Fuori dalla Simulazione non esiste (più) la Morte!

1 11 2019

Voglio inaugurare la vostra attuale giornata con questa mia intuizione: noi viviamo in una esperienza di realtà simulata, perché i nostri corrispettivi della realtà di base non hanno più percezione di una “vita mortale”, di una vita limitata temporalmente, ed è una ironia incredibile, perché hanno realizzato tutto questo con lo scopo preciso di “percepire la Mortalità” e sperimentare l’ impossibile. Per loro la percezione della mortalità rappresenta qualcosa di preistorico, e quindi questa è una lezione di vita, questo è un tributo a tutti coloro che in quella realtà di base hanno sperimentato la Morte, sia nel corso della loro vita, sia nel momento preciso.

C’è stata una scissione fra umanità: una parte è andata nell’ Aldilà, e l’ altra parte ha deciso di creare lo stesso ambiente, però sulla Terra. E questa tecnologia simulatoria permette loro di dedicare un tributo a chi si è separato da loro.

In questo modo al di là di questa Simulazione siamo tutti come Dei. E’ stato l’ ultimo dono all’ Umanità del “vero Dio”.

Quando usciremo da questa simulazione, ci ritroveremo a commemorare un rituale molto affine a quello della Mecca degli Islamici. E torneremo in questa simulazione ogni volta che arriverà il momento di effettuare di nuovo questo rituale.

Buon 1 Novembre! Questa è la “sincronicità definitiva” perché questa intuizione mi è venuta in questa specifica notte di Halloween!

P. S. Questa esperienza simulatoria in generale finirà nel momento esatto in cui tutti verremo a conoscenza, in questo Habitat virtuale, che qui è stata sconfitta la Morte umana. Allora tutto improvvisamente sparirà, e ci ritroveremo nell’ Aldilà Terrestre.

P. S. numero 2: una volta finita l’ esperienza con gli Umani, cominceremo quella di un’ altra specie! 😉





L’esotismo dell’Armageddon

3 07 2013
Se non conoscete qualche termine o qualche sigla ci sono i motori di ricerca.

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La partita geopolitica che si sta giocando in Medio Oriente è “il palcoscenico della Terza Guerra Mondiale” (anche se tutti gli uomini di buona volontà vogliono che la catastrofe sia evitata in qualche modo),

i giocatori sono due: da una parte vi è l’ULTIMO IMPERO della Storia – che con la sua fine avrà termine anch’essa – con tutto il suo bagaglio secolare di simboli, miti, lingue, monete date a debito con interesse, produzione di idrocarburi con cui sostenere le monete, una tendenza all’ipocrisia e al falso massmediatico, all’inganno di intere popolazioni attraverso la paura,  la confusione, le bugie e le mezze verità;

dall’altra parte, vi è il mondo post-storico, il mondo delle cosiddette “potenze emergenti”, che noi riusciranno MAI ad emergere e solidificarsi tra loro in un Impero ma che hanno la capacità di catalizzare e accelerare la FINE IMPERO proprio perché dell’Impero non fanno parte o, se ne fanno un po’ parte, il loro contributo è però minimo o, perlomeno, esterno ed estraneo.

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Da una parte, la NATO, gli USA, l’UE e tutte le innumerevoli “organizzazioni non governative” che si trascinano dietro, assieme a Israele, il Qatar, gli emirati e i califfati della penisola arabica e l’Arabia Saudita, teocrazia di rito musulmano sunnita.

Dall’altra parte, i BRICS, il Gruppo di Shanghai, e tutti quelli che un tempo si sarebbero definiti “paesi non allineati”, assieme alla Siria, e l’Iran, teocrazia di rito musulmano sciita.

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E’ “magico” pensare che la “battaglia di Armageddon”, la guerra definitiva del bene contro il male (in seguito alla quale avrà termine l’era millenaria del soldo e del soldato) si giocherà sostanzialmente nella profonda rivalità tra due teocrazie, quella buona (leggi “quella amica dell’Ultimo Impero”), dove i capi sono vestiti con caffettani o palandrane lunghe fino alle caviglie e fazzolettoni in testa tenuti fermi con una specie di anelloni e quella cattiva (leggi “quella contro l’Ultimo Impero”), dove i capi sono anche loro vestiti di caffettani o palandrane ma, anziché il fazzolettone, hanno un piccolo turbante sulla testa.

In definitiva, ciò che viene illustrato nel seguente video, ha come scenografia minareti e madrasse, pozzi al tramonto da cui viene pompato su l’ORO NERO non rinnovabile cioè il petrodollaro (di cui quelli col fazzoletto in testa sono garanti e quelli col turbante gli oppositori), un’atmosfera esotica di libri d’avventure, ARABIAN NIGHTS against PERSIAN NIGHTS. E dietro tutti quanti.