezioni interiori che mi fanno vedere gli avvenimenti in una maniera del tutto particolare e molto poco consueta. Avvenimenti mondiali in relazione sincronica con avvenimenti personali, ad esempio.
I personaggi e gli eventi della comunicazione di massa nel corso del tempo, della “spirale del tempo” ancora vivi, e che fino a non molto tempo fa “avevano la freschezza del nuovo”, adesso sono risaputi e usurati, invischiati in un formalismo spiacevole, quasi disgustoso, che mette veramente a disagio. E, come punteggiatura schifosa di tutto questo, abbiamo gli scarichi neri degli automezzi, e la pesantezza ottocentesca dei treni.
Fatalmente, l’Italia è un paese arretrato, e ciò fa avvertire in maniera più acuta l’anacronisticità energetica ancora saldamente in piedi, lo squallore che suscitano modi di pensare e vivere che non hanno più nulla da dire, ma continuano a trascinarsi, a essere mantenuti perchè – ci informano – “non c’è alternativa”!
Come senz’altro gli amici virtuali di The Synopticon, Il mondo simbolico, e altri (tra cui Danilo di Disclosure UFO), provo una forma di sofferenza nel constatare l’ABISSO esistente tra molte mie consapevolezze, e lo squallore quotidiano prodotto da un qualcosa che potrei chiamare confusione immobile – praticamente una contraddizione, ma è realtà – e da una diffusissima ignoranza di fondo, nella quale i cittadini-consumatori svolgono le loro vite meccaniche e robotiche pensando molto ingenuamente di “essere per fortuna liberi”, di “non trovarsi mica in Libia, a Cuba o in Corea del nord”. A volte, in questi anni, ho sentito con le mie orecchie qualcuno che considerava come si vivesse molto più infelici e senza speranze OGGI rispetto a tempi che attualmente vengono considerati di “barbarie”, mettiamo prima che gli angloamericani ci venissero in soccorso portandoci in dono la (loro) libertà e la (loro) democrazia!
Però tutto ciò che ho appena scritto è pesante, sa di passato, sa di storia trascorsa. TUTTO nel nostro mondo attuale sa di passato e storia trascorsa, e le “previsioni sul futuro” – naturalmente – si basano graniticamente sul “passato e la storia trascorsa”…
Penso già con sconforto a quando, il prossimo 25 aprile, saremo tutti quanti condizionati a unire i festeggiamenti dei 150 anni di “Unità d’Italia” con la “lotta di liberazione e la resistenza”, saremo costretti a fare gli animali da soma entusiasti di trascinarsi dietro il faticosissimo fardello della storia che ci costringono a non abbandonare mai, in modo da proseguire un condizionamento INUMANO ma che tutti accettano, sorridendo oppure facendo le facce formalmente contrite quando c’è da commemorare, per esempio, l’olocausto nazista, ogni 27 gennaio che Dio manda in terra. Per carità, con questo non voglio sembrare di parte (di estrema destra, mettiamo), poichè lo stesso identico dispiacere me lo causano le commemorazioni anche di quella parte politica, ovvero qualsiasi azione che mantenga il racconto storico dal passato al futuro, in modo da averlo sempre ben piantanto in mente, per far sì di condizionare tutte le nostre azioni, inserite in un preciso discorso storico-istituzionale, che dà forma alla nostra identità sociale.
La Storia è una GABBIA formale e convenzionale, è un condizionamento che ci spinge perennemente a pensare che la “natura umana” è malvagia, avida, ingorda, bellicosa, distruttiva e minacciosa. E che quindi il complesso militare, farcito di armi distruttive – come logica conseguenza – deve sempre essere mantenuto, “per difendersi”. La Storia deve sempre servire a far bollire il pentolone d’acqua del tempo terrestre, perchè guai se venisse anche solo abbassato il fuoco! L’umanità rischierebbe di liberarsi dal Regime del tempo storico, il FALSO TEMPO DELLA STORIA, come lo chiama la scienziata Giuliana Conforto.
Una volta che si riemerge dal brutto sogno, e a pensare a un diverso tempo non storico, non lineare, non a forma di freccia lanciata dal passato al futuro, si sospetta quanto ci sia stato nascosto, rubato (tantissimo), e quanto continua a essere occultato e ridicolizzato anche se assolutamente vero, mille volte più vero delle fandonie e dei pastoni pieni di menzogne che vengono fatti ingurgitare ogni giorno.
Si comincia a pensare che se proprio deve avvenire la Rivoluzione, questa dovrà avere un impatto COSMICO, deve far crollare il tipo di mente maschile e violenta che domina tutt’ora il processo storico-planetario. Deve portarci a una condizione che, vista dalla prospettiva attuale, verrebbe considerata FANTASCIENZA!

Sono persuaso che si possa arrivare a un punto che lo studioso Terence McKenna ha chiamato ONDA TEMPORALE ZERO. Quando vi sarà l’esaurimento TOTALE delle novità nell’attuale discorso storico, nell’attuale maniera di percepire il mondo, quando veramente sarà la fine. E, proprio in quel momento, la situazione si potrà rovesciare nel suo opposto: la NOVITA’ INFINITA!
Non voglio fare date. Perchè so che vi sono quelli convinti che sia UNA CERTA DATA FAMOSA…ma non voglio pensarci.
Diversi altri sono dell’idea che per rovesciare l’attuale stato di cose serva una RIVOLUZIONE VIOLENTA, anch’io ne ero persuaso quando quindici anni fa votavo comunista, ma non funzionerebbe per niente, anzi, peggiorerebbe le cose attraverso reazioni e controreazioni, continuando a mantenere l’attuale visione conflittuale della realtà, e quindi il pentolone della storia sempre acceso, con tutto il carico di sofferenze, esplicite o implicite, che porta con sè, sparse per tutta la terra.
Tra l’altro, Marx non ha MAI accennato a “rivoluzioni violente”, semmai sono stati certi suoi seguaci successivi ad averlo massicciamente stravolto e frainteso, per adattarlo a certe coincidenze storiche (a un punto della “spirale del tempo” si potrebbe scrivere) in cui la guerra e la violenza delle armi erano ancora presenti in un mondo dominato dal maschile, pensiamo al periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale.
Tornando a ciò che scrivevo prima, è un momento in cui mi sento molto a disagio, e può essere che stia vivendo direttamente, in prima persona, questa “perdita di propulsione (e quindi di senso)” di cui ho scritto in diversi articoli del blog. Diversi articoli potrebbero essere legati a un certo EGO che ora non ha più quella presa che poteva avere mesi fa…
Ad ogni modo, due sono state le cose che mi hanno spinto a inserire un nuovo articolo su “Civiltà Scomparse”. In un momento in cui il blog vive una forte penuria di commenti,  oggi è giunto il seguente messaggio in una mia casella di posta elettronica :

Veramente superlativo il tuo sito, il migliore che abbia mai avuto il piacere di visionare. E’ pieno di significati esoterici tra le righe e non solo una cosa fantastica, grazie di cuore.
Giovanni

Ovviamente ho ringraziato Giovanni che è riuscito a scaldarmi il cuore, solleticando un po’ la mia vanità.

Poi sono capitato a questo indirizzo (http://forum.nexusedizioni.it/verso_il_non_tempo-t5043.0.html), e ho letto uno dei post, firmato col nick Arthes:

Sono anni che anche io ho sensazioni nuove e diverse da quelle che ho sempre avuto in precedenza… a volte sono lì lì come se dovessi comprendere l’arcano, altre volte mi ritrovo a chiedermi se le sensazioni che provo non siano frutto di una suggestione provocata da anni di letture sulla fine del tempo e l’inizio del non tempo…

Suggestione o no sta di fatto che queste sensazioni ci sono… ed oltre alle sensazioni anche piccole prove (personali) che qualcosa sta cambiando nella nostra dimensione umana… qualcosa che prima non c’era e ora si fa sentire in modo sottile… come un velo che si toglie dai nostri occhi molto lentamente e ci fa vedere qualcosa di nuovo… Che cosa ? Non lo so proprio…

Ma tutte le sensazioni che ho mi portano a pensare a qualcosa di liberatorio e… oserei dire magico (perdonate la parola fuori luogo ma non mi viene in mente altro che le si avvicini di piu’ come significato)… Sento spesso dentro di me che qualcosa sta cambiando, ma non riesco mai a mettere a fuoco bene che cosa sia… è come se comprendessi, ma non so cosa…

Ne parlo spesso con i miei amici (siamo insieme da piu’ di 30 anni) ma per quanto ci provo, non riesco mai ad avere una conversazione che mi permetta di sentirmi compreso al 100% e posso assicurare che loro sono veri amici… intendo persone che non mi ferirebbero mai e che sono sempre pronti ad ascoltarmi quando parlo… E’ che a volte mi sembra di essere solo io ad avere certe sensazioni e quando ne parlo anche con le persone che mi vogliono bene, queste facciano molta fatica a comprendermi… probabilmente se ne parlassi con altri mi prenderebbero per pazzo… chi lo sa…

Comunque… a parte questo sfogo per cui chiedo venia… volevo solo intervenire per dire ad Enea che una delle sensazioni che ho è che dovrà succedere qualcosa.. non so di preciso cosa…. se in campo politico religioso od altro… ma qualcosa che avrà come un effetto domino su tutto il resto e, anche se siamo lontani dall’angolo questo effetto domino ci porterà direttamente lì… proprio all’angolo… e finalmente comprenderemo… non mi chiedere il perchè ho questa sensazione perchè non ti saprei rispondere… ce l’ho e da parecchio tempo…

E guardando il mondo come è adesso comprendo benissimo la tua angoscia… perchè è uguale alla mia… Lo so… la mia razionalità mi stà dando dello stupido in questo momento ma l’istinto mi dice tutt’altro.. A volte non so neanche io quello che è più giusto dire o fare, ma qualcosa dentro di me mi dice in maniera inequivocabile di dare retta all’istinto anche se a volte può sembrare una cosa insensata… L’unica cosa (per me) certa che so è che qualunque cosa si dica o si possa fare, si debba dire e fare con amore… almeno in questo modo io mi sento a posto

Caro Asthar, ciò che provi è simile a ciò che sto provando io. Vi è una grossa fatica, da parte della mente cosciente, dell’Io e del cosiddetto Super-Io, di considerare come plausibili e attendibili, certe percezioni, premonizioni, sensazioni, intuiti. E sono costretto a scrivere tutto ciò solo su uno spazio virtuale in rete, poichè il 99,9% delle persone mi darebbero del PAZZO FURIOSO se solo accennassi a certe mie considerazioni sulla realtà e la storia. Siamo dei visionari, forse dei pionieri, degli anticipatori; ci troviamo malissimo nel mondo attuale perchè con il cuore siamo già OLTRE. Anche se la mente non vuole riconoscerlo e ci causa dolori. Non so se questo che ho appena scritto sarà davvero l’ULTIMO post del blog…l’ho pensato tante volte recentemente, e poi sono in qualche modo ritornato. Magari succederà anche questa volta, chissà.

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Il discorso di Renzo Montagnani nel film “I carabbinieri”

12 03 2010

I carabbinieri è un film comico del 1981 con un cast ricchissimo di cabarettisti di quei tempi.

Come è facile immaginare, si tratta di un lungometraggio dove prendono corpo tutte le barzellette sull’Arma, dallo svuotare il posacenere della macchina rovesciando l’Alfa Romeo Giulietta a essere sicuri, dopo un insegumento, di riuscire ad acciuffare prima o poi gli inseguiti perchè “gli si è presa – letteralmente – la targa dell’auto”.

Forse per far sì che i carabinieri veri, possibili spettatori in sala, non se la prendessero troppo, a un certo punto  Renzo Montagnani, che interpreta il comandante, fa un discorso molto serio alla sua squadra, a suo modo sempre attuale.

“I carabinieri sono uomini semplici, coraggiosi, che obbediscono in silenzio, con tanta abnegazione. I carabinieri sono uomini pagati male da sempre, ma non protestano, non scioperano. Si immolano ogni mattina senza che nessuno dica loro grazie. I carabinieri sono spesso figli di povera gente, non hanno frequentato l’università, ma sanno discernere il marcio dal sano grazie al loro buonsenso popolare.

Ora, in questo paese, che si sfascia ogni giorno di più, dove spesso si spara, si ruba, dove si smerciano sigarette e figli, di contrabbando. Dove si rapiscono i vecchi, dove si sevizian le donne, dove chi è ricco non paga le tasse e chi è povero non riesce a trovare una casa; in questo paese dove anche il mare c’ha il biglietto d’ingresso, l’unica pietra ferma, solida, sono i carabinieri.

Noi, noi carabinieri siamo nel cuore, siamo nella fantasia della gente. Si, va bene, abbiamo arrestato Pinocchio, questo un ce l’ho perdoneranno mai, ma le nostre mantelline, un po’ comiche, sono rassicuranti. Noi fermiamo i cavalli imbizzarriti in mezzo alla strada con la forza delle braccia. Quante volte, eh? La copertina sulla “Domenica del corriere”…eh, eh, la gente scherza sulla nostra tenace testardaggine, canzona i nostri ragazzi per la loro ingenua cocciutaggine…però, però ci vogliono, ci ammirano, perchè anche se dovesse crollare tutto, la gente sa che noi saremo sempre, immancabilmente qui, presenti. Questi sono i carabinieri.”





Preghiera per difendere la verità dalla censura web

20 02 2010
Giovanni Aicardi ha ricevuto un messaggio da Frugola92 (contenente una preghiera) che mi ha chiesto di divulgare:

Ciao Giovanni,
conosci il decreto Romani?

Io credo in Dio e ho fatto una cosa particolare se hai voglia, condividi questo testo…

Preghiera per difendere internet e la libertà qui in Italia.

Avevo 150 video tratti dalle mie videocassette, non ho mai preso 1 centesimo, materiale che non si vede ne sul portale Rai e tantomeno Mediaset…che peccato.

Affidiamo a Dio quelli che fanno le leggi per i propri interessi e non per il bene della collettività.
Affidiamo a Dio quelli che mentendo nascondendo la realtà.

Affidiamo a Dio quelli che tolgono la libertà al proprio prossimo.

Affidiamo a Dio quelli che vogliono renderci nuovamente schiavi.

Affidiamo a Dio quelli che vorrebbero perfino toglierci la fede.

Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:

invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.

3 Nel tempo che avrò stabilito

io giudicherò con rettitudine.

4 Si scuota la terra con i suoi abitanti,

io tengo salde le sue colonne.

5 Dico a chi si vanta: «Non vantatevi».

E agli empi: «Non alzate la testa!».

6 Non alzate la testa contro il cielo,

non dite insulti a Dio.

7 Non dall’oriente, non dall’occidente,

non dal deserto, non dalle montagne

8 ma da Dio viene il giudizio:

è lui che abbatte l’uno e innalza l’altro.

9 Poiché nella mano del Signore è un calice

ricolmo di vino drogato.

Egli ne versa:

fino alla feccia ne dovranno sorbire,

ne berranno tutti gli empi della terra.

10 Io invece esulterò per sempre,

canterò inni al Dio di Giacobbe.

11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi,

allora si alzerà la potenza dei giusti.

Salmo 74





Bella lettera di Guido De Marchi

27 12 2009

Ho ricevuto questo messaggio di posta elettronica da parte dell’amico Guido De Marchi, in riferimento a questo post.
Ve lo propongo con soddisfazione.

Carissimo Rossano,
l’idea predominante che circola in rete e sui media, non a caso ma per premeditazione, è quella di diffondere comunque il dubbio, l’incertezza. NON IMPORTA CHE UNA NOTIZIA SIA VERA, ANZI…PIU’ IL CITTADINO DUBITA E PIU’ FA IL GIOCO DEL POTERE.
Non a caso viene oggi data larga diffusione allo strano e falso allarme per la SUINA, si dice apertamente che ha favorito la vendita di miliardi di dosi di vaccino (un vaccino di cui non si sa neppure se fosse valido).
La nostra è stata definita la società "dell’angoscia" – non si tratta di una forma spontanea o naturale di degenerazione dell’umore dei cittadini, ma del risultato di un bombardamento mediatico che dura da decenni, soprattutto tramite la TV. Facci caso: non si vedono più commedie brillanti, sia cinematografiche che teatrali, non si vedono più scenette comiche alla maniera di Walter Chiari o di Rascel, ma solo romanzi che hanno per oggetto il crimine, in tutte le sue manifestazioni, cinque/sei film a serata che trattano il crimine su tutte le reti, a volte programmandone addirittura due uno dietro l’altro; quando le cose migliorano sono film di guerra oppure degli Horror.
Dove sono le fiabe, le commedie e tutto ciò che portava la gente ad allontanarsi per un’ora dalla realtà, ad evadere nella fantasia, nel gioco delle parti o in altre forme ludiche di spettacolo? Eppure la produzione cinematografica europea ne è piena, ma che fine ha fatto?
Se poi consideriamo che la distribuzione cinematografica e i grandi centri di produzione, tipo Endemol, sono in mano ad uno stesso padrone forse si comincia a capire il perché di tante cose…
Tornando all’allarme che ci hai inviato… Credimi, sia vera o falsa, la notizia farà il suo lavoro e riuscirà comunque a rendere un po’ più angosciosa la vita della gente.
Ciao, Guido





Lettera a Rossano

14 12 2009
Ciao Rossano! è un po’ che non ti si vede, anzi non ti si legge….infatti più volte mi son chiesto che stessi combinando… .
Bah…sono alle prese con trascendentali kantiani e fin li tutto bene…fino a quando non sono costretto a sorbirmi menate antropocentriche in ambito filosofico- morale…mi chiedo se certa gente abbia mai tolto il naso fuori di casa o si sia limitata a fare la spola tra casa-scuola-chiesa per tutta la vita…tuttavia cazzi loro… fosse per me o gli impedirei di scrivere…o mi affrancherei totalmente anche dal pensare di leggere un loro saggio…tuttavia la generosità è sempre stato un mio gran pregio…quindi diamogli anche questa soddisfazione sprecando parte del nostro tempo su quelle immondizie pseudospeculative….spero solo di levare al più presto sto fardello accademico…per il resto sono sempre al solito…chiuso nei miei vizi privati…nei miei deliri letterari…fortunatamente affrancato dal tedio dei vari blog falso-culturali etc etc… ,ammesso che m’importi poi della cultura…”fossimo capaci dell’ignoranza”… la cosa più terribile di quest’ epoca non è il distacco dalla realtà…che ormai è trasferita nella sua iperbole virtuale o simulata,dove l’esposizione della banalità quotidiana attesta il trionfo d’un piattume facchinesco che molti intendo come esistenza, ma è l’incapacità del prossimo di sognare….ecco perchè mi defilo da discussioni troppo impegnate…ecco perchè sono lontano da disquisizioni filologiche ammorbate dal lezzo dell’"Ingannevole principio della nostra istruzione"…. la filologia non è altro che un gingillo per scolaretti attempati (scusando il bisticcio concettuale) pronti a fare il gioco del silenzio…dove l’assenza di suoni conferma l’imbecillità dell’esposizione visiva, di tutto ciò che è “rappresentazione” a discapito di tutto ciò che è puramente sentito…. .
Così come ritengo disgustosa una certa assuefazione all’estremismo, la dove delle feci fumanti costituiscono il pass per lo zoo dei pappagalli di Carmelo Bene al Maurizio Costanzo… .
È un’epoca strana mio caro Rossano…forse anche terribile…”il tempo e lo spazio morirono ieri!” dissero dei ragazzi simpatici prima di me…oggi io gli rispondo affermando che sia la cognizione d’un tempo lineare ad esser morta…oggi le ricorrenze temporali costringono alla necrofilia epidemica d’un tempo turbolento,dove tutto è “retroguardia”… .
Non esco mai,parlo poco,scrivo poco e non prendo sole da quando esiste…almeno per me.
La maggior parte mi considera nichilista….io credo che negare il nichilismo sia negare la stessa possibilità di riflessione… e se la vita è tutto questo a me la solitudine e gli scrupoli sull’esistenza a loro il lavorio di una socialità imposta, telegenicamente e telematicamente, modificata.
Ciao Rossano mi ha fatto piacere sentirti…sei uno dei pochi muniti d’intelligenza in questa eternità diurna che castrando Lucrezio lo defraudò del suo genio restituendo all’umano escremento la schiavitù che s’è sempre meritata.

Mafarka il moderno