Universo = Dio = Coscienza = Percezione di un Io = Vita umana = Reincarnazione naturalistica (Individualismo Aperto Sequenziale)

23 12 2021
DEEPAK CHOPRA: “SONO STATO ATEO FINO A QUANDO NON HO REALIZZATO DI ESSERE DIO”

LA SCOPERTA PIU’ GRANDE E “NASCOSTA” DELLA FISICA QUANTISTICA E’ CHE LA REALTA’ OGGETTIVA NON ESISTE, E QUINDI TUTTO CIO’ CHE ESISTE E’ ACCESSIBILE SOLO ATTRAVERSO LA MENTE. FUORI DAL CERVELLO NON ESISTE NULLA, MA IN REALTA’ ANCHE LA MATERIA E’ UNA ILLUSIONE. QUESTO SIGNIFICA CHE L’ UNIVERSO NON ESISTE COME “ENTITA’ MATERIALE”. L’ UNIVERSO E’ UNA (LA) MENTE. QUESTO CONCETTO SI CHIAMA “COSCIENZA UNICA” E INDICA CHE L’ UNIVERSO E’ “COSCIENTE” E NON C’E’ DISTINZIONE FRA DIO E UNIVERSO. L’ UNIVERSO E’ AUTO – CREATO PERCHE’ IN QUANTISTICA UNA COSA ESISTE SOLO SE E QUANDO VIENE OSSERVATA. L’ OSSERVAZIONE DELL’ UNIVERSO PROVIENE DAL FUTURO. E’ STATA QUELLA OSSERVAZIONE DAL FUTURO A CREARE L’ UNIVERSO NEL PASSATO. IL TEMPO E’ UNA ILLUSIONE: LE AZIONI DEL FUTURO E DEL PRESENTE SONO IN GRADO DI DETERMINARE COME SI SVOLGERA’ IL PASSATO. IL TUO PASSATO E PRESENTE DIPENDE (ANCHE) DA QUELLO CHE E’ SUCCESSO NEL TUO FUTURO. IL TUO FUTURO ESISTE GIA’, E IN FISICA QUANTISTICA E’ IN UNO STATO DI SOSPENSIONE MA NON E’ UN “NULLA” DOVE ANCORA E’ TUTTO DA ESSERE DECISO. COSA SUCCEDE NEL TUO PASSATO DIPENDE DA QUELLO CHE AVRAI FATTO NEL FUTURO. NON C’E’ DISTINZIONE FRA UNIVERSO, DIO E COSCIENZA (MENTE UMANA). LA MENTE E’ L’ UNIVERSO. LA MENTE E’ DIO. IN QUESTO NUOVO MODELLO DI PENSIERO DIO E’ UN UNIVERSO CHE PERCEPISCE DI ESISTERE OGNI VOLTA SOLO IN UNA MENTE SINGOLA. LA COSCIENZA E’ COME UNA FORMA DI ENERGIA INVISIBILE. SI PUO’ PARAGONARE ALLA LUCE E ALLA ELETTRICITA’. CIO’ CHE ACCENDE LE LAMPADINE E’ UNA COSA SOLA. CREDERE CHE LE NOSTRE MENTI SIANO SEPARATE E MORTALI E’ COME CREDERE CHE PER OGNI LAMPADINA CI SIA UNA FORMA DI LUCE /ELETTRICITA’ DIVERSA CHE SI ESTINGUE ALLO SPEGNERSI. PRIMA DELLA TUA VITA C’ ERA ALTRA VITA, DOPO LA TUA VITA CI SARA’ ALTRA VITA, E TUTTE QUELLE VITE LE HAI PERCEPITE / LE PERCEPIRAI TU, PERCHE’ C’E’ UN SOLO “IO” CHE CRESCE, SI EVOLVE, E SI RESETTA E RIPARTE DA UNA TABULA RASA OGNI VOLTA. IL DIO CHE CERCHI E’ “LA PERCEZIONE DI UN IO”.      

Per comprendere la natura di Dio, bisogna essere schizofrenici, oppure guardare il mondo con i loro occhi,simularli e interpretare il loro modo di pensare e il loro ruolo nella realtà.
Dio è solipsistico, un creatore che non ha mai varcato i confini di sé stesso. Dio ha creato un palcoscenico, una rappresentazione nella quale lui stesso è l’ unico protagonista, e ogni volta che si svolge la vita di una creatura è Dio a farne esperienza. Io, tu, lui, esso, siamo tutti un ruolo interpretato da Dio. Dio si è plurificato per sperimentare la vita in soggettiva.

L’ unica cosa che costituisce la realtà, l’ unica cosa che esiste è la percezione di esistere, una coscienza unica e identica per tutti gli individui.  

Individualismo sequenziale ( aperto ): La fisica spirituale e religione naturalistica sotto forma di “teoria filosofica”.

Mentre esisti, ti trovi in un universo dalla consistenza essenzialmente mentale – psichico, basato interamente sul tuo punto di vista, sulla tua soggettività personale ( personalizzata ). E “nuoti” attraverso un invisibile tesseract simile a quello mostrato in Interstellar. 

Ogni volta che vivi questa tua vita dall’ inizio alla fine, l’ universo si riconfigura in una modalità, una dimensione interamente basata sul tuo individuo. E questo fenomeno si ripete costantemente. Non hai solo questa tua vita che sta leggendo ora, a disposizione. Tu hai vissuto/ vivrai tutte le esistenze possibili, sotto forma di tutte le creature esistite/ esistenti/ che esisteranno. nonostante l’ universo si ricalibri ogni volta che noi muoriamo, la linea temporale collettiva ci appare lineare e costante.

Ogni singolo punto di vista, ogni singola esperienza, da parte di ogni creatura dotata di un livello minimo di coscienza e di percezione sensoriale, deve essere riprodotto e rivissuto sotto forma di tutti i punti di vista.

Ogni forma di tempo è interamente soggettiva. L’ illusione della simultaneità è data da un entaglement quantistico, una sorta di misteriosa comunicazione fra tutti noi che ci permette di armonizzare i nostri universi – guscio soggettivi. Bisogna comprendere che c’e‘ una costante connessione a distanza fra questi “gusci di tempo”, queste bolle temporali che costituiscono i personaggi, ed è questa connessione a dare origine alla parvenza che vi sia simultaneità e contemporaneità, e che vi sia un presente condiviso.

Se sei nato prima di me, io sono nato, vissuto e morto nella tua forma, nella tua mente, in te, essenzialmente, per tutti gli anni della tua vita, per tutti gli istanti della tua vita. Se sei nato dopo di me, io nascerò, vivrò e morirò in te, facendo esperienza soggettiva di tutti gli istanti della tua vita.

n questo modo l’ eternità esiste, ma non viene percepita come tale. Tutto ciò che conosciamo viene riprodotto, incontriamo noi stessi tutti i giorni, e ogni cosa avviene a diversi livelli, allo stesso modo in cui si è verificata prima, e nello stesso modo in cui verrà ricordata da vite future. Un supertempo per una coscienza unica che si riproduce e si ricalibra ogni tot. Ogni esperienza osservabile viene osservata soggettivamente, ogni frammento del supertempo viene osservata da tutti gli individui dal nostro unico “occhio”.

In questo modo della comunicazione fra gusci si elimina la percezione del solipsismo, nel senso che anche se noi siamo uno solo, esiste comunque una simultaneità, ma è una comunicazione fra livelli e fra “tempi soggettivi”. Siamo costantemente “al telefono” per così dire. Totalmente isolati e totalmente allacciati allo stesso tempo. Nell’ universo basato su di me, in teoria, potrei esistere solo io “per davvero”, e vivere a contatto con proiezioni, ma se inseriamo questa faccenda della comunicazione interferenza le cose cambiano. Perchè altrimenti sarebbe come se davvero nel mio universo basato su di me, io sono l’ unico attore che comunica con fantasmi del passato e proiezioni di potenziali individui non ancora  esistiti, dal mio punto di vista. Invece se ci mettiamo una specie di comunicazione “temporale” si spiega la percezione di simultaneità.

Si tratta infatti proprio di vivere dall’ inizio alla fine ogni vita, riprodurre ogni esperienza, dal punto di vista di ogni persona che vi assiste …andiamo al cinema? Rivedremo lo stesso  film, dal punto soggettivo di ogni persona seduta in quella sala, ad un certo punto del nostro “viaggio infinito” … non solo, qualora all’ interno della sala fossero presenti mosche o zanzare, rivivremmo la stessa scena, sotto forma di questi insetti, uno alla volta! E così siamo stati e saremo ogni singolo animale dotato di anche un minimo livello di coscienza e capacità osservativa, e ogni essere umano  che è esistito, esiste ora ed esisterà dal prossimo istante a tutto il futuro disponibile.

Ho anche trovato uno che la chiama “legge della conservazione della coscienza” …secondo il mio modello di questa teoria, anche se accadesse una estinzione di massa sul nostro pianeta, la coscienza unica verrebbe conservata, si nasce di nuovo e si arriva al punto dell’ estinzione molteplici volte, tornando indietro e arrivando a quel punto molteplici volte. Arrivati a esaurimento scorte, per così dire, c’è sempre la possibilità di “sfruttare” l’ esistenza di creature aliene su altri pianeti al sicuro …In mancanza di qualsiasi altra risorsa, il ciclo di tutte le esistenze può ricominciare da capo, eliminando quindi ogni limite all’ immaginazione.

E’ una comunicazione. Tutti i soggetti agiscono al presente. Solo che il tuo presente, dal punto di vista mio, rappresenta il mio passato/ il mio futuro e io l’ ho già vissuto/ devo ancora viverlo. Quindi è una comunicazione. E’ un presente collettivo a diversi livelli, una comunicazione e una percezione che viaggia nel tempo, una modalità di tempo completamente differente da quella che conosciamo. Il presente esiste solo per il soggetto attraverso il quale l’ universo  ricostruisce la realtà. E’ come quella cosa che si dice che tutti i tempi esistono  contemporaneamente. Esistiamo tutti in modalità solipsistica, e siamo separati per via temporale, ma le nostre percezioni eliminano completamente tale    separazione. E’ come se questo universo fosse in grado di “ricordare”, “creare” e   “futurare” allo stesso tempo.

n questo modo, sarebbero da ripensare cose come aborto di un neonato o embrione sano, e cose come l’ eutanasia. L’ eliminazione di un neonato sano sarebbe un “crimine totale”, la rinuncia personale ad una potenziale vita sana e produttiva, mentre il prolungamento della sofferenza terminale sarebbe un non  senso, se pensiamo che avremmo a disposizione una miriade di vite di tot durata  in condizioni di salute normali!

CHI E’ DIO NELL’ UNIVERSO MENTALE

Dio è la Coscienza Unica che si genera da sé e si autoriproduce sotto forma della mente e punto di vista ( Osservatore ) della creatura individuale, del soggetto con il quale tu/lui/lei/esso si identifica. Dio è inconsapevole di sé stesso e non ha il controllo della sua esistenza. Dio può solo percepire l’ esistenza di qualcosa di superiore alle creature individuali, attraverso la sua creazione nel suo intero. Dio è soggetto ad una super linea temporale, nella quale ogni istante si protrae per la durata della vita di una creatura individuale. Questa linea temporale si estende alla stessa velocità dell’ estensione dell’ universo come lo conosciamo.

In questa filosofia, in questa interpretazione della verità, Dio (la coscienza collettiva e unica) e’ soggetto ad una super linea temporale, nella quale, ogni istante dura la vita di una creatura, ogni istante rappresenta una vita dall’ inizio alla fine. Questa linea temporale continua a scorrere, ma la totalità di questo supertempo e’ indescrivibile, si potrebbe dire che si tratta di una linea temporale, un orologio che “si espande” allo stesso modo in cui si espande l’ universo. Pensiamo che se includiamo solo tutti gli esseri umani che hanno vissuto nella  storia umana, assieme a quelli che stanno vivendo ora e che nascono ogni minuto, avremmo gia’ totalizzato la durata dell’ universo come nota di almeno  200 volte. Questo a dire che il materiale fornito dalle esperienze della totalita‘ delle vite umane contiene tante informazioni quanto l’ intera esistenza dell’ universo moltiplicata per 200. Solo nell’ ambito umano. Se esistesse un film di  tutto quanto, servirebbero 200 universi pieni di creature, per visualizzarlo per intero. Se le vite umane esistite ed esistenti finora fossero un liquido, servirebbero 200 universi per contenerle.

Cosa si deduce da tutto ciò? Si deduce che tu (io, tu, lui) sei un Dio, o una sorta di Dio, che si nasconde a sé stesso, che crea e si fa creare dalle sue creazioni, che esiste come individuo e come collettività allo stesso tempo, e che di sé possiede solo la percezione che ci sia qualcosa di superiore. Sei un Dio che vive all’ interno della Grande Storia dell’ Esistenza, come unico protagonista del Grande Film. Una creatura incredibile, che nonostante abbia essenzialmente annullato sé stesso, riesce comunque ad esistere attraverso il suo Grande Sogno, la sua Grande Immaginazione.  Dio in sostanza sei tu, e qualunque persona tu incontri, e qualunque animale tu incontri.  

Da un certo punto di vista, siamo una “creatura” molto anomala, che soffre e gode di sé stesso e a causa di sé stesso, che si alimenta unicamente di sé stesso, che si aiuta e si odia da solo, che combatte e si oppone a sé stesso, che ha nostalgia di sé stesso, che ricorda sé stesso e che comunica solo con sé stesso, che trova compagnia in una versione di sé stesso. Siamo sempre soli, in un certo senso, ma non lo siamo mai perché siamo divisi e frammentati. Una creatura che riproduce versioni di sé, e che uccide e viene ucciso da versioni di sé. Una creatura che teme e si strugge di qualcosa che non esiste, la Morte. Una creatura che prega e venera sé stesso, o che nega l’ esistenza di sé stesso.   Dio non è   quello delle religioni, Dio non sa di essere tale, Dio non ha controllo sulla propria esistenza, nonostante cio’ riesce comunque a creare un universo di estrema creativita’. In sostanza, Dio c’e‘ e non c’e‘. Allo stesso tempo. 

Secondo Sir James Jeans: il flusso della conoscenza si sta dirigendo verso una realtà non meccanic; l’ Universo comincia ad apparire più come un grande pensiero piuttosto che una grande macchina. La mente non rappresenta più un intruso accidentale nel regno della materia … dovremmo invece considerarla ( elevarla a ) creatrice e governatrice del regno della materia.

Rimane una domanda: se tutto ciò che esiste è costituito dalla Mente Unica come Coscienza Collettiva, perché non possiamo agire sul panorama circostante come facciamo con il nostro corpo? Perché non possiamo percepire sensorialmente oltre la superficie del nostro corpo? Perché non possiamo muovere gli oggetti con la nostra mente, come facciamo con le braccia e le gambe? Come può la “bounded mentation” ( mentazione limitata ) esistere all’ interno della Coscienza Unica Collettiva? I contesti mentali possono diventare dissociati, con una discontinuità o interferenza nella loro normale integrazione. Questa integrazione dei contenuti mentali avviene tramite concatenazioni di associazioni cognitive. Queste associazioni funzionano tramite la logica implicita. Anche se si perde accesso ai contenuti mentali circostanti, si rimane integrali alla Coscienza Collettiva ospitante i tali. Non c’è bisogno di evocare distinzioni ontologiche dalla mente. L’ analogia della dissociazione è utile per spiegare come psiche distinte e individuali possono formarsi, secondo il modello “ognuno è un frammento della coscienza universale”. Quindi non possiamo influenzare le leggi della natura o interagire con la realtà circostante come facciamo con il nostro corpo perché siamo dissociati dai corrispondenti contenuti mentali. I contenuti mentali di un frammento non possono evocare direttamente i contenuti mentali all’ esterno, ma l’ un l’ altro possono influenzarsi.

In filosofia esistono tre tipi di Individualismo: quello classico – occidentale lo interpreta come CHIUSO ( Ogni individuo possiede una sola vita, e quando finisce non succede nulla. L’ Io esiste, ma è limitato ). Ci sono due alternative: L’ Individualismo VUOTO ( L’ io non esiste, e ogni giorno rappresenta una sorta di nuova vita. Quando finisce l’ ultimo giorno non succede nulla. ), e sinceramente non ha molto senso. L’ altra alternativa è l’ Individualismo APERTO (L’ io esiste come un collettivo frammentato, e viene espresso in modo diverso da individuo a individuo. Quando finisce una vita, ne comincia un’ altra. Alcuni ritengono che la coscienza soggettiva “si sposta”, quindi quando un individuo muore, la sua coscienza passa alla persona più vicina al morente, quella che si sta svegliando in quel momento, oppure quella che sta sviluppando il primo ricordo della sua vita in quel momento. In sostanza, è come se la “percezione di esistere” fosse “la luce” – la luce esiste in molte forme, ma non si può pluralizzare la luce. Quando una luce si spegne, la luce persiste in un altro apparecchio. Da qualche parte c’è sempre una luce accesa. Ma queste opzioni sono arbitrarie ). La vita inizia nel momento in cui il soggetto comincia ad osservare il mondo circostante, a cominciare dall’ interno dell’ utero. Osservare comprende anche la “registrazione percettiva” fornita dai sensi. In sostanza, un individuo diventa una persona quando il suo cervello sviluppa le basi per la coscienza e per la percezione sensoriale, quindi a sei mesi dal concepimento. La nuova opzione è l’ Individualismo SEQUENZIALE ( L’ io si riconfigura da soggetto a soggetto, partendo da una tabula rasa, e quando il soggetto muore l’ universo si riconfigura, in una sorta di continuo alternarsi fra “Big Bang” e “Big Crunch”. Quando una persona muore, rinasce a partire dalla forma di embrione che sviluppa coscienza e osservazione sensoriale ).

Questo modello di reincarnazione è completamente naturalistica, da intendersi come interpretazione. Ogni vita riparte da una tabula rasa. Non ci sono “premi” e “punizioni” per le azioni commesse in una vita differente. Il cosiddetto karma agisce solo nell’ ambito di una singola vita, e tutti i premi e punizioni che possiamo ricevere sono limitati da ciò che può accadere nel “mondo reale”. La tua personalità sarà sempre unica e irripetibile, i corpi cambiano continuamente, ma la percezione di esistere della creatura sarà sempre in relazione a te, sarà sempre percepita da te, sarai tu ad averne esperienza, sarai tu ad esistere sotto forma di quella creatura, umana o animale. Anche se una creatura animale non è cosciente di esistere come lo è un essere umano, rimane comunque il fatto che il suo punto di vista, la sua osservazione del mondo circostante, le sue percezioni sensoriali, saranno tue. A seconda della vita in cui ti troverai, preferirai fare del bene o fare del male, oppure agirai per istinto, come cacciatore – predatore o come preda.

Il cambiamento più importante, ragionevolmente, avverrebbe nell’ ambito del concetto della mortalità, poiché questa teoria la mette completamente al tappeto. Questa “consapevolezza maledetta” dell’ umanità, assente nel mondo animale, dell’ inevitabile ed eventuale conclusione della propria vita, verrà ufficialmente e definitivamente superata. Questo malessere interiore collettivo non avrà più ragion d’ essere. Ci si impegnerà molto di più per agire e attuare cambiamenti e decisioni nella propria vita, si accetterà e si formulerà un significato della vita differente da quello occidental – nichilista di oggi.

Inoltre le varie religioni dovranno necessariamente aggiornarsi alle consapevolezze moderne, e cercare di mettere assieme una “religione collettiva” meno legata alla sacralità e all’ immaginario ritual – religioso, e più legata alla “meta-realtà della fisica”.

Allo stesso modo, la scienza dovrà limitare il suo approccio ostile nei confronti della spiritualità in generale, e dovrà anche essa adattarsi alle consapevolezze moderne, ed eliminare tutte quelle ideologie scientiste che la contaminano attualmente.

In sostanza, le religioni andranno all’ esplorazione del “meta-reale” con i nuovi aggiornamenti della fisica dell’ universo mentale immateriale, e le scienze andranno all’ esplorazione del “paranormale” con gli studi sulla precognizione, e dovranno cercare di avvicinarsi a dimensioni del tutto nuove.

Si potrebbe quindi dire che, osservando lo zeitgeist dei nostri tempi, l’ atmosfera della nostra attualità, dove si sta creando una scissione fra conservatori etici religiosi che auspicano ad un ritorno al passato, e futuristi nichilisti iper – tecnologici che auspicano la realizzazione del superuomo, attraverso una indottrinazione scientista e una “kurzweilizzazione” del futuro, insomma, si sta preparando una certa atmosfera, tutto si sta mettendo in moto, ma ben presto le motivazioni e le ambizioni cambieranno!

Lo stesso riduzionismo che abbiamo applicato tramite la scienza nei confronti della natura umana lo dobbiamo applicare nel contesto della “localizzazione” dell’ Universo. L’ universo reale è molto più ristretto di quello che pensiamo, e praticamente non si estende al di là del conosciuto, al di là dell’ accessibilità dell’ osservatore centrale. In sostanza, ciò che un individuo non conosce, letteralmente non esiste. E tutto ciò che ha conosciuto, e che arriverà a conoscere, è preprogrammato ad ogni nuova vita ( universo ricalibrato sul soggetto ).

DESCRIZIONE DELL’ UNIVERSO LOCALE

Immaginiamo un universo che ci presenta più o meno sempre lo stesso ambiente, in un range di sequel che va avanti per un tot periodo, che si modifica con l’ avanzare del progresso tecnologico, dove il soggetto centrale, colui che ne fa esperienza in soggettivo ( che cambia ogni volta che l’ universo si ricalibra, facendo tabula rasa, e ricostruendosi su un altro “frammento della Coscienza Unica Collettiva ) vive a contatto – esclusivamente – con le sue vite passate e future, umane e animali. ( avevamo deciso nello scorso articolo di escludere le piante e i microorganismi ) – sarebbe in sostanza un universo dove, pur essendo le azioni compiute tutte al tempo presente – il libero arbitrio è sostanzialmente assente. La distanza temporale fra i frammenti della Coscienza Collettiva ( avevamo compreso nello scorso articolo che noi come individui non siamo divisi attraverso lo spazio, ma temporalmente separati, pur agendo sempre ad un livello di presente, presente solo per me/ per te/ per esso ) non è più comparabile con la distanza sconfinata fra le stelle dell’ universo, ma si limiterebbe quindi ad una quantità umanamente comprensibile – in sostanza, la vita più lontana da te nel passato sarebbe quella della persona più anziana che conosci, e la vita più lontana da te nel futuro sarebbe quella della persona più giovane che conosci – quindi la distanza temporale, quantificata, rientrerebbe in una cifra compresa fra (*dal mio punto di vista) 93 anni nel passato, e 28 anni, 6 mesi e 1 giorno nel futuro. La persona che conosci, che è nata nella data più vicina alla tua nel futuro sarebbe la tua vita immediatamente futura ( sono stato in classe per 10 anni con una ragazza che sarebbe nata 1 giorno dopo di me, se non fossi nato 1 settimana prima del previsto, e alle superiori per 5 anni con una ragazza nata lo stesso giorno della precedente, e sono stato per 8 anni compagno di classe con un ragazzo nato lo stesso giorno di queste ragazze ). La stessa cosa nel passato: fra le persone che conosci, o a cui hai avuto accesso visivo e uditivo, senza quindi conoscerla di persona, quella nata nel passato a breve distanza da te sarebbe la tua vita passata immediatamente precedente a quella attuale. Tutto ciò che viene rappresentato nella tua “realtà locale e direttamente accessibile, a livello visivo, auditivo e sensoriale, rappresenta una affinità alle tue caratteristiche, alla tua personalità, alle tue eccentricità e idiosincrasie, e i patterns che si verificano sono tali da poter essere riconosciuti come patterns precisamente da te. C’è il tuo marchio nel mondo. Il tuo inconscio si manifesta nelle esperienze concrete. Tali esperienze sono in sostanza rappresentazioni del tuo pensiero. La realtà si manifesta in modo da accomodarsi alle tue caratteristiche, al modo in cui interpreti le situazioni concrete. Allo stesso modo in cui le sincronicità sembrano dimostrare la potenzialità di un “deus ex machina” e quindi di una interferenza da una mente superiore, è l’ universo stesso, il manifestarsi della realtà che sembra dimostrare la coerenza fra il tuo modello di pensiero e gli avvenimenti concreti. Sei tu a creare, evocare e anticipare, distribuire e rilasciare, disperdere nel tempo i contenuti a cui (hai avuto) avrai accesso (in altre vite). Se decidi che il tuo punto di vista è quello più ragionevole, i fatti della tua realtà ti porteranno sempre a giustificare il tuo punto di vista. Se pensi che la razionalità sia indispensabile e irrinunciabile per spiegare la realtà e le basi della tua esistenza, allora il mondo a te accessibile ti darà sempre ragione, in qualche modo. Se invece pensi che la via della verità si trovi solo nell’ “alternativa al consenso”, allora ti saranno mostrate determinate scorciatoie per giustificare il tuo punto di vista. Ma al di là della vita individuale, resta sempre una ( sorta di ) certezza: la vita persiste ( vita intesa come percezione di esistere, e attività osservatrice tramite la coscienza ), anche se muterà sempre forma, e cambierà sempre vestito, dovunque qualcosa è stato osservato, dovunque esiste la vita, esisti tu, sì, proprio tu. In questa nuova versione della realtà, ogni persona del (tuo) mondo, ogni animale del (tuo) mondo è una versione diversa di te stesso, allo stesso modo in cui il bambino che eri o l’ anziano che sarai è una versione diversa di te stesso, l’ altro è te in un’ epoca diversa. Anche se lo stai vedendo ora. Spogliati del timore della mortalità: finchè esiste la vita attorno a te, là vi è la prova dell’ assenza della morte, della nullificazione della morte in questo universo.





Fossili dal futuro: misteri dell’ inconscio ed echi dal lontano remoto

2 12 2020

Il nostro futuro si nasconde nei retroscena del passato



Quello di cui vi parlerò oggi è un “esperimento ad extremis” nel quale tenteremo di anticipare l’ inimmaginabile esplorando il mio immaginario del passato, il mio bizzarro e incomprensibile fascino per una determinata categoria di scenari.
RICORDATE: TUTTO E’ POSSIBILE, PERSINO L’ INIMMAGINABILE Quando penso all’ inimmaginabile mi riferisco al mirabolante e impossibile cambiamento di stile di vita del quale la scrittrice J. K. Rowling ha avuto esperienza: da madre single depressa immersa nella povertà e ai margini della società, lasciata a sopravvivere a sè stessa a celebrità mondiale, scrittrice miliardaria più ricca della Regina, influencer globale.
“Le statistiche non centrano nulla. Se fa parte del tuo equipaggiamento di esperienze, lo è sempre stato e l’ impossibile diventerà improvvisamente realtà, contro ogni aspettativa”
Mi sono spesso chiesto se ciò che la manteneva viva e creativa fosse una strana sottovaluta consapevolezza inconscia di ciò che la aspettava nel futuro. Che ci fosse come un richiamo dal futuro, e che la sua depressione veniva da una sorta di scissione mentale, una profonda mancanza di ciò che doveva ancora arrivare.
Devo ammetterlo, un po’ mi sento così anche io, ma da un altro punto di vista e per diversi motivi. Vedete, la mia vita è sempre stata abbastanza agevole da un punto di vista oggettivo, vivo della rendita materiale dei miei genitori, sono inserito in una famiglia benestante, con una grande casa e sono accompagnato da un certo numero di Deus Ex Machina che si potrebbe dire inevitabilmente mi portano a evitare di sprofondare e mi trasportano da una vita all’ altra, in un continuo reinventarsi. Oggettivamente non mi dovrei sentire come se qualcosa mancasse.
Ma in realtà qualcosa mi manca: a livello sentimentale sono tutt’ ora abbastanza impreparato, poco fornito di un background di esperienze, e attualmente non sembrano esserci miglioramenti in vista. Sono quasi rassegnato ad una vita di solitudine, almeno dal punto di vista sentimentale, la mia vita sembra un caso senza speranze.

A dire il vero non sono nemmeno sicuro di essere veramente adulto. Certo, a livello intellettuale comprendo cose che la maggior parte delle persone non riescono a capire, e sono in grado di esprimermi in modo adulto. Ma sinceramente ho la sensazione di essere ancora un ragazzo intrappolato in una vita che continua a cambiare, anche se la sua evoluzione procede a rilento, in modo molto graduale.  

Ho trascorso la seconda metà dei miei vent’ anni (ancora adesso nel 2020) a recuperare quel che mi mancava di aver vissuto in adolescenza. Storie d’ amore escluse, ovviamente. In qualche modo ho mandato indietro l’ orologio e mi sono circondato di giovani, anche molto più giovani di me.

Nella prima metà dei miei vent’ anni, mentre cercavo a fatica di uscire dalla profonda ingenuità e inconsapevolezza che mi contraddistingueva negli anni precedenti, si potrebbe dire che mi trovavo a interpretare ruoli abbastanza “fuori percorso” (ma del resto la differenza è la storia base della mia vita): il mio amico fraterno aveva 14 anni e la sua famiglia era diventata una succursale della mia, sono stato costretto a maturare e interpretare il ruolo di fratello maggiore – padre alternativo, o almeno io così mi sentivo, incastrato.


E poi c’ era il mio fascino e fissazione con i “gruppi di amici”. Ma in realtà il mio lifestyle da compagnie di amici e “membro della gang” per così dire, in modo amichevole, non è arrivato prima del 2014, quando avevo 24 anni. Eppure la mia infanzia si divideva fra la narrazione e la interpretazione di una vera e propria “realtà virtuale” alternativa nella quale mi immergevo in modo quasi psichedelico, dividendo la narrazione con mio fratello, e la lettura delle avventure di questo gruppo di SEI (+ 1) (Perché oltre agli originali sei c’ erano anche David – Erek ) amici, personaggi narrati in modo talmente realistico e approfondito che per me erano come amici reali, li consideravo amici reali. Mentre tutto il mondo si dilettava con Harry Potter, io ero ancora una volta un outsider, un raro italiano collezionista di Animorphs.
Questa connessione rappresenta una specie di potenziale indizio per il mio futuro, come se in un certo senso io stessi costantemente creando la mia realtà, autore di me stesso, attingendo da residui di immaginario infantile e manifestando aspetti della mia vita attuale.
In fondo vi ho già spiegato che una ( o forse due) dei figli immaginari dei quali narravo come un piccolo oratore da bambino esiste già. Nel mio piccolo, si potrebbe dire che ne sono convinto. E’ la figlia di una mia coetanea che abita nella mia stessa via e che io ho sognato e visto a livello onirico sei e cinque anni prima che nascesse. Del resto quella particolare bambina aveva un ruolo centrale nella mia narrazione, e svolgevamo un rituale di nascita, ed era sempre lei a nascere.
Spesso desidero una macchina del tempo per andare a riascoltarmi quando ero bambino, a riguardare quei disegni, per carpire tutti i dettagli.
A volte credo di essere un pioniere della psicologia, che sto esplorando un nuovo continente, basato sugli echi dal futuro, riverberi di qualcosa che non c’è ancora, che si riversa e influenza, crea, e modifica, equilibra e allinea, si potrebbe precisare, il passato con il futuro.
Perché nessuno se ne rende conto? Perché nessuno vuole uscire dai confini artificiali della psicologia e uscire a esplorare il mistero? Perché deve arrivare un anonimo utopista come sono io?    
La psicologia è basata sulla commiserazione dell’ illusione, ma io ho l’ impressione che quei canti di sirena provengano da realtà potenziali reali piuttosto che sull’ auto illusione.

La mia adolescenza è stata vissuta con un contorno di sceneggiati televisivi, quasi tutti basati su storie di famiglia, e sinceramente in qualche modo sentivo dentro di me quasi come se tutte quelle cose non fossero normali per un maschio, in qualche modo c’era qualcosa di femminile in me, ma non saprei bene definirlo.
E così il numero SETTE tornava nella mia vita, con una enorme, invadente, pervasiva ossessione per SETTIMO CIELO – 7TH HEAVEN, lo sceneggiato su una famiglia con 7 figli. Nella mia vita ossessioni collezionistiche di questo genere si sono verificate con gli Animorphs, Topolino e Settimo Cielo. La grande triade. Questo succedeva nel 2004, e sarebbe andato avanti per anni. Lo show televisivo è finito in America nel 2007 e in Italia nel 2009.

Fra il 2006 e il 2008 ero fissato con un altro fenomeno impossibile. Desideravo un fratellino, e sognavo mia madre incinta, ma mia madre era già troppo vecchia per produrre un altro figlio, ma chi lo poteva dire al più ingenuo adolescente che ci fosse in circolazione? E se anche questa fissazione avesse origini nel futuro? E’ come se ci fosse una scissione, come se ci fosse stata una misteriosa connessione fra il mio inconscio che percepiva il futuro e la mia vita del presente, a confronto con la fredda realtà della ?illusione?.Nel 2007 e nel 2008 sognai una bambina che si chiamava Giulia, dapprima sognai la sua nascita, la vidi da bambina piccola, e nel 2008 era già un poco più grande. Questo primo evento ha acceso ovviamente il mio fascino per le potenzialità oniriche e le mie illusioni e aspettative. Ma chi se lo sarebbe aspettato che nel 2013 mi sarebbe stato raccontato di una certa bambina e che mi sarei reso conto che ora esisteva? E così nel 2013 il mio immaginario – utopia – illusione si è riattivato, ma ancora una volta i tasselli del puzzle erano ancora al di là della mia comprensione.

Nel frattempo, nel 2007 le mie eccentriche fascinazioni si focalizzavano su un altro argomento: i gemelli. E ovviamente io dovevo eccedere in qualcosa, dovevo rendere tutto il più strano possibile, e così, in qualche modo, credo attraverso Myspace, trovai un contatto con i SEI GEMELLI della famiglia americana dei Dilley’s. Le due femmine sono state mie amiche di penna per un periodo, e ricordo che una di loro mi aveva chiesto consiglio su come comportarsi con un ragazzo che le piaceva, ma sono ovviamente memorie molto oscure, di un tempo dove non registravo ancora quel che mi succedeva, dove la mia memoria non era costantemente allenata. Ma ricordo che ben presto in quel piccolo mondo così lontano la voce si sparse, e così acquisii come amici di penna anche alcuni dei loro amici, e almeno due di loro sono ancora nella mia lista di amici di FB, anche se ogni contatto si è interrotto. Mi ricordo che appunto le voci correvano sull’ amico italiano, qualcuno di quei maschi nella foto credo abbia persino visto un mio video dell’ epoca dove mostravo la mia casa e il mio albero di Natale …

Insomma, era tutto molto strano, ancora non mi rendevo conto di quanto lo fosse. Io, un anonimo ragazzino italiano, personaggio chiacchierato in una comunità di bizzarri gemelli di una cittadina americana …

Chi poteva immaginare che nel 2013 mi sarei ritrovato ad essere fissato con la indagine del mio passato remoto, arrivando a sfogliare le pagine dell’ agenda di mia madre del 1989, cercando tracce di quel che già nel mio intimo sospettavo. La menzione di un secondo embrione che nelle prime settimane di gravidanza di mia madre si accompagnava a me, che però era in fase di retrogressione, secondo la sindrome allora sconosciuta e inesplorata del “gemello fantasma” che si disintegra entro il primo trimestre (Vanishing Twin Syndrome) e che rappresenta un retroscena ignoto per 1 su 8 oppure 1 su 50 dei figli singoli nel mondo.

Ecco ancora una volta la fonte della fissazione: il futuro.

Nel frattempo nel 2010, già veterano dei grest dell’ oratorio, iniziavo il mio primo stage lavorativo pagato, un centro estivo, dove inizialmente mi era stato affidato un bambino autistico che ricordo ad un certo punto esclamò: “Non sei mio padre!”. Nello stesso anno conoscevo il mio “quasi – cugino” che nel 2010 e 2011 ogni tanto mi chiamava papà quasi come se avesse finalmente trovato qualcuno a cui dirlo, e il mio “secondo fratello – amico fraterno”.

Nel 2014 la mia vita prendeva una altra strada, e iniziava l’ era delle COMPAGNIE, dei GRUPPI. E vista la differenza di età, già allora, mentre mi ritrovavo sul gruppo di whatsapp della gang, intitolato “siamo una famiglia”, se in qualche modo simbolico, questa cosa avrebbe trovato corrispondenza in una famiglia numerosa nel futuro, possibilmente costituita da molti maschi e una femmina … come se dietro le trame della realtà ci fosse una matrice che costruisce le tematiche, mette insieme parole chiave e come il software dello webbot manifesta la realtà corrispondente, cucita apposta per l’ individuo.

Questo è un ragionamento associato al “pensiero frattale”. Il futuro prende spunto dalle associazioni intricate e complesse con il passato, creando una “diversa uguaglianza”, una ripetizione costante della stessa sostanza, a magnitudo diverse.

Quello era il mio gruppo, i miei ragazzi, la mia banda. Nel mio solito egocentrismo innato, senza di me non sarebbe stata la stessa cosa, la stessa esperienza.


Questa storia delle COMPAGNIE, dei GRUPPI, si è ripetuta e resettata da zero nel 2017 e nel 2020. Nel 2017 la esperienza con la prima compagnia era arrivata ormai alla saturazione e non ho dovuto fare niente per uscirne. La seconda compagnia mi è stata servita pronta e impacchettata per Pasqua, e quindi lo scambio è stato rapido e immediato. Nel 2020 invece semplicemente una sera c’è stato un incontro per strada e la mia vita si è resettata di nuovo. Ancora una volta avevo bisogno che il mio amico fabbricatore di Deus Ex Machina mi prendesse e mi portasse via, introducendomi in un nuovo scenario, e magicamente, senza nessuno sforzo, così è stato, come se fosse sempre stato scritto che così doveva andare. Ovviamente in questi giorni tornando indietro con le mie registrazioni di eventi mi sto rendendo conto che c’ erano delle chiare anticipazioni di ciò che sarebbe accaduto, perché nulla arriva nelle nostre vite veramente in modo improvviso, ci sono sempre indizi nascosti, sta a noi interpretarle nel modo corretto, anche se la verità ci è sempre celata inizialmente.
Sia nella compagnia del 2017 che in quella di adesso nel 2020 c’ erano ad un certo punto tutti maschi e una sola ragazza. Anche quella del 2014 era iniziata così.
Diciamo che a livello simbolico sincronico la compagnia del 2020 è ancora più particolare e credo racchiuda diverse anticipazioni sul futuro. Allo stesso modo è un vero ritorno alle origini.

La compagnia del 2017 mi ha fatto conoscere le due ragazze di Life is Strange, e nella mia strana testa che si diletta con le connessioni a unire i puntini di un disegno straordinariamente complesso anche questo si connette alla mia potenziale situazione futura.


Ma ancora più curiosamente, con la compagnia del 2017 sono andato al cinema a vedere il film di IT. I ragazzi di IT, quelli che erano per me come i nuovi Animorphs. Ho letto il libro in 2 anni fra il 2015 e inizio 2017.

SETTE ovunque … sei maschi e una femmina. Ancora una volta il mio immaginario rapito da personaggi descritti in modo ancora più profondo, tanto da renderli persone a tutti gli effetti. Il desiderio di far parte di loro, il desiderio di conoscere gli attori e di vivere la loro vita attraverso i loro occhi, per avere esperienza della “amicizia perfetta”.
Nel 2017, subito dopo aver conosciuto la prima dei membri del mio futuro gruppo, e poco prima di conoscere gli altri, sognavo il 4 aprile una ragazza che mi mostrava un test di gravidanza positivo.

Sei mesi dopo, in forse la nostra unica interazione attualmente, la madre della bambina dei miei sogni del 2007 e 2008 arrivava sul mio posto di lavoro e mi consegnava il certificato di salute della prima figlia. Sì, perché davanti a me era arrivata una ragazza incinta. Da un commento online, ho appreso che la seconda bambina era attesa per un giorno che era esattamente a 9 mesi di distanza dal mio sogno , anche se ancora adesso non so esattamente quale sia il giorno in cui è nata.

Non era proprio un giorno qualunque. Era a due giorni dall’ ottavo anniversario dell’ inizio della mia saga onirica di sogni ricorrenti sulla famiglia di questa ragazza, che inizialmente si concentravano sul fratello che ho conosciuto, ma poi si è estesa a includere tutti quanti.

Curioso questo incontro. Nelle nostre vite apparentemente totalmente separate e sconnesse, unite solamente da una coincidenza come primi due individui ad aver appreso la esistenza, io a livello immaginistico ipotetico utopico, lei a livello concreto, di una bambina. Nel mondo reale in cui viviamo c’era questa bambina già da prima, nella mia immaginazione e illusionistiche aspettative, e poi nel concreto. Nelle nostre vite separate si era verificata una CONGIUNZIONE momentanea. Un piccolo niente, ovviamente, anche se in teoria poteva essercene una altra, ma un signore la ha sorpassata ed è venuto a chiedermi informazioni. Chi crea questa realtà apre e chiude i cancelli a suo piacimento. Se deve succedere una congiunzione, accade, ma poi si torna alla realtà, anche se noi sappiamo quanto complessa essa sia.

C’è un curioso intrigante fenomeno di cui ho sempre avuto esperienza. Nel momento in cui le aspettative si abbassano, fino ad annullarsi ed essere convinti di aver perso le speranze, improvvisamente la realtà si attiva e ti deposita il pacchetto regalo. Come se la realtà volesse vederti rassegnato appena prima di premiarti.

Adesso siamo nel 2020, in una realtà di forti limitazioni sociali, ma per me non vale lo stesso scenario. E’ accaduto all’ improvviso, contro ogni aspettativa, in un anno di lentezza e rimpasto del passato. Il reset, a modo mio. Improvvisamente mi ritrovo a vivere scenari molto dinamici, ad essere circondato da gente, amici che si definiscono fratelli, ancora una volta una grande famiglia “allargata”, per così dire.

Una brezza di vita in un anno di morte.

E, sì, sto avendo sogni ricorrenti sui gemelli, ancora una volta in modo simile al 2007, come se ci fossero ancora segnali da ciò che avverrà.

Ma non è tutto. Il 26 novembre 2020 si è verificata una curiosità intrigante. Ho fotografato il NUMERO SETTE nel cielo. Era un segno diretto e mirato a me???


Quest’ anno, in quarantena, ho ripreso a guardare le prime stagioni, un po’ dimenticate, di SETTIMO CIELO, da quando avevo appreso che uno dei due gemelli della famiglia, si intende l’ attore, è morto in un incidente, a 21 anni.
Nel frattempo, dal 2019, ho una migliore amica, che nella mia testa anomala ed eccentrica rappresenta una diretta anticipazione della ragazza mia coetanea. Le due hanno entrambe un aspetto piacevole, lo stesso nome, hanno frequentato la stessa scuola, e hanno 10 anni di differenza, e la seconda ha lo stesso compleanno che attribuivo alla bambina Giulia del mio scenario immaginario da bambino, della “famiglia inventata”.
Nel 2019 ho appreso che la mia coetanea vive a pochi metri da casa mia, anche se attualmente è impegnata.
La bambina Giulia è nata in origine come nome per una bambolina – pupazzo di una bambina bionda che tenevamo in casa quando ero bambino (non chiedetemi perché, non conosco le origini di questa forse imbarazzante curiosità), e questo settembre, mentre rovistavo fra gli scatoloni in soffitta, una scatola è caduta e la bambola – pupazzo è uscita fuori. Appena prima avevo trovato un libro per bambini con il nome della protagonista che è quello della mia coetanea madre della bambina ( e della mia migliore amica che rappresenta la sua anticipazione frattale, nella mia testa).

Più o meno sia il pupazzo che la protagonista del libro per bambini assomigliano a questa figura, quindi in qualche modo c’è una connessione (anche dove oggettivamente non c’è).
Con questo aspetto della mia migliore amica si presenta quindi ancora una volta una specie di esperienza portale, si preparano potenzialmente le fondamenta, i retroscena, le anticipazioni, le radici, la eco di un incontro nel futuro, con quella coetanea, quando qualcosa di a me ignoto succederà (qualcosa che in un certo senso un po’ mi disturba, perché c’è una connessione, che solo io sono in grado di vedere, fra lo stile di vita di quell’ uomo e il mio compagno di classe morto in un incidente, e chi legge questo blog conosce i dettagli, e c’è anche una connessione con un lutto subito dalla mia migliore amica, quindi temo che possa succedere qualcosa) …
Nella mia immaginazione io arriverò a svolgere il ruolo di “persona clonata” del suo partner, per lei, come succede sempre a me con le persone che conosco, arriverò e tutto cambierà.
Sembra una totale impossibilità, non ci sono tracce di una speranza di incontro, ma del resto non c’era certo traccia della presenza della mia migliore amica attuale prima del nostro effettivo fatidico destinato incontro.
Ancora una volta, come da adolescente, mi diletto con l’ impossibile.

Ho già ipotizzato in precedenza, analizzando i cicli della mia vita, che questo fatidico incontro con questa ragazza avverrà nel corso del 2022.

Ora voglio avanzare una ipotesi che va al di là di tutto, uno scenario “potteriano – Rowlingiano”. Prima il nulla, e poi l’ eccesso, lo straordinario. Prima la soglia della povertà da senzatetto, e poi i miliardi e la fama mondiale.

Quel genere di capovolgimento totale, ma in un altro contesto, potrebbe avvenire teoricamente in qualsiasi vita, se i designers di questa realtà lo hanno previsto.

Persino nella mia. E vi giuro che stavo scrivendo ora questa frase, ma ho premuto il tasto sbagliato ed è uscito fuori un 7.

Dove siamo, cosa siamo, nella realtà reale? La sparerò grossa. Molto.

Siamo nel 2023, e tutto nella mia vita cambia all’ improvviso. Una storia pronta per la narrazione mediatica. L’ incontro della speranza, costruito sulla speranza di ricominciare e di andare avanti dopo una sfortuna.

Leggevo l’ altro giorno della storia di due genitori che persero i loro 3 figli in un incidente stradale, il giorno dopo il compleanno del maschio. Un anno dopo, quasi esattamente lo stesso giorno dell’ incidente, davano alla luce 3 gemelli, 2 femmine e un maschio, come i figli originali.

Ricordate. Per anticipare il futuro bisogna considerare anche l’ impossibile, l’ inimmaginabile, il non precedentemente anticipabile, bisogna essere smart, abili e coraggiosi.

E, apparentemente, evidentemente, pensare l’ impossibile è più forte di me.

E così, immagino. A tutti gli effetti è probabile, quasi certo, che io mi stia illudendo, ma il contesto che sto immaginando nella mia testa fornirebbe un allaccio, e una fonte di intensissima catalizzazione, un vortice che si riverbera nel tempo, influenzando tutto, costruendo i dettagli della mia vita a sua immagine e somiglianza.

Sto immaginando che, successivamente al nostro incontro, avvenga qualcosa di straordinario. Come tante coppie che hanno vissuto una simile esperienza, inizia in modo semplice. Cerchiamo semplicemente di manifestare il nostro amore l’ uno per l’ altra, e decidiamo di andare alla ricerca del maschio, dopo che lei in precedenza ha prodotto due femmine. E improvvisamente, ci ritroviamo a gestire una famiglia di 9 bambini.

Queste cose accadono. Anche a chi ha già prodotto figli in precedenza. Anche dopo i 30 anni. Ho fatto le mie ricerche. Molti di questi casi addirittura si verificano mentre la coppia cerca il secondo o il terzogenito.


Ecco. Ora dopo questo sfogo immaginifico posso tornare alla mia carente e contro – utopistica realtà di ragazzo solo e sentimentalmente in grave difficoltà. Fino a ???