Le elezioni politiche del 1948, le più allucinatorie di sempre

13 05 2019

Ricordo quando nel lontano 1994 iniziò in Italia la cosiddetta “Seconda Repubblica”, dopo che tra il 1989 e il 1993 ebbe fine la “Prima Repubblica”.

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Almeno tre periodi della storia italiana riassunti in uno stesso manifesto.

La “Prima Repubblica” ebbe inizio poco più di quarantacinque anni prima, tra il 1946 e il 1948, in seguito al referendum Monarchia-Repubblica assieme alle prime elezioni post-belliche del 1946 le quali formarono la legislatura dei lavori parlamentari che portarono alla commissione che scrisse la Costituzione sulle cui basi si stabilì appunto la Repubblica.

Prima delle elezioni del 1992 – e soprattutto prima delle elezioni del 1994 – chi scrive fu da sempre abituato ad assistere a campagne elettorali alquanto istituzionali e, comunque, costantemente, fino alla fine degli anni ottanta, la comunicazione politica attraverso i mass media appariva sempre formale e talvolta anche un po’ paludata e ingessata nei suoi cliché e stereotipi da “servizio pubblico”

Risultati immagini per partito comunista italiano manifesti

Il manifesto “Vota comunista”, sempre lo stesso per almeno trentacinque anni.

Fino al 1989-1993 c’era questo sistema che sembrava non sarebbe cambiato mai: da una parte la Democrazia Cristiana e dall’altra il Partito Comunista Italiano.

Tutti gli altri partiti apparivano quasi come le eccezioni che confermavano la regola delle due colonne che sostenevano tutta la struttura politica, DC e PCI, ed entrambi erano referenti di superpotenze contrassegnate da sigle le quali si trovavano oltre confine, a ovest e a est, l’una potenza marittima l’altra potenza terrestre.

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Dal 1948 al 1988 non cambiava mai niente e la dirigenza politica della capitale, tra palazzo Chigi, Montecitorio, palazzo Madama e le sedi dei vari partiti, era sempre uguale a se stessa, soprattutto nei suoi formalismi e nella sua serietà ostentata.

Ogni appuntamento elettorale, dal 1953 al 1987, era scandito da figure ripetitive, da una specie di fotocopiatrice formale che, anche nel passaggio dal bianco e nero al colore, eiettava sempre le stesse copie, di manifesti elettorali e tribune politiche sempre uguali a se stessi.

Non solo la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista ma anche gli altri: i socialisti, i missini, i liberali, i socialdemocratici, i repubblicani…tutti usciti fuori dalla temperie del 1946-1953 e tutti ancora belli ingessati come manichini al loro posto per l’appuntamento elettorale del 1987, l’ennesimo di una lunga serie stereotipata e all’epoca apparentemente interminabile.

Perciò ero rimasto sbalestrato nel 1994, un po’ nel vedere che tutti i partiti quarantennali non c’erano più (a parte certi loro cloni malriusciti) e un po’ nel vedere che il tipo di comunicazione politica elettorale ai quali si accompagnava era praticamente saltato per aria e si avvicendavano figure che apparivano come showman e nuove strutture politiche che apparivano come qualcosa a metà tra degli show o delle squadre di calcio.

Abbiamo detto che le due colonne portanti DC e PCI e le restanti colonne laterali (PSI, PLI, PRI, PSDI, MSI) della Prima Repubblica uscirono fuori dagli appuntamenti elettorali 1946-1948.

In quegli anni era già presente il formalismo elettorale isituzionale che avremmo visto nei quarant’anni successivi fino al 1988?

NO.

Questa è una cosa su cui ho riflettuto recentemente ed è riuscita un po’ a stupirmi.

Così come all’inizio della Seconda Repubblica, anche all’inizio della Prima Repubblica vediamo una specie di pazzia invadere l’arena elettorale.

Questo si sarebbe esplicitato soprattutto in occasione delle elezioni politiche del 18 aprile 1948 ma già le elezioni del 2 giugno 1946, quelle per la legislatura dell’assemblea costituente, mostrarono anomalie che ricordavano più lo spettacolo umoristico piuttosto che la politica seria.

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Infatti una forza politica nata da una rivista satirica chiamata “L’uomo qualunque”, aprofittando della mancanza di prospettive elettorali per molti fascisti nostalgici, che non sapevano cosa votare visto che l’MSI non era ancora nato, era riuscita a raggiungere percentuali di voto tali da poter mandare una trentina di eletti alla camera dei deputati e quattro o cinque al senato della neonata Repubblica.

Se nella campagna elettorale di fine maggio 1946, DC e PCI non erano ancora troppo nemici poiché entrambi loro esponenti dovevano organizzare l’assemblea costituente, in quella dell’aprile 1948 lo scontro appariva come uno scontro tra il bene e il male, una questione di vita o di morte. O, almeno, veniva mediaticamente mostrato come tale. Anche perché i veri leviatani, i veri “deus ex machina” che manovravano le leve dei principali partiti ferocemente avversari, giganteggiavano oltreconfine, a ovest e a est, in tutta la loro titanicità e quelle elezioni erano scosse di assestamento di un ordine mondiale in formazione che poi sarebbe durato per quarant’anni esatti.

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Stabile, formale, istituzionale, ingessato e sempre uguale a se stesso per quarant’anni, anche dopo il passaggio dal bianco e nero al colore, anche coi primi personal computer e le prime cifre rosse al led.

La Prima Repubblica si inaugurò con la vittoria della DC a quelle elezioni del 1948 mentre dall’altra parte, quelli che furono poi i perdenti, PCI e PSI, si unirono in un’alleanza che quarantacinque anni dopo si sarebbe definita un “polo”: il Fronte Democratico Popolare.

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Il Fronte Democratico Popolare aveva come leaders il comunista Palmiro Togliatti e il socialista Pietro Nenni ma il vero leader di questo “polo” elettorale era nientemeno che GIUSEPPE GARIBALDI in persona.

Infatti, a quelle elezioni, il proverbiale simbolo della falce e martello (nel 1948 simbolo sia dei comunisti che dei socialisti) praticamente non c’era affatto sui manifesti, sui volantini, sui libretti e su tutta la propaganda varia.

La falce e martello era demonizzata dall’altro blocco contrapposto e avversario, dall’altro “polo”, quello dello “scudo crociato”, quello del liberalismo e del cristianismo contro il social-comunismo…quindi la falce e martello era sparita dal “polo” social-comunista ed era stata mimetizzata dietro una grande stella sormontata dal volto quasi fumettistico del leggendario “eroe dei due mondi” il quale, cosa strana, nonostante fosse una specie di guerrigliero rivoluzionario, comunque non si definì mai ne’ socialista, ne’ comunista e mi sa nemmeno “di sinistra” (anche perché ha sempre obbedito a uomini di stato tutt’altro che “di sinistra”).

C’è un che di straniante al pensare a quella lontana battaglia elettorale di più di settant’anni fa: da essa ne derivò tutto ciò che avremmo imparato a conoscere come una (Prima) Repubblica fondata su uno status quo istituzionale molto poco amovibile e fantasioso però i manifesti di quella primavera 1948 – forse una delle armi principali con cui si combattè quella battaglia – componevano una specie di realtà virtuale allucinatoria, uno psicodramma nazionale collettivo in cui sembrava di essere capitati in uno di quei film che anni dopo avrebbero fatto parte della serie “Guerre stellari”: il Bene era da una parte e la Morte Nera (anzi no, che dico, Rossa) dall’altra; strane figure cartoonesche orripilanti le si vedevano allungare le loro mani sull’Italia, provenendo dai lontani orizzonti dell’est e dell’ovest.

Comparivano eroi armati di scudi con la croce i quali difendevano la cristianità, la democrazia, il liberalismo, contro gli assalti dell’ateismo rosso mangia-bambini il quale avrebbe voluto rinchiudere in una specie di lager dei lavori forzati un’intera nazione cattolica occidentale fomentando amore libero e anti-religiosità e facendo si che i figli non fossero più dei genitori e delle famiglie ma direttamente di proprietà dello Stato.

Dalla parte opposta, gli avversari smentivano tutto questo, non mostrando alcun simbolo che avrebbe potuto spaventare un possibile elettorato social-democratico: nessuna falce e martello, stelle rosse, riferimenti all’Unione Sovietica.

La stella non era più rossa, ora era verde e non si diceva di votare Togliatti e Nenni ma direttamente Garibaldi! Era come un simulacro, qualcosa di vagamente somigliante a certi episodi di serie tv degli ultimi anni, in cui un personaggio di fantasia che compare solo alla televisione diventa a tal punto un beniamino della gente da finire poi a capo di un movimento politico che riesce a sbaragliare tutti.

Curiosamente, all’inizio della Seconda Repubblica, non solo ritroveremo di nuovo un bipolarismo selvaggio e spettacolare come mai si vide più da quarantacinque anni a quella parte (anche se mi sa con molto meno smalto!), ma ritroveremo persino la retorica comunisti-anticomunisti!

Quando ormai non aveva più ragione di essere.

“Elettori, io non ho niente a che fare con quello lì!”
Baffino e baffone.
“Il mostro rosso vuole il vostro sangue, ricordatelo!”
Voto cristiano contro il divorzio e il libero amore.
“Capovolgi e vedrai la frode.”
Contro i lacché scudo-crociati del presidente cecchino USA Truman, VOTA GARIBALDI.
Il perfido burattinaio Truman e i suoi burattini.
Garibaldi si toglie la maschera e sotto c’è Stalin-Mangiafuoco con Togliatti e Nenni che sono il gatto e la volpe mentre l’elettore Pinocchio corre dalla fata turchina democristiana.
“Anche la tua femminilità è affidata al tuo voto”
“Statali, altro che aumenti se viene baffone”.
“In questo segno vincerai”
“Bada De Gasperi, che nessun austriaco me l’ha mai fatta!”

Al seguente indirizzo è presente una serie di articoli di Luca Missero che analizzano i manifesti della campagna elettoriale del 1948 prendendo come riferimento la psicologia analitica di Carl G. Jung: https://www.storiadigitale.it/category/strumenti/testi-ipertesti-e-bibliografie/tesi/il-1948-nei-manifesti-elettorali-luca-missero/page/2/

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Gatti di Schrödinger, cubi di Schrödinger e case dei fantasmi (cioè ne’ vivi ne’ morti)

26 04 2019

https://brizdazz.blogspot.com/2019/04/schrodingers-cube.html

https://brizdazz.blogspot.com/2019/04/the-historic-renwick-mansion.html

 

[Ho tolto una buona parte delle immagini presenti nei post originali. Purtroppo il tizio australiano del blog “Just watching the wheels go round” ha l’abitudine – oltre che di aggiornare il blog molto forse troppo frequentemente, di incorporare un mucchio di video anche lunghi che nessuno guarderà e di divagare senza mai andare dritto al punto – di inserire un mucchio di immagini “simpatiche” (anche .gif animate), con l’intenzione di “alleggerire”, cosa che  invece, a mio parere…appesantisce, anche lo stesso scorrimento della pagina web.]

[Pensare che questi suoi due post presi insieme li ho trovati parecchio importanti e meritevoli di essere ampliati in un articolo tutto loro, che scriverei con piacere se ne avessi la possibilità e soprattutto la capacità.

“The Cube” fa parte di uno di quei film del triennio 1997-1999 che mostrano come in quel momento di fine secolo XX, il cinema hollywoodiano si trasformò in una specie di “stargate” per l’evoluzione della (in)coscienza collettiva formata dalla grande massa planetaria degli spettatori cinematografici dei film usciti da Hollywood: “The Truman Show”, “The Matrix”, “The sixteenth floor”, “Titanic”, “Armageddon”, “Deep Impact”, “The Big Lebowsky”, “Jackie Brown”…e me ne dimentico sicuramente altri, senza contare che persino il provinciale cinema italiano ci mise del suo, con “Nirvana” di Salvatores…e qualcuno potrebbe anche obiettare che quest’ondata psichedelica era iniziata da ben prima del post 1995, perlomeno da dieci anni, dai tempi di “They live”…

Solo ciò che viene mostrato dal tipo di “Just watching the wheels go round”,  quando fa notare come l’ambientazione in cui si muovono i personaggi del film (cioè il cubo) sia un solido in tre dimensioni composto in due dimensioni da una serie di sei quadrati che sono praticamente la croce latina su cui è basata la religione cattolica, meriterebbe sicuramente un approfondimento.

E anche la seconda parte, con la discussione sul film “Winchester”, film che si svolge nella casa più infestata di spettri di sempre, meriterebbe di essere ampliata coinvolgendo magari un po’ di cose che si trovano dentro i testi ai link seguenti:

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-1-visioni.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-2-filosofie.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-3-derrida-vs-fukuyama.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-4-spettri-e-suoni.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-5-altri-fantasmi.html

Articoli del web italiano da incorniciare – e penso nemmeno troppo conosciuti purtroppo – sulla fantasmagorica categoria filosofica di “hauntology” del filosofo Derrida come caratteristica sostanziale del post-moderno, soprattutto dal 1989-1994 in avanti. In alcuni punti di della serie di articoli qui sopra sembra persino essere profetizzata la vaporwave!

Tenendo presente ciò che leggerete e vedrete in questo post, la “hauntology” presentata in quei post di “La covata malefica” la possiamo vedere come il fantasma del gatto di Schrödinger (non uno zombi perché questi è “vivo E morto” mentre il fantasma è “vivo O morto”) dentro un cubo in cui siamo in trappola, fantasmi anche noi (e forse nel nostro caso pure zombi), un cubo in tre dimensioni che, reso in due dimensioni è nient’altro che la croce latina della religione cattolica ovverosia la matrice psico-storico-temporale in cui viviamo ormai da quasi duemila anni e non ne siamo tuttora usciti.]

Il gatto è vivo o morto?

Ho visto “CUBE” un piccolo grande film sul Netflix australiano durante il fine settimana di Pasqua, già da me visto negli anni ’90 in un cinema, ma appena uscito dalla proiezione, mi grattai la testa pensando che fosse si un film interessante, ma troppo strano … e poi me ne dimenticai.

Negli anni ’90 vidi il film pensando che qualche malvagio complesso militare-industriale stava usando una specie di progetto MKULTRA per giocare a gatto e topo su un gruppo di normali cittadini da utilizzare per un esperimento crudele.
Ma guardando di nuovo il film durante il fine settimana e dopo aver ascoltato il personaggio di Holloway borbottare diverse volte la frase “holy cats”, m’è venuto da pensare al film come a una rappresentazione del paradosso del gatto di Schrödinger in cui i personaggi possono essere vivi e al tempo stesso possono anche essere morti.

Il gatto di Schrodinger: un gatto, del veleno e una fonte radioattiva sono piazzati dentro una scatola sigillata. Se al suo interno un rilevatore (per esempio un contatore geiger) rileva radioattività (per esempio il singolo decadimento di un atomo), il contenitore del veleno si frantuma, rilascia il veleno e uccide il gatto. L’interpretazione di Copenhagen della meccanica dei quanti implica che dopo un po’ il gatto è simultaneamente vivo E morto. Eppure, quando si apre la scatola, si vede che il gatto è vivo OPPURE morto, non SIA vivo che morto. Ciò pone la questione di quando esattamente la superposizione quantistica ha termine e la realtà collassa in una possibilità o in un’altra.

Tale tipo di scenario ha reso per me il film molto più interessante in quanto suggeriva un genere di purgatorio in cui i personaggi non si trovavano più sulla Terra ma nemmeno nella “vita reale” dopo la vita.
Erano stati messi alla prova in qualche modo prima della prossima tappa del “viaggio dell’anima” e sarebbero stati ricompensati con l’ammissione in qualche tipo di paradiso (andare verso la luce) , oppure puniti dentro un reame infernale, oppure ancora fatti sul piano terrestre per rinascere in un’altra vita ed essere messi di nuovo alla prova.
Il che mi ha ricordato una battuta ironica in cui uno dei personaggi a un certo punto s’è reso conto di girare in tondo … dentro un cubo ?!  

Sentirete il personaggio di Ren nel trailer del film dire “dai un’occhiata bene, perché ho la sensazione che qualcuno ci stia guardando ” e lo studente di matematica indossa anche quegli iconici occhiali con montatura tonda che gli danno quell’aria alla ‘Grande Gatsby’ .
Chiunque “sia stato” a metterli tutti quanti nel cubo, ha fatto però si di non portare via gli occhiali allo studente dimodoché li possa usare per leggere i numeri posizionati all’ingresso di ciascuna porta.

Thinking Outside of Time (or the Box) Pensando al di fuori del tempo (o della scatola)

Non che io mi consideri davvero dentro la cristianità (forse solo a un livello mistico esoterico), ma apprezzo che una croce latina fatta di quadrati possa agevolmente trasformarsi in una scatola chiusa, e viceversa;-)

A prescindere da qualsiasi cosa intendiate fare, vi consiglio di non mettervi a guardare i sequel; come qualcuno ha scritto, queste trame distruggono il primo film, con l’unico obiettivo di fare cassa.
Guardate la recensione seguente per sapere cosa intendo.

Penso che questi film sequel meriterebbero di essere cancellati e dimenticati.

E facendo un po’ di allarme spoiler, se avete intenzione di guardare il film, noterete che l’ultima stanza è una stanza rossa e se i prigionieri del cubo non ne escono in tempo mentre agisce da ponte, sono costretti a tornare indietro nel cubo.

C’ho anche trovato un po’ di sincro personali dal momento che il personaggio di Ren fa menzione del grande Houdini e m’è capitato di leggere un libro su di un illusionista-escapologista australiano il quale idealizzò a tal punto Houdini da andare a visitare la sua tomba.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2008/12/06/impossibilitato-a-postare-per-qualche-giorno/]

Ho recentemento scritto a proposito di Houdini e di Cosentino nel seguente post sulla Brexit e Halloween –

Britain is Trying to Do a Houdini on Halloween at the Beginning of a Mercury Retrograde? (La Britannia sta provando a fare da Houdini all’inizio di Mercurio retrogrado?)

Terence McKenna una volta disse, “l’universo è un puzzle, la vita è un problema da risolvere …”
[Terence McKenna: “Siamo ingabbiati dalle nostre programmazioni culturali. La Cultura è un’allucinazione di massa e quando tu esci fuori da questa allucinazione vedi tutto ciò per quello che è.”

Gatto dipinto nella Renwick Mansion
Fantasma- l’anima di una persona morta, uno spirito disincarnato, immaginifico, di solito dalla forma ombrosa ed evanescente, che vaga e non dà pace alle persone vive.

Il gatto di Schrodinger è VIVO/MORTO

A proposito del vostro gatto, mr. Schrodinger: ho da darvi una notizia buona E una cattiva.
M’è capitato di ascoltare l’ultima puntata del podcast ‘Me & Paranormal You’ di Ryan Singer dove parla a proposito della Renwick Mansion
Sorridevo mentre nel podcast ascoltavo Ryan parlare della Renwick Mansion, specialmente quando all’inizio commentava un dipinto murale di Jane Freeman rappresentante un gatto.
Poi, tirandomi in ballo dal momento che ho rivisto di recente il film “CUBE” e scritto su di esso, Ryan inizia a parlare dell’importanza dei numeri primi in questo podcast.
Poi continua a parlare della sua interpretazione del ventitreesimo comedy show al Renwick Mansion.

23 Minuti?

I 23 MINUTI CRUCIALI: gli operai si sono dimenticati del fuoco fino a che era troppo tardi.

NON la Renwick Mansion tower

[Nemmeno questa è la Renwich mansion tower!]

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/02/28/vertigo-o-leterno-ritorno-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/01/vertigo-o-leterno-ritorno-2/%5D


Nato il 23 aprile.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/10/23/fantasilandia-e-i-due-tutti-vestiti-di-bianco/]


Nato il 23 aprile

42 Minutes (and More/Moore?-) with Jake Kotze on Sandra Dee’s Birthday? 42 minuti (e più?) con Jake Kotze sul compleanno di Sandra Dee?

hester”scoltando Ryan parlare della Renwick Mansion mi sono ricordato del trailer del film “Winchester” , che parla di una villa californiana costruita dalla vedova di Winchester per ospitare i fantasmi.
Ho notato che era presentato sul Netflix australiano, quindi gli ho dato una guardata subito dopo aver ascoltato il podcast di “Me & Paranormal You”.

Non ho potuto fare a meno di pensare al film “CUBE” con tutte le sue stanze, così come le stanze del film “Winchester” dove i “fantasmi” sono ospiti della loro ospite Sarah Winchester 🙂


13 chiodi in ogni porta per sigillare ogni stanza nel labirinto della casa di Winchester ?

Non ho potuto fare a meno di pensare che aprile è un mese…impegnativo, in cui c’è maggiore probabilità che accadano strani eventi nel mondo per qualche motivo.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/04/20/aprile-e-il-mese-piu-crudele/]

Terremoto e incendio di San Francisco nell’aprile del 1906.
Ispirato ad eventi realmente accaduti nella più infestata casa della storia.

Paranormal Investigator Lorraine Warren Dies on Holy Thursday? L’investigatore del paranormale muore nel giovedì santo?

Mi chiedo se Ryan si sia reso conto che quest anno il 20 aprile ricorreva il ventesimo anniversario dal massacro della Columbine High School ?

Non me ne sono reso conto quando vedevo  il film ‘Winchester’, ma è stato diretto da due fratelli gemelli della mia città natale di Brisbane e parte del film è stato girato nella Labassa mansion nello stato australiano di Victoria.


Una vetrata di vetro decorato nella Labassa mansion.

Labassa

Originariamente chiamato ‘Sylliott Hill’, è stato ribattezzato ‘Ontario’ nel 1880, tenendo presente il patrimonio canadese del nuovo proprietario Alexander William Robertson.
Ha fatto ristrutturare la villa in stile Secondo Impero francese commissionando all’architetto tedesco John AB Koch la ristrutturazione della casa in una villa del XVI secolo.
L’interno presenta carte da parati dorate in rilievo, vetrate ornate e un raro soffitto a trompe l’oeil.

 

Ribattezzata Labassa nel 1904 ospitò l’élite di Melbourne fino al 1920 quando fu divisa in appartamenti.
I residenti includevano le prime star del cinema muto australiano di Hollywood e altri bohemien.
Labassa è la più lussuosa delle poche residenze del XIX secolo e gli interni magnificamente restaurati delle sale principali ancora impressionano tutti i visitatori.

 

Ciò che mi fa ridere quando la gente parla del [lo spazio]tempo come non  realmente esistente e che la morte è al di là del normale [spazio]tempo terrestre non è questo che rende noi esseri umani molto simili ai gatti di Schrödinger , né vivi, né morti?
Solo un pensiero fuori dagli schemi, così come mi piace pensare 😉

[Così come forse è un pensiero fuori dagli schemi anche vedere la nostra condizione post-moderna come somigliante alla condizione dei gatti di Schrödinger, ne’ vivi ne’ morti.]

Devo ammettere che mentre ‘Winchester’ vale la pena di vederlo, non è comunque all’altezza del film del fratello, ‘Predestination’.


The ‘Together Forever’ bullet in the movie ‘Winchester’ La pallottola “per sempre insieme ” nel film “Winchester”.
“Per sempre insieme”.

La cosa per me più strana è che nel film ‘Winchester’ il proiettile inciso con le parole ‘insieme per sempre’ gioca un ruolo centrale nel film e il giorno che vado a vedere questo film prendo il suddetto giornale di Brisbane che mostra quelle parole in prima pagina: non solo, ma leggo di una vicenda su un mio compagno di classe morto, mai più visto e sentito dai giorni di scuola.

Remember the Days of the Old School Yard? Ricordi i giorni nel cortile della vecchia scuola?

E sebbene io personalmente detesti le armi da fuoco, è vero che non sono loro ma le persone a uccidere altre persone.

E penso sia questo il problema reale di questo pianeta.





Muri

5 09 2013

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