Ci troviamo perennemente in televisione

10 11 2011
E' possibile pensare alla terra come una specie di "scuola per anime"? C'è chi ne è convinto.
I pensieri non vengono prodotti dal cervello, ma vengono da esso RICEVUTI. Dire che il cervello produce i pensieri è come dire che la radio o la TV producono i programmi che ricevono.
E se non fossimo davvero DOVE pensiamo di essere?
Il nostro corpo potrebbe essere come una proiezione olografica assieme a tutto il resto che lo circonda.
Ma non utilizzerei il termine "proiezione", forse sarebbe più attinente usare "trasmissione-ricezione."
Tutti gli elementi che ci circondano non si troverebbero dove noi ci stiamo trovando davvero.
Immaginiamoci come degli apparecchi televisivi che stanno mostrando un PROGRAMMA ricevendo delle ONDE.
civiltà scomparse
civiltà scomparse
Queste onde vengono trasformate in suoni dalla radio, in immagini+suoni dal televisore, e in "mondo esterno" da NOI.
E il "mondo interno" potrebbe benissimo non trovarsi nello stesso posto in cui si trova il "mondo esterno", così come la radio e la televisione non si trovano certo nello stesso posto delle trasmissioni che ricevono.
E' interessante notare come le tecnologie della trasmissione-ricezione di immagini e suoni, sviluppate nel celebrato XX secolo, possano essere in qualche modo legate all'esatta natura di come in realtà funzioniamo nei mondi sottili-invisibili ai sensi.
La nostra identificazione con la "macchina" del corpo è in realtà l'identificazione col programma che sta ricevendo da una trasmissione che ha origine da un inimmaginabile aldilà.
E' un po' come se un televisore si identificasse col telefilm che sta ricevendo in seguito alla trasmissione di onde elettromagnetiche da parte di un ripetitore situato a una distanza più o meno grande.
Il limitatissimo mezzo del linguaggio, in questo caso, è del tutto inadeguato, e le metafore zoppicano.
Noi stessi non siamo in realtà il programma che viene trasmesso da chissà quale assurdo "ripetitore TV" che si trova chissà dove, ma siamo la coscienza (senza tempo-spazio-identificazione) dello spettatore che assiste a questo programma, spettatore da qualcuno chiamato anche "il testimone silenzioso".

testimone silenzioso
Immaginiamoci al cinema, seduti sulla poltrona, e immaginiamo di essere del tutto identificati con ciò che vediamo scorrere sullo schermo; l'immaginazione funzionerebbe ancora meglio pensando di indossare un casco per la sperimentazione della realtà virtuale. Utilizzando questo casco, ci troviamo dentro un videogioco, siamo un certo personaggio – mettiamo un guerriero medievale – e combattiamo in una battaglia per la conquista di un castello. Così immersi profondamente nell'azione del videogame in realtà virtuale, ci dimentichiamo di noi stessi (pensiamo al "ricordo di sè" di cui parla Gurdijeff) e servirebbe qualcuno che, delicatamente, riuscisse a sganciarci in qualche maniera dal programma informatico al quale siamo collegati, e da cui ci siamo fatti condizionare fino a perdere la nozione di chi davvero siamo.

civiltà scomparse
civiltà scomparse
Il punto è che "non siamo 'corpi di esseri umani'", il fatto di essere identificati in corpi di esseri umani che abitano in un pianeta provvisto di satellite orbitante, a sua volta orbitante intorno a una stella di media grandezza alla periferia di una galassia, fa parte della trasmissione televisiva, del videogioco olografico. E' una specie di incrocio tra una trasmissione televisiva e un videogioco olografico in tre dimensioni.
Il nostro centro, la nostra origine, la nostra essenza, il nostro cuore si trova ALTROVE. Non QUI. Questa è una simulazione. E' una simulazione!!!
In realtà potremmo ricevere e inviare dati chissà dove e chissà da dove, in una specie di download-upload continuo. Il mondo dell'informatica e delle reti, così come quello della trasmissione-ricezione radiofonica-televisiva, ha fatto sì di poter sviluppare in modi impensati la comprensione di chi veramente siamo noi stessi, modi inimmaginabili all'epoca dei grandi mistici e ricercatori spirituali di occidente e oriente. Se rivolgiamo l'attenzione a una telecamera che sta trasmettendo un programma in diretta – mettiamo una partita di calcio – notiamo che la telecamera possiede uno schermo televisivo bene in evidenza a una sua estremità, e l'inquadratura di questo schermo raffigura esattamente ciò che apparirà in centinaia di migliaia di Tv nello stesso esatto momento. Le immagini che sta riprendendo la telecamera e che verranno trasformate in onde elettromagnetiche, rimbalzeranno, attraverso i ripetitori, sulle antenne riceventi le quali, attraverso il televisore saranno trasformate nuovamente in immagini (e suoni). Questo si potrebbe paragonare al download, la ricezione di dati. Ovvero la conversione delle onde – attraverso l'antenna del nostro sistema nervoso – nel "mondo esterno", in altre parole la realtà virtuale olografica in cui siamo completamente identificati, e da cui siamo completamente condizionati. Nel "mondo esterno" è compreso il nostro corpo.

civiltà scomparse
Possiamo domandarci se l'apparecchio ricevente localizzatore chiamato cervello si limita a ricevere, o può a sua volta trasmettere.
All'inizio scrivevamo della vita sulla terra come "scuola per anime." Ebbene, ci domandiamo se il programma di realtà virtuale in cui siamo ciecamente immersi, abbia anche in qualche modo il compito di inviare dati (upload) chissà dove per informare chissà chi del nostro livello di progresso spirituale.
Ed è anche possibilissimo – anzi, certo – che la nostra antenna funzioni maluccio, e il programma venga ricevuto in maniera confusa e distorta. Cioè, la rappresentazione olografica quadrimensionale appare ai nostri sensi precisissima e infinitamente ricca di particolari, ma è la sua interpretazione da parte del "mondo interno" ad essere viziata. Qualcosa che si può paragonare alla lettura sbagliata di un testo scritto in una lingua straniera. L'errore non è contenuto certo nel testo, ma nella sua interpretazione. Arbitraria come l'interpretazione di una macchia di Rorschach .
Anche qui, il linguaggio e la metafora sono lì lì per gettare la spugna. Io, comunque, c'ho provato.

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La distruzione delle basi sotterranee degli Illuminati e altre fantasie

21 10 2011
Girano da un paio di mesi diverse voci riguardanti delle presunte esplosioni che avrebbero interessato alcune basi militari sotterranee, le cosiddette DUMB (Deep Underground Military Bases) negli stati di Washington e Virginia, oltrechè nel Colorado. Secondo tali informazioni – difficilmente confermabili da evidenze veridiche – queste esplosioni avrebbero provocato le scosse telluriche di magnitudine 5.5 le quali avrebbero interessato quelle zone lo scorso 23 agosto.Civiltà Scomparse
In effetti, se si guarda il grafico del terremoto, si nota che è tipico di un’esplosione sotterranea (come gli esperimenti nucleari della Corea del Nord), senza alcuna microscossa premonitrice. Inoltre, sempre seguendo le stesse fonti, altre DUMB sarebbero state ora rese inutilizzabili.
Vi ricordate quando qualcuno portava alla vostra attenzione il rischio di qualche catastrofe futura, per esempio una guerra mondiale dove si sarebbero utilizzate le armi termonucleari, e all’obiezione: “Ma se scoppia una guerra così distruttiva, in cui muoiono miliardi di persone, non sarebbero coinvolti anche i ricconi che tengono in pugno il pianeta?” “Eh, no”, rispondeva quello che aveva cominciato a parlare di conflitto atomico, “Questi, prima che partano i missili e gli aerei, si rifugiano dentro i loro bunker, i quali sono delle vere e proprie città sotterranee ricche di ogni comfort e lusso proprio come ‘su di sopra’, e mentre sulla superficie della terra tutto muore per via delle esplosioni e delle radiazioni, loro – grazie a delle tecnologie inimmaginabili, precluse all’uomo della strada – possono permettersi di continuare a vivere fino a 300 anni, fino a quando, cioè, potranno risalire alla luce del sole, ripopolando il pianeta e apparendo come divinità-guida a una popolazione imbarbarita ridotta di numero, a poche centinaia di milioni di persone da soggiogare in un nuovo ordine mondiale.”Quindi l’OPZIONE DOTTOR STRANAMORE, come l’ha chiamata il romanziere e saggista Roberto Quaglia, presuporrebbe il rifugiarsi di migliaia, forse milioni, di persone selezionate, dentro un vero e proprio mondo sotterraneo. Ebbene, secondo tali recenti informazioni (che sembrano, in effetti, leggende urbane), questi mondi sotterranei sono stati interdetti all’utilizzo dei ricconi cattivi in cima alla piramide del potere planetario. Poniamoci questa domanda: e se il mondo in cui ci troviamo a vivere fosse così tanto disarmonico e così ingolfato di ingiustizie e violenza, non per via di una generica “natura umana” egoista e ingorda, ma perchè inquinato moralmente per secoli ad opera di un ristretto numero di potenti – uniti tra loro dagli stessi retaggi genealogici risalenti all’epoca babilonese – i quali, per continuare a esistere nel futuro in quanto casta millenaria di padroni alla guida degli schiavi, non avevano altra soluzione che provocare un genocidio quale non si è mai visto, riducendo drasticamente la popolazione del globo? Dopo essersi messi al sicuro, nei loro idilliaci mondi ctonii, con l’aspettativa di poter vivere secoli – grazie a ritrovati tecnologici secretati – e quindi poter “tornare a rivedere le stelle” dominando la popolazione del futuro, tornata a essere come ai tempi del Medio Oriente centinaia d’anni prima di Cristo?

Mappa delle DUMB

Anche a me, come a voi, viene da sbottare: “Ma via, andiamo, sono tutte fantasie!” però, anche se fosse solo il parto dell’immaginazione di qualche derelitto, sfigato smanettatore di internet, tutto questo materiale (pseudo)informativo produce una potenza immaginativa fuori dal comune. Del resto, è con l’immaginazione che vengono costruite le culture, le civiltà, non con la logica e la razionalità, tanto celebrate dall’attuale moribondo modello del reale. Moribondo proprio perchè ha dato eccessivo credito alla logica e alla razionalità.Il punto è che la narrazione di prima, riformulata, suona così: “La terza guerra mondiale termonucleare era nelle aspettative future di coloro che la vedevano come naturale punto di arrivo della nostra società ipertecnologica fondata sulla conflittualità e sull’ingordigia, e questa guerra catastrofica non poteva essere pensata in assenza dei bunker dentro cui i potenti si sarebbero nascosti sottoterra per ripararsi dalla tempesta radioattiva, lasciando noi poveracci a morire. Ma lo smantellamento totale di questi bunker scompagina le carte in tavola e rende inutile la presenza delle armi nucleari, vanificando il loro utilizzo futuro in una grande guerra, dal momento che anche i ricconi non avrebbero un posto dove ripararsi dalla catastrofe globale.”Le narrazioni eccentriche ed estreme, quasi sciamaniche – strette parenti dei sogni – possono aiutarci meglio a intuire il domani, rispetto all’analisi di dati statistici scientifici, i quali non fanno che stirare l’oggi (ovvero ciò che vediamo e sappiamo al momento presente) allungandolo fino a farlo diventare “futuro”, quando invece è solo una patacca che può afflosciarci nelle nostre mani al minimo soffio di avvenimento inatteso, visto in precedenza come impossibile, incredibile, pazzesco, che non si potrà avverare mai. “Pensavo fosse futuro e invece era un calesse”, si potrebbe scrivere parafrasando un noto film con Massimo Troisi.Ritengo che vivrò tempi in cui lo scrivere di fantascienza sarà molto scomodo, perchè ciò che scriverò si potrà avverare nello stesso momento in cui lo scrivo, iniziando la pagina credendo di scrivere qualcosa di irreale e finendo la pagina scoprendo che ciò che ho scritto è diventato all’improvviso reale!

Durante il precedente articolo, a un certo punto parlavo a proposito delle “agenzie di stampa”, e mentre ticchettavo sulla tastiera questa espressione, avvertivo dentro di me un moto di disagio. Ma come “stampa”, ma come “giornalisti”, con tutti i miliardi di pagine web che possono essere consultate anche su uno schermo senza fili, con centinaia di migliaia di contatti al secondo? Tutti questi esperti la cui firma compare in calce a documentati articoli che fanno proiezioni future “da qui al 2050” si rendono conto a quanto stiamo andando su questa terra, come diceva Corrado Guzzanti alla fine degli anni novanta? NO.
Di certo non vedono che il futuro è un’automobile che sta andando a tutta velocità contro un muro, esplodendo di pezzi, bulloni, bielle, pistoni, frammenti di vetro ecc, Ci tengo a sottolineare che NON SI TRATTA DI UN’IMMAGINE NEGATIVA questa.

Civiltà Scomparse_Stargate

Ciò che immagino è la seguente fantasia: si sta andando verso una CONVERGENZA TOTALE di giornali, tv, radio, cinema, videogame, internet, telefono…e interfaccia neurale umana. Come ha detto Terence McKenna in questo video, questa convergenza totale porterà al ritorno del MONDO DEL SOGNO della cultura degli aborigeni australiani, delle culture arcaiche di millenni e millenni fa, prima del giogo babilonese che ancora soffoca le nostre vite. Sarà come un’esplosione, non ci vorranno decenni e nemmeno anni, ma probabilmente una manciata di secondi, sarà come uno STARGATE, e verremmo risucchiati in una specie di “internet tridimensionale analogica”, dovuta alla convergenza totale con le nostre menti, che diverranno un’unica mente, con TUTTI i suoi contenuti condivisi. In quel momento l’era della tecnologia, l’era del digitale verrà trascesa, la civiltà industriale (con tutti i suoi corollari) non avrà più alcuna ragione di continuare a esistere, avrà inizio l’era dell’UTOPIA REALE, dove l’inganno, la menzogna, il nascondimento, l’occultamento, la violenza l’uno contro l’altro, non avranno più ragione di essere, se non magari per gioco. E dove i personaggi del film – i quali si credevano “persone reali” – conosceranno il regista. Insomma, questo mondo smetterà di essere considerato “reale”, o meglio, verrà visto nella sua virtualità intrinseca, avendo compreso – più o meno confusamente – che l’unica realtà è la IL CAMPO DI COSCIENZA. E che la mente è soltanto una sua interfaccia.

Civiltà Scomparse

E’ curioso accennare a come diverse vittime dei rapimenti alieni abbiano sperimentato una sensazione particolare, quando gli extraterrestri “aprivano il muro” (per dirla con Corrado Malanga), entrando nella loro stanza da letto per rapirli: come se la realtà “reale” si stesse trasformando e non ci fosse più alcuna differenza con il sogno.

E, a proposito di sogno, devo riportare che, un mese fa circa, ho sognato di trovarmi in Germania, in un ambiente cittadino somigliante a certi luoghi in cui venivano girate le puntate dell'”Ispettore Derrick”, oppure a film di Wim Wenders, come “Il cielo sopra Berlino.” A un certo momento, durante la notte, capitavo dentro un locale al chiuso pieno di giovani, somigliava a un club, a un centro sociale. I suoi muri erano fatti di mattoni rossi. D’improvviso, si apriva una breccia in una di queste pareti, coi mattoni che cadevano a terra. Oltre il muro si spandeva una luce molto intensa, come proveniente da un’altra dimensione. I ragazzi uscivano da questa breccia aperta, e qualcosa mi diceva che si trattava di una FUGA da un mondo piatto e diventato ormai una specie di subdolo regime senza speranza, verso una nuova realtà, da tanto tempo nascosta.

Il “Buio che stiamo attraversando”, per dirla con Antonio Tabucchi, dura da un centinaio d’anni, da quando ebbe inizio la prima guerra mondiale. Tutto il bianco dei parametri positivisti eretti nell’ottocento, e culminati con la celebre Belle Epoque, in cui sembrava che la luce del progresso tecnologico industriale avrebbe portato l’umanità verso la felicità assoluta e la libertà totale, naufragarono nel 1912 col Titanic, nel 1913 con l’edificazione della truffaldina Federal Reserve e nel 1914 con lo scoppio del conflitto più esteso e sanguinoso di cui ebbe allora memoria l’umanità nella storia ricordata, tutto basato su quel progresso tecnologico industriale del quale si erano tessute le lodi per decenni. Il punto di nero del simbolo del Tao fu questa serie di avvenimenti, fu lo sparo del separatista serbo Gavrilo Princip all’erede al trono asburgico Francisco Ferdinando d’Austria, che invase di nero tutto il XX secolo, fino ad arrivare al segretario generale del partito comunista dell’URSS Yuri Andropov (nato nel 1914) con la faccia illuminata mentre monitorava i fantascientifici schermi, collegati coi satelliti nello spazio, che gli proiettavano in tempo reale la posizione dei missili intercontinentali e dei missili a medio raggio contro gli omologhi negli Stati Uniti, durante la pericolosissima, semisconosciuta crisi internazionale provocata dall’esercitazione NATO “Able Archer” nel 1983 dove l’umanità fu a un passo dall’autodistruzione; fino poi ad arrivare all’11 settembre 2001 (Su un recente articolo de “La Stampa” vi era scritto che quell’attentato si trascina dietro un filo nero che torna indietro fino alle due guerre mondiali), e al brutto decennio che ne è seguito.

Ritengo che il mondo si stia in qualche modo avvicinando al punto di bianco del Tao, il momento in cui inizierà davvero il XXI secolo. E immagino di poter identificare quel momento in una serie di avvenimenti che porteranno all’arresto conclamato e irrevocabile dei VERI RESPONSABILI della prima, della seconda guerra mondiale, dell’olocausto ecc., o perlomeno dei loro eredi diretti. Ciò avrà come esito un ridimensionamento – o forse l’abolizione – della Federal Reserve, e una riscrittura straordinaria della storia recente, al di là di tutta la propaganda che hanno fatto ingurgitare alle persone per così tanti decenni, mantenendo apposta le divisioni e le tensioni date da un’incompleta o errata interpretazione di quegli avvenimenti. E, ancora peggio, instillando nelle menti la velenosa certezza che “l’uomo è irrimediabilmente cattivo”, invece di pensare alla possibilità di inumani stati di condizionamento e di ipnosi assassina.

Anche queste potrebbero essere pure immaginazioni, come lo smantellamento delle basi sotterranee degli “Illuminati”, come la convergenza totale dei media con la mente umana, che porta alla telepatia e al mondo del sogno, ma ricordiamoci: un racconto di fantascienza potrebbe diventare realtà nel momento stesso in cui lo scriviamo.





La Prima Esplosione Cambriana o la transizione globale metasistemica cellulare

24 10 2010

Un’implicazione importante della teoria dei sistemi è ciò che può esprimere sullo stato della dimensione umana in generale. Questo è collegato a un aspetto dell’evoluzione che è poco considerato da molti. L’esito della creazione al di là di noi stessi è un fenomeno che chiamo la SECONDA ESPLOSIONE CAMBRIANA, la quale è un esempio di Global Meta System Transition (MST), ovvero “Transizione globale metasistemica”. Fu un evento sistemico avvenuto circa 550 milioni di anni fa, quando l’ecosistema del singolo organismo cellulare subì un cambiamento, dando ad alcune cellule un’avanzata capacità di comunicazione. Le loro interazioni successive dettero il via a sistemi di dipendenze auto-organizzate in vasti collettivi di cellule chiamati organismi pluricellulari. Tutti gli animali e noi stessi siamo questi organismi. Capire questo è fondamentale per comprendere la vera natura sistemica di noi stessi e, in ultima analisi, della civiltà.
Un MST è l’apparente transizione da un insieme di sottosistemi in un unico sistema di livello superiore, ed è un fenomeno percettivo. Tutti gli eventi sono mediati dal flusso di informazioni da immaginare come una vasta cosmica rete d’informazione; le asimmetrie nella larghezza di banda di interazione (o nella comunicazione di energia) all’interno di questa rete significa che alcune regioni sono più strettamente interagenti e integrate di altre.
Attraverso un processo entropico percettivo (l’entropia è perdita di informazioni) le interazioni di sistemi a elevata larghezza di banda apparentemente legano i singoli oggetti a un alto livello, mentre le interazioni a bassa larghezza di banda sono percepite come uno spazio tra questi oggetti separati. Quando i sottosistemi sono strettamente interagenti, se un segnale incidente ha effetto su una parte, è poi distribuito tra molti dei sottosistemi, i quali rispondono a tale segnale, producendo quindi comportamenti collettivi. Quando i sottosistemi sono debolmente interagenti, allora il segnale incidente sparirà o sarà deviato senza interferire sulla maggior parte dei sottosistemi dimodochè AVRANNO LA PERCEZIONE DI ESSERE INDIPENDENTI. Durante il processo entropico percettivo la maggior parte delle informazioni è perduto; superfici pixelate danno l’impressione di essere lisce, sistemi quantizzati appaiono classici, collettivi di molti sottosistemi sembrano formare sistemi di livello superiore.
Ora ripenso a più o meno 550 milioni di anni fa (circa il tempo della PRIMA ESPLOSIONE CAMBRIANA). La Terra era stata dominata per miliardi di anni dai singoli organismi unicellulari che chiamiamo PROCARIOTI. Essi furono esseri individuali che incontrarono il loro mondo alle proprie condizioni. Erano formati semplicemente da una membrana cellulare che divideva il loro ambiente ininterno ed esterno e hanno mantenuto un ciclo proteinico DNA-RNA in ciò che era il loro meccanismo di creazione, sostentamento, percezione, risposta ed esistenza dinamiche.
Il loro processo biochimico interno è perturbato da un flusso di sostanze le quali scorrono dall’esterno attraverso i canali nella membrana, producendo all’interno risposte chimiche il cui flusso poi torna all’esterno.
Ciò fornisce loro un apparato percettivo di base che li informa del loro ambiente e gli permette di percepire e interagire con esso per vie biochimiche in piccola scala dandogli un certo grado di potere individuale. La loro sfera di consapevolezza fisica e controllo si calcola in millimetri.
Poi giunse un’innovazione la quale ha prodotto ciò che noi chiamiamo EUCARIOTI, i quali sono essenzialmente una membrana cellulare contenente diversi procarioti, ovvero gli organelli (organi cellulari) degli eucarioti. Esiste così una membrana interna che gli fornisce un nucleo provvisto del ciclo proteico DNA-RNA e una zona cuscinetto esterna coi vari organi specializzati.
Questo gli ha permesso di sviluppare catene di comunicazioni a livello chimico più intricate e astratte, cicli autocatalitici, dipendenze, specializzazioni ecc. Inizialmente tutto questo si è verificato tra individualità libere che si sarebbero accumulate nelle cavità naturali nelle rocce, ecc, cioè organizzazioni sciolte di cui hanno beneficiato le singole cellule a causa del potere collettivo esercitato dall’organizzazione, quindi gli eucarioti potrebbero agire collettivamente e in tal modo esercitare maggiore potere e influenza che i procarioti. Questa fase è durata pochi milioni di anni e loro sfera di consapevolezza fisica e controllo si misurava nella scala dei centimetri.
Col tempo, queste organizzazioni producono un effetto sugli eucarioti e fanno sì che questi ne diventino dipendenti. Si sono adattati alle loro nicchie organizzative, specializzandosi. Divennero limitati e costretti dalle contingenze collettive e dalle prospettive specializzate che avevano occupato, A ESSERE SOLO ALCUNE PARTI DI UN TUTTO. Piuttosto che essere cellule singole in un ambiente, esse occupano sempre più una nicchia specializzata all’interno di una grande organizzazione, vivendo e operando nel contesto di questa organizzazione trasformatasi in un ambiente artificiale che le ha costrette ma anche protette.
Non hanno più incontrato il mondo alle loro condizioni, ma lo percepiscono ATTRAVERSO L’ATTIVITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE; tutte le loro necessità di vita sono state consegnate dall’organizzazione, tutte le loro informazioni relative al mondo sono state prese in consegna dall’organizzazione, tutte le loro azioni sono come una parte dell’organizzazione e per conto dell’organizzazione. Sempre più spesso perdono di vista il mondo esterno e vengono a sapere solo ciò di cui li informa l’organizzazione ed essa soddisfa il loro bisogno di sapere per consentirgli di assisterla nel perseguimento dei propri ordini del giorno. Hanno subito una transizione metasistemica.
Queste organizzazioni finalmente si sono evolute, si sono individuate, divenendo gli antenati primitivi di ciò che oggi chiamiamo ORGANISMI PLURICELLULARI.

Inizialmenti questi erano piuttosto grezzi, c’è stato un periodo di innovazione massiccia quando tutti i tipi organizzazioni multicellulari primitive (molte delle quali estinte) si formarono interagendo sia l’un l’altra che con l’ambiente, Vi sono resti fossili di circa 50 tipi distinguibili o phyla (strutture organizzative) e circa 26 di queste esistono ancora oggi. Durante questo periodo di innovazione, gran parte dell’ambiente esistente sarebbe stato devastato in rapido cambiamento dovuto anche alle influenze provocate dalla competizione e dalla proliferazione di organismi nuovi e bizzarri che erano in procinto di alterare irrevocabilmente la faccia della terra. La relativa pace e la serenità del mondo unico cellulare si sarebbe perduta per sempre gettandolo in un periodo di creazione, innovazione, devastazioni e squilibrio.
Questi organismi – in centinaia di milioni di anni – formarono un nuovo ecosistema, strettamente integrato e delicatamente equilibrato. La loro rete di interazioni e dipendenze ha portato una nuova armonia nel mondo.
Una delle forme innovative di organizzazione multi-cellulare (o phyla) che nasce dalla prima esplosione del Cambriano era un piccolo verme di pochi centimetri che noi chiamiamo PIKAIA. E ‘sopravvissuto in un’oscura nicchia geologica mentre altri dominavano il mondo, ma questo verme d’acqua ebbe le potenzialità di sviluppare in seguito una colonna vertebrale. Nel tempo, questo animaletto ha dato luogo a discendenti che si sono evoluti in mammiferi e sono arrivati a dominare la maggior parte della Terra, in particolare nella forma di esseri umani. La loro sfera di consapevolezza fisica e controllo è sulla scala da metri a chilometri.
Questa storia della vita sulla Terra prosegue nella discussione: LA SECONDA ESPLOSIONE CAMBRIANA, o LA TRANSIZIONE METASISTEMICA GLOBALE DELL’ESSERE UMANO.

{{Note: dovrei accennare in questa discussione alla comunicazione trascendente e la coerenza a grande scala fornita dal CAMPO AKASHICO.
La coerenza su larga scala di sistemi complessi non può essere spiegata in termini di comunicazioni o interazioni unicamente all’interno della realtà fisica. Questo tipo di coerenza poggia sulle interazioni che si presentano ad un livello più sottile, ad un livello trascendente, mediate in misura significativa dal campo akashico e non solo da interazioni e processi di tipo meccanicistico.
In questo senso, dipendono da processi computazionali alla base della manifestazione del mondo fisico empirico.}}

Civiltà Perdute ha tradotto in lingua italiana ed elaborato il testo che si trova al seguente indirizzo:
http://www.anandavala.info/
TASTMOTNOR/The%20First%20Cambrian
%20Explosion.html





Codice Genesi e sincromisticismo

19 09 2010
Qualche anno fa, precisamente nell’autunno 1997, uscì anche in Italia un libro che si ritagliò una certa notorietà nel mondo, soprattutto in coloro che vanno pazzi per le profezie di Nostradamus, della Monaca di Dresda, del Ragno Nero ecc. Si trattava di The Bible Code, il cui titolo tradotto in italiano era “Codice Genesi”, scritto dal giornalista Michael Drosnin.
L’autore diceva di avere scoperto singolari concatenazioni di lettere ebraiche con l’aiuto di un programma informatico, nel testo originale dei libri del Pentateuco (la Torah) della Bibbia, basandosi sugli studi numerologici del matematico Eliyahu Rips. Per esempio, i caratteri che formano il cognome del presidente USA John F. Kennedy si incrociano con quelli che compongono l’anno in cui è stato ucciso, e con il nome della città dove è avvenuto, cioè Dallas. In un’altra pagina, i caratteri ebraici che fanno comparire il nome della città di Hiroshima, sono disposti assieme all’anno 1945 e alla scritta “Enola Gay” (il nome dell’aereo che aveva sganciato la bomba atomica sulla città). Inoltre, il senso di questi incroci e concatenazioni si può accompagnare a quello dei passi della Torah contenuti nella stessa pagina.
Il giornalista diceva di avere avvisato l’ex presidente israeliano Yitzhak Rabin che qualcosa minacciava la sua vita poichè gli era capitato di decrittare il suo nome assieme alla scritta “omicidio” e all’anno 1995. L’allerta era stata inutile e, dopo la morte del celebre uomo politico in seguito a un attentato nel novembre di quell’anno, Drosnin si rese conto che nella stesse righe composte da lettere ebraiche compariva anche il nome del killer di Rabin.

“Codice Genesi” accennava anche a ciò che era il futuro per allora; in diverse altre pagine del libro sacro, un certo numero di schemi di lettere assieme nelle stesse righe (disposti in verticale, orizzontale o diagonale) fanno apparire – accanto agli anni ebraici 5761 (2000) o 5767 (2006) – scritte come “fine dei giorni”, “olocausto nucleare”, “missile russo”.

Il programma informatico utilizzato dal giornalista scovava poi i nomi di “Arafat”, “Bush”, “Nethanyahu” in diverse altre pagine. Immediatamente dopo l’avvenimento accaduto al WTC di New York l’11 settembre 2001 – anzi quando ancora i grattacieli stavano bruciando – Drosnin si precipitò a digitare freneticamente sul suo programma informatico le chiavi di ricerca per rintracciare certe lettere, scoprendo che in alcune pagine del Libro Sacro si incrociavano parole relative alle torri, all’attentato terroristico, e all’anno in cui stava succedendo.
L’autore, qualche mese dopo, dava alle stampe la seconda puntata della sua ricerca, chiamandola The bible code II The Countdown, in Italia “Codice Genesi II, Conto Alla Rovescia”, che uscì in libreria nel 2002. Collegando ciò che già aveva scoperto e pubblicato nel primo volume (le prove di come sia nascosto un codice decifrabile dal computer all’interno del testo ebraico dei libri della Bibbia, e di come questo codice serva per prevedere avvenimenti, alcuni già accaduti), il rischio di guerra mondiale nel 2006 – visto che il 2000 (altro anno in cui poteva scoppiare secondo il codice) era già passato – alla nuova minaccia terroristica esplosa nel 2001, Drosnin volle avvertire il mondo che, a causa di questa minaccia, poteva essere la fine dell’umanità in seguito a una nuova guerra mondiale originata dalla “polveriera del medioriente.” Come la seconda era finita con lo scoppio di una bomba nucleare, la terza poteva iniziare con un esplosione atomica, provocata da un missile diretto su Gerusalemme. Di questo pericolo estremo, l’autore parlava già nel primo libro, come anche della caduta di un asteroide killer nel 2011 o 2012, e di un messaggio di speranza nascosto in altre pieghe del testo ebraico (“Codice salverà”), nominandosi inavvertitamente – ? – una specie di salvatore del mondo. Drosnin, prendendo maledettamente sul serio ciò che decifrava con l’applicazione digitale, domandò di poter parlare delle sue scoperte sul futuro del genere umano, e sui rischi che correva, con ministri, presidenti e autorità degli USA, di Israele, e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, un po’ come aveva in passato già fatto (inutilmente) per avvertire Yitzhak Rabin della sua morte violenta nel novembre 1995.
A proposito dell’origine del codice nella Bibbia che è possibile decifrarlo col computer, l’autore parlò di un viaggiatore del tempo – proveniente da quello che è il nostro lontano futuro – il quale inserì nel testo originale nomi e date degli avvenimenti storici perchè un giorno potessero essere visti, nel momento in cui il progresso tecnologico l’avesse consentito. Successivamente Drosnin diede un nome al temponauta (ottenuto grazie ad altre analisi del testo biblico) e identificò la posizione della sua navicella, sepolta – a suo dire – sotto chilometri cubi di salgemma dentro un’arca di materiale ferroso, in un punto del deserto ai confini tra Israele e Giordania.
E’ interessante notare come quando Micheal Drosnin, in risposta alle critiche degli scettici, disse “Crederò a coloro che mi criticano solo quando mi mostreranno un messaggio sull’omicidio di un primo ministro nel libro ‘Moby Dick’ “, qualcuno accettò la sua sfida, trovando tra le righe del testo del romanzo di Melville – attraverso lo stesso metodo informatico – riferimenti agli omicidi di Martin Luther King, Indira Gandhi, Trotskij, Lady Diana (come nell’esempio qui sotto) e degli stessi John Kennedy e Yitzhak Rabin, già decrittati dal cronista nelle pagine del Pentateuco!

Personalmente, ricordiamo come le date indicate dal codice come “quelle in cui poteva accadere l’olocausto nucleare” – ovvero 2000 e 2006 – coincidevano con due anni difficili per la situazione geopolitica del medioriente. Durante il primo, l’ex premier israeliano Sharon sfidava i palestinesi camminando sulla “Spianata delle moschee” di Gerusalemme, azione che avrebbe portato a un escalation di tensione e violenza, in una situazione già complicata dal fallimento dell’incontro tra il presidente USA Clinton, il primo ministro israeliano Barak e il presidente OLP Arafat (il cui quartier generale a Gaza fu bombardato nell’autunno 2000). Durante il secondo, vi fu la guerra tra Israele ed Hezbollah nel Libano (operazione “Piombo fuso”) in uno scenario regionale piuttosto compromesso, col programma nucleare dell’Iran – dalla parte di Hezbollah insieme alla Siria – e la Federazione Russa contraria alle mire di Israele nella zona che non collimassero coi suoi interessi, affini a quelli siriani e iraniani.
Quindi è probabile che, in un certo senso, ci sia davvero un collegamento tra i nomi apparsi nel testo della Torah identificati dal programma utilizzato da Drosnin e la realtà degli avvenimenti storici ma, appunto, allo stesso modo di come simili coincidenze possono apparire anche all’interno del testo di un romanzo qualsiasi come “Moby Dick”, non soltanto dentro uno dei libri sacri per l’ebraismo e Israele (oltre che per la cristianità) facendo si che un giornalista del Wall Street Journal ci imbastisca sopra tutta una storia di profezie e viaggiatori nel tempo che inseriscono un codice segreto nel testo originale della Bibbia in modo che un giorno potrà essere decifrato grazie al computer!
In uno sconosciuto racconto a fumetti americano del 1974 si possono trovare somiglianze straordinarie – in particolare nella caratterizzazione e nella vicenda di uno dei personaggi – con ciò che sarebbe accaduto solo 29 anni dopo, nel 2003, quando vi fu la cattura di Saddam Hussein in mezzo ai deserti dell’Iraq.

Nella caviglia della modella di una pubblicità risalente al 2002 vi sono forti analogie grafico-simboliche con una cartina geografica raffigurante il terremoto dell’Aquila che sarebbe avvenuto sette anni dopo.

Si ringrazia The Synopticon per l’immagine

In una scena del film Matrix uscito nel 1999 si può notare a un certo momento la data 11 settembre 2001 comparire su una tessera magnetica; l’album Party Music del duo Hip Hop The Coup, preparato a giugno, la cui uscita era prevista per la metà di settembre, fu subito ritirato poichè la copertina raffigurava le torri gemelle teatro di un’esplosione e bisognava cambiarla.

Intorno alla metà degli anni 90 uscirono le cosiddette Illuminati card, carte simili a quelle del gioco Magic che mostravano immagini come le Twin Towers vittime di un attentato esplosivo, l’edificio del ministero della difesa USA (Pentagono) sotto attacco, una grossa perdita di petrolio nelle acque dell’oceano, il centro di controllo di una pandemia, la riduzione della popolazione mondiale ecc, tutti i temi cari ai cosiddetti “cospirazionisti” o “complottisti”.

A proposito di Illuminati, anche il famoso “occhio di Horus” iscritto nel triangolo lo si può trovare nascosto in un mucchio di produzioni cinematografiche USA, e soprattutto nei cartoons è facile che spuntino simboli massonici o satanici. infatti come abbiamo scritto, molte scene di fumetti e film sembrano “presagire il futuro”: storie dylandoghiane di Tiziano Sclavi dei primi anni novanta che raffiguravano realtà le quali sarebbero state ben chiare solo successivamente, romanzi scritti alla fine del XIX secolo che raccontavano di una nave che si inabissava chiamata Titanic oppure di un gruppo di assassini che imperversava in Europa, e il nome di questa storia era “Le SS”. Nell’ultima pagina di un quaderno di scuola appartenuto a Napoleone Bonaparte appariva, scritta da lui stesso bambino, una frase: “Sant’Elena, piccola isola dell’Oceano Atlantico”.
Precedentemente, ci siamo già addentrati nel territorio misterioso della SINCRONICITA’, il cui studio approfondito fu affrontato dallo psicanalista Carl Gustav Jung insieme al fisico quantistico (premio Nobel 1945) Wolfgang Pauli. La sincronicità è una connessione tra eventi psichici – soggettivi – ed eventi fisici – oggettivi – che avviene in modo sincrono – ovvero nello stesso tempo – senza che vi sia una connessione di causa/effetto propria della fisica classica tra gli uni e gli altri. Per esempio, in un caso citato da Jung, mentre una sua paziente, che era distesa sotto analisi, stava raccontandogli un sogno incentrato su uno scarabeo, proprio in quel momento dalla finestra fece avvertire la sua presenza un tipo enorme di scarabeo che non si era mai visto in quella zona! Oppure (è successo poco tempo fa a chi scrive), alla guida dell’auto si sta pensando con una certa intensità a Fabrizio De Andrè, e immediatamente una stazione radio che di solito trasmette musica pop fa partire un brano non tra i più noti del cantautore genovese, “Fiume Sand Creek”. Si sta rimuginando su certe pene d’amore, e alla televisione fa la sua comparsa uno strano spot pubblicitario che sembra riassumere in qualche modo ciò a cui stiamo pensando, e pare darci inoltre un abbozzo di risposta inconscia ai nostri problemi.
Ogni fenomeno illustrato in precedenza può essere incluso nell’ambito di ciò che si chiama SINCROMISTICISMO, ovvero la facoltà di creare – e/o percepire, senza alcuna volontà o intenzionalità – messaggi a carattere profetico su un qualche avvenimento che avrà o ha avuto luogo. Ciò è legato alla natura degli ARCHETIPI e a come influisce nell’Onda SpazioTempo da cui siamo tutti trascinati. Dal momento che ogni cosa avviene nel tempo presente e che il passato e il futuro vivono solo nel ricordo e nell’immaginazione, nessuna cosa accade mai nel passato e accade mai nel futuro, cosicchè TUTTO lo SpazioTempo è contenuto in un eterno presente intangibile alla coscienza umana, ma tangibile alla dimensione in cui agiscono gli archetipi.
Nel Campo Morfogenetico viene accumulato, in un certo senso, tutto lo “scibile” dell’Universo (il cosiddetto AKASCHI, di cui abbiamo già parlato), un qualche tipo di energia multidimensionale calcolatrice e onniscente che SA TUTTO DI TUTTO E DI TUTTI, e questa energia può influire con la materia da cui è composto il flusso dello SpazioTempo, la nostra realtà nella quale viviamo, “giocando” in qualche modo con esso.
Perciò, spesso, le manifestazioni di questo tipo, sincromistiche, che testimoniano di come TUTTO E’ UNO, possono essere fraintese, viste come testimonianze profetiche scritte volontariamente (per esempio il “Codice Genesi” di Micheal Drosnin), oppure messaggi i quali giungono direttamente da qualche gruppo esoterico o satanista (così, per esempio, la pensano gli amici del Centro Culturale San Giorgio).
Come abbiamo visto, l’avvenimento dell’11 settembre 2001 è qualcosa di così estremamente archetipico e simbolico, che la sua risonanza la si può individuare in un numero elevato di manifestazioni sincromistiche. E’ legato alla fine della dualità, alla fine della polarità (vissuta per sessant’anni, nel contrapporsi geopolitico di USA e URSS, bene e male, male e bene), è un EVENTO che quasi sembra essere piovuto sulla terra dal nulla, il quale ha indefinite chiavi di lettura, da quelle più “ufficiali” a quelle più estreme e inaccettabili per molti. In un certo senso è SEMPRE accaduto (e sempre accadrà), ma noi ce ne siamo resi conto solo quel determinato giorno!
Tra le altre cose, il fatto può alludere o preludere al fine-cambio di era, e ci riferiamo alla cosiddetta ERA VOLGARE, cristiana, che tanto conosciamo e alla quale tanto facciamo condizionare quotidianamente le nostre esistenze, per pura convenzione ormai del tutto cristallizzata da secoli (e accentuata negli ultimi decenni).
Concludiamo, proponendovi una considerazione strana riguardante proprio un certo punto di vista – forse sincromistico – nel leggere le cifre di questi ultimi anni disposti in una determinata sequenza.

2011
2001
2000

OPPURE

2011
2010
2000

wtc 9-11 sincromisticismo

?





Il RISVEGLIO GLOBALE

2 08 2010

Brevemente, il risveglio globale di cui parlo, è un grandioso livello di cambiamento di paradigma che trasforma la coscienza e quindi sposta il fondamento stesso della nostra esperienza di realtà.Esiste una vecchia maledizione cinese che dice “Possa tu vivere in tempi interessanti!”, ma tale eventualità non è solo una maledizione quando si va oltre una ristrettezza di prospettive. Viviamo davvero in tempi interessanti, nei quali grandi cose succedono e molte singole vite sono sconvolte, vi è una grande transizione e un grande riequilibrio, dunque esiste un massiccio movimento nel mondo dove scorrono energie enormi e sottili. Per coloro che sono attaccati al vecchio, o collegati alla stabilità dell’abitudine e dell’autocompiacimento, questi tempi sono davvero una maledizione. Tuttavia, sono carichi di opportunità. Per quelli che sono svegli e vigili, che vedono le opportunità e sono ansiosi di fuggire dalle abitudini inveterate e dalle consuetudini per raggiungere una vita più ricca e abbondante, questi tempi sono la risposta a tutte le loro preghiere.

“Di fronte a una crisi radicale, quando il vecchio modo di essere nel mondo, di interagire l’un l’ altro e col regno della natura, non funziona più, quando la sopravvivenza è minacciata da problemi apparentemente insormontabili, un essere umano individuale – o un’intera specie – o muoiono e si estinguono rapidamente, o salgono al di sopra delle limitazioni della loro condizione attraverso un salto evolutivo.

Questa è la condizione dell’umanità ora, e questa è la sua sfida. ” (Eckhart Tolle, “A New Earth: Awakening to your life’s Purpose” – “Una nuova terra: Risveglia il tuo proposito di vita”, Penguin, 2005)

Così tanto accade, e a così tanti livelli che, se si scava nei dettagli senza una buona mappa e un fermo orientamento nell’impresa di ritrovare il proprio sè, allora ci si perde subito in miriadi di particolari. Ci sono molti modi di guardare alle turbolenze del mondo, molti modi per cercare di comprendere le loro dinamiche generali. Lo si può fare lungo linee infinite, estraendo diversi aspetti e contemplare le loro relazioni. Ogni approccio produce una prospettiva leggermente diversa, e solo attraverso numerosi punti di vista si può sviluppare una visione chiara del tutto.

Sono sicuro che vi siano innumeroli analisi della situazione derivate da prospettive meccanicistiche e che sono espresse interamente da una prospettiva meccanicistica ed empiricocentrica. Si tratterebbe di parlare di politica, economia, nazioni, religioni, tecnologie e così via. Non ho intrapreso un’indagine di ciò, e sarebbe da fare luce sui dettagli del processo, tuttavia gli aspetti di fondo, e complessivi, del processo non sono guidati dalle influenze meccanicistiche nel mondo, sono guidati da processi molto più profondi.

Basta accendere il telegiornale per vedere abbastanza di ciò che va male nel mondo, ma esiste una storia che molti, è probabile, non conoscono.

Anche nel bel mezzo di un’apparente ruotare dentro un incubo meccanicistico, stiamo vivendo in mezzo al più grande revival “spirituale” di tutti i tempi. In termini di diversità e maturità delle idee e libertà della loro comunicazione, il numero di persone coinvolte, il numero di siti internet e libri, il numero di organizzazioni. Nonostante una specie di ” sbarramento” dovuto alla propaganda del mainstream, le persone, in innumerevoli modi diversi, si allontanano dal vecchio modo di pensare e stanno convergendo su un nuovo paradigma che rimodellerà il mondo come lo conosciamo. In generale è un processo di “re-immaginare” la natura della realtà, e quindi la natura di noi stessi, il mondo e il nostro posto in esso. […]

Ho discusso un aspetto di ciò che sta accadendo nel mondo dalla prospettiva della teoria dei sistemi e dell’evoluzione, ciò è illustrato nei saggi intitolati The First Cambrian Explosion or the Global Cellular Meta-System Transition (“La prima esplosione cambriana o la transizione metasistematica cellulare globale”) e The Second Cambrian Explosion or the Global Human Meta System Transition (“La seconda esplosione cambriana o la transizione metasistemica umana globale”). Questa teoria dei sistemi tenta di prendere in considerazione la loro connettività intricata e di comprendere la complessità di questi sistemi, come un generale fenomeno che spinge la loro evoluzione dinamica. La conclusione è che non vi solo sono cellule ed organismi fatti di cellule, ma anche organizzazioni composte di organismi. Attraverso la presente civilizzazione stiamo subendo una transizione metasistemica e la creazione – al di là di noi stessi – di un supersistema che è un essere a sé stante.

Si tratta in larga misura del suo processo di crescita, dei processi metabolici e delle malattie che formano la dinamica su grande scala della civiltà umana. Noi siamo le sue cellule ed attraverso la nostra vita e il nostro respiro interagiamo con questo sistema così come, attraverso le nostre interazioni, possiamo portare salute o malattia ad esso. […]

Vi è anche un contesto di dinamiche non-fisiche che alcuni definiscono come “Campo Akashico”, ed è essenziale per ogni aspetto di creazione, manutenzione, evoluzione e decadimento dei sistemi viventi. Ciò è ulteriormente analizzato nel saggio The Akashic Field and Systemic Health (“Il Campo Akashico e la salute sistemica”) dove ci sono alcune ramificazioni profonde riguardanti la questione della salute olistica sistemica come possibilità di risveglio a una vita più grande e abbondante, dove la sofferenza, le disfunzioni, il decadimento e la morte non sono un inevitabilità intrinseca. Inoltre vi è anche l’indagine di ciò che hanno detto alcune antiche tradizioni riguardo questo fenomeno di potenziale armonia olistica profonda che esiste in tutti i sistemi dinamici complessi e nei sistemi viventi. Proprio come gli ecosistemi possono persistere ed evolvere all’infinito, senza qualsiasi interferenza dei meccanismi di morte, così possono farlo anche le organizzazioni. I singoli organismi crescono e si evolvono a tempo indeterminato se restano fermamente centrati nella vera realtà del loro essere e non sono coinvolti nella distruttiva illusione egoica.

Ed è proprio verso questo tipo di risveglio che il mondo si sta evolvendo, tuttavia non è un processo facile, come il processo di illuminazione in una vita individuale, a cui si può paragonare. E’ allo stesso tempo sottile e complesso, è così profondamente semplice e, in sostanza, senza sforzo ma è proprio questo [paradossalmente] ciò che rende così difficile per tantissime persone, le quali hanno menti agitate e coinvolte nella storia del “mondo”, lottano e si sforzano lungo la loro strada “verso la realizzazione” quando invece dovrebbero arrendersi e senza sforzo lasciarsi diventare essa. […] La coscienza collettiva olografica è un meccanismo per il risveglio globale. Ci sono molti indizi convincenti che le singole coscienze funzionano secondo principi olografici, e così fa anche la coscienza collettiva. Quando un’immagine viene registrata olograficamente, ogni elemento all’interno del medium codifica una particolare rappresentazione dell’ intera immagine con una risoluzione medio-bassa dalla sua particolare prospettiva. Così, quando tutti gli elementi si combinano nel loro insieme, ricreano l’immagine in grande dettaglio, mentre un piccolo gruppo ricreerà l’intera immagine con meno dettagli. Questo processo è fondamentalmente diverso da quello di una fotografia, dove un piccolo gruppo codifica una piena risoluzione rappresentando solo una parte dell’immagine. E’ facile pensare a un’analogia tra la fotografia ordinaria e i settori scientifici tradizionali dove ogni pixel rappresenta solo un dettaglio, una piccola regione dell’intera immagine, mentre un collettivo di scienziati non tradizionalisti e cercatori di verità può formare un ologramma dove vi è ogni tentativo di comprendere il tutto nel modo migliore possibile dalla loro prospettiva. Dunque, così come ognuno di noi costruisce una “visione del mondo”, all’interno della nostra mente c’è ogni elemento olografico che codifica una rappresentazione a bassa risoluzione del “tutto” dalla nostra unica prospettiva.

Sebbene ogni coscienza individuale possa sentirsi del tutto “privata” e isolata a volte, è un elemento all’interno dell’ologramma di coscienza collettiva. Nel momento in cui si incontrano e si uniscono le nostre molteplici prospettive, queste formano un’immagine del tutto con una potenza di dettaglio sempre maggiore. Più noi arriviamo a comprendere meglio il tutto, più formiamo collettivamente l’immagine olistica con maggiore fedeltà, proprio come un ologramma.

Dunque, collettivamente, buchiamo l’illusione del mondo fenomenico e, a poco a poco giungiamo a comprendere una realtà più ampia. Inoltre, dal momento in cui questa visione collettiva è formata sempre meglio, ognuno di noi può percepirla e comunicarla meglio, e dunque formarla e incarnarla. Questo crea un ciclo di feedback e un effetto di risonanza che potrebbe in qualche punto esplodere esponenzialmente in una spontanea illuminazione di massa. Una volta che una certa massa critica è superata non vi è nulla che possa fermare questo processo.

Ho avuto la sensazione, per un paio d’anni, di essere parte di un processo che agiva verso un risveglio globale e la fase di cambiamento coinvolgeva un’ illuminazione di massa spontanea, tuttavia non ho capito i dettagli di come questo si mostrerebbe, ma [quello presentato in precedenza] potrebbe essere il meccanismo.

In effetti, si tratta di un fenomeno generale; se abbastanza persone focalizzano le loro menti su una particolare visione del mondo, e la comunicano collettivamente, formano una sorta di ologramma che immette quel mondo nell’esistenza. Concentrandoci sulla paura, la punizione e la diffidenza, creiamo un inferno autoritario in Terra, concentrandoci sull’amore, la guarigione e la cooperazione, creiamo una fioritura celeste sulla Terra. In questo modo, è con i nostri pensieri che noi facciamo il mondo, letteralmente! Perciò, piccoli gruppi e communità creano i propri mondi con le proprie caratteristiche e la società di massa crea un immenso super-ologramma che “imbusta” il globo. Questo aggiunge una nuova dimensione agli effetti della propaganda dei mass media, i quali creano e mantengono efficacemente un regime meccanicistico economico e politico all’interno delle nostre menti e [di conseguenza] attraverso tutta la coscienza collettiva, che poi forma il mondo in cui viviamo. Dunque, il “mondo occidentale moderno” è un ologramma nella coscienza collettiva, e altri mondi possono essere allo stesso modo formati, in modo altrettanto reale e tangibile di quello in cui stiamo vivendo.

Qui di seguito alcune citazioni da A Treatise On White Magic; or The Way Of The Disciple(“Trattato sulla magia bianca, o La via del discepolo”), di Alice A. Bailey, Lucis Publishing Company, scritto nel 1934, 14^ristampa nel 1979).In particolare, voglio richiamare l’attenzione su questi passaggi:

“Come molte altre cose nel mondo in questo momento. da due grandi linee di pensiero, come quella meccanicista e quella introspettiva o soggettiva…una terza si manifesterà, la quale incarnerà la verità di entrambe le posizioni, che si dovranno debitamente regolare tra loro. In una scala più grande si risolverà in una fusione di occidente e oriente, di misticismo e occultismo…nell’evoluzione del pensiero, le principali tendenze delle idee in questo tempo si stanno rapidamente avvicinando tra loro, e da questo emergerà una sintesi che su dimostrerà una piattaforma adeguata sulla quale il prossimo ciclo può fare il suo posto.”

“La caratteristica più notevole, tuttavia, del ciclo che viene, sarà una conseguenza della psicologia, ovverosia l’emergere del…riconoscimento dell’anima. La scuola meccanicistica degli psicologi…ha la funzione di freno necessario alle scuole più mistiche e speculative, le quali si degnano di essere chiamate ‘introspettive’ (o “soggettive’). Ci sono, grosso modo, tre linee di pensiero nel campo della psicologia. La meccanicista posa l’attenzione sulla struttura, la scuola introspettiva postula un SE’, o qualcosa di cosciente che è responsabile delle condizioni [in cui opera]…Poi…i vitalisti, i quali ammettono il dato di fatto della struttura, anche se lo considerano come soggetto, alle influenze delle energie e delle forze provenienti da un ‘ambiente esterno’.

La verità salvaguardata in tutte queste scuole è una verità, e ogni suo aspetto è correlato…Le tre presenti scuole sono, dunque, custodi…Queste tre scuole sono occupate, in gran parte, a disapprovarsi l’une con le altre, smentendo le teorie. Ma sono tutte e tre corrette nei loro fatti, anche se sbagliate nelle loro deduzioni. Tutt’e tre hanno bisogno l’una dell’altra, e dalla miscela delle tre scuole di pensiero ne emergerà una quarta, la quale sarà più vicina alla verità di qualsiasi altra scuola da essa separata.
La versione originale, tradotta da Civiltà Perdute, la trovate a questo indirizzo:

http://www.anandavala.info/TASTMOTNOR/

Global%20Awakening.html





La metafisica della realtà virtuale

20 07 2010
frattali computazionali

Se un computer crea una realtà virtuale, nella quale esseri intelligenti artificiali contemplano la loro situazione, come apparirebbe tale mondo da loro percepito? A quali concetti metafisici giungerebbero? Come si sentirebbero a essere delle creature intelligenti artificiali in un mondo virtuale?
Propongo questa situazione ipotetica come un’appendice alla discussione metafisica diretta riguardante la nostra realtà, situazione che provvede a un contesto netto e definito per analisi le quali hanno qualche parallelo interessante col nostro proprio contesto.
Supponendo che ci sia un computer (CPU e memoria) il quale fornisce uno spazio computazionale, dentro questo spazio ci sono informazioni che si presentano come tipi di DATI, liste, ecc, nonchè processi quali threads, diagrammi di flusso a loops ecc.
. Tutto ciò è intrecciato assieme in un programma di simulazione. Questo è un processo di informazione che organizza tutti i dati esistenziali e causali i quali strutturano esattamente ciò che esiste e succede nel mondo virtuale. Inoltre guida, momento per momento, tutte le informazioni logistiche che sottostanno a tutte le interazioni tra i sistemi.
Questo è il ruolo del SMN (System Matrix Notation).
Allo stesso modo delle funzioni del simulatore, il contesto esistenziale virtuale viene calcolato un momento alla volta, come una serie di momenti confusi assieme i quali fanno sì che il mondo virtuale inizi a esistere.
In questo contesto ogni sistema è definito da un’informazione esistenziale e ogni processo è definito da informazione causale.
Mentre il processo computazionale anima il contesto, ogni processo percettivo ricorre allo stato esistenziale dell’universo e l’esperienza percettiva è generata per ogni sistema secondo il suo contesto. Ogni sistema quindi interpreta e risponde a questo secondo la sua natura programmata.
In questo sistema dinamico, nel contesto teorico i sistemi interagiscono, combinandosi in sistemi di livello superiore. Questi sistemi diventano più complessi e raffinati attraverso ripetute calibrazioni tra di loro. Dunque alla fine si evolvono sistemi complessi che possono essere chiamati ORGANISMI.
Qualcuno di questi organismi sviluppa complessi cicli di retroazione interna o funzioni cognitive superiori, cosicchè sperimenta l’esperienza di stare sperimentando. Inoltre, fa associazioni tra queste esperienze e altre, utilizzando un astratto sistema di simboli. Quindi viene a sapere che sa di sapere di sapere.
Finora ho trascurato il ruolo della libera volontà, che la metafora computazionale non può racchiudere, ma se si paragona la coscienza primordiale – o la pura consapevolezza – al flusso di calcolo del computer, questa analogia descrive il modo in cui è strutturato e intrecciato assieme per creare un contesto distribuito, nel quale gli individui possono sperimentare lo stesso contesto sottostante da innumerevoli prospettive uniche. Una dinamica percettiva guida la rete di sistemi e li fa evolvere.
In questo contesto computazionale gli esseri dall’intelligenza artificiale mancherebbero di libero arbitrio, ma in ogni altro aspetto percepirebbero (sperimentando e interagendo) all’interno di un contesto di sistemi in relazione che impongono i loro sensi e creano l’impressione del loro esistere in un mondo LA’ FUORI.
Quindi la situazione è parallela alla nostra, in molti aspetti. Questi esseri senzienti si presenterebbero alla stregua di una popolazione, evolvendo in una relazione simbiotica con un ecosistema di MEMI. Questa è la loro cultura, la quale conterrebbe un largo spettro di idee su ogni tipo di esperienze e di inferenze da queste esperienze. Con questa cultura avrebbero una composizione concettuale al suo interno, per iniziare ad analizzare e discutere la natura della loro realtà, domandando seriamente: “Chi sono?” e “Cos’è questo spazio?”
Dando questo contesto di esseri dall’intelligenza artificiale in una realtà virtuale in esecuzione nel computer, sorge un certo numero di domande. [per esempio] Cosa potrebbero sperimentare della loro realtà? Principalmente gli oggetti dei sensi, i quali combinano a creare l’illusione del mondo virtuale. Ma se si rivolgono verso la loro interiorità attraverso la meditazione, potrebbero anche sperimentare uno spazio interno di consapevolezza pura. A cosa condurrebbe una prospettiva empirica? Al credere a una oggettività esistente, a un “mondo là fuori” che esiste indipendentemente dall’osservatore. Ci sarebbero concetti come “materia” e l’idea che tutto sia “fatto di materia” inclusi loro stessi. La loro propria esperienza della coscienza sarebbe sottomessa a qualche non ben spiegato risultato del funzionamento dei loro corpi materiali.
A cosa condurrebbe una profonda prospettiva da parte del soggetto? A credere che la coscienza è fondamentale e che il “mondo là fuori” è solo una costruzione degli oggetti dei sensi. Proporrebbero che ci fosse un più profondo livello di realtà che non fosse “fatto di” materia, il quale è alla base del divenire “materia” di tutte le cose. In questa realtà più profonda tutte le coscienze individuali sono unificate, l’universo è visto come un campo di consapevolezza, e con consapevolezza potrebbero partecipare in quel campo.
Quali sarebbero le conclusioni sulla loro realtà? Cosa richiederebbe la logica? Ciò dipende dal loro punto di vista, se le esperienze sono state quelle dei sensi o della stessa coscienza. Gli empirici concluderebbero che il mondo era un costrutto oggettivo fatto di materia e i trascendentalisti che il mondo era un’illusione dei sensi che viene fuori da un mondo più profondo costituito da dinamiche spirituali.
Non c’è modo di provare nessuna di queste due prospettive: entrambe si basano esclusivamente sulla voracità delle esperienze, che siano interiori o meno. Gli esseri non hanno un modo diretto per discernere il sottostante contesto computazionale. Potrebbero scoprire ciò attraverso la meditazione e l’unificazione interiore con esso o potrebbero scientificamente prendere la mitologia del mondo oggettivo per i suoi estremi logici, andando alla ricerca di una fondamentale unità di esistenza. Materiale “magico” che già esiste e si comporta nello spazio, ma senza nessuna dinamica sottostante o interiore.
Questa esplorazione alla fine si esaurirebbe, dando origine a una teoria di astratti processi informativi non-locali, come nella fisica quantistica.
In definitiva, possono solo dedurre ciò e, dato che tutta la conoscenza è un arazzo di esperienze e associazioni le quali sono modificate e costruite in nuove strutture. Essi non avrebbero, inoltre, alcun mezzo diretto per comprendere le dinamiche sottostanti. Descriverebbero uno spazio computazionale non familiare come “esseri spirituali” e “altri mondi o dimensioni sottili”, o magari “funzioni d’onda e quanti”, e così via. A meno che non accada ciò anche perchè sviluppino una propria tecnologia informatica. Dunque questo provvederebbe un insieme di esperienze e un linguaggio di concetti associati, coi quali potrebbero comprendere e analizzare la loro più profonda situazione. Potrebbero alla fine costruire un computer che faccia funzionare una realtà virtuale abitata da esseri provvisti di intelligenza artificiale i quali stanno contemplando la loro situazione.
Perciò avrebbero un modello della loro situazione, una effettiva implementazione, e non solo descrizioni in termini di discorsi culturali. Quindi potrebbero veramente iniziare a esplorare le più profonde fondamenta della loro realtà.
C’è una quantità di maggiori dettagli per questo piccolo esperimento del pensiero, ma quello esposto è il suo quadro generale. Lo trovo un utile scenario per meditarci sopra, e lo contemplo sempre più profondamente da ogni tipo di angolo trovandolo una vera provocazione del pensiero. Che ne pensano gli altri?

La versione originale di questo articolo si trova al seguente indirizzo:
http://www.anandavala.info
/TASTMOTNOR/SSE_1430.html





L’idea centrale della METAFISICA COMPUTAZIONALE

16 07 2010

Per dare un’idea di questo concetto, consideriamo tale situazione ipotetica: se un computer molto avanzato crea una realtà virtuale al cui interno esseri intelligenti contemplano la loro situazione, come gli apparirebbe un tale mondo? A quali concetti metafisici giungerebbero? Che tipo di esperienza sarebbe trovarsi come creatura senziente in un mondo virtuale? Che tipo di mondo sperimenterebbero queste creature senzienti percependo “l’esterno” attraverso i loro sensi? Quale genere di mondo sperimenterebbero girando nella loro interiorità attraverso la meditazione? Servirebbe una di queste prospettive – le quali sono integrate nel mondo virtuale – per permettere un’accurata e completa comprensione della reale situazione? Dentro tale scenario di realtà virtuale gli esseri (e tutte le forme) sono modelli di informazione all’interno di uno spazio computazionale e sono inoltre oggetti fisici apparenti all’interno di uno spazio virtuale.
Non c’è conflitto o contraddizione; entrambi esistono, ma lo spazio fisico è virtuale. Sembra del tutto solido e tangibile per gli esseri perchè anche loro sono forme virtuali all’interno di quello spazio virtuale. Solo l’informazione che scorre attraverso lo spazio computazionale ha un’esistenza assoluta, cioè solo l’ Atman/Anima e il Brahman/Cielo possiede una realtà assoluta – tutto il resto è un costrutto percettivo che si basa su una REINTERPRETAZIONE della realtà assoluta sottostante.
Se voi foste degli esseri senzienti all’interno di un Universo-Realtà Virtuale, allora il vostro sè e il vostro mondo sarebbe un modello fluttuante di informazione in movimento (SPIRITO) ma i vostri sensi vi porterebbero a sperimentare e a credere a un mondo di oggetti solidi nello spazio (MATERIALISMO). Questi oggetti sembrerebbero derivare dal vuoto quantomeccanicoquantum vacuum – (vuoto pieno di potenzialità), ciò è il fondamento unitario della manifestazione fisica. Il vacuum unificato è un’apparente membrana tra lo spazio computazionale e il mondo virtuale delle forme – così come si è visto dall’interno del mondo virtuale.
Guardando verso l’interno, verso il nucleo della vostra coscienza (meditazione, pratica spirituale) voi incontrereste l’essenza computazionale (coscienza cosmica) che anima voi e il vostro intero universo.
Quando si considerano le influenze sottili dello spazio computazionale nel mondo virtuale, verrebbe da proporre l’esistenza di un campo akashico [vedere post precedente] il quale è alla base del funzionamento dell’universo fisico. Nel contesto di questa analogia con la Realtà Virtuale, l’essenza computazionale è il Dio insito, che è la più intima essenza di tutte le cose. In tale contesto potreste agire come un oggetto tra gli altri oggetti (esistenza materiale) o potreste agire come un costrutto di informazione (essere spirituale) all’interno di uno spazio computazionale (esistenza psichica-spirituale).
Se si riflette su questa semplice analogia, essa ha il potere di far luce sulla natura metafisica della nostra situazione e la nostra esperienza di esistenza nel mondo.
La versione originale di questo testo si trova al seguente indirizzo
http://www.anandavala.info/TASTMOTNOR/ CentralIdea.html