27 ottobre 1962, il re del terrore

26 10 2017

Ricordo da ragazzino, quando seguivo ancora i programmi della televisione, come vi fossero delle serate in cui alla tv “non vi era niente”, nulla di interessante né in un canale né in un altro mentre vi erano altre serate in cui dovevi in continuazione saltare da un canale all’altro, fare zapping o flipping,  perché stavano trasmettendo molte cose interessanti contemporaneamente: uno show (un tempo si diceva “varietà”) nuovo di zecca su rai 2, un film per la tv o fiction (un tempo si diceva “sceneggiato”) interessantissimo su canale 5, una partita di calcio “che non te la potevi assolutamente perdere” su rai 1 ecc. Tutto nella stessa serata di programmazione tv.

Penso sia così anche per certi anni, mesi e giorni della storia occidente-centrica che conosciamo: in alcuni sembra che davvero non succeda nulla di nuovo e che l’abitudine regni sovrana; uno scorre le notizie, le news, e vede che rigurgitano di non novità, di cose che potevano benissimo succedere anche un giorno, un mese, un anno, cinque anni prima; in  altri anni, mesi e giorni, sui giornali, le tv, le radio (e in seguito anche internet) si assiste invece come a un surriscaldamento, a un sovraccarico, a un eccesso di notizie importanti che sembrano avvenire tutte nello stesso tempo e prendersi quasi a spintoni l’un l’altra.

Un esempio di ciò avvenne esattamente 55 anni fa, nell’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare. Quel mese e giorno furono PIVOTALI, per usare un neo-inglesismo, fu un periodo in cui in futuro si faceva spazio più del solito e toglieva spazio più del solito al passato quasi franandogli addosso, in cui venivano al pettine nodi della Storia allora recente e nello stesso tempo se ne generavano altri di nodi, in cui si aprivano spazi e orizzonti che si sarebbero fatti sentire per un bel pezzo a venire e avrebbero dato forma a diversi zeitgeist dei lustri e decenni futuri.

Non so se il mio collega di blog Teozakari abbia un giorno o l’altro voglia di studiare l’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare su uno dei suoi particolareggiati grafici dell’onda temporale di Terence McKenna, per vedere se, in effetti, anche per la teoria frattale-ricorsiva della Timewave, quel punto lì della nostra storia occidente-centrica mostri qualche anomalia-singolarità pure su quei grafici, in modo da far ritenere che davvero sia stato un momento cardine di grande incremento di novità storica e di grande decrescimento dell’abitudine storica.

CvYEdUiXEAEu1hG

Nell’ottobre 1962 il pianeta Terra si trovò mai come allora vicino a una Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica la quale si sarebbe giocata a colpi di terrificanti armi termonucleari. Si era nel picco, nel culmine assoluto della tensione atomica tra le due superpotenze la quale stava durando da almeno dodici anni. Tutto era iniziato nell’agosto precedente, – l’agosto in cui morì Marylin Monroe – quando l’URSS di Krusciov sfidò gli USA di Kennedy cominciando a installare rampe di missili nell’isola di Cuba retta dai  socialisti di Castro, le foto aeree USA scoprirono le installazioni missilistiche URSS a Cuba. L’esercito americano impedì alle navi sovietiche di raggiungere la costa cubana senza prima aver esaminato il carico delle navi. Cominciò un pericolosissimo “braccio di ferro” tra le due superpotenze che, attraverso i mass media, “lasciò il mondo col fiato sospeso”.

giovanni-xxiii-studio

In quello stesso ottobre 1962, iniziò a Roma il Concilio Vaticano II, organizzato per cominciare a svecchiare l’istituzione secolare e secolarizzata della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e tenerla “al passo coi tempi”, i quali stavano cambiando soprattutto a causa della tecnologia e della diffusione sempre più crescente dei mass media. Il Concilio venne inaugurato da Giovanni XXIII, il quale in questa foto (apparsa come copertina di una rivista) appare significativamente col pianeta Terra alle sue spalle.

fbcfc82c4a178dd92bbeef9b5875d65c

In quella terza decade di ottobre 1962 venne deciso un blocco navale da parte delle navi militari USA nei confronti delle navi URSS che attraversavano l’Atlantico verso Cuba cariche di componenti militari per i missili a corto-medio raggio. Intanto, con la procedura “Chrome Dome” del generale delle forze strategiche aeree SAC Thomas Power,  almeno venti bombardieri B 52 erano costantemente in volo sopra l’emisfero nord, fino al polo, sempre armati di bombe termonucleari assai più potenti della bomba di Hiroshima: era la cosiddetta “airborne alert”, “allerta in volo”, in ogni momento questi B 52 potevano essere allertati e dirigersi verso lo spazio aereo sovietico nemico. Durante la “crisi di Cuba” dell’ottobre 1962, il numero di questi aerei militari in volo carichi di bombe atomiche pronte all’uso in caso di allerta, raggiunse quasi la settantina.

cover

Nello stesso ottobre 1962 uscì la rivista mensile “Panorama”, che col tempo divenne settimanale e la più diffusa rivista di attualità politica, sociale e culturale in Italia . E’ proprio il caso di dire che si apriva un nuovo PANORAMA.

9781400043583_custom-46d5e2c31288c1d5e73d254d6c210e43b4ff49c5-s400-c85

La crisi missilistica di Cuba fu presente ininterrottamente sui mass media nella terza decade di ottobre 1962 fino alla pericolosissima giornata del 27 ottobre 1962, quando la crisi giunse il suo culmine. Se la crisi di Cuba fu il picco della paura atomica degli anni cinquanta il 27 ottobre 1962 fu il picco del picco: le navi sovietiche continuavano ad avanzare nell’Atlantico, la costruzione delle installazioni missilistiche sovietiche nella Cuba castrista non si fermava, i generali più “falchi” dicevano al presidente che ormai la sola opzione ragionevole era l’invasione militare (dalle conseguenze terribili); non solo, venne intercettato un aereo U2 sopra la Russia e a Cuba venne abbattuto un altro U2 in cui perse la vita il pilota Rudolf Anderson: ormai si era veramente a un passo dalla mezzanotte termonucleare. Il segretario alla difesa di allora, McNamara, in seguito disse che pensò a quel sabato come l’ultimo della sua vita, e non solo della sua.

621027_beatles-monty-lister

Nel medesimo giorno in cui McNamara pensava che quello fosse l’ultimo sabato della sua esistenza, vennero intervistati questi quattro ragazzotti con le zazzere e vestiti con abiti “mod”, questi quattro ragazzotti all’inizio di quello stesso ottobre 1962 fecero uscire il loro primissimo 45 giri, con Love me do su un lato e Please please please su un altro. Ben pochi allora li conoscevano. L’immagine che vedete venne scattata il 27 ottobre 1962 dentro uno studio radio-tv in Inghilterra.

80e776a6-34f1-4648-a81c-25cd1e53725d

Quello stesso sabato 27 ottobre, in Italia, il potentissimo magnate del petrolio Enrico Mattei tornava in volo da Catania verso Milano con uno dei suoi piccoli aerei personali. Enrico Mattei era probabilmente il personaggio italiano più influente dell’epoca, era considerato davvero un grandissimo, una specie di divinità dell’Olimpo, veramente pochi oggi se ne rendono conto, era in assoluto l’industriale dell’epoca più conosciuto, ben più di Gianni Agnelli della FIAT. Nelle mani di Mattei, l’ENI divenne un impero in grado di sfidare le potenze petrolifere straniere, in particolare quelle anglosassoni. La sua morte avvenne proprio quel 27 ottobre 1962, quando a bordo del suo aereo precipitò presso una oscura località in provincia di Pavia. All’epoca si pensò a un tragico incidente, ma col tempo si appurò che la struttura del velivolo venne manipolata apposta per farlo perdere controllo e schiantare al suolo. Mattei fece una fine molto simile a quella del pilota Rudolf Anderson, alla guida dell’U2 abbattuto sui cieli di Cuba quello stesso 27 ottobre.

untitled

Nell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un universo culturale pop che tutt’ora non se n’è andato: uscì sugli schermi cinematografici “Dr. No” (“Agente segreto 007, licenza di uccidere”), il primissimo film della lunghissima serie dell’agente segreto 007 James Bond al servizio di sua maestà britannica e vide la luce il primordiale 45 giri dei britannici The Beatles. In quell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un futuro piuttosto lungo da cui ancora non ne siamo usciti.

cdm

La morte dello strapotente magnate petrolifero Enrico Mattei quel 27 ottobre 1962 fu il primo vero “mistero italiano” nello stile dei molti che sarebbero venuti in seguito, in modo particolare dal 1969 in avanti, dalla strage di piazza Fontana in poi . Quella di Mattei fu una fine che influenzò molto il futuro perché fu il primo attacco diretto e violento alla sovranità e all’indipendenza politico-economica dell’Italia, fu il primo atto eversivo nello stile di quella che si sarebbe in seguito chiamata “strategia della tensione”. Furono almeno due gli omicidi sensazionali dell’allora futuro che si ricondurranno al caso Mattei: l’omicidio del giornalista siciliano Mauro De Mauro che avverrà nel 1970 e l’omicidio dell’intellettuale critico, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini nel 1975.

1200px-02-arkhipov-young.ngsversion.1495227880056.adapt.1900.1

Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Orechovo-Zuevskij rajon, 30 gennaio1926Železnodorožnyj, 18 agosto1998) è stato un marinaio e militaresovietico.
Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, come comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot, si oppose al lancio di un siluro nucleare malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaereiUSS Randolph e undici cacciatorpediniere[1]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l’ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSShttps://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Aleksandrovi%C4%8D_Archipov

Per lanciare quel siluro a testata nucleare, il protocollo da seguire stabiliva che tutti gli ufficiali a bordo del sottomarino dessero parere positivo al lancio, il solo ufficiale che si rifiutò di dare il suo voto e ruppe l’unanimità fu il vice comandante Archipov scongiurando così un’escalation letale. Una vicenda somigliante a questo episodio ed avvenuta più di vent’anni dopo, riguardò il tenente colonnello dell’armata rossa Stanislav Petrov e il suo rifiuto di rispondere con un contrattacco a un lancio di missili ICBM da parte USA, poi rivelatosi un falso allarme dovuto a un errore dei computer.

stampa cuba

Il numero del quotidiano “La Stampa” di domenica 28 ottobre 1962, il giorno del “sospiro di sollievo” dopo il picco altissimo di tensione del sabato.

Col tempo, venne alla luce che i missili sovietici già installati sull’isola di Cuba erano pienamente operativi e in grado di lanciare testate nucleari in caso di invasione dell’isola, all’epoca si riteneva invece che le batterie di missili a Cuba dovessero ancora essere completate e che quindi nessun missile era operativo e pericoloso; ciò facilitava le posizioni degli intransigenti del Pentagono che alla Casa Bianca premevano per un’invasione americana dell’isola: tanti anni dopo, l’allora segretario della difesa McNamara rivelò come quel 27 ottobre si andò “a tanto così” dall’invasione.

La crisi missilistica cubana e la morte di Enrico Mattei nel “black saturday” (come viene ancora oggi ricordato quel giorno negli Stati Uniti) influirono per lungo tempo a venire, molti nodi si erano sciolti e altri nodi si erano invece legati, gli anni Cinquanta furono in rotta di collisione con gli anni Sessanta e Settanta e, come si è detto, nuovi panorami mai visti prima si aprirono.

Nei giorni che seguirono, a inizio novembre, mentre i sovietici iniziavano a smantellare la loro base missilistica a Cuba venti giorni prima che gli americani decidessero di togliere il blocco navale, uscì nelle edicole il primissimo numero di un fumetto che fece scandalo per la sua crudezza e diversità dai soliti cliché delle storie a fumetti: il protagonista non era infatti per i ragazzi un esempio positivo da seguire, Diabolik è infatti un malvivente, un fuorilegge, un maledetto, un clandestino. Questo tipo di figura avrà un avvenire di fronte a sé, in Italia e non solo.

Il-re-del-terrore

 

Annunci




2022 i sopravvissuti, John Titor, Nathan Never n°50…

8 08 2014

Gìà da tempo sembra esserci una certa consapevolezza strisciante che il nostro modo attuale consumistico di vivere (accentuato da circa vent’anni con la globalizzazione dei mercati), dopo aver raggiunto il picco in un anno imprecisato degli ultimi novanta o dei primi duemila, sarà destinato a interrompersi in una maniera più o meno traumatica, o dopo un collasso o in seguito a disastri, catastrofi naturali o tecnologiche, guerre, o tutte le cose assieme.

Magari non succederà nulla di tutto ciò ma il destino della società turbocapitalistica, pubblicitaria, consumista, global, “su di giri”, pare comunque condannato, secondo questa consapevolezza strisciante, e il periodo in cui questo succederà sembra essere seconda metà anni 10/prima metà anni 20 del XXI secolo, secondo diverse opere della fantasia umana comparse tra gli anni settanta dello scorso secolo e i primi anni duemila.

Nel film “Soylent green” (in Italia “2022 i sopravissuti”) viene profetizzato un mondo distrutto dalla sovrappopolazione, la civiltà industriale è collassata, New York è diventata una baraccopoli tentacolare, dove la frutta fresca vale più dell’oro, si ci uccide per l’acqua e l’unico cibo a buon mercato (il soylent green del titolo originale) è qualcosa di inenarrabile, che si scopre alla fine del film e non lo dico per non rovinare la sorpresa e il colpo di scena finale a chi non l’ha ancora visto.

2022_i_sopravvissuti_charlton_heston_richard_fleischer_006_jpg_prrs

Il protagonista è l’attore americano Charlton Heston, già noto per aver interpretato un’altro film con un colpo di scena finale catastrofico, “Il pianeta delle scimmie.”

“2022 i sopravissuti” è basato sulle conclusioni del rapporto “I limiti dello sviluppo” del cosiddetto “Club di Roma”, risalente a inizio anni settanta, in cui l’italiano Aurelio Peccei e diversi suoi amici del Massachussets Institute of Technology mettevano in guardia dai rischi di un progresso tecnologico consumistico continuo.

Nell’anno 2000, in un gruppo di Yahoo!, uscì fuori un sedicente viaggiatore del tempo, che diceva di venire dal 2036, di chiamarsi John Titor, e di provenire da una società del prossimo futuro arcaica e collettivista, molto diversa da quella attuale che, a suo dire, era collassata dopo una forte crisi in seguito a una nuova guerra civile degli USA e a un bombardamento missilistico termonucleare intercontinentale nei primi mesi del 2015.

JohnTitor

Nonostante il mondo da dov’era partito il viaggiatore del tempo fosse parecchio simile a quello dei pionieri americani del XVII secolo, la tecnologia avanzata era comunque riuscita a conservarsi, tanto da far sì di rendere appunto possibile i viaggi nel tempo. All’epoca in cui John Titor scrisse su quel forum di Yahoo!, dovevano ancora succedere episodi come la seconda guerra USA in Iraq, ma Titor sembrava essere informato, su quello e su altri dettagli. E, inoltre, sembrava conoscere molto approfonditamente, e a livello di dettagli tecnici di cui pochissimi sono a conoscenza, la tecnologia alla base del viaggio temporale, tanto da mostrare grafici e foto, Ciononostante, è  molto probabile che si fosse trattato di una BUFALA, ma quel che importa, come nelle altre opere di fantasia di cui sto parlando, non è certo la veridicità o meno, ma il captare in modo fantastico tendenze REALI di un determinato e preciso periodo futuro, come se le si percepisse già, anche se in maniera deformata e arbitraria.

Proprio nel già citato episodio della mia vacanza in Calabria nel 1995, acquistai in edicola il n°50 di Nathan Never – personaggio del fumetto italiano che vive in un mondo futuristico – dove era raccontato il passato del suo futuro (quindi il futuro del nostro mondo), dopo che per cinquanta numeri non era stato rivelato, e si scopriva che, nell’anno 2024, un parente di Nathan Never (suo bisnonno o trisnonno), studioso di tecnologia estrattiva, era stato tra coloro che avevano cercato di ostacolare il cosiddetto “Inner space project”, un progetto che intendeva sfruttare le risorse sotto la crosta terrestre, spingendo dentro la terra una sonda somigliante a uno Space shuttle, in modo da prelevare il magma per utilizzarlo a scopi energetici.

bonelli-editore-nathan-never-50-la-biblioteca-di-babele-17741000500

Inutile dire che il progetto fallì-fallirà, provocando disastri, terremoti, eruzioni ovunque sul pianeta, tanto da spingere il nuovo pontefice, eletto proprio in quel 2024, Gregorio XVII, proveniente dall’isola di Bali, a voler cominciare una “nuova era”, spostando indietro il calendario di 77 anni, utilizzando quello della sua isola natale, tramutando il 2024 in 1946, anno simbolico perché quello dopo la fine di un’altra catastrofe, ma facendo sì, con questo, di confondere irreversibilmente la corretta comprensione della storia agli uomini futuri, visto che gli avvenimenti degli anni originali e degli anni clone si sarebbero così confusi per sempre.

Tra l’altro, è curioso notare come Gregorio XVII sarebbe stato anche il nome pontificale del cardinale Giuseppe Siri, a dar retta a quella storia che dice come sarebbe dovuto essere lui papa nel 1958, anzichè Angelo Roncalli-Giovanni XXIII, ma la sua elezione fu annullata dai servizi segreti USA perché temevano che il suo anticomunismo viscerale avrebbe rovinato i rapporti dell’Occidente con l’URSS.