L’Apocalisse nella scena finale di The Truman Show

18 10 2011
Nell’ultimo trentennio, i mass media hanno così contaminato gli eventi del mondo attraverso la loro incontenibile potenza, da essere in grado di costruire una realtà storica da essi stessi prodotta, e farla abitare ai telespettatori. Lo abbiamo già detto. Vi sono centrali della propaganda, come le agenzie “di stampa” internazionali, per esempio la REUTERS, che decidono cosa deve essere riportato e cosa no su tutti i giornali e telegiornali del mondo. Il fatto che vi siano così tante fonti di informazioni sul mercato dà l’impressione dell’esistenza di un pluralismo, per esempio assente nei regimi “non democratici.”
Ma non è così.
Allo stesso modo di come vi sono gli sceneggiatori e i registi che cucinano storie per il cinema, dentro cui vengono invitati a rifugiarsi gli spettatori-clienti-cittadini-sudditi di tutto l’occidente, vi sono – all’interno delle agenzie internazionali di cui sopra – “sceneggiatori e registi” (cioè agenti) i quali diffondono determinate, selezionatissime, notizie e ne cassano innumerevoli altre, perchè non rispondono a quelli che vengono chiamati “criteri di notiziabilità.”
Inoltre, gli avvenimenti e personaggi coinvolti nelle vicende riportate dagli organi di informazione devono essere mostrati al lettore-spettatore seguendo un determinato copione di massima, il quale è comune a TUTTI i giornali e telegiornali (+ internet), di qualsiasi orientamento.
Per esempio, eventi del passato come la crisi del 1929, la Seconda Guerra Mondiale o l’Olocausto degli ebrei (la Shoah), oppure i viaggi astronautici (e il sistema monetario) verranno presentati al lettore-spettatore sempre dalle stesse angolazioni DI BASE, pur con le sfumature inevitabili tra un giornale e l’altro, dovuti alla nazione di appartenenza, al versante politico, o al tipo di finanziatore della testata. Le notizie diramate verso tutto il mondo da questi headquartersmondialisti centrali verranno poi riprese dalle agenzie interne di ogni singolo paese, mantenendo l’ottica di base di cui abbiamo parlato, la narrazione di sottofondo con cui le notizie sono raccontate.Ciò che accade è semplicemente questo: sarà a causa dell’evoluzione percettiva delle coscienze umane, ma da un quindicennio a questa parte – e con un’intensità progressiva dall’autunno del 2001 in avanti – l’informazione ufficiale appare sempre più contaminata dalla finzione pura e semplice. In alcuni lunghi momenti, leggendo i giornali, vedendo la televisione, navigando sulle notizie ufficiali in internet (e, naturalmente, ascoltando i notiziari radio) sembra di essere capitati dritti dritti dentro uno di quei film d’azione tratti da un romanzo di Tom Clancy. Presidenti in pericolo dentro l’Air Force One; cattivoni internazionali che sembrano riassumere l’appellativo con cui era identificato l’attore Erich Von Stroheim, ovvero “L’uomo che vi piacerebbe odiare”; presidenti messi alla gogna mediatica per via di vicende quasi pornografiche o che sembrano Morgan Freeman da giovane i quali (in combinazione col loro vice) sono quasi dei perfetti omonimi dei cattivoni internazionali che organizzano azioni eclatanti, fatte proprio apposta per “bucare lo schermo” e impressionare a fuoco milioni di spettatori; minacce di bancarotta totale catastrofica “se non si trova l’accordo in tempo” portate all’attenzione di tutti i primi titoli; complotti iraniani da avanspettacolo per ammazzare ambasciatori sauditi…e via così.
Ci sarebbe da andare avanti ore se ne avessimo la possibilità e la capacità di rintracciare tutte le volte in cui informazione ufficiale e sceneggiature di film si sono aggrovigliate tra loro in un nodo inestricabile, impossibile da sciogliere.
E sono SEMPRE LORO, sempre gli Stati Uniti, al centro di questo palcoscenico mondiale, di questa Broadway planetaria dove di volta in volta è di scena la commedia o la tragedia (preferibilmente quest’ultima), questo perlomeno dal 1956in avanti. Presidenti assassinati platealmente in pieno giorno, azioni belliche nel sud-est asiatico da cui vengono tratti pacchi di sceneggiature di film dai migliori registi, dimissioni di presidenti in seguito a scandali, attori di serie B che diventano presidenti, leggendarie missioni nello spazio e sulla luna, eclatanti minacce di guerra termonucleare totale che portano alla salvezza del genere umano proprio nell’ultimo minuto utile per sventare la catastrofe (il massimo della cinematograficità!), asteroidi che ci possono colpire e da cui l’eroismo USA ci deve salvare sennò schiattiamo tutti, e via così, come ho detto ci sarebbe da andare avanti per ore.Da un po’ di anni sta avvenendo qualcosa di inconsueto. Utilizzando internet come veicolo, stanno circolando fiumi di informazione – cosidetta alternativa o “cospirazionistica” – con una diffusione sempre maggiore, e con la particolarità di informare su aspetti del nostro mondo che sono praticamente per nulla trattati dall’informazione ufficiale la quale si dirama come una ragnatela dalle principali agenzie internazionali avendo come approdo finale i giornali e i tele-radiogiornali (+ internet) di tutti i paesi. Una grandissima parte dell’informazione “non convenzionale” su internet si può riassumere nella seguente immagineCiviltà Scomparse_Illuminati
E, nonostante un buon numero di tentativi di facciata, ogni informazione di questo tipo è lasciata libera di circolare in lungo e in largo, disponibile a chiunque. Un certo numero di truthseeker (“cercatori di verità”) lo hanno già notato. Non viene fatto NULLA per censurare, o anche solo limitare, tutta questa sconfessione totale della propaganda su cui si regge il mondo occidentale attraverso il suo tipo di informazione consueta, su cui si basano i dibattiti delle personalità in Tv.

Se pensiamo che i film della serie Zeitgeist rilasciati in Rete sono stati visti da centinaia di persone (e il primo di questi tratta esplicitamente di signoraggio, falsità della versione ufficiale dell’11 settembre, governo ombra mondiale millenario) e di come le persone che mostrano “cosa si cela dietro la facciata” pubblichino libri che diventano piccoli best sellers, andando poi in giro pressochè indisturbati facendo un mucchio di conferenze, giungiamo a una sola conclusione: negli anni precedenti è stato seminato un nuovo tipo di opinione pubblica new age e qualcuno sta preparando qualcosa che annienterà per sempre la credibilità dei quotidiani e della televisione, probabilmente in quel 2012 così pubblicizzato.

Come abbiamo già detto nel post citato in precedenza, vi è un film della fine degli anni novanta (un decennio in cui al cinema erano uscita una serie di strane pellicole riguardanti la scoperta di come il mondo in cui viviamo sia tutta un’illusione) dove viene presentato un giovane impiegato, sulla trentina, un certo Truman Burbank, interpretato da un grande e commovente Jim Carrey, il quale comincia a notare che nella sua realtà accadono cose incongrue, come per esempio un faretto televisivo che piomba giù dal cielo, o familiari e colleghi che iniziano come a sbagliare “copione.” Già, perchè il povero Truman è al centro di un programma televisivo, di un reality show si sarebbe detto in seguito, che ha avuto inizio dal momento in cui è nato, ed è andato avanti per anni e anni, in cui ogni momento della sua vita è stato ripreso dalle telecamere e mostrato in diretta a milioni di spettatori.

Alla fine del film, il master, il demiurgo, l’uomo ombra dietro questo programma, ovvero il regista, parla per la prima volta con Truman attraverso il microfono, e la sua voce rimbombante giunge dall’alto, dalle nubi. Ora, notiamo che Truman – per la maggior parte della sua vita, fino alla trentina – non si era mai accorto di nulla, pensava che tutto fosse “come gli veniva raccontato”, ma a un certo momento una serie di indizi gli fanno avere il sospetto che la realtà in cui vive possa essere una montatura durata tantissimo tempo.
Fino a spingerlo a voler scoprire la verità, la quale giungerà, in seguito ad aver sconfitto la sua paura dell’acqua, scoprendo che davvero, invece dell’orizzonte del lago…c’è solo la parete di uno studio di posa televisivo.
E proprio quando la sua mano tocca questo muro dello stesso colore del cielo e del lago, la voce di DIO (del regista) si manifesta, parlandogli per la prima volta a lui direttamente, rivelandogli tutto.
In quel momento, per Truman, è una specie di APOCALISSE, di rivelazione, che conferma la veridicità dei suoi sospetti.
Mettiamoci nei panni di Truman, il momento in cui la FINZIONE passerà dalla ripresa televisiva di attentati terroristici organizzati, di presidenti “alla Morgan Freeman” eletti, di cattivi internazionali arrestati, a riguardare la nostra stessa esistenza.
Visionando in rete tonnellate di cospirazionismo, non ci rendevamo conto di vedere cascare dal cielo faretti televisivi, case che ci ricordavamo essere in un luogo, ce le ritrovavamo in un posto diverso, così come gli interruttori della luce. In modo subliminale, allo stesso modo di film come The Truman Show e Matrix, anche i concetti di “Società dello spettacolo”, i videogiochi e gli stessi reality show, hanno cominciato a farci abituare all’idea che il nostro mondo non è reale.
Ma giungerà davvero per noi il momento della realtà nell’ora dell’Apocalisse?
O di nuovo, come dice Guy Debord, “il vero sarà un momento del falso”?





Post a Rete Unificata

29 09 2011

E' in discussione l'ennesima proposta di legge ammazzablog.

Dobbiamo stargli veramente sulle scatole, a questi disgraziati.

Oggi manifestazione a Roma e pubblicazione di questo post che segue a Rete Unificata sui blog che aderiscono. Su Valigiablu Bruno Saetta spiega nel dettaglio il provvedimento. 

Scopri il resto qui: http://informazionescorretta.blogspot.com/2011/09/leuro-e-morto-dice-unicredit-piu-il.html#ixzz1ZLhrkaa1

Post a Rete Unificata


Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?

La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?

La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?

La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?

Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Oggi a Roma dalle 15 alle 18 al Pantheon manifestazione per la libertà di espressione.





E’ prossimo un CROLLO DI SCENARIO?

6 08 2010

Guardate l’immagine qui sopra. E’ stata scattata durante l’anniversario per i quarant’anni della Repubblica Democratica Tedesca, nel settembre-ottobre 1989. Secondo l’allora presidente della RDT Erich Honecker, la separazione geopolitica tra l’Europa dell’ovest liberal-democratica-occidentale e l’Europa dell’est socialista reale (ben simboleggiata dalla divisione della città di Berlino in due settori, separati da mura e filo spinato) sarebbe potuta durare ancora mille anni, praticamente come il “Reich millenario” dei nazisti.
Invece, sia nel 1989 che nel 1945 i “mille anni” sono collassati in un CROLLO DI SCENARIO dalla durata di pochi giorni.
Adesso, in questi anni 2008-2012, ci troviamo alla vigilia di un ennesimo CROLLO DI SCENARIO, questa volta incentrato sull’IMPERO MILITARE USA-NATO, l’ultimo impero militare della storia, visto che non ci sarà più il consenso globale e il tempo per crearne degli altri in futuro. Stiamo parlando della NATO, la vecchia antagonista del PATTO DI VARSAVIA!
Quanto sembrano lontane le immagini di quel giovane “ribelle” punk-rock a cavalcioni sul muro di Berlino che si stava sbriciolando, simbolo della cultura anglofona finto-libertaria proveniente dagli States e dal Regno Unito, la quale adesso sta sempre più invecchiando e sempre più tirando la corda per inarrestabile inflazione, soprattutto negli ultimi dieci anni. Che il ROCK “SECOLARIZZATO” sia una delle colonne sonore del Nuovo Ordine Mondiale della Globalizzazione Anglofona lo poteva suggerire, per esempio, il fatto che la musica di presentazione del sistema operativo Windows 95, quindici anni fa, era proprio un brano dei Rolling Stones, scelto personalmente dall’eugenetista Bill Gates.
Oppure il fatto che nel 1997 il gruppo angloPOP Spice Girls aveva scelto tra i suoi pigmalioni uno come il massone e guerrafondaio NATO Tony Blair.
Comunque, ricordiamo che venti anni fa, quello che un tempo si chiamava BLOCCO OCCIDENTALE aveva promesso alla Federazione Russa, che non si sarebbe ampliato ad est, e invece – dal nefasto 1999 in poi – si è mangiato (con l’essenziale coopartecipazione dell’UE) territori che un tempo appartenevano al Patto Di Varsavia, minacciando addirittura di includere ex stati sovietici come la Georgia e l’Ucraina, utilizzando il cavallo di Troia di ipocrite “rivoluzioni colorate”, imitazioni hollywoodiane delle rivoluzioni in est Europa del 1989. Una di queste “rivoluzioni colorate” ce l’abbiamo addirittura in casa, in Italia, è il famoso “Popolo Viola” contro il JOKER Silvio Berlusconi, reo di essersi troppo avvicinato alla Russia (vista come la PESTE NERA da GLOBALISTI tipo questo, ad esempio) per questioni energetiche e quindi geopolitiche, e finanziata da George Soros come quelle in Ucraina e in Georgia.
Che lo vogliano o meno, sono lontani i tempi della “vittoria del MONDO LIBERO sul COMUNISMO” (ovvero la vittoria del consumismo sul comunismo), dell’ULTIMO UOMO degli anni 90-2000, privatizzato, globalizzato, che parla la “lingua del mondo” (l’inglese degli aeroporti) ascoltando merda radiofonica e vedendo MTV, degli ex socialisti-comunisti (appartenenti alla “generazione della protesta sessantottina”) che si vogliono fare belli avvallando militarmente il Nuovo Ordine Mondiale contro la Russia, la Cina e l’Iran, territori che mantengono un deterrente militare contro l’occidente (nel caso della Russia e della Cina anche termonucleare) per evitare di essere GLOBALIZZATI dalle fazioni Rockefeller-Rotschild le quali sfruttano “dal di dentro” la potenza di un territorio quello degli Stati Uniti (+ Regno Unito, cinquantunesimo stato degli USA) pulendosi gli stivali sporchi, della terra dei deserti dell’Iraq e dell’Afghanistan, con la carta dei diritti delle colonie indipendenti risalente al XVIII secolo, avendo nei loro piani la cancellazione degli USA, più o meno come i nazisti avevano nei loro piani la cancellazione della Germania. Perchè “Il mondo è UNO e come tale deve essere governato” (Giorgio Napolitano).
Il “benessere” post 1945, la “rivoluzione del rock” post 1956 e la “rivoluzione sessuale” post 1968 sono completamente inaciditi in un mare di squallore, si sono pervertiti in questi ultimi anni, mostrandosi oggi chiaramente per quello che sono: dei CONDIZIONAMENTI per schiavizzare la coscienza umana, nel tentativo di resettare, omologare, uniformare le realtà locali e facendo, tra l’altro, parlare una lingua imperialistica ETNICA a tutto il mondo: la “lingua dei giovani”.
Per rendersi conto del livello di disperazione, di follia e di cattiveria che aleggia in certi ambienti globalisti – i quali ciurmano e mestano nell’ombra come loro solito – leggiamo l’ultimo post del giornalista canadese Benjamin Fulford, il quale scrive:

La cabala criminale sta creando incidenti ovunque nel tentativo di imporre la legge marziale in occidente

Cos’hanno in comune la minaccia nucleare nordcoreana, il sito WikiLeaks che rilascia documenti militari segreti USA, le molestie ai giornalisti, i problemi alla frontiera tra la Colombia e il Venezuela, gli attacchi agli oleodotti cinesi, alla nave cisterna giapponese e ad altre attrezzature petrolifere?La risposta è che sono tutte disperate manovre della criminale oligarchia occidentale, la quale spera di iniziare la Terza Guerra Mondiale per mantenersi al potere grazie alla legge marziale. E’ anche un sintomo dell’estrema, disperata lotta di potere che si sta ora svolgendo a Washington D.C. Sebbene qualcuno stia sperando per un imminente annuncio della fine dell’incubo, questa lotta è probabile che continui nell’autunno e anche oltre.

Ecco i signori che all’inizio degli anni 90 e degli anni 2000 stavano alle spalle di coloro i quali si autoincensavano come “paladini del bene contro il male”, cosa stanno combinando in questo scorcio di inizio anni 10 del XXI secolo!…e ci domandiamo se anche il caos politico italiano di questi ultimi giorni sia legato in qualche modo ai pericolosi giochi di potere sotterranei illustrati da Fulford, i quali coinvolgono i referenti oltremanica e oltreoceano del PDL, del PD, dell’IDV e ci sa anche del Movimento 5 stelle sponsorizzato da Beppe Grillo.

Concludiamo, per ora, mostrandovi l’immagine che ha marchiato a fuoco (radioattivo) gli ultimi sessantacinque anni di storia, lo SPAURACCHIO TOTALE che è stato utilizzato in ogni modo dai nostri padroni, e continua a essere utilizzato senza vergogna. Esattamente 65 anni fa, il 6 agosto 1945, quelli che nell’immaginario collettivo si sarebbero imposti come “le forze del bene contro le forze del male”, distruggevano totalmente una città giapponese chiamata HIROSHIMA, riportandola all’età della pietra e gettando nell’incubo i suoi abitanti sopravissuti.
Preghiamo che quest’arma maledetta – la quale è ospitata anche nelle basi NATO all’interno del territorio italiano – non venga mai più usata contro degli esseri viventi.





Preghiera per difendere la verità dalla censura web

20 02 2010
Giovanni Aicardi ha ricevuto un messaggio da Frugola92 (contenente una preghiera) che mi ha chiesto di divulgare:

Ciao Giovanni,
conosci il decreto Romani?

Io credo in Dio e ho fatto una cosa particolare se hai voglia, condividi questo testo…

Preghiera per difendere internet e la libertà qui in Italia.

Avevo 150 video tratti dalle mie videocassette, non ho mai preso 1 centesimo, materiale che non si vede ne sul portale Rai e tantomeno Mediaset…che peccato.

Affidiamo a Dio quelli che fanno le leggi per i propri interessi e non per il bene della collettività.
Affidiamo a Dio quelli che mentendo nascondendo la realtà.

Affidiamo a Dio quelli che tolgono la libertà al proprio prossimo.

Affidiamo a Dio quelli che vogliono renderci nuovamente schiavi.

Affidiamo a Dio quelli che vorrebbero perfino toglierci la fede.

Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie:

invocando il tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie.

3 Nel tempo che avrò stabilito

io giudicherò con rettitudine.

4 Si scuota la terra con i suoi abitanti,

io tengo salde le sue colonne.

5 Dico a chi si vanta: «Non vantatevi».

E agli empi: «Non alzate la testa!».

6 Non alzate la testa contro il cielo,

non dite insulti a Dio.

7 Non dall’oriente, non dall’occidente,

non dal deserto, non dalle montagne

8 ma da Dio viene il giudizio:

è lui che abbatte l’uno e innalza l’altro.

9 Poiché nella mano del Signore è un calice

ricolmo di vino drogato.

Egli ne versa:

fino alla feccia ne dovranno sorbire,

ne berranno tutti gli empi della terra.

10 Io invece esulterò per sempre,

canterò inni al Dio di Giacobbe.

11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi,

allora si alzerà la potenza dei giusti.

Salmo 74





Centomila punture di spillo

15 02 2010
Negli ambienti della contronformazione, o informazione alternativa a quella della tv e dei giornali, abbiamo notato come vi sia a volte qualcuno che spera in una apertura dei mezzi di comunicazione di massa agli argomenti che finora si aggirano soltanto nelle cantine del cyberspazio.
Si pensa, per esempio, che sul Tg1 – o in uno di quei salotti televisivi – vengano affrontati argomenti scomodi che i giornalisti non hanno mai toccato fino ad ora.
E quel qualcuno non spera tanto in uno SpecialeTG sul "governo ombra", che svelerebbe i propositi secolari (Novus Ordo Seclorum) per l’instaurazione del "Regno dell’uomo" contro il "Regno di Dio", non si illude di vedere prima o poi una trasmissione televisiva o radiofonica sui
progetti che prevedono un unico centro di potere economico finanziario mondiale gestito da una élite ristretta di miliardari burocrati che pensano ai loro piani tra la City di Londra e New York, tra Washington e Bruxelles, non si immagina di vedere pubblicata sui giornali una tabella di metodi per rendere ancora più manipolabile la popolazione attraverso sostanze nocive sprigionate dalle scie di certi aerei – le quali, tra l’altro, cambiano il clima –  oppure attraverso vaccini preparati per questo scopo con il pretesto di pericolose "pandemie" di influenze che fanno meno vittime di un raffreddore, oppure attraverso un’alimentazione scadente e manipolata dalla genetica, no, quel qualcuno non parla di tutto questo, ma di dare spazio alla Tv, alla radio, sui giornali, alle "battagile di Beppe Grillo", lo sponsorizzatore di un nuovo partito italiano nato dalle interazioni sul web chiamato "Movimento 5 stelle" (strapieno di marketing dalla testa ai piedi, come si è già scritto su questo blog), il capopopolo che ha riempito le piazze, con due "VDay", nel settembre 2007 e nell’aprile 2008, e poi ha lasciato grillini e travaglini abbastanza a bocca asciutta andandosene all’estero, mentre ora come ora "Kriptonite"Di Pietro (il quale è stato nominato così da Grillo per mostrarlo come un eroe dei fumetti che si batte contro il marcio del mondo politico), sembra allineato quasi più col sinistro Bersani che con l’eroe DeMagistris, il quale sappiamo quanto stia dalla parte del progetto (mefistofelico!) chiamato "Eurolandia" .
Del "Trattato di Lisbona", Grillo ne ha trattato in un post del 2008 e poi ha lasciato perdere. L’agenzia di marketing e comunicazione chiamata
Casaleggio  preferisce organizzare i calendari dei santi laici e continuare nella creazione di una categoria dell’immaginario, quella inerente al far pensare che "i partiti sono tutti morti", "per essere un buon politico bisogna avere la fedina penale pulitissima" e "senza se e senza ma a fianco della magistratura (una supercasta che può essere eccome guidata da poteri antidemocratici transanazionali)".
Su una cosa siamo d’accordo in tutto e per tutto con Grillo & C: cioè sulla difesa della Rete da coloro che vogliono imbavagliarla, regolamentarla, farla diventare meno libera insomma. Su questo c’è piena sintonia di vedute, poichè il presente blog pensa che l’attuale Web sia lo stadio embrionale di una coscienza unica del pianeta, che vedremo affermarsi.
Non siamo d’accordo, invece, su alcune strategie del blog di Beppe: sull’eroificazione di Marco Travaglio, per esempio, sulla glorificazione di Michele Santoro e sul voler creare una fetta di opinione pubblica basata sulla rabbia nei confronti di questa classe politica.
E’ vero che la Rai di oggi è sul serio inguardabile, da ogni punto di vista la si guardi, appunto: il controllo totale dei partiti sulla "televisione di stato" (non parliamo poi di Mediaset!) ha creato un mostro di piattume e conformismo da fare invidia ai momenti più bui degli anni cinquanta.
Lo dico con cognizione di causa dal momento che la mia famiglia (nonna, mamma e papà) la guarda in continuazione, e vedo che questa tv attuale è una specie di energia ipnotizzatrice negativa senz’alcuna idea nuova, senz’anima, coi soliti tizi coi contratti a tempo indeterminato che si spostano da uno studio all’altro di Via Teulada senza un perchè plausibile. Deve venire senz’altro utilizzata la Programmazione Neuro Linguistica nell’invenzione o scelta di certe musichette commoventi durante alcuni momenti cardine del programma condotto da Lamberto Sposini, "La vita in diretta"; poi abbiamo Carlo Conti e Max Giusti, i quali sono due conduttori che chiamerei piuttosto "servi del sistema" vista la glorificazione del Dio Danaro e del conformismo più patologico che viene "commessa" dalle trasmissioni da loro condotte quotidianamente, mentre poi vengono annunciati i "titoli del Tg1", ovvero la disinformazione della sera, che ricorda vagamente quella di Goebbels in Germania negli anni 30.
Penso che anche lo stesso Confalonieri, lo stesso Letta, lo stesso Berlusconi non riescano davvero più a controllare il mostro Rai (i primi due canali soprattutto), che è una specie di spandiletame colorato a getto continuo, una creatura che ormai sembra vivere di vita propria.
E le copie di "Chi", "DiPiù", "Sorrisi&CanzoniTV" assieme a tutte le migliaia di riviste di pettegolezzi VIP nelle edicole, sembrano essere delle specie di appendici cartacee di tutta la roba condizionante che passa in Tv ogni giorno, ormai fuori controllo, la quale sembra somigliare al Blob dell’omonimo film degli anni cinquanta come, del resto, avevano profetizzato Enrico Ghezzi e Marco Giusti vent’anni fa.
Tornando a Beppe Grillo e al suo blog gestito dalla Casaleggio, si può dire che, nonostante tutte le "battaglie" lanciate, quelle vinte sono veramente poche. A cosa serve portare centomila persone in piazza a Bologna e a Torino se poi non cambia praticamente nulla nel concreto a distanza di due, tre anni di ciò che si era proposto e il "Parlamento pulito", per esempio, è invece sporco come e più di prima?!
Sono del parere che questi "personaggi scomodi" si siano ritagliati una loro fetta all’interno del panorama politico italiano, una loro percentuale (%) in cui continuare a fare i capopopolo con un popolo che è più che altro virtuale, crede che "il bene stia da una parte sola (la loro, Travaglio, Santoro, DiPietro ecc)" e li vota perchè "sono quelli del cambiamento" quando invece sono essenzialmente i meno peggio (ma quanto meno?), e non sono altro che i servi buoni dei soliti padroni del vapore (quelli del NWO e dintorni). Ricordano, a tratti, un po’ Fausto Bertinotti e la sua "Rifondazione Comunista" quando nel maggio 2001 – dopo una debacle spettacolare del centrosinistra – si era mostrato felice di fronte alle telecamere di Bruno Vespa perchè il partito da lui capeggiato era riuscito a prendere il 7-8%, quella percentuale che – ironia della sorte – sarebbe servita a Rutelli e compagnia bella per sorpassare il centrodestra, e sì che ne avevano speso denaro pubblico nei manifesti 4m x 6 per cercare di emulare "Mr. Comunicazione", da Arcore.
Per non parlare di quella polemica antipatica – sempre a quei tempi – quando il regista Nanni Moretti, il futuro guidatore del movimento dei "girotondi" si era mostrato scandalizzato – sempre attraverso le telecamere della Rai – del comportamento di Bertinotti il quale non aveva fatto vincere il centrosinistra per ritagliarsi una fetta tutta sua – da comunista "radicale" che incontra nientemeno che il "Comandante Marcos", negli anni 90 – all’interno dell’emiciclo parlamentare.
Il bello è che tutti questi personaggi – tutti assieme appassionatamente, si potrebbe scrivere! – pendono pericolosamente dalla parte di "Eurolandia", dei padroni del denaro, di quelli che fanno il gioco delle tre carte planetario attraverso il signoraggio e la riserva frazionale, di quelli che vorrebbero vedere il "Regno dell’Uomo" (in cui un’umanità ridotta di dimensione è completamente schiava del potere finanziario e burocratico) che sostituirebbe il cosiddetto "Regno di Dio", ovvero la saggezza cosmica tramandata dalla Tradizione Aghartiana basata sull’intelligenza universale che si esprime dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo senza soluzione di continuità, e di cui la nostra condizione materiale è solo un passaggio, che, però, alcuni "geni" vorrebbero far diventare definitivo (Novus Ordo Seclorum, appunto).
In quella ormai famosa puntata di AnnoZero del marzo 2008 in cui Giulio Tremonti parlava esplicitamente di "illuminati" dietro le quinte della globalizzazione degli anni ’90-’00, gli ospiti Fausto Bertinotti, Marco Travaglio e lo stesso Michele Santoro, facevano la figura degli ingenui che cascano dalle nuvole, di fronte alla realtà del vero Potere Incommensurabile rivelata in diretta tv dal popolare economista valtellinese.
Ma come? Tremonti che parla di "illuminati" come se fosse David Icke?!
E adesso, due anni dopo da quella rivelazione storica sbandierata in diretta sulla Rai come niente fosse, l’opposizione è ancora lì a stare dietro a Nicki Vendola, PierLuigi Bersani e Tonino DiPietro i quali, se non ci fosse Sua Emittenza nello "schieramento avverso" sarebbero probabilmente disoccupati, come ho lasciato intendere in un altro post del blog.
E sono sempre lì a parlare di "rilancio dell’economia!" di "prima di tutto il lavoro!" e altre cose retrò-novecentesche di questo tipo (mi viene in mente il manifesto elettorale 4×6 di quel tipo, Tirreno Bianchi, di Rifondazione, con un elmetto rosso in testa, il cui slogan è "Diritti al lavoro", un doppiosenso degno di Gianni Drudi).
E, nello stesso tempo, "Il Giornale" diretto dal perfido Vittorio Feltri, confeziona un articolo sul signoraggio bancario e addirittura ne parla in televisione un alleato di Berlusconi, tale Storace, mentre Mario Borghezio, all’europarlamento di Strasburgo, critica le nomine politiche europee provenienti dal Gruppo Bilderberg, critica il Trattato Di Lisbona e apre anche a coloro che chiedono il Disclosure sugli UFO ed extraterrestri da parte di Usa e Russia dopo che hanno aperto gli archivi sugli UFO i paesi minori, soprattutto quelli del SudAmerica.
Tornando alle "speranze" che i mezzi di comunicazione di massa, i mezzi di comunicazione mainstream riescano prima o poi a far filtrare della roba dal sottobosco dell’informazione alternativa o controinformazione (un po’, forse, come sta facendo Adam Kadmon alla radio nello "Zoo di 105"), c’è da dire che si è di fronte a ciò che possiamo chiamare "ingorgo stradale di diverse disinformazioni".
Cosa voglio dire con questo?
Che Beppe Grillo e il suo blog parlano di "fuori i condannati dal parlamento" ma non di un nuovo sistema finanziario contrario agli interessi, squisitamente occidentali, dei "Bilderbergers"; che i "Berluscones" sono visceralmente antieuropeisti e contro la mafia finanziaria-globalista occidentale ma se ne fregano se il parlamento italiano è diventato un covo di non impuniti, e con la costituzione del 1948 si ci puliscono le scarpe dopo essere entrati a casa; i Vendoliani-Bersaniani parlano di "diritto al lavoro" ma guai se muovono critiche dirette alle loro banche amiche e stanno sempre dalla parte dei diktat dell’Unione Europea; DiPietro è a fianco dei magistrati e della costituzione "senza se e senza ma" ma nella scorsa legislatura ha votato contro la commissione d’inchiesta sui fatti sanguinosi durante il G8 del 2001 a Genova.
Insomma, "diciamo questo, ma non diciamo quello", un’informazione parziale che non fa che confondere ulteriormente le idee a una massa di elettori intontita, confusa, ma – chissà perchè – sempre pronta a dare fiducia (votando l’uno per paura che vinca l’altro) a un sistema di potere implicitamente oppressivo e ultraburocratico, il quale sfrutta ogni possibile divisione partitica o pseudopolitica per continuare nei suoi due giochetti preferiti: "azione-reazione-soluzione" e "divide et impera" mentre il concetto di "appartenenza politico-partitica", specialmente e fortunatamente nelle nuove generazioni, si sta sgretolando a una velocità supersonica, di cui non ci si rende conto del tutto.
Perciò, in ultima analisi, dico questo: non è molto sensato attendere un "disclosure informativo" da parte dei mezzi di comunicazione di massa, poichè i gruppi di potere che tengono le redini di questi ultimi non avvertono il desiderio di aprirsi davvero al sottobosco dell’informazione alternativa, tranne alcuni casi rari, come una puntata di Matrix su Canale cinque dedicata ai dubbi sulla versione ufficiale dell’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono (tema mai affrontato da Travaglio, Santoro o Grillo!), una puntata di Mistero su Italia uno dedicata ai cambiamenti climatici artificiali attraverso le scie chimiche e alla tecnologia occulta HAARP, e il programma Rebus sulla rete regionale Videolina condotto dal presentatore Maurizio DeCollanz.
E’ senz’altro sensato, invece, vedere in tutta questa diffusione di notizie "non allineate", in questa diffusa "nebulizzazione" quotidiana – soprattutto attraverso gli strumenti che ci offre la telematica contemporanea – una specie di formiche rosse che mangiucchiano, comportandosi come i tarli nei mobili, un sistema di potere informativo-ipnotizzante centralista sempre più sorpassato e contraddittorio (vedi il dietrofront recente sull’influenza H1N1, per esempio).
Per dirla con il titolo di un libro uscito da poco, il quale tratta solo molto marginalmente degli argomenti di questo blog, vi saranno "Centomila punture di spillo" che renderanno sempre più povero di vita l’attuale universo, "in chiaro", delle notizie circolanti controllate rigidamente da persone i cui piani non coincidono esattamente con, scriviamo così, la saggezza universale la quale esiste soltanto in una specie di "tunnel di luce", senza soluzione di continuità, che va dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e nel quale il mondo "a misura d’uomo" che conosciamo non è affatto "misura di tutte le cose", come impongono di pensare i padroni del mondo, nei modi più subdoli.

 





A.A.A., 60 audaci cercasi, appello di Claudio Messòra (ByoBlu)

13 02 2010

A.A.A. 60 AUDACI CERCASI

di Claudio Messòra (ByoBlu

 

Il Decreto Romani è un abominio legislativo che non ha eguali nel globo terracqueo delle società civili.

Con un abile contorsionismo degno di un prestigiatore circense, l’Italia prova a recepire la direttiva europea AVMSD, AudioVideo Media Services Directive, cammuffandola ai limiti del riconoscibile per piegarla agli interessi degli editori televisivi.

Un decreto ad personam privo dei requisiti di urgenza che insulta il legislatore europeo, così come offende il buon senso e l’intelligenza degli italiani, cui vuole rendere difficile l’esercizio delle nuove libertà digitali che sono patrimonio riconosciuto, diffuso ed ampiamente esercitato ovunque, nel mondo, tranne che nella repubblica televisiva italiana, fondata sulla pubblicità e sulla manipolazione dell’opinione pubblica.

Sono ben otto i tentativi maldestri di rendere difficile la vita ai navigatori italiani, otto in meno di due anni.

Il Decreto Romani, se possibile, è il peggiore di tutti.

Nelle vene di Romani scorrono frequenze e palinsesti, il suo alfabeto è composto da ripetitori e spettacolini di infimo ordine.

A metà anni 70, insieme a Marco Taradash fonda Tele Livorno.

Subito dopo è la volta di Videolina, con Nichi Grauso.

Negli anni ’80 da vita a ReteA con Alberto Peruzzo e a Telelombardia insieme a Salvatore Ligresti.

Poi si mette in proprio con Lombardia7, che lo consacra alla memoria dei primi tele-debosciati come l’ideatore di programmi di alto tenore culturale, quali Colpo Grosso con Umberto Smaila, uno spattacolino serale che sdogana le tette a domicilio, e Vizi Privati, che consacra Maurizia Paradiso a icona cult nell’immaginario degli erotomani sessuo-dipendenti con il pallino dei trans.

Prima ancora che a Berlusconi, la televisione trash la dobbiamo a lui.

E’ questa la gente che vuole ridurre la Rete a una parodia della televisione, imponendo autorizzazioni ministeriali a chiunque voglia caricare un video su YouTube, compresi i filmini delle vacanze.

Una lettura palesemente distorsiva della direttiva europea, la quale esplicitamente esclude che i siti web personali e le piattaforme di videosharing siano oggetto di autorizzazione alcuna, con tutta la burocrazia e le inevitabili spese che conseguono dall’equiparazione di blogger e portali come YouTube alla grande editoria televisiva.

Con la stessa logica ipocrita e unica tra le società liberali, quelle fondate sui diritti individuali, Romani vuole imporre l’educazione di stato alle famiglie.

I genitori dei minorenni che dovessero avventurarsi in un sito porno, l’equivalente odierno delle trasmissioni oscene e incentrate sulla mercificazione del corpo femminile che Romani stesso non si faceva scrupolo di dispensare generosamente a tutta la famiglia nel corso degli anni ’80, riceveranno un sms immediato con un testo che potrebbe suonare così: “Attenzione: tuo figlio si sta masturbando”, dopodiché la connessione verrà immediatamente interrotta.

Se a masturbarsi sarà per sbaglio il papà, con il computer del figlio, la moglie ne sarà avvisata all’istante. Romani, che non capisce niente di Rete, parla di “interruzione delle trasmissioni”.

Perfino Corrado Calabrò, Presidente dell’AGCOM, è rimasto interdetto dall’orientamento normativo retrogrado e oscurantista del Popolo delle Libertà, il quale delinea con estrema chiarezza quali siano le libertà da tutelare: quelle della televisione, attorno a cui gravitano gli interessi economici e politici della Presidenza del Consiglio.

Il Decreto Romani vuole colpire senza mezzi termini tre soggetti principali:

YouTube, per dare sostanza giuridica alle cause intentate da Mediaset;

la Rete, per impedire lo svilupparsi delle dirette streaming, strumento di libertà, partecipazione ed emancipazione dallo strapotere del tubo catodico, degli lcd e delle tv al plasma;

i videoblogger, per complicare loro la vita a tal punto da indurli a rinunciare all’esercizio dei diritti conferiti dall’Art. 21, che trovano finalmente piena espressione grazie agli sviluppi portentosi della tecnologia.

Romani è un proibizionista che nega al popolo la possibilità di autodeterminarsi e scegliere da sé il veicolo preferito sul quale informarsi, intrattenersi e comunicare.

Con il suo Decreto, si vuole garantire ai gradi feudatari della televisione la possibilità di continuare a lucrare, pascolando nelle tasche e nelle teste degli italiani, mantenendo un ruolo preminente nell’indottrinamento e nella determinazione di stimoli e bisogni. anche a costo di condannare un intero paese all’arretratezza culturale e tecnologica, come dimostra la recente revoca dei fondi per la banda larga, annunciata proprio mentre nel resto della comunità europea la internet veloce viene dichiarata un diritto fondamentale dell’uomo.

Aiutaci a dire basta.

Stiamo cercando 60 volontari che vengano con noi, sabato 20 febbraio, davanti all’ambasciata americana a Roma.

Danzeremo, a piedi nudi e al suono dei tamburi, gli occhi bendati a simboleggiare il bavaglio che si vuole imporre alla comunicazione libera, reggendo tra le mani uno striscione:

“Mr. President, help the Internet in Italy!”.

Non siamo così ingenui da credere che il Presidente americano sia esente dai legami che uniscono il potere costituito ai grandi interessi lobbistici e finanziari, ma abbiamo bisogno di compiere un gesto eclatante, capace di varcare i confini nazionali e di evocare un nome che ci aiuti a fare cassa di risonanza.

La stampa nazionale, nonostante numerosi sit-in e scioperi simbolici, non ha dimostrato di volersene interessare.

Vogliamo quindi rivolgerci a quella straniera, nella speranza di arrivare a colpire l’opinione pubblica internazionale e creare pressione mediatica intorno a questo atteggiamento interventista e illiberale che il nostro governo, incessantemente, ormai ossessivamente, non perde occasione di dimostrare nei confronti della Rete italiana.

Il 20 febbraio saranno con noi molti cameramen professionisti.

Gireremo un video, in inglese, che vi chiederemo di diffondere in maniera virale sui più grossi social network. Vogliamo che lo vedano in Inghilterra, in Germania, in Spagna, in Francia, in America, in Tanzania, ovunque! Dipenderà da voi, da quanto sarete in grado di farlo girare.

Se vuoi esserci anche tu, scrivi a me oppure ad Enzo Di Frenna e lasciaci il tuo nominativo ed un recapito telefonico. Poi corri ad iscriverti all’evento facebook:

http://www.facebook.com/event.php?eid=289806039880.

Abbiamo bisogno di te.





“Arriva la censura su internet”, di Mirko Pagliai

8 02 2010

Arriva la censura su internet                                                          

Scritto da Mirko Pagliai Sabato 06 Febbraio 2010 17:03

Il governo Berlusconi intende approvare – nel corso della prossima settimana – un nuovo decreto per regolamentare e limitare l’informazione su internet, in particolare per quanto riguarda i socialnetwork come Facebook.
Sono state numerose – soprattutto negli ultimi tempi – le iniziative proposte dalla maggioranza (e in misura minore anche dall’opposizione) su questo argomento, tutte sistematicamente fallite: alcune rimaste nel cassetto, altre semplicemente ritirate.

Dopo il caso Tartaglia, ad esempio, quando il premier fu vittima di un aggressione al termine di un suo comizio, l’esecutivo aveva minacciato un giro di vite sulla rete, subito smentito a distanza di qualche giorno.

Questa volta, al contrario, il ministro Roberto Maroni assicura che non ci sarà "nessun rinvio e nessun ripensamento", in quanto – a suo dire – "questo vuoto legislativo non può più essere ignorato dal legislatore. Le leggi in materia esistono già e dovranno essere applicate meglio in futuro, ma non sono sufficienti a regolamentare il fenomeno costituito dalla rete nella sua complessità" (come dichiarato in un’intervista della scorsa settimana a La Repubblica). Si va così a riaprire il cassetto per pescare un progetto già valutato negli scorsi mesi.

Il Popolo della libertà – a differenza di quanto vorrebbe dichiarare il suo nome – si mostra così sì conservatore, ma sempre meno liberale. A partire dalla prossima settimana, gli utenti di Facebook saranno sottoposti a rigide limitazioni nelle loro comuni attività sul social network: saranno vietati gruppi e pagine contro qualsiasi personaggio pubblico, politici inclusi nonché in primis. Le accuse imputabili (si legge nella bozza di legge) sono tra le più varie, si va dall’istigazione all’odio alla diffamazione, e potranno essere riconosciute non solo per il creatore del gruppo o della pagina, ma anche agli iscritti. Sarà quindi sufficiente un innocuo click per poter essere querelati.
Non finisce qui: oltre ai gruppi e alle pagine, sarà vietato anche condividere articoli, video, immagini, contenuti di qualsiasi natura provenienti da blog e siti non riconosciuti come testate registrate (ovvero, per chi fosse estraneo al mondo editoriale, solo dai giornali registrati correttamente presso un tribunale).

Ed è qui che il campo d’applicazione del futuro decreto investe tutta la Rete, andando ben oltre le già severe limitazioni per i social network: i siti non riconosciuti come testate giornalistiche (di cui sopra) dovranno essere censiti e autorizzati alla pubblicazione. I webmaster e i blogger dovranno adoperarsi in tempi brevi per fornire i propri dati e le informazioni sulla loro attività, probabilmente presso un apposito ente che verrà istituito a questo scopo nei giorni successivi all’approvazione del decreto. Le pene, in questo caso, potrebbero essere molto pesanti: stampa clandestina (tra le altre), come prevede la legge 47 del 1948 (introdotta dal governo fascista), attualmente ancora in vigore.
Le conseguenze non possono ancora essere calcolate, ma molti blog e molti siti potrebbero non ricevere l’autorizzazione e quindi essere costretti alla chiusura.

Contemporeanemente il governo sta facendo pressione sui proprietari di Facebook, per ottenere la chiusura dei gruppi e delle pagine già presenti subito dopo l’approvazione del decreto, e sta concordando una collaborazione con i maggiori provider italiani, per ottenere tutte le informazioni sugli utenti dei social network in modo da poter applicare il decreto. L’anonimato sarà quindi inefficace: in ogni caso sarà possibile risalire facilmente al proprietario di ogni account, anche violandone la privacy.

Il Partito democratico e l’Italia dei valori hanno già promesso una dura opposizione al decreto, tant’è che Antonio Di Pietro ha già lanciato l’appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi questa ennesima "legge bavaglio", ed eventualmente si è detto pronto ad altre strade (un referendum?) per ostacolare in ogni modo la mossa del governo.

http://www.diebrucke.it/articoli/arriva-la-censura-su-internet.html