I sogni sono fossili di un loop di varianti dello stesso universo? / Confronto fra Fred Hoyle e Terence Mckenna

5 12 2019

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“Certe volte penso ancora che i sogni si svolgono in una “dimensione reale”, ma non saprei definire dove, perché gli universi paralleli non esistono, l’universo è uno solo, ma non sarei così sicuro che i sogni si svolgono nelle nostre teste/ nelle nostre menti … ci deve essere qualche altra risposta … che non includa fantomatici universi paralleli … forse connessioni quantistiche di osservazione temporanea di versioni alternative della nostra realtà di versioni precedenti dell’ universo unico, collassate e dimenticate … riciclate … come se il nostro io osservatore quando sogna fosse in grado di guardare ”nel cestino” dove ci sono “i files” di universi che hanno terminato la loro vita e la nostra coscienza si mettesse a interpretare momentaneamente momenti a caso/decisamente non a caso delle nostre precedenti esistenze in questa precisa identità … invece di universi paralleli, ci sono ricicli dello stesso, dove la nostra esistenza si è svolta in modi completamente diversi, tutti reali, tutti estinti … percepibili solo attraverso i sogni …”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/04/02/vi-sono-veramente-due-mondi/

I sogni potrebbero quindi essere “memorie del passato” che il cervello “cerca”, connettendosi ad una frequenza in modo da allinearsi, armonizzare, informare, la versione attuale di questo mio individuo e specifico universo, letteralmente frugando, come una sorta di S.E.T.I., che cerca i segnali alieni, noi con i sogni, accediamo ad una incomprensibile area, dove letteralmente esiste un “cestino di universi” dove, una volta agganciato uno specifico “minuto” di un universo estinto, per qualche istante la nostra coscienza si aggancia, apre il file, lo rivive, e poi viene rigettato nella realtà attiva attualmente … e chissà che non ci sia un collegamento con la faccenda della antimateria, e che la porzione dell’ universo di antimateria non sia in realta’ la zona cestino dell’ universo, contenente versioni estinte dell’ universo … sarebbe a dire che si, versioni alternative dell’ universo esistono, ma in sequenza, lasciando solo una traccia accessibile (onirica/ antimateria?), e quindi chissà quante volte mi sono ritrovato ad essere me, e di conseguenza, se già sono stato me stesso, sono già stato in tutti gli altri, tutti gli altri che non sono me stesso, sono comunque me, riciclato in una miriade di versioni diverse … un po’ come appunto, si potrebbe fare per davvero, e non solo per ridere, un paragone con le storie a fumetti, dove ogni storia sembra in realta’ – agente – in un universo a parte (“Topolino”, per dire) dove i personaggi possono vivere situazioni che in altre storie non troveremo più o non sarebbero possibili … suppongo che la stessa cosa valga per noi …”

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” in questo caso potremmo definire i sogni “fossili psichici”, momentanee interferenze dove possiamo rivivere per qualche istante situazioni accadute eoni di tempo fa … persino alcuni dei nostri pensieri immaginari, in stato di veglia, dove immaginiamo situazioni, potrebbero essere “fossili psichici” o comunque “risultati” di una ricerca “nel buio”, con la metaforica torcia del cervello, che con la sua “luce” isola un momento specifico … questo tipo di pensieri, onirici e immaginari, sono come frugare fra i files, aprirli e guardarci dentro, e un po’ come per la forza di gravità che ci tiene ancorati al terreno, nei sogni esiste una inconcepibile “forza” che ci costringe a uscire dal file, una volta trascorso tot tempo … immagino che, visto che tutto si svolge a più livelli, in modalità frattale, frattalmente parlando, potremmo comparare “il tempo” con questa forza misteriosa, una forza che agisce al rallentatore per costringerci a “uscire da noi stessi“, dall’ attuale punto focale di identificazione e osservazione soggettiva della realta’, e la morte rappresenta il punto di impatto con questa forza … forza che comunque, come con la gravita’, ci porta (ci scaglia 😉 ) direttamente all’ interno di un altro punto focale di identita e osservazione, perché non esiste il “non esistere” ma solo la percezione di esistere … in questo modo l’ unica cosa che davvero si avvicina alla nostra idea di morte è il sonno profondo, dove non avvertiamo lo scorrere del tempo, mentre invece la vita di esperienze e percezioni diurne è senza limiti. In sostanza la “morte” di un individuo è solo l’accumulo complessivo di sonno non oniricamente attivo che una persona raggiunge nel corso della vita. (di quella specifica vita). “

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COMMENTO TROVATO ONLINE: “Hi! My husband & I were reading your artiscle & we have found ourselves (on more than one occasion) actually “mutually dreaming”. As in, we are in the SAME dream (unplanned) and once we had to ” fight” our way our of a “lucid” type of dream & were both physically moving in our sleep to be able to wake ourselves up. This is becoming a strange enough that we are looking for research on this just now. Yet your article says to “leave it to the movieies”. We are writing things down now. Please let us know if you have any more research or any further information that could be of assistance. Thank you” …

… se davvero davvero esiste la possibilita’ di sognare la stessa cosa significherebbe che i sogni sono ”rientri” in realta’ dimensionalmente concrete, persino se si tratta di “universi estinti”.

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Una altra cosa molto difficilmente descrivibile e’ quella sensazione che l’ interno della mente sia una frequenza “invadibile“ da altre frequenze, come se ci fossero degli “aromi psichici” che girano, come delle spore, che girano, si diffondono in modo completamente invisibile, e ogni tanto “atterrano” e si soffermano, e uno si accorge, sente qualcosa di estraneo a se’ stesso dentro di se’, sarà per quello che siamo arrivati alla idea della coscienza unica, pero’ questo fenomeno è troppo vago da spiegare, fa parte dell’ ambito del channeling. Ma se ti dovessi dire qualcosa, ti potrei dire che molto spesso percepisco in me – e – ”nell’ aria” qualcosa che non mi appartiene, e se davvero mi appartiene, vorrebbe dire che l’ intero della mia identità è variabile e turbolento, un astrologo professionale saprebbe spiegarlo meglio, infatti questa storia delle “percezioni” è molto “astrologica”, i transiti …”

Queste cose che dici sono dovute al fatto che l’ego in cui ci siamo identificati è una struttura molto fragile anche se ci sembra l’unica possibile.”

“gli attori conoscono molto bene questo fenomeno, è una questione di assimilazione interiore … è come se ci fosse una rete invisibile, siamo tutti collegati da questa rete, e allo stesso modo siamo racchiusi e isolati in noi stessi, ma continuamente toccati dagli altri, come “liquidi che si incontrano” …”

“hai fatto bene a citare gli attori, infatti molti di loro ci perdono quasi la ragione per via di ciò che hai scritto.”

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Probabilmente è per questo che non faccio fatica ad afferrare il concetto di coscienza unica, il mio “terzo occhio” è attivo costantemente, la mia mente è fatta solo di immagini, scene, visuali, e – io – non ci sono, lì dentro, lo avevo già detto che io penso sotto forma di qualcosa che si potrebbe definire “meme”, momenti che dentro di me identifico e associo ad altro, infatti guardare me e’ quasi disturbante, una interferenza, per questo mi sento cosi alienato da quello che percepiscono gli altri, perche‘ quello che vedono loro dentro di me non C’è… troppo difficile da spiegare coerentemente, ma cosi è. “

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“Ho trovato un collegamento fra le teorie del fisico Fred hoyle e Terence McKenna … Fred hoyle era un fisico che diceva che “l’ universo e‘ una messinscena”, rifiutava Darwin e l’ evoluzione, preferiva il fine – tuning e preferiva il design intelligente (sospettava che l’ umanità fosse stata creata da civiltà extra intelligenti ora estinte), (parlava di civiltà sub – divine simili all’ idea che abbiamo degli dei nel politeismo antico) personaggio scomodo, diceva che Dio è una entità che agisce attraverso fenomeni quantistici dal “futuro estremo” e supportava la idea che le informazioni possono provenire (anche) dal futuro, e supportava l‘ idea di una “entità futura” che mandava segnali collettivi e individuali, un creatore di enigmi, insomma, sospettava che esiste una sola coscienza e che e’ impossibile sapere se si è esistiti sotto forma di piu individui ma che era assolutamente probabile … preferiva definirsi “ateo”, ma davvero fra virgolette, per identificarsi nella etichetta di scienziato, già criticato da ogni dove per le sue scientif – eretiche teorie sulla ”super entità intelligente nascosta nel futuro estremo” … ecco, il collegamento sarebbe con la idea della Storia umana spinta dal futuro e non dal passato, e manovrata per seguire una traiettoria intelligente, e l’ idea che la creazione dell’ universo proviene dal futuro e non dal passato, che come diceva Hoyle, la presenza della super entità faceva in modo che aumentasse e fosse costante la complessità nell’ universo, e in particolare in collegamento con la teoria del “fischio di Dio” di Mckenna, la teoria che la attivazione di una eventuale macchina del tempo avrebbe fatto in modo da “evocare tutto il futuro“ in una volta, e di conseguenza, “evocare una singolarità tecnologica” e anche “fare un fischio”, e quindi “evocare Dio” nel presente.”

Sarebbe interessante se “Dio” o come la vogliamo intendere questa entita’ creatrice e diffusore di informazioni avesse “messo in moto” la Storia come una sorta di tabella di marcia con traguardo, arrivati al quale abbia già deciso di rivelarsi e di regalare con la macchina del tempo aka evocatrice di singolarita’ tecnologiche aka evocatrice di Dio, all’ umanità un futuro “completo”, quindi paragonabile ad un “gioco finito” nell” ambito videoludico, e quindi molto affine alla idea teologica di paradiso, e sarebbe ancora piu’ interessante se questa “Rivelazione Finale” si ripetesse per ogni versione individuale soggettiva della stessa coscienza unica, cosi da realizzare la teoria dell’ Individualismo Aperto della frase “ho creato questo universo per te, aka ogni volta che l’ ho creato era proprio per te” un universo creato per tutti, ma che in questi “tutti” risieda in realta una sola coscienza, che se vive nel tempo presente, o comunque nel tempo in cui è previsto il traguardo, arriverà continuamente a quel punto, vita dopo vita …”

In fondo non sarebbe più semplice creare non un collettivo di identita’ per le quali la “percezione soggettiva interiore” è inaccessibile a tutti gli altri suoi simili piuttosto che una sola entità cosciente che percorre da inizio a fine tutte le identità e continua a vivere, o almeno a percepire di esistere, magari ritrovando la stessa identità con situazioni di vita diverse e alternative, entro un lasso di tempo inconcepibile, in un processo incluso in un continuo riciclo di universi che in qualche modo arrivano sempre a generare umani, gli stessi umani, anche se le vicende di vita cambiano …la mia idea è che versioni diverse di questo universo – sono esistite ed esisteranno – ( e quindi non coesistono nell’ adesso perche perché l’universo è uno solo) ed è per questo che sogniamo, deve esserci qualche tipo di connessione o conservazione sincronica di scene che si allineano e influenzano questa realtà presente … un po’ come pensava Fred Hoyle, che noi rappresentiamo una sorta di “salvataggio di file di civiltà estinte” cosa per la quale sono scettico, si potrebbe però ipotizzare che i nostri sogni sono “file salvati di situazioni alternative di un superlontano passato …in fondo, perché limitare la creatività di questa super entita’? Tutte le situazioni possono verificarsi, ma non come dicono certi scienziati, contemporaneamente al presente, ma una alla volta, in costanti rigenerazioni dello stesso tipo di universo, ma … con una trama sempre differente.”

“la interpretazione ”quasi teologica” di Fred Hoyle sembra anche congiungersi con la teoria della simulazione intelligente, e io che interpreto il concetto di realtà virtuale – simulazione in modo sempre molto (Ready Player One) e quindi creata si da una civilta‘ umana – esterna – super dotata ma anche molto “consumistica – materialistica” mi immagino che la teoria della ”evocazione temporale” della singolarità di Mckenna possa tradursi molto riduttivamente in un “messaggio – evento” del genere “buongiorno a tutti, avete partecipato alla messinscena simulatoria di un altro dei nostri grandi giochi – spettacoli – eventi, avete recitato la vostra parte alla grande e intrattenuto il nostro prezioso pubblico, ora potete disconnettervi, tornare alla vita reale, e ricevere il vostro compenso …(o pagare il dovuto per la partecipazione o accesso alla realtà simulata ) …  si insomma, se questa è una simulazione, la interpreto come se fossimo lo staff di un film, o comunque di una categoria di progetto creativo paragonabile ad un film, e quindi a scopo di “intrattenimento intelligente” sempre comunque con un sottofondo consumistico – globalizzato dietro al sipario”

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La fine del potere di Morsi – breve considerazione ciclologica

4 07 2013

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In questo post del febbraio 2011, scrivevo a proposito della rivolta in Egitto che esautorò dal potere l’allora presidente Hosni Mubarak.

Un mese e mezzo prima, avevo parlato delle risonanze dentro il flusso spiraliforme del tempo, e di come situazioni storiche all’interno della spirale si ripresentino ciclicamente, anche se si mostrano con una veste del tutto nuova per ciò che riguarda i personaggi coinvolti, l’ambientazione, la durata. Allo stesso modo di un frattale il cui disegno è AUTOSOMIGLIANTE, anche se riprodotto in scala più piccola o più grande.

Alla fine del post, avevo scritto di come le immagini delle migliaia e migliaia di persone in piazza coi fuochi d’artificio […] che accoglievano rumorosamente le dimissioni di Mubarak,  fanno pensare come forse questo evento, tutto sommato non di portata così grande rispetto alle “sorti del mondo”, potrà ripresentarsi su una scala più piccola, analoga o molto più vasta.

Insomma, allora m’ero fissato sul concetto di MAGNITUDINE degli eventi che si ripetono/ritornano nel corso delle spirali frattali del tempo, senza pensare molto al loro RIPETERSI. Cioè, avevo pensato che gli eventi in Egitto si sarebbero ripresentati (magari in altre parti del mondo) con un’intensità maggiore, forse anche suggestionato dalla scena finale del film Zeitgeist Moving Forward, che all’epoca era uscito da pochissimo tempo (una decina di giorni), dove si vedono rivolte di piazza contro il sistema in ogni angolo del globo.

E ora, con l’esautorazione dal potere del presidente Mohamed Morsi in seguito a rivolte di piazza in Egitto, l’evento, anziché ripresentarsi con maggiore magnitudine in contesti diversi, sembra ripresentarsi addirittura nello stesso luogo e con modalità abbastanza simili, compreso il ruolo dei militari.

Forse, più che vedere due eventi che si somigliano, stiamo appunto vedendo lo stesso evento che si ripresenta, visto da una angolazione dello spaziotempo diversa, e nemmeno troppo diversa dalla precedente.

Altra curiosa combinazione: le due immagini di questo post sono state prese da due post (questo e questo) dello stesso blog, Risveglio di una dea, a poca distanza l’uno dall’altro.