Inauguriamo pagina fb del blog

17 01 2017

Da oggi esiste una pagina facebook dedicata al blog Civiltà Scomparse dove potrete commentare i migliori articoli del blog ( sono già stati postati i migliori dal 2013 e saranno successivamente ripostati a rotazione ).

I nostri articoli meritano una più ampia considerazione. Troverete qui le verità nascoste e le risposte che nessun libro vi darà !

Iscrivetevi alla pagina! Vi aspettiamo numerosi! https://www.facebook.com/civiltascomparseblog/

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Ho voluto rimodernare un po’ il blog

1 03 2013

Togliendo, per esempio, la descrizione del blog qui a fianco, sotto l’immagine Gravatar, perchè mi dava l’aria di essere inutilmente verbosa e in fondo non voleva dire granché;  ho tolto le “nuvole” dei tag e delle categorie, che li vedevo ormai  ammuffiti, anacronistici e fuori luogo; ho tolto parecchi link inutili (per esempio, “mistero”, “scettici” e gli archivi doppioni su iobloggo e altervista, i quali sono ancora lì da quando li avevo scelti, sulle prime, per portare lì i contenuti da Splinder); ho levato le immagini frattali, ipercubiche, e roba simile, giudicate ora troppo pretenziose e pseudo-alternative, come anche le due pagine “chi sono” e quella per il “dopo 2012”, le quali volevano spiegare troppo e in realtà non spiegavano niente; ho tolto le immagini troppo personalizzate dello sfondo e dell’ header (la parte dove c’è il titolo) e, praticamente ho cambiato tema di WordPress, non mi ricordo più come si chiami ma so che inizia per “f.” Ho, insomma, voluto dare una svecchiata al blog, ho voluto aprire le finestre, fare entrare un po’ di aria fresca, meno piena di roba, di vecchio, meno personalizzata, più umana. Una specie di via di mezzo tra il buttare via la roba dalla finestra a capodanno e le pulizie di primavera.

Vi lascio con un brano di Com Truise, un altro che se ne intende di Glo-fi, musica elettronica anti-revival, e cose così.

A presto, ma non troppo.





Attenzione!

8 01 2013

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Il primo ministro Julia Gillard annuncia la fine del mondo

6 12 2012

Il primo ministro australiano, di orgine gallese, Julia Gillard ha predetto la fine del mondo in un videomessaggio per Triple J, una rete radio dell’Australia, ricevendo più di 200.000 visualizzazioni su You Tube in 24 ore.

Il messaggio è parte di una campagna pubblicitaria dello show di punta del mattino

Gillard dice nel filmato: “Miei cari concittadini australiani, la fine del mondo sta arrivando. Abbiamo scoperto che ciò che dice il calendario Maya è vero.”

E continua: “Se il colpo di grazia verrà da carnivori, zombie demoniaci, bestie infernali, o dal trionfo totale di K-Pop, voi tutti sapete che combatterò fino alla fine . “

Il videomessaggio è il coronamento di una ghiotta settimana per gli scherzi in Australia, dopo che due dj sono riusciti a ottenere da un ospedale gli aggiornamenti  sulle condizioni mediche in stato di gravidanza di Kate Middleton, spacciandosi per la regina e il principe Carlo.

http://www.digitalspy.co.uk/odd/news/a443468/australian-prime-minister-predicts-zombie-apocalypse.html





Scrivere sul fronte occidentale, 2001

1 12 2012

Civiltà Scomparse propone il seguente appello dello scrittore Antonio Moresco, risalente al settembre di 11 anni fa, in cui invitava “la gente che si occupa dello scrivere” a un incontro, il quale poi in effetti avvenne verso il novembre successivo, per una specie di “seduta collettiva di autocoscienza”, per capire le ragioni della scrittura in un epoca dominata dal mercato, che tende a considerarla una merce come un’altra. Moresco, nel punto cardine di questo testo, elenca una serie di “consuetudini mentali le quali dominano il discorso pubblico negli ultimi decenni”, e le vede come “insostenibili.” Ma, noi di Civiltà Scomparse ci domandiamo: “e se fosse l’eccesso di queste ‘consuetudini mentali’, un punto di loro ‘massima insostenibilità’ in cui diventano palesemente grottesche anche agli occhi dei più addormentati, a poter produrre una specie di crepa, di “cronosisma”, che sfoci in un cambio dimensionale, un salto di specie, un salto quantico, o qualcosa del genere?”

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Antonio Moresco

Stiamo organizzando un incontro che si terrà nel mese di novembre a Milano, in data e luogo da destinarsi, perché sentiamo la necessità e l’urgenza di confrontarci dopo quanto è successo nelle ultime settimane.

Non ci interessa un incontro rituale, una sfilata di anime belle, lanciare proclami. Non ci interessa darci conferma l’un l’altro delle nostre buone intenzioni e della bontà e necessità della nostra attività di scrittori. Non ci interessa ragionare per simboli e schemi, né una vuota unanimità di posizioni. Ci interessa un incontro, reale e senza cerimonie, di posizioni e di riflessioni, in cui ciascuno porti la sua umanità , diversità , sensibilità e libertà , perché mi sembra che molte consuetudini mentali che hanno dominato la vita culturale degli ultimi decenni si rivelino sempre più insostenibili se non grottesche:

che viviamo nell’epoca della virtualità e dell’irrealtà
che l’unica dimensione possibile è ormai quella della ripetizione del déjà vu
che la storia è finita
che l’attività umana in generale e quella culturale, artistica e spirituale in particolare possono svolgersi ormai solo all’interno di giochi chiusi, terminali, dentro universi culturali chiusi che non contemplano più la possibilità dell’imprevisto
che si può solo riciclare, combinare e rivisitare materiali culturali ormai inerti e codificati in un malinconico gioco di specchi senza fine
che tutto è interscambiabile e depotenziato nell’universo orizzontale della “comunicazione” totale e della rete
che la vita non si richiude e si riapre continuamente attraverso lacerazioni
che non possono esistere più – nel bene come nel male – il conflitto, l’alterità
che abbiamo dominato completamente la natura, il caso, l’ignoto
che non esiste più la tragedia, ma solo la parodia
ecc…
E’ terribilmente triste dover riflettere su queste cose dopo un simile orrore. Ma non si può far finta che non sia successo niente e mi sembra che tutto questo non possa che avere ripercussioni profonde nell’attività umana e in quella culturale di decifrazione, interpretazione, invenzione e riapertura di spazi.
In questo terribile inizio di secolo e di millennio è forse venuto il momento di confrontarci su queste cose, con sincerità , profondità e radicalità .

Milano, settembre 2001

Antonio Moresco

http://www.nazioneindiana.com/2003/03/01/scrivere-sul-fronte-occidentale/





“Buon anno”, di Faust’o

1 01 2012

Buon anno

La guerra è sull’altra radio
è lì da tanti anni ormai
gente che aspetta ai vetri
e i giorni non passano mai

cerchi sempre più freddi
nel panico d’inverno
crescono i vuoti di luce
ed io già ferito in amore

le braccia intrecciate nei sogni
cercando il momento più dolce
la guerra è persa da tempo
e io con nel cuore il ricordo di noi

le porte e i nervi aperti
e una voce che dice addio
mi siedo per un momento
buon anno amore mio

Non è colpa mia, non è colpa mia
lo schianto della vita è come un lampo sullo schermo
non è colpa mia, non è colpa mia
non vedi come tutto arriva sempre troppo tardi per noi

Le strade sempre più vuote
e i nastri ripetono addio
stringimi ancora più forte
adesso ho paura e non ti vedo più

l’Oriente è un’ombra in fiamme
e noi non ci sbagliamo mai
vago senso di orrore
e il veleno scende sempre più giù

Non è colpa mia, non è colpa mia
lo schianto della vita è come un lampo sullo schermo
non è colpa mia, non è colpa mia
non vedi come tutto arriva sempre troppo tardi per noi

© 1980 Fausto Rossi





Civiltà Scomparse in pausa e avviso importante

4 12 2011

Gentili lettori di Civiltà Scomparse, il blog è in pausa.

Aprofitto della dismissione prossima ventura della piattaforma Splinder, dove il blog è ospitato, per una specie di riorganizzazione mentale.

A questo proposito, avevo iniziato a scrivere un nuovo articolo in un file .txt, proseguendo a parlare della Terra come “scuola per anime”, e della storia del mondo sovrapponibile alla storia personale, ma poi ho abbandonato, salvando comunque la parte di testo che avevo già iniziato a scrivere.

Non so fino a quando potrò continuare a scrivere dei temi di Civiltà Scomparse, dato che nei prossimi due anni il mondo andrà incontro a sconvolgimenti imprevedibili e probabilmente radicali. E, come ho scritto in uno dei precedenti articoli, potrei cominciare a scrivere una pagina pensando di scrivere fantascienza, e trovarmi alla fine della pagina che la fantascienza è diventata improvvisamente realtà.

E non so se un blog, e probabilmente l’intera internet, sopravvivrebbero a tutto questo.

Ma, a questo proposito, una certa strana speranza ce l’ho. E riguarda proprio il trasferimento dei dati di Splinder che ho esportato in due blog, uno di Altervista (civiltascomparse.altervista.org) e l’altro di IoBloggo (civiltascomparse.iobloggo.com).

Non so ancora bene con quale dei due proseguirò l’avventura di Civiltà Scomparse, probabilmente sceglierò Altervista, e la stessa avventura sicuramente, con l’avvento dell’anno nuovo, andrà RIPENSATA.

Intanto, nella nuova versione di Civiltà Scomparse post-Splinder, toglierò ogni traccia di personalismo, e quindi ogni riferimento esplicito al mio nome.

In quanto alla strana speranza di cui scrivevo poco fa, pensavo a un trasferimento di dati di tutta l’internet che conosciamo oggi (basata sull’elettricità e l’elettronica) verso qualcosa di diverso, diciamo quantoelettromagnetico, o qualcosa di simile…una specie di post-internet che farebbe seguito alla catastrofe prossima ventura, quasi imminente, di dimensioni incalcolabili. E dove i trecento e passa post di Civiltà Scomparse (assieme a tutto il resto di internet) verrebbero esportati, non verso una nuova piattaforma blog, ma verso qualche nuovo “ambiente operativo” inimmaginabile adesso, magari legato all’evoluzione del DNA, al cosiddetto DNA FANTASMA.

Vi saluto temporaneamente dunque, lasciandovi con un frammento tratto dal film Il Divo di Paolo Sorrentino, dove un Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo, fa un monologo pazzesco, sconvolgente, profetico, una specie di difesa del suo percorso politico a volte discutibile, che viene da lui giustificato affermando che “scegliere di stare dalla parte delle forze del male significa aiutare il BENE.”

E parla di ciò come se volesse alludere a una specie di progetto, di agenda, abbastanza straordinario.