La guerra lampo è imminente ( ? ) – Rievocazione seconda guerra mondiale 2017

10 04 2017

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In questo articolo farò un rifacimento dell’ articolo sulla crisi di guerra dei 37 giorni di Febbraio …

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-la-guerra-dei-37-giorni-primavera-2017/

In un periodo che va dal 14 Aprile 2017 alla seconda settimana di Luglio 2017 si verificherà una crisi di guerra lampo che durerà all’ incirca 40 giorni e poi si tornerà a una situazione di guerra fredda ma intensificata. Siamo di fronte a una nuova fase della guerra mondiale che è cominciata nel 2001 ( ed è una cosa che non si può negare in qualunque modo la intendete voi E’ una guerra mondiale – punto ).

Questa sarà la fase più calda ed esplosiva, e poi tutto si raffredderà, e le tensioni saranno simili a quelle viste durante la guerra fredda e nel prossimo anno tutto cambierà e anche la fase di guerra fredda finirà.

GIORNO 0 – Sapremo quando la crisi sta per iniziare, quando ore prima le comunicazioni internet e telefoniche saranno temporaneamente interrotte per gli Stati Uniti o la Turchia, o la Russia, e aerei e navi e turisti e persone residenti all’ estero saranno chiamate a rientrare in patria il più presto possibile. Anche britannici e francesi saranno richiamati in patria.

GIORNO 1 – La guerra lampo inizia quando gli Stati Uniti intervengono militarmente in Siria con una invasione terrestre, oppure se la Turchia mette piede in Siria ( o in questo caso addirittura se la Turchia decide di invadere Grecia o Armenia ma è meno probabile per ora ). La Russia interviene a supporto della Siria. La Turchia potrebbe voler cominciare uno sterminio dei Curdi e potrebbe decidere di instaurare campi di isolamento in territorio Siriano.

DAL GIORNO 2 – Da ora è probabile che i vari bombardamenti della seconda guerra mondiale ritornino in forma moderna con attacchi terroristici, magari molto diversi da quelli più recenti, probabilmente con uso di esplosivi o droni…a rischio sono Praga e Finlandia in primis, nel frattempo la Turchia potrebbe decidere di mettere piede in un paese a scelta fra Azerbaigian, Iraq e Cipro.

DAL GIORNO 3 – Ancora, a rischio la Bielorussia e sempre la Finlandia, potenziale incontro fra ( Mussolini e Hitler – ? ) , il primo ministro Britannico annuncia che        ” ( Hitler ) ha perso il pullman ” ( da interpretare come – ha perso la testa – ma potrebbe essere interpretato come – è rimasto indietro ). A rischio attacchi Danimarca e Norvegia. La Turchia potrebbe avere a che fare con il referendum per eliminare il posto di premier e dare al Presidente potere assoluto. Ottenuto ciò, la Turchia potrebbe scatenarsi in invasioni e minacce, e i Turchi all’ estero in manifestazioni tentando una presa di potere e creando disordini in tutta Europa.

DAL GIORNO 4 – A rischio attacchi Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Rotterdam e Bruxelles, Parigi, l’ attenzione dei media si sposterà di nuovo anche sui campi  per profughi in Europa, a causa di rivolte. Possibile colpo di stato in Francia e/o presa di potere da parte della minoranza islamica in certe regioni.

DAL GIORNO 5 – A rischio attacchi Inghilterra, possibile primo intervento di reazione armata Britannico contro la Turchia.

GIORNO 6 – La Turchia annuncia che vendicherà reazione armata nel suo territorio, e l’ Inghilterra potrebbe subire nuovi attacchi, e a rischio c’è anche la Norvegia. La Turchia mette piede in Grecia, che mette in atto forte resistenza.

GIORNO 7 – A rischio attacchi la Germania , l’ Ungheria e Romania si schierano con la Turchia, che potrebbe subire attacchi per rivendicazione da parte dell’ Europa. Intanto l’ Inghilterra interviene in Egitto per sbarrare la strada e ostacolare la Turchia, e l’ Inghilterra potrebbe ancora subire attacchi.

GIORNO 8 – La Turchia comincia la caccia ai Curdi, e potrebbe mettere piede in territorio Libico, ma l’ Inghilterra interviene contro di essa. Battaglia di Bengasi, rivolte e scioperi scoppiano nei Paesi Bassi.

GIORNO 9 – Colpi di stato in zone balcaniche ostacolano le prese di potere della Turchia, che però conquista Bengasi e avanza in Grecia, dove Atene capitola.

 GIORNO 10 – L’ Inghilterra interviene in Iraq, gli Usa dichiarano emergenza nazionale illimitata, e sia Inghilterra che Francia avanzano in Siria, mentre gli Usa chiudono l’ ambasciata Turca assieme ad altri paesi, fra cui Germania e Italia, mentre la Turchia si batte contro la Russia, incominciando una avanzata, con il supporto di Romania e Ungheria. Invece nei Balcani si organizza la Resistenza.  

GIORNO 11 – La Turchia organizza la sua ” soluzione finale ” per i Curdi, e Inghilterra e Russia intervengono in  Iran per ostacolare la Turchia.

GIORNO 12 – La Russia è colpita da un attacco ad armi chimiche e la Turchia lo rivendica, e comincia a fare prigionieri e ad eliminare i Russi, mentre il leader Iraniano è forzato a dimettersi e la Grecia organizza la Resistenza. Si verifica un massacro in Ucraina che scalda anche quel settore focolaio. La Macedonia organizza una guerra di liberazione del territorio.   

GIORNO 13 – A rischio attacchi è Mosca ora, dove potrebbe scoppiare un conflitto Russo – Turco, e anche la Bielorussia. Ma il tutto viene offuscato dall’ emergere di un nuovo campo di battaglia, perché la Corea del Nord attacca le navi militari statunitensi stazionanti nelle acque circostanti, e allo stesso tempo detona una bomba nucleare nell’ atmosfera sovrastante l’ Asia, provocando un black out generalizzato nell’ area di Hong Kong, Giappone, Shanghai, Filippine, Corea del Sud, Malesia, Thailandia e una parte di India. Nel frattempo , ma molto meno probabile, il Giappone e la Cina si contendono le Isole Kurili da tempo fonte di dispute.

GIORNO 14 – Anche le Filippine potrebbero quindi entrare in guerra, e la Malesia che tempo fa ha avuto una disputa con la Corea del Nord, mentre la Turchia compie massacri e deportazioni di Curdi. Singapore si arrende, e i Nord Coreani attaccano Darwin in Australia, e Los Angeles subisce un black out e un attacco da un ( oggetto non identificato ).

GIORNO 15 – Il primo ministro Britannico commenta il recente attacco della Corea del Nord contro la base navale alleata in Sri Lanka come ” un momento critico ” e come tentativo di replicare il precedente attacco alle navi militari statunitensi nelle acque Coreane.

GIORNO 16 – Si fa battaglia in Ucraina e in Russia, il Messico dichiara guerra agli Usa o alla Turchia, a rischio attacchi la Germania e la Turchia, mentre la Corea del Nord lancia un attacco shelling contro Sydney, mentre Usa ed Europa dichiarano guerra agli alleati della Turchia. Su internet si diffondono i video diari di una ragazzina islamica / Curda residente in un paese affine alla Turchia o in Europa.

GIORNO 17 – Cominciano deportazioni di turchi e migranti e isolamento in campi profughi per evitare rivolte, come anche per i Coreani residenti in Usa e Canada, il Brasile dichiara l’ entrata in guerra, e il Lussemburgo mette su uno sciopero generale.

GIORNO 18 – Scoppiano rivolte nei ghetti e nei campi profughi, e avviene una reazione armata in territorio statunitense o in territorio Turco.

GIORNO 19 – Ulteriori zone della Francia vengono assediate da migranti o islamici, o turchi residenti in Francia, mentre la Turchia subisce una sconfitta in Russia, e gli stermini e deportazioni Curde vengono ufficialmente rese note e riconosciute.

GIORNO 20 – L’ Iraq si rivolta contro la Turchia, mentre l’ Inghilterra conquista Tripoli e la Turchia si arrende in Russia. Intervento armato in Tunisia e la Turchia dichiara guerra totale contro avversari.  

GIORNO 21 – Incominciano massacri e violente rivolte nei campi profughi Europei, a rischio attacchi la Bielorussia, ma anche potenziale evento a Napoli.

GIORNO 22 – Incomincia una battaglia con carri armati in Russia, Statunitensi e alleati arrivano in Sicilia, mentre Roma potrebbe subire attacco, come anche Amburgo in Germania, e anche la Turchia. Potenziale arresto di leader, potenzialmente il Turco. La Turchia continua a perdere in Russia.

GIORNO 23 – Invasione in territorio Italiano da parte degli alleati, e resa di uno dei leader, anche se il Turco potrebbe essere liberato da raid. Rivolte violente a Napoli ed esplosione con potenziali vittime. L’ Italia dichiara guerra alla Turchia.

GIORNO 24 – Gravissimo massacro di Curdi, chiusura nei campi di contenimento di Rom e zingari, a rischio attacco Berlino, ma anche la Turchia. Potenziale evento a Bari, e potenziale massacro in Grecia.

GIORNO 26 – A rischio attacchi l’ Ungheria, possibili eventi in Italia.

GIORNO 27 – La Russia interviene in Crimea, Roma è in mano agli alleati, e anche la Turchia, gli alleati arrivano a liberare la Francia assediata da islamici e Turchi residenti, Londra subisce potenziale attacco missilistico, Turchia clamorosamente sconfitta in Bielorussia, potenziali eventi in Finlandia.

GIORNO 28 – La Russia libera la zona del baltico, continuano rivolte nei campi profughi, ma anche in Siria in modo simile alle Primavere Arabe, la Romania diventa un membro alleato, Parigi è liberata dall’ assedio.

GIORNO 29 – Bruxelles è liberata, Londra subisce ancora attacco missilistico, gli alleati arrivano ad Atene, e cade la prima città Turca.

GIORNO 30 – Potenziale evento esplosivo imponente in Inghilterra, forse accidentale, e inizia una guerriglia civile in Grecia.

GIORNO 31 – La Russia libera un campo di contenimento di Curdi esponendone le condizioni disumane. Erdogan ( ? ) fa il suo ultimo discorso pubblico. Conferenza di Yalta in Ucraina ( il conflitto Ucraino volge al termine con risoluzioni ), la Russia interviene a Budapest, e in una città Turca ( potenzialmente ) ( o si tratterà di un attacco alla Germania? ) avviene il gravissimo massacro / bombardamento che sarà come una Nuova Dresda ( 22/25.000 vittime ). Manila viene liberata. La Turchia passa agli Alleati.

GIORNO 32 – Terribile bombardamento colpisce Pyongyang, Corea del Nord, e fa 100.000 vittime. Erdogan ordina la totale distruzione delle infrastrutture per ostacolare il nemico che avanza, preso da Alleati un altro campo di contenimento Curdo. Si scatena una battaglia a Berlino, o più potenzialmente a Ankara / Istanbul, ed Erdogan concede la sconfitta in un bunker, mentre gruppi di partigiani della Resistenza assaliscono violentemente uno dei leader con la moglie, in fuga dal paese, mentre in alcune zone Europee gli aeroplani buttano giù cibo durante una situazione critica di scarsità di risorse.

GIORNO 33 – Per propaganda viene annunciata la morte del nuovo Hitler ” in combattimento fino alla morte contro i Russi “, mentre il Presidente Usa è TRUMan, mentre Ankara e Istanbul cadono e i Russi piazzano la loro bandiera su un edificio importante, Olanda, Danimarca sono liberati dagli assedi, e ci si occupa delle operazioni finali della guerra in Siria.

GIORNO 34 – La Turchia viene scomposta e divisa in 4 aree e si comincia a delineare i confini di un Grande Kurdistan. Le Filippine sono liberate, il primo ministro inglese potrebbe dimettersi e potrebbe avvenire un evento a New York. Gli Stati Uniti, d’ accordo con la Cina sin da inizio Aprile 2017, prendono una decisione cruciale e lanciano un paio di bombe nucleari sulla Corea del Nord , mentre il Giappone si arrende nella disputa delle isole con la Cina. Finisce il regime dittatoriale Coreano, anche se le società occidentali reagiscono con proteste, shock e indignazioni all’ uso di armi nucleari da parte degli statunitensi.

GIORNO 35 – Profughi Nord Coreani si riversano nella Corea del Sud creando una immane crisi e scompiglio generale. Si torna a una situazione di Guerra Fredda e si riflette sullo sconsiderato uso di armi nucleari in guerra. Viene stabilita una repubblica democratica con un governo fantoccio. Nei prossimi giorni i responsabili di crimini di guerra e contro l’ umanità verranno sottoposti a processo.

GIORNO 37 – Anche Ungheria, Armenia, Azerbaigian, Cipro, Grecia, Siria, Iraq, Iran, Georgia, Romania e Macedonia potrebbero subire scombussolamenti nel territorio, con confini modificati e potenziali suddivisioni simili al territorio Turco, ma solo alcuni paesi non tutti.

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La madre di tutte le operazioni terroristiche

5 02 2015

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Prossimamente potremo avere a che fare con una serie di eventi d’impatto, i quali potrebbero culminare in un terrore collettivo, planetario, ben pubblicizzato da ogni mass media!

Ovvero il momento in cui due potenze nucleari possono essere vicine a uno scambio di missili intercontinentali, magari in seguito a uno scontro armato convenzionale o l’esplosione di una bomba atomica tattica di bassissima potenza.

E’ possibile che questo rischio lo si sia corso più di una volta nel recente passato, anche se tenuto volutamente nascosto, appunto per non spaventare la platea planetaria.

Del resto, il terrorismo è tale – oggi – quando il terrore scorre attraverso i mass media. Se, per esempio, delle persone muoiono per atti terroristici ma pochi lo vengono a sapere, il qui prodest dell’atto terroristico non può esserci.
Oggi, per avere successo, il terrorismo ha bisogno della radio, della tv, dei giornali e di internet. Senza di questi il terrorismo non può esistere. Se anche decine di migliaia di persone muoiono ma pochi lo vengono a sapere, l’obiettivo è mancato.
Lo devono sapere TUTTI!

E se, dunque, qualcuno decidesse che è il momento di provocare uno shock collettivo, in cui viene fatto sapere al pubblico di tutto il mondo di essere sull’orlo di una guerra nucleare intercontinentale?!

Comunque, secondo la teoria dei ricorsi storici degli ultimi anni, tenendo conto di ciò che è successo (anzi, di ciò che è stato amplificato dai media) la serie di eventi dovrebbe coinvolgere (la rosa non è molto amplia, se ci fate caso):

– Aerei in volo, aerei scomparsi e/o distrutti;

– Navi o sottomarini distrutti/affondati/scomparsi;

– Un’attacco/sparatoria ben pubblicizzato;

– Qualcosa riguardante la satira o il connubio politica-pornografia;

– Una guerra annunciata ripetutamente;

– Qualcosa che metta in cattiva luce una religione o un movimento politico;

– Risultati elettorali sorprendenti/inattesi/contestati/problematici;

– Un disastro a una centrale nucleare, o qualcosa del genere/disastro ecologico/black out;

– Tentativi di salvataggio di persone riusciti/falliti;

– Turbolenze/scandali/crolli finanziari esposti ai quattro venti;

– Terremoto/eruzione vulcanica/tsunami/meteorite;

– Rischio epidemia/pandemia ben strombazzato;

– Una ribellione di massa violenta/guerra civile, ben pubblicizzata;

– Bombardamenti che hanno eco sui mass media;

– Manifestazioni pacifiche che finiscono in violenza;

– Arresto/morte/ferimento/dimissioni di una personalità pubblica.

Ognuno di questi tipi standard di eventi ripetuti pubblicizzati è sempre a maggiore o minore magnitudine rispetto a eventi simili del passato.
Se ci pensate bene, la rosa dei possibili eventi d’impatto sulle coscienze (anzi, sulle MENTI, per dirla più propriamente) attraverso i mass media non è che sia dunque molto ampia, e – di norma – riguarda sempre qualcosa di traumatico.
E le “possibili conseguenze future di quello che è successo/succede.”
Si tratta quasi, infatti, d una specie di “violenza psicologica” di massa quella perpetrata dai media e, dirò, non solo quelli ufficiali ma anche quelli alternativi.

Il fuoco dev’essere sempre ben acceso per far sì che l’acqua (la mente collettiva) continui a bollire e non sia mai tranquilla.

Nell’ottobre 1962 vi fu la Crisi di Cuba: il momento della Guerra Fredda in cui – ci viene detto da sempre – le due superpotenze contrapposte dell’epoca USA e URSS andarono più vicino che mai alla guerra calda termonucleare. Il tutto venne ben monitorato dai mass media giorno dopo giorno per quei dodici giorni dell’ottobre ’62; altri momenti di rischio atomico vi furono negli anni e decenni seguenti: quando nell’ottobre 1973 gli USA alzarono il livello di allarme nucleare come risposta alla minaccia di intervento dell’URSS nella guerra dello Yom Kippur tra Israele e paesi arabi…anche allora questo rischio fu pubblicizzato dalla stampa, però senz’altro in modo molto meno incisivo e drammatico rispetto alla Crisi di Cuba di undici anni prima. Invece, dieci anni dopo, nel 1983 – nonostante si fosse già nel pieno di una tensione dovuta ai missili tattici contrapposti in Europa tra l’est e l’ovest – l’altissimo rischio di guerra atomica durante l’esercitazione NATO Able Archer (che fu interpretata male dai sovietici) non venne per nulla fatto sapere dai mass media dell’epoca alla popolazione ignara, così come anche (poche settimane dopo la distruzione da parte di un caccia sovietico del volo di linea sudcoreano KAL 007) nel settembre ’83 vi fu un altissimo rischio di guerra nucleare dovuto alla mala interpretazione da parte dei sovietici di ciò che le apparecchiature radar credevano fosse un lancio di missili da parte degli USA quando ciò non corrispondeva alla realtà (erano solo i raggi del sole), e la catastrofe venne evitata per un soffio da un’ufficiale con un gran sangue freddo, per non dire altro. Un qualcosa del genere successe di nuovo dodici anni dopo, quando il lancio di un missile norvegese venne male interpretato dal monitoraggio dei computer delle forze strategiche della Russia.
Vi sono senz’altro stati altri momenti ad altissimo rischio: uno nel 1979, quando gli elaboratori della difesa strategica USA ebbero le traveggole e interpretarono i dati come un imminente lancio di missili da parte URSS; un congressista americano, il quale si trovava nella base in quel momento, ebbe un brutto quarto d’ora e ricordò in seguito il senso di panico assoluto che si respirava in quei momenti, e mi sembra di ricordare di averne letto un’altro di questi momenti rischiosissimi, accaduto probabilmente una decina di anni fa, secondo il libro “Il mito dell’11 settembre e l’opzione dottor Stranamore.”

Ebbene, tutti questi momenti ad alta tensione, nel momento in cui sono accaduti, sono stati ben tenuti celati dai mass media dell’epoca, e si son venuti a sapere bene solo in un secondo tempo.
Il pubblico, ignaro, aveva questa spada di Damocle che stava per abbassarsi velocissimamente sul suo capo, ma nessun servizio giornalistico ebbe cura di informarlo (e terrorizzarlo), anche perchè, se i missili partono, il preavviso è di pochi minuti, e la catastrofe si abbatte su milioni di persone senza che vi sia alcuna notizia che lo annunci, solo il suono delle sirene, ma ormai è troppo tardi.

A tutt’oggi, nonostante la fine della contrapposizione storica USA/URSS e ai vari trattati di limitazione degli armamenti, vi sono ancora molti missili intercontinentali nei silos pronti per essere lanciati e, dunque, il rischio della catastrofe atomica non è scongiurato. E tutti, in modo più o meno vago, lo sanno.

Negli ultimi anni, il fuoco della tensione internazionale è sempre stato fatto bollire, soprattutto dal sistema dell’informazione e della comunicazione e – ultimamente – queste tensioni riguardano proprio potenze nucleari.

Ciò che mi chiedo è questo: se due potenze continentali armate di missili atomici arrivano allo scontro diretto con armi convenzionali, si avrà cura di non farlo sapere alle agenzie di informazione, o minimizzarlo molto (come pare sia, per esempio, accaduto durante l’affondamento del sottomarino russo Kursk nell’estate 2000, colato a picco – secondo certe ricostruzioni – da un’unità NATO) per evitare, appunto, che il vortice della guerra – dovuto alle imprevedibili reazioni della gente – si avviti su se stesso e giunga allo scontro nucleare, oppure (a differenza di tutte le altre volte) si vorrà fare terrorismo, pubblicizzando il più possibile lo scontro diretto tra le forze militari di due potenze nucleari?

Perchè l’informazione fa parte dell’arsenale bellico: se nessuno sa che siamo a un passo dalla guerra nucleare (come è già avvenuto in passato, si è detto) la reazione del pubblico è ovviamente nulla – visto che è ignara – ma se venisse pubblicizzato dai mass media che siamo davvero a uno sputo dallo scontro nucleare?

E quindi torniamo al discorso di prima: il far sapere al pubblico che l’umanità è sull’orlo del precipizio, davanti a un evento a potenziale livello estinzione, sarebbe l’OPERAZIONE TERRORISTICA SUPREMA, qualcosa che va ben al di là di quella quindicina di eventi standard elencati in precedenza.
Questa esperienza di pre-morte di massa sarebbe una specie di esperienza di picco collettiva (la quale mostrerebbe più il potere della comunicazione/informazione che delle armi nucleari) e le conseguenze di ciò non possiamo prevederle ma solo congetturarle.