Inaugurazione della ” Domenica della lettura ” – Un nuovo progetto del blog – PSYCHOSIS Cap 1 e 2

2 03 2019

Visualizza immagine di origine

Da oggi si apre un nuovo filone del blog Civiltà Scomparse, del quale sono co – autore. Questi articoli saranno sempre scritti da me, Matteo, e usciranno ogni domenica. Ho deciso di sfruttare la visibilità del blog per mostrare i miei scritti, a scopo di intrattenimento domenicale, e anche a scopo promozionale. Verranno postati due capitoli alla volta dei miei racconti e dei romanzi in via di svolgimento.

Mi raccomando, condividete gli articoli, ma rispettate l’ autore e non copiate questi scritti su nessun altro sito web, perché sono protetti da Copyright Tutti i Diritti Riservati.

Alcuni progetti sono completati, altri sono in fase di svolgimento. Per esempio, del romanzo che inizio a pubblicare oggi ho realizzato dodici capitoli sui ventinove dei quali sarà costituito, finora. Se conoscete qualche casa editrice o qualche persona ” inserita nel giro ” che vuole seguire questa, chiamiamola così, rubrica del blog, fate in modo che venga/ vengano a conoscenza di questo progetto. Io cercherò di impegnarmi a completare i miei scritti.

Oggi cominciamo con PSYCHOSIS, un romanzo che ho iniziato nel 2018, ambientato in una versione romanzata della mia città, e moderatamente ispirato a IT di Stephen King.

new (10) 

 

Questo racconto è protetto dal Copyright Tutti i diritti riservati e non si acconsente alla copiatura del testo su altri siti web e nemmeno all’ utilizzo del testo per altri scopi. E’ quindi un testo di sola lettura. Il plagio è un reato.    

CAPITOLO 1 ‒ Rottura delle acque

Visualizza immagine di origine

2018

Siamo a Ferrofiume, nell’ Italia nordovest, una cittadina costituita da un centro storico denominato Parte Vecchia, attraversata da un fiume, che si può osservare dalla zona del Molo, nei pressi delle due piazze che in certe stagioni ospitano una serie di fiere, la Piazza Giostre e la Piazza Fiere, all’ interno del quartiere della Tartufara. Altri quartieri sono denominati Oltreponte, il San Valentino con l’ oratorio più affollato, la zona Alto Verde, con l’ erba talmente alta che si perde l’ orientamento, il Canale, La Cittadella, Quarto Autunno, la zona della via principale, il centro città caratterizzato dalla Via Signorile, la zona del Castello, Piazza del Cavaliere e Piazza Franceschini, il Quartiere dello Sport, Chinatown, e un quartiere per gli Albanesi che si è esteso negli anni ’90, la Collina dell’ Anna con la sua salita costellata di villette, la frazione di Ferrofiume popolo con le sue cascine e fattorie, la zona industriale caratterizzata dai resti anneriti di Ground Zero, il quartiere ebraico con la sua sinagoga, il Parco Eternità dedicato alle vittime della Generazione Perduta, e la zona di Piccola Milano. Andando avanti con la storia esplorerete questi posti. Ora, però, dobbiamo zoomare su una casa abitata da una donna di circa trent’ anni che si sta facendo la doccia …

1

Visualizza immagine di origine

La donna si stava rilassando, quella sera, dopo una giornata di lavoro, isolarsi dal mondo con la sola compagnia dello scrosciare dell’ acqua era proprio l’ ideale per lei. Finalmente poteva lasciarsi andare, dopo aver mantenuto in piedi il suo personaggio professionale. Aveva da poco iniziato un nuovo lavoro, una grande opportunità per lei, e voleva apparire al meglio.

Aveva chiuso la porta del bagno a chiave, e non si era accorta dell’ uomo che si era introdotto nella sua casa. Non si era fatto sentire. La nuova ondata di crimini non poteva che iniziare con un battesimo di sangue nell’ acqua.

La donna volgeva le spalle alla porta del bagno, mentre si lavava. La porta aveva i vetri oscurati. Ad un tratto la donna sobbalzò. Rumore di vetri. Rivolse lo sguardo a una immagine confusa dall’ acqua che colava. Una mano si introduceva attraverso il vetro infranto e girava la chiave. La donna tenne il fiato sospeso, mentre sentiva il cuore galoppare, e il gelo avvolgerla come una tormenta. La porta venne aperta. L’ uomo era silenzioso. Spalancò con lentezza la porta, e la donna riuscì a vederlo, e mentre osservava la sua nudità si appiattiva contro la parete del bagno.

L’ uomo nudo appoggiò il palmo della sua mano contro il vetro della doccia. La donna chiuse gli occhi quando sentì arrivare un flash. Era stata fotografata? Vide che l’ uomo si abbassava, forse stava appoggiando al pavimento la macchina fotografica. La donna allungò le braccia, e premette contro l’ anta della doccia, per proteggersi e impedirgli di aprirla. Ma l’ uomo fece resistenza. La donna gemette. Doveva resistergli. Ad un tratto cacciò un urlo di terrore. Una lama aveva trafitto il vetro, e l’ uomo si stava aprendo un varco nell’ anta. La donna sbiancò e arrancò all’ indietro, continuando a urlare, mentre l’ uomo si decise a entrare, e le premette una mano sulla bocca, con più dolcezza di quanto la donna si sarebbe mai aspettata. L’ uomo si avvicinò a lei, nudo. Le sfiorò i capelli, e le passò una mano sulla spalla destra e poi lungo il braccio per tentare di calmare i suoi tremori. Nell’ altra mano stringeva un coltellaccio. L’ uomo sollevò il braccio armato, e carezzò con l’ altra mano la guancia della donna. E poi abbassò la lama.

Il taglio era più o meno superficiale, ma la attraversava per intero in verticale, dal fondo della gola fin sotto l’ ombelico. Nel frattempo l’ uomo non aveva detto una parola, e la guardava come un bambino annoiato avrebbe osservato una formica inerme. Le strinse i capelli con forza, Le tagliò la gola. Il gemito della donna sfrigolò nell’ aria, e il suono non riuscì a propagarsi. Nel frattempo l’ acqua continuava a scendere, e il fondo della doccia si stava allagando di sangue.

L’ uomo fece un paio di passi indietro e uscì dalla doccia. Riafferrò la macchina fotografica e fotografò la donna mentre stava morendo. Il flash catturò il momento esatto del trapasso. Poi si dileguò, rivestendosi in un’ altra stanza e fece perdere le sue tracce nella notte.

2

1993

La signora Cercovici era la moglie di un uomo che non poteva fare a meno di farsi notare dovunque andasse, con i suoi monologhi drammatici sulla società in malora, la moglie di un uomo che spesso si ritirava nel suo laboratorio, e che ogni tanto esclamava trionfante « Eureka! » quando aveva completato un altro grande progetto per stravolgere la storia dell’ umanità. Un giorno, diceva lui, le nuove generazioni lo avrebbero studiato a scuola, come erede di Leonardo Da Vinci. Perchè lui era un inventore, un pioniere, viveva alla luce dell’ illuminazione della Lampadina delle Idee, e tutti gli altri non erano che meri ricevitori delle sue critiche, obiettivi del suo dito accusatore puntato contro. Perciò ci si sarebbe dovuto aspettare che un tale uomo non si sarebbe fatto accompagnare da una donna meno capace di lui, e per ovvi motivi, il signor Cercovici non avrebbe condiviso sè stesso con una donna dall’ intelletto superiore al suo. A dire il vero non aveva mai incontrato nessuno capace di andare oltre le sue capacità.

La signora Cercovici entrò in cantina, accese la luce, e spalancò la bocca. Diamine, aveva allagato la cantina! Presto, doveva trovare subito una scusa da raccontare a Sua Maestà Cercovici. La lavatrice aveva allagato la cantina! Un prodotto di quella società di incapaci non poteva che combinare pasticci come quello!

Audace Guglielmo Cercovici conosceva molto bene quello sguardo. La sua signora ne aveva combinata una. E naturalmente l’ arduo compito di risolvere il problema della giornata spettava al padrone di casa. Il signor Cercovici aprì la bocca e cominciò uno dei suoi monologhi:

« Mi chiedo perchè non ti ho lasciata sull’ altare quando era ora di pensarci bene, per la miseria! Possibile che non puoi fare le faccende di casa senza distruggere, danneggiare, rovinare ogni piccola e grande cosa che ti ho portato in casa con i soldi guadagnati col mio lavoro? Sei come quella donna della mitologia, disfi la notte quel che io costruisco di giorno! Animo, bambina mia! Mica ti farai buttare giù da un po’ di critica, guarda che io cerco di renderti una persona migliore, cerco di stimolarti un pochettino, ma ti sei guardata allo specchio stamattina? Sembri invecchiata di dieci anni dalla scorsa settimana! Avanti, vieni con me, andiamo a prendere qualcosa per togliere l’ acqua, e poi prendiamo la cassetta degli attrezzi, che ti faccio vedere io come si aggiustano le cose. Così, una volta, forse, che Dio ti aiuti, mi sorprenderai con un po’ di praticità, manualità, mi chiedo cosa mi passava per la testa il giorno in cui ho deciso di metter su famiglia proprio con te, piccola. Ti si deve stare appresso per ogni cosa!»

La donna non parlò. Il suo sguardo mostrava tutta la sua rassegnazione. Ammirava molto suo marito. Che cervello che aveva! Era una calamita per le idee, Dio le aveva conservate tutte per lui. Lei si era lasciata trasportare via dalla corrente, dalla sua impetuosità, che riempiva il suo vuoto interiore. Nella sua mente non c’ era spazio nemmeno per uno stuzzicadenti. Lui riempiva tutti gli spazi.

Al piano di sopra i due fratelli Cercovici, Sabele ed Enea, si confidavano sui loro affari privati:

« Non dovrebbe interessarti quello che pensano gli altri, Enea. Tutti vengono presi di mira dalle chiacchiere, prima o poi. Se gli altri credono che tu sia uno sfigato è un problema loro. Hai degli amici, abbiamo un padre che inventa cose mirabolanti. Un giorno i giornali se ne accorgeranno, si renderanno conto che papà è un personaggio scomodo perchè pensa fuori dal quadrato. E poi tu conti un sacco per me. Sei il mio fratellino. »

« Non sono tanto più piccolo di te. E poi ormai ho quasi sedici anni. Comunque, quello che pensa la gente conta molto per me. La vita ha senso solo se diventi qualcuno. Se la gente parla bene di te, avranno sempre ricordi positivi. Se sei il capo di un gruppetto di emarginati …la vita fa schifo. Ma su papà hai ragione, lui gliela farà vedere, a tutti quanti. Cambierà il mondo. »

« Tu sei già qualcuno, Enea. Lascia che le parole degli altri ti scivolino addosso. Se cominci a mostrare un po’ più di fiducia in te stesso, la gente lo noterà. E poi te l’ ho detto, la vita alle superiori è come quel che si sente in tv. Ogni giorno la storia cambia, le voci corrono di qua e di là. Siamo tutti sulla stessa barca. I tuoi dubbi, i tuoi problemi, sono sentimenti comuni a tutti gli altri studenti. »

Sabele si zittì, e rimase a meditare per qualche minuto. Stavano conversando dai loro letti, ai lati opposti della stanza, ed Enea lanciava una piccola palla contro il soffitto. Poi, Enea chiese

« Perchè non facciamo un giro? Voglio andare in motocicletta. Ci stai? »

« Mmm… veramente penso che andrò per i fatti miei. Voglio vedere se trovo qualcosa di bello da disegnare. Mi porto dietro il mio quaderno speciale. »

« Non me lo hai mai mostrato. Nascondi qualcosa? » gli sorrise Enea, e Sabele rispose « Io disegno per me stesso. Non ho bisogno di mostrarne i contenuti. »

Enea alzò le spalle « Come vuoi …se ti piace andartene in giro a disegnare paesaggi … »

« Non disegno paesaggi » replicò il fratello « Di solito sono persone. O animali. »

« Attento a non farti scoprire, allora! Magari qualcuno potrebbe reagire male … » ridacchiò Enea.

« Non è mai successo. Sono attento. » sorrise Sabele. Poi si alzò e cominciò a raccogliere gli occorrenti per il disegno, come le sue matite particolari.

« Non startene lì tutto il giorno a guardare il soffitto e a far sbattere quella palla. Trovati qualcosa di più stimolante da fare …e mi raccomando …sei già importante, e sei già qualcuno. Non dimenticarlo. » disse , poi si avviò verso la porta. Enea lo chiamò, e guardandolo negli occhi disse « Grazie »

Sabele alzò il pollice in segno di okay, e poi chiuse la porta. Poco dopo arrivò la madre a bussare.

« Entra »

« Enea …tuo padre vorrebbe che tu lo aiutassi con la lavatrice in cantina. Ho fatto proprio un bel pasticcio … »

Enea balzò in piedi, abbandonando la palla « D’ accordo »

« Allora, io intanto preparo la cena. Sabele non c’è? »

« E’ andato a disegnare in giro chissà dove. Ma credo che tornerà fra un’ ora. Non è mai mancato a cena. »

« Va bene …Enea, fammi un favore. Se un giorno ti sposerai, non trattare tua moglie come sta facendo tuo padre. Non riuscirei mai a dirglielo, ma se sapesse quanto ci sto male …» mormorò.

Enea si slanciò ad abbracciarla, sorprendendola « Ti dai sempre tanto da fare per noi. Non ti dimenticare che io e Sabele ti vogliamo bene. »

« Oh! Ma certo … » mormorò lei, a bocca aperta.

Enea si avviò verso la cantina, e si fermò sulla soglia, chiamando il padre, che gli rispose « Vieni di sotto, dai, così imparerai un po’ di cose. Mi sono sempre chiesto perchè non ti insegnano queste cose nelle vostre ridicole scuole. Non cambiano da secoli. Eppure la vera vita non la includono mai nei loro insulsi programmi scolastici. Poi uno esce con il suo bel diploma, e conosce tutto sui personaggi morti e la cultura. La società! Maledetta società, ricorda, figliolo, la società non ti vuole essere amica! Vuole mangiarti la vita, giorno dopo giorno …ma un giorno ci penseremo noi Cercovici a cambiare le cose. Col tempo vi insegnerò tutto ciò che so … »

Andò avanti così per tutto il tempo. Ben presto, la mente piena di preoccupazioni e dubbi sul suo status sociale di Enea venne invasa da una nuvola di parole, che avrebbe assorbito per intero. Enea non dubitava di suo padre. Sapeva esattamente chi era, che cosa voleva e che cosa era capace di fare. E non perdeva mai occasione di dimostrarlo.

3

Visualizza immagine di origine

1993 ‒ Alto Verde, nei pressi di Oltreponte

Un bambino correva giocando con il suo aquilone, mentre i genitori erano ai tavoli da picnic sulla piattaforma. Tutto preso dalle fantasie del suo piccolo ingenuo mondo, si era allontanato parecchio, tenendo sempre lo sguardo verso l’ alto, apprezzando il rumore del vento che tirava. Si era addentrato nella zona dove c’ era l’ erba alta, lungo un sentiero di ghiaia.

Si fermò solo per qualche istante, a guardarsi indietro. I genitori mangiavano con amici di famiglia. L’ aquilone era più interessante. Si mise a correre, gustandosi quell’ inaspettata libertà di movimento.

Poi sentì un ronzio. Un calabrone gli passò vicino.

« Ah! Vai via! » esclamò il bambino, inorridito. Per lo spavento, perse la presa sul filo. Pur avendone paura, seguì con lo sguardo l’ insetto, e si rese conto che non riusciva più a vedere i tavoli. Forse la libertà non era poi una cosa tanto piacevole. Sarebbe stato molto più rassicurante giocare a ce l’ hai con l’ altro bambino, a pochi metri di distanza dai grandi. Ma quel bambino era antipatico. E ogni volta che uscivano con quegli amici doveva sorbirselo. Quel giorno non ci stava. Aveva scelto il giorno sbagliato per non starci.

Si rese conto di avere la mano che stringeva il filo libera. Fece saettare lo sguardo verso l’ alto, poi a destra e a sinistra, e poi davanti a sè. Verde ovunque. Nient’ altro in vista.

Si allungò sulla punta dei piedi, e scorse una macchia rossa su un albero isolato in mezzo all’ erba alta. L’ unico albero in circolazione. Accidenti a quel calabrone!

Si mise a correre, e raggiunse la zona dell’ albero, che distava una decina di metri. L’ aquilone era incastrato fra le foglie. Il bambino si guardò attorno, preoccupato. Come avrebbe potuto risolvere quel brutto guaio? Un grande avrebbe potuto dargli una mano. Ma forse era arrivata l’ ora di provare a fare da solo. Si sarebbe arrampicato, e avrebbe ricordato questo episodio negli anni a venire. Se solo ci fossero stati tutti quegli anni futuri, per tornare con la mente a quel giorno. Se solo.

Qualcosa lo spinse per terra, facendogli cacciare un urlo di sorpresa, spavento e dolore tutto misto assieme. Due mani strinsero il suo collo, e i suoi occhi si dilatarono. Un ragazzo lo guardava come un lupo affamato, come uno di quei documentari che gli faceva vedere il padre, mentre la madre si lamentava con lui, che era troppo piccolo per guardare gli animali mangiarsi e rincorrersi.

Quella non era la sua immaginazione, non accadeva in uno schermo tv. Quella era la realtà, e quel ragazzo era il predatore.

Il bambino agitò le mani e gli sbattè le dita sulla faccia, cercando di arrivare agli occhi. E poi si sentì sollevare per le spalle e venne fatto cadere a un metro di distanza. Il ragazzo agli occhi del bambino si era tramutato in un felino che si avvicinava a quattro zampe, e gli occhi ricordavano quelli di un’ aquila. Il bambino si fece forza e si sollevò in piedi. Il ragazzo predatore strisciava nell’ erba. Il bambino raggiunse l’ albero, e spinto dal desiderio di sopravvivenza, cominciò ad arrampicarsi.

Il ragazzo balzò in piedi con un sorriso che andava da un orecchio all’ altro e si aggrappò al tronco, venendogli dietro.

Il bambino strillò « Che cosa vuoi da me? Vai via! » e per tutta risposta il ragazzo scoppiò a ridere, facendogli venire la pelle d’ oca.

Il ragazzo famelico allungò un braccio e strinse la caviglia del bambino, cercando di trascinarlo giù, ma il piccolo si stringeva con tutta la sua forza a un ramo.

Riuscì a liberarsi e salì ancora più in alto. Cominciava a sentire le vertigini, ma nulla importava più della paura. Doveva provare a sopravvivere a ogni costo.

Allora il ragazzo si spostò e andò a raccogliere l’ aquilone, sotto gli occhi del bambino che tremava e piagnucolava senza nemmeno rendersene conto.

Il bambino vide il ragazzo voltarsi e sorridere con malignità. Si avventò su di lui stringendo il filo fra le mani.

Il ragazzo maligno ebbe modo di contemplare il bambino che pendeva da un ramo con il collo stretto dal filo che si agitava e si dimenava. Nel frattempo lui disegnava, ritraeva la morte che stava nascendo attraverso quel processo di soffocamento. Rimase a ritrarlo fino agli ultimi spasimi. E poi si dileguò. Passarono altri dieci minuti prima che i genitori si allarmassero, rendendosi conto che il loro bambino non tornava più indietro. Altre due ore trascorsero prima del macabro ritrovamento.

CAPITOLO 2 ‒ Ferrofiume non è posto per volersi bene

1993

1

Visualizza immagine di origine

Marzo, tempo di fiere a Ferrofiume : Piazza Giostre diventa un Luna Park, e Piazza Fiere in zona La Tartufara ospita bancarelle e cibo a volontà. Molta gente viene attirata dagli svaghi, dopo un lungo e sonnolento inverno. Quel febbraio era stato però particolare: la paura cresceva, fra gli abitanti e i genitori del posto, perchè dopo il bambino appeso a un ramo con un filo per aquiloni i ritrovamenti si erano fatti numerosi. Piazza Giostre era situata presso il Molo, e la si poteva raggiungere attraverso il Viale Vistafiume. Il Luna Park attirava però anche i giovani peggiori, i famigerati bulli del posto, e se si associa questo fatto a una coppia di ragazzini maschi che si vogliono bene, allora il pestaggio è assicurato … 

Visualizza immagine di origine

Perseo Fondo, un mingherlino di quindici anni, con i lunghi capelli castani coperti da un cappuccio, spiegava, con occhioni da cerbiatto alla luce dei fari di un’ auto, alla polizia, che gli amici di Bruno Pellocarmine li avevano sfidati al tiro a segno, e il suo amico intimo aveva vinto. Lui ci sapeva fare, mentre Perseo invece non capiva neanche come ci era riuscito.

« Mi dica, agente, è sbagliato volersi bene fra maschi? » mormorò Perseo. Il poliziotto con il quale parlava aveva trovato poche settimane prima il corpo del bambino impiccato. Era in grado di comprendere affetto e intimità fra due maschi, ma non poteva credere che si sarebbe trovato un giorno davanti uno di quelli …un finocchio di quindici anni. Sotto il cappuccio nascondeva i capelli lunghi, pensava il poliziotto, sì, perchè vuole giocare a fare la femmina. Non c’ era niente di macho, niente della pura essenza maschile in quel ragazzino.

« Ricominciamo dall’ inizio » propose il collega del poliziotto « Vi siete allontanati assieme da Piazza Giostre e vi siete diretti di sotto in zona molo. Ma non vi siete fermati. Siete andati oltre, se rammento bene. »

« Ci siamo allontanati per nasconderci! Perchè questa città è piena di imbecilli! Ormai sono tutti sospettosi …quando ci vedono assieme …mi sento gli occhi puntati addosso …ma non stavamo facendo nulla di male! State facendo parlare quei ragazzi? Lo hanno picchiato, io ero lì, ho visto cosa gli hanno fatto! »

« Che direzione avete preso esattamente? »

2

In un’ altra stanza adibita agli interrogatori, altri due agenti erano stati incaricati di far cantare uno di quei ragazzacci, separatamente, per poi confrontare quanto sarebbe trapelato. Avevano fra i diciassette e i diciotto anni, e solo uno aveva fra i quindici e i sedici anni, e quello era Tommy Timoteo Furia. Bruno Pellocarmine era un uomo fatto, ed era un osso duro. Sorrideva senza mostrare i denti, quel volpone. Non l’ avevano convinto a togliersi il cappello. La visiera gli faceva ombra sugli occhi. Aurelio Capinero era un bullo cresciuto dai genitori della zona bene di Ferrofiume. Un bullo alla moda, con i migliori vestiti firmati addosso e una faccia da modello, e un ciuffetto alla Elvis Presley. Fosco Chiavelli se la sarebbe vista brutta in casa, con quel padre sempre pronto a scavalcare chiunque pur di far carriera, fissava i poliziotti con sguardo truce, la mente ribollente di rancore. Una mina vagante in carica. Alano Brosu a momenti non passava per la porta, talmente era alto. Lo sguardo era quello solito: imbronciato. Tommy Timoteo era quello annoiato, che si guardava intorno cercando qualche distrazione. Era grande e grosso e riempiva tutta la sedia. I poliziotti avevano puntato le loro speranze sull’ imbecille della compagnia: Renato Valieri, un palestrato con una capigliatura anni ’60 che ripeteva l’ anno scolastico per la seconda volta. Non era mai stato particolarmente brillante in qualcosa, se non nel fare esercizi, e non sarebbe andato molto lontano, se avesse deciso di varcare i confini della sua città natale.

« Dall’ inizio, avanti » disse il poliziotto. Renato rispose « Non volevamo pestarlo in quel modo. Cioè, prima del tiro a segno volevamo solo prenderlo un po’ in giro, perchè, cavolo, quello è un finocchio, no? Ci sta. Ma poi ha vinto. Non potevamo permettergli di andare a vantarsi con gli altri cretinetti. Abbiamo una reputazione « poi continuò « Però noi abbiamo fatto anche qualcosa di buono …cioè, più o meno, insomma, io avevo cercato di salvarlo, ma … »

« Salvare chi? Di cosa diamine stai parlando? »

« Il ragazzo aggredito sotto al ponte. Gli altri non ve l’ hanno detto? C’ era quel killer che aggredisce le persone, proprio là, in fondo al Viale Riva Amorosa. »

« E’ così che voi ragazzi chiamate quella stradina che passa affianco al fiume? »

« Sì, perchè lì ci portiamo le ragazze » poi si incupì, e un’ espressione più o meno rabbiosa ( in realtà non era capace di esprimere la rabbia ) si dipinse sul suo volto « Ma quei ragazzini finocchi stavano per infangare la reputazione della zona … »

« Non stai dicendo la verità. Non c’ era il killer sotto il ponte. Avevate un conto in sospeso con la vittima? »

« Cazzo, sì che c’ era, agente! Non potrei scordarmelo, quello era una bestia! Guardi che non sto dicendo cazzate, signore. »

« Esprimiti in modo educato, avanti! » lo rimproverò l’ altro agente « Siete in un mare di guai se c’ entrate qualcosa con la macabra aggressione sotto il ponte! »

« Noi apprezziamo l’ onestà prima di tutto, Renato. »

« Pensi di essere dalla parte del giusto? Perseguitare un ragazzino confuso ti pare il modo giusto di approcciarsi alla situazione? »

« Non mentire, ragazzo. Avete ucciso il ragazzo ritrovato oggi pomeriggio sotto al ponte? Hai partecipato o hai solo assistito senza fare un cazzo? »

« Porca troia, ho cercato di salvarlo, agenti! Non abbiamo ucciso nessuno! »

« Eppure eravate in vena di vendette, non è così ? Non vi andava giù di perdere al tiro al segno e di sprecare i vostri soldi. »

« Questo sì, ma … » Renato chiuse la bocca di scatto, costringendosi a pensare, solo per una volta, prima di parlare. Il suo sguardo saettava da un agente all’ altro.

« Devi dircelo, Renato. Dobbiamo sapere. »

« Abbiamo picchiato il finocchio. Non abbiamo ucciso il ragazzo sotto al ponte. Non avevamo nulla contro di lui. Anzi, a me stava simpatico. Ci siamo spaventati, a vedere quella scena. Abbiamo visto il killer … »

« Cosa faceva il killer? Che aspetto aveva? » secondo gli agenti poteva benissimo trattarsi di una scusa, un escamotage. Tirare fuori il killer che terrorizzava la zona di recente per coprire una resa dei conti finita male.

« A un certo punto si è messo a scrivere …o a disegnare, non si capiva molto bene. Il ragazzo era lì a rantolare, e quello lo fissava e poi con lo sguardo fissava la pagina. Quando ci siamo arresi sembrava non rendersi conto della nostra presenza. Ma mi ha soffiato addosso, come un gatto infuriato, quando ho afferrato la vittima. »

E poi la realtà cominciò a prendere piede nell’ animo torturato dalla confusione di quel ragazzo imbecille, una cosa più grande di lui « Accidenti …ho assistito a un omicidio, vero? » le lacrime sgorgavano da due occhi che ora assomigliavano tanto a quelli di Perseo Fondo.

« Era ridotto in condizioni terribili. Agente, lo giuro, siamo innocenti. Siamo fuggiti, avevamo paura di fare la stessa fine … »

Si coprì la faccia con le mani « Cazzo, lo vedo dappertutto, in ogni momento! Il volto della vittima, sembrava uno zombie, era pieno di tagli! Dovete fermare quel folle! O non riuscirò più a uscire di casa, accidenti! »

3

Cainan_Wiebe

I due poliziotti che interrogavano Tommy Timoteo erano stati chiamati in corridoio da altri due agenti. Avevano chiuso la porta, e parlando a bassa voce, avevano discusso di alcune domande da rivolgere al ragazzo annoiato. Tommy Timoteo era impaziente di andarsene, e rivolgeva lo sguardo alla porta. Dopo qualche minuto, i due agenti rientrarono nella stanza e l’ interrogatorio riprese, ma l’ argomento richiesto cambiò completamente.

« Dimmi un po’, è vero che non eravate soli, là sotto al ponte? Intendo dire, oltre ai tuoi amici e ai due ragazzini c’ era anche …un ragazzo ferito? »

Gli occhi di Tommy Timoteo si illuminarono. L’ altro agente chiese « Avete visto il killer sotto al ponte? L’ avete colto sul fatto? »

« Ah …è di questo che parliamo. Sì, abbiamo visto quella scena. Abbiamo cercato di aiutarlo, sa. Ci verrà riconosciuto questo? Non siamo cattivi, sa. »

« Sicuro. Non siete affatto dei balordi. Avete pestato un ragazzino. Ora è ricoverato in ospedale. Come ti senti a riguardo? Soddisfatto? »

« Come ti senti a riguardo? » ridacchiò Tommy « Non sono mica da uno strizzacervelli qui »

« E’ vero, ma se un giorno finirai al riformatorio, in una di quelle comunità per squinternati e poveracci, prima o poi qualcuno ti strizzerà qualcos’ altro. »

« Ehi, ehi. Piano con le parole. Non ci metto niente a denunciarvi. State abusando di un minorenne. »

« Lasciamo perdere il riformatorio e parliamo di quello che avete visto sotto al ponte, vuoi? »

« Quel tizio disegnava il ragazzo che moriva. Renato ha cercato di tirarlo via da lì, ma quello tirava dalla sua parte, e non lasciava la presa. »

« Sapresti descrivermi il killer? »

« Si era messo all’ ombra. Era pomeriggio tardi, non si vedeva molto. Si vedeva la sagoma di una matita però, e una specie di quaderno, o forse erano solo fogli tenuti assieme … »

« E il ragazzo ferito che aspetto aveva? C’ erano segni di tagli per caso? »

« Il ragazzo è morto. E quello stava lì a disegnarlo. Che scena, avrei voluto fargli una foto. Non è una cosa che si vede tutti i giorni, sapete. »

« Descrivici la vittima, dai. »

« La faccia sembrava uno di quegli schemi, di quando si gioca a tris, aveva tagli dappertutto. Un buco qui » si indicò un punto sotto il pomo d’ Adamo « Proprio al centro della gola. Colava tutto il sangue. »

« Quindi il killer c’ era veramente. Puoi confermarlo … »

« Cosa sta succedendo? Pensate che saremmo capaci di conciare a quel modo un povero ragazzo?»

« Ti devo ricordare che il ragazzino che perseguitate si trova all’ ospedale, per caso? »

« Sì, ma quello è andato giù con facilità, voglio dire, era solo un pestaggio. Niente di che. Non ci siamo neanche impegnati tanto. Quella scena era tutt’ altra cosa, mi spiego? Noi non siamo così crudeli. »

« E come vi definite, sentiamo? Non capite che quei ragazzini sono confusi? Se vi foste trovati nei loro panni? »

« Giammai! Non è una cosa normale, è inaccettabile! »

« Però loro non fanno del male a nessuno, su questo sei d’ accordo con noi, vero? Che motivo ci sarebbe di perseguitarli? »

Tommy Timoteo volse lo sguardo lontano dagli occhi dell’ agente, sbuffando.

« Confermi la presenza del killer? »

« Sì, confermo. Soddisfatti? »

« Confermi anche la vostra fuga gambe in spalla? Vigliacchi. Non ci pensate due volte a malmenare un ragazzino, però di fronte a un’ aggressione ve la battete di corsa. Perché non avete dato l’ allarme? Perché non avete bloccato l’ aggressore? »

« Ci tengo alla mia vita, sa. Se non fossimo fuggiti, adesso stareste indagando su una strage. Sono convinto che ci avrebbe ammazzati tutti quanti. E poi nessuno ci avrebbe dato ascolto. C’ era una riunione di quegli strampalati felici e contenti, sa, quelli che vanno dietro a quello strambo tizio, il signor Cercovici. Quelli non danno retta a nessuno.»

4

Perseo Fondo aveva atteso il ritorno degli agenti, che si erano riuniti per confrontare le ammissioni dei ragazzacci con la sua. Si guardava intorno con nervosismo, cercando, senza rendersene veramente conto, di nascondersi, di farsi più piccolo di quel che già era. Avevano avvisato suo padre, che stava accorrendo a recuperarlo alla centrale di polizia. Temeva che avrebbe dovuto spiegare il motivo, il reale motivo, per il quale quei ragazzi più grandi lo perseguitavano. Si chiedeva se ne sarebbe stato capace, di ammetterlo. Quella cosa che fino a poco tempo prima non riusciva ad ammettere nemmeno a sé stesso. Non l’ aveva detto nemmeno a sua madre.

Non avrebbero capito. Quei tempi non ammettevano situazioni del genere. E forse non sarebbero mai stati accettati pienamente.

Le sue riflessioni vennero interrotte dal ritorno degli agenti.

« Allora, adesso devi avere tanta pazienza, ragazzino, e raccontarci di nuovo tutto dal principio. »

Perseo emise un lungo sospiro, e con il labbro tremante riprese a raccontare …

Perseo e il suo amico intimo si stavano dirigendo all’ uscita di Piazza Giostre, e si accingevano ad attraversare le strisce pedonali per dirigersi verso la zona del Molo. Per ovvi motivi non provavano neanche a farsi vedere mano nella mano, non si poteva fare se non si era assolutamente sicuri di trovarsi in un luogo isolato. Non si erano resi conto di essere osservati dagli occhi dei ragazzi che avevano sconfitto al tiro a segno.

Si diressero giù per la discesa di ghiaia e invece di svoltare a sinistra in direzione del Molo continuarono ad andare avanti, introducendosi nel Viale Riva Amorosa, un nome che ufficialmente non esisteva, per quella stradina di ghiaia che passava proprio accanto al corso d’ acqua e si estendeva per intero al di sotto del Viale Vistafiume.

« Ecco. Fondo ha messo il braccio attorno alla sua spalla. Quel fottuto finocchio del cazzo sporcherà il posto dove i ragazzi veri portano le loro ragazze. » sibilò con disgusto Bruno Pellocarmine.

« Che cosa facciamo adesso? Li seguiamo? » chiese Aurelio.

« Prima osserviamo un po’ la situazione. C’è tanta gente seduta sui gradini, e a fare picnic sull’ erba. » replicò Fosco Chiavelli, che era il secondo nella gerarchia di quel gruppo.

« Tutto bene? » chiese Perseo al suo amico, vedendolo pensieroso e con una nota di tristezza in volto. L’ altro gli rispose « A scuola stanno cominciando a capire …mi sono ritrovato un biglietto orribile nello zaino. »

« Fammi vedere, ti va? Ce l’ hai con te? »

« Sì …volevo appunto mostrartelo …guarda che roba … »

Perseo lesse SE SCOPRIAMO CHI E’ IL KILLER, CHIAMO MIO CUGINO E LUI LO MANDERA’ DA TE e anche VIEN DI NOTTE E TI TAGLIA PROPRIO LI’, VIEN DI NOTTE E TI EVIRA, STRAMBOIDE.

« Sono solo parole, provocazioni, non vanno prese sul serio » commentò Perseo.

« E invece io mi sono rotto le scatole. Volevo parlarti di questo …secondo te è arrivato il momento di andare a far denuncia? »

« Ma poi scoprirebbero …e poi ci andrei di mezzo io …secondo me è meglio se eviti. Peggioreresti soltanto la situazione. »

« Ma i miei genitori già lo sanno …sanno che sono …hai capito … »

« I miei no! E non intendo dirglielo ancora per qualche anno. Per favore, non coinvolgermi. »

Si fermarono a guardarsi negli occhi « Come preferisci …ma non resisterò ancora per molto. Ma non farei mai il tuo nome. »

E poi il loro sguardo cominciò a esprimere interesse reciproco, attrazione, e il resto del mondo si annebbiava, almeno a livello psicologico, e i loro volti si avvicinarono …

« Ehi, froci del cazzo, siamo tornati a conciarvi per le feste! » tuonò la voce di Alano Brosu, campione della squadra di atletica locale. I due ragazzini si voltarono, sorpresi sul fatto.

Erano arrivati tutti assieme, l’ imperscrutabile Bruno, il palestrato Renato, Tommy Timoteo che aveva la stessa stazza di Frankenstein, il gigante e spilungone Alano, il bullo chic Aurelio e la mina vagante Fosco. Tommy si lanciò ad afferrare l’ amico intimo di Perseo, e Aurelio invece decise di tener fermo Perseo.

« Vi stavate per baciare? Non siete proprio normali, voi due. Siete una vergogna, fate schifo a tutti quanti. » pronunciò Bruno.

« Adesso vi daremo una bella lezione, una di quelle che non dimenticherete! Comincia il pestaggio! » annunciò Fosco.

« NO! » esclamò Perseo, prima che Aurelio gli coprisse la bocca con una mano.

« Guardalo bene, il tuo fidanzatino. Fra pochi minuti verrai conciato allo stesso modo. » sibilò Aurelio.

« Lasciatemi andare! Vi denuncerò tutti quanti! » esclamò l’ amico di Perseo.

« Provaci, e ti perseguiteremo ancora di più! Non puoi fermarci! » esclamò di rimando Tommy Timoteo.

E poi si avventarono su di lui, picchiando e calciando, fino a quando non si accasciò a terra. Bruno non partecipò, ma rimase a osservare col sorriso.

Perseo non poteva fare a meno di piangere e singhiozzare « Lasciatelo stare! Non facciamo niente di male!

Bruno stava per rispondere, quando ad un tratto, sotto la visiera del suo cappello, cambiò espressione e perse un po’ di colorito.

Il suo sguardo si era spostato sotto al ponte, a una quindicina di metri di distanza. Qualcuno aveva urlato. Nel trambusto di pugni e calci, quasi nessuno degli altri aveva sentito. Ma Fosco si fermò all’ improvviso. L’ amico di Perseo si accasciò al terreno, e anche gli altri smisero di picchiarlo.

Perseo guardava a bocca aperta l’ amico che perdeva i sensi. Aurelio lo lasciò andare, e lui gli corse appresso urlando il suo nome.

« Non è da solo » osservò Fosco a voce bassa.

« Andiamo a vedere » decise Bruno per tutti.

Renato, il più imbecille fra loro, si avviò per primo, mentre gli altri lo seguivano lasciando un metro di distanza.

« Sono seduti? Che cazzo sta succedendo, quello a destra sembra ferito …» disse Aurelio.

« Mi sembra che uno stia scrivendo qualcosa, e sta fissando quell’ altro …» osservò Bruno.

Quando si avvicinarono abbastanza da vedere con chiarezza, sebbene il tizio a sinistra fosse oscurato dall’ ombra, videro i tagli sulla faccia del tizio a destra. Non era seduto, era accasciato a terra con la schiena alla parete, e la testa era piegata in modo strano. A quel punto solo Renato avanzò ancora.

L’ imbecille toccò la spalla del ragazzo ferito, e si rese conto che respirava ancora. Cercò di smuoverlo e lo tirò verso di sè per un braccio. L’ altro tizio lasciò a terra i fogli e tirò dall’ altra parte, soffiando come un gatto imbizzarrito. Renato arretrò. Il tizio disegnatore, perchè quello era ciò che faceva, ricominciò a usare la matita, come se nulla di tutto quello fosse successo.

Alano afferrò l’ imbecille per la spalla, facendolo sobbalzare « Andiamo via, e vedi di muoverti » sussurrò.

Cominciarono a battersela. Tommy Timoteo si fermò per un istante a guardare Perseo che cercava di soccorrere il suo amico.

« Finocchio, è meglio che te ne vai, e alla svelta. Il killer sta uccidendo una persona sotto al ponte. Porta via anche il tuo amico … »

Perseo alzò lo sguardo, fissandolo a bocca aperta, allarmato e confuso da quella frase.

Tommy si abbassò « Ti aiuto a sollevarlo. »

« Come hai detto? » mormorò Perseo, ma poi collaborò con lui per sollevare il suo amico, e cominciarono a camminare velocemente.

Ma arrivati ai piedi della salita di ghiaia, Tommy lo appoggiò delicatamente al suolo.         « Dai l’ allarme. Qualcuno ti darà una mano. Ma se parli di noi sei fottuto. Ricordatelo. »

« Sono corso fra la gente a chiedere aiuto. Qualcuno dai gradini del molo si è voltato, ma nessuno di quelli che facevano picnic sull’ erba mi diede ascolto. Mi sono sentito un fantasma. Sembrava proprio che non mi sentissero. Loro erano lì che se la ridevano beati, mentre io sembravo un disperato. E’ stata un’ esperienza sconcertante. Alla fine ho convinto qualcuno ai gradini ad aiutarmi con il mio amico. »

Qualche istante dopo, un altro agente bussò alla porta, e annunciò « E’ arrivato il padre del ragazzino. Possiamo farlo entrare? »

« Ancora qualche istante, Maurizio » poi chiese a Perseo « Quindi tu non hai effettivamente visto il killer … »

« Ho portato un tizio in fondo al Viale …ci siamo avvicinati alla zona del ponte …c’ era solo la vittima. Ma ho colto sincerità nelle parole di Timoteo. E poi quei balordi se la sono data a gambe più in fretta che mai. Sono sicuro che lo hanno visto per davvero. »

Poco dopo, il padre di Perseo Fondo venne fatto accomodare. Gli venne spiegato dai due agenti che suo figlio e il suo migliore amico ( anche se Perseo non condivideva questa affermazione ) subivano una vera e propria persecuzione da parte di alcuni ragazzi più grandi. Il padre chiese il motivo. Gli agenti guardarono Perseo, chiedendosi se lo avrebbe ammesso.

Lui annuì « Papà, credo che sia arrivato il momento che tu lo sappia. »

« Cosa dovrei sapere, scusa? Hai fatto qualche torto a quei ragazzi? Che cosa sta succedendo? »
« Non accettano quello che provo. »

« Cosa vorresti dire con questo? »

« Mi piacciono i maschi. Quello che hanno pestato non è il mio migliore amico. E’ il mio ragazzo, capisci? »

« Ma cosa stai dicendo? » chiese il padre, sconcertato.

« Non ho scelto io. E’ successo. »

« Io penso solo che tu hai tanta confusione in testa. »

« Non sono confuso. Sono nato così. Devi accettarlo. »

« Non dire stupidaggini, figliolo. Tu non sai chi sei e che cosa vuoi. Sei troppo giovane. »

Gli carezzò i capelli con la mano, togliendogli il cappuccio « Domani andiamo dal barbiere e ti faccio tagliare questi capelli. Sono troppo lunghi. » Perseo sospirò.

 

 

Annunci




I temi dei miei progetti di scrittura

2 03 2019

Visualizza immagine di origine

In questo articolo vi parlerò delle tematiche chiave dei miei attuali progetti di scrittura, nella speranza, un giorno, di riuscire a farsi pubblicare qualcosa.

Visualizza immagine di origine

P. S. Nei link la punteggiatura dei racconti è in fase di aggiustamento, ed eventuali errori nella disposizione del testo derivano dall’ imperfetta trasposizione del testo dalle pagine di Word. Per adesso concentratevi sulla lettura, la fase degli aggiustamenti tecnici verrà a suo tempo.

Ho dedicato ( una tradizione ormai ) il Natale ad arricchire la mia collezione di libri di Stephen King e a leggere la biografia dell’ autore, nel quale in certi aspetti mi sono ritrovato, mentre sotto altri aspetti abbiamo vissuto in atmosfere completamente diverse.

Mi sono reso conto che sono arrivato al punto in cui era arrivato lui, giusto prima di debuttare, “quando il tempo scarseggiava, la scrittura era faticosa, l’ energia era poca, e il futuro inquietante. ” Chissà, forse non è un caso.

Scrivo perché mi fa bene, perché sento che mi appartiene, mentre cerco di tenere a bada le mie paure dormienti. Le mie paure più grandi sono la morte, il caso, e l’ eventualità dell’ assenza di qualcosa dopo la morte. Pur avendo fatto abbastanza ricerche affini agli argomenti trattati in questo blog, che archiviano il caso come un’ eventualità impossibile e inesistente, è ancora insita in me la grande paura che in un qualsiasi giorno tutto possa cambiare. Credo che la morte a 59 anni di mio nonno mio omonimo quando avevo 3 mesi in un incidente d’ auto mi pesi in un angolino della mente più di quanto vorrei ammettere. Una volta credevo che in tutti ci fosse qualcosa di buono, ora credo invece che in tutti ci sia uno spiritello maligno che ogni tanto decide di combinare qualcosa. Non so se il mio destino comprende anche diventare un buon scrittore. Però so che la scrittura e la lettura sono presenti da sempre nella mia vita. Stephen King è stato segnato dal ritrovamento dei racconti e delle riviste di suo padre, scrittore di racconti mai pubblicati, all’ età di 10 anni, più o meno alla stessa età di quando io scoprii una collezione di Dylan Dog appartenente a mio zio nella casa di mia nonna paterna, una collezione che mi attirava e mi respingeva allo stesso tempo.

Del resto la cruda violenza la potevo leggere anche nella saga degli Animorphs che ha nutrito la mia infanzia con 64 libri di una saga per me indimenticabile con i personaggi più realistici e vivi che abbia mai trovato. Per non parlare della mia passione per i Goosebumps o Piccoli Brividi che amavo collezionare da bambino.

Stephen King ha visto l’ amichetto di 4 anni venire investito da un treno, e io sono passato affianco a un mio compagno di classe per 8 anni che conoscevo appena poche ore prima che morisse in un incidente d’ auto.

Volevo vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Mckenna e voglio vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Stephen King, anche solo il piccolissimo fatto in qualche modo significativo per me che lui è nato nel giorno in cui festeggio l’ onomastico, che io vivo come un – mezzo compleanno – perché sta a sei mesi dal mio compleanno.

Spero di non produrre storie che diano vita a film dell’ orrore che non riuscirei a guardare. Mi piacciono i libri dell’ orrore ma NON i film. Ironico detto da uno che ha invitato l’ amichetto a guardare un film fantascienza –  horror – splatter, niente di meno che Starship Troopers, in età elementare per poi farlo vomitare! Non so con quale stomaco guardavo certi film all’ età di 10 anni.

Ho sempre avuto una certa attitudine a cercare di entrare ed esplorare la mentalità altrui, in particolare quella degli antagonisti della vita. Per esempio nel breve e incompleto progetto del 2014 de “ Ieri il bullo ero io “ capovolgo la situazione, e inserisco la ” vittima di bullismo ” nel corpo del suo persecutore, e dimostro che la vittima in realtà è un personaggio senza scrupoli che si approfitta della situazione, ha un cuore oscuro, e si accanisce persino con sé stesso, inconsapevole che il suo corpo ospita ora la mente del suo bullo, che è vittima delle sue sfortunate e tragiche circostanze di vita, e non riesce ad adattarsi alla sua nuova collocazione nella piramide sociale. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-11-pagine-di-ieri-il-bullo-ero-io-2014/

Anche la tematica della vendetta è presente in alcuni miei racconti, per esempio in ” Gli angeli sterminatori “ anche se ho una certa tendenza a inserire violenza gratuita, un particolare che probabilmente dovrò modificare per non rendere il tutto troppo gore. Questo racconto in particolare è praticamente uno splatter. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-gli-angeli-sterminatori-incompleto-2017/

La differenza fra me e Stephen King è che io tendo a vedere la donna e la ragazza come antagonista piuttosto che santerellina, un po’ come viene mostrato in Carrie, un po’ per le mie esperienze personali, un po’ come ispirazione da altre storie, per esempio da Rachel e Taylor di Animorphs. Nel mio romanzo in modalità lavori in corso ” Discordia “, una donna è la antagonista principale, come anche in ” Esme, rossa e diabolica “. E a differenza di Stephen King, io sono un antifemminista, e del politically correct non me ne frega niente. Tendo spesso a mettermi in correlazione con Stephen King, e posso dirvi che a differenza delle sue storie che attingono quasi sempre dal paranormale e situazioni un po’ troppo cinematografiche, io cercherò il più possibile di restare sul realistico e sul fattibile, anche se nel mio romanzo in formazione “Psychosis”  faccio una eccezione alla regola.

Visualizza immagine di origine Visualizza immagine di origine

I miei personaggi vivono situazioni traumatiche e le conseguenze, come in ” La missione di Dennis ”  dove il protagonista si porta dietro una immagine traumatica che all’ improvviso si materializza, e questa storia prende vaga ispirazione dalle vicende di Captain Spirit di Life is Strange 2. Questo potenziale romanzo, del quale finora è stata realizzata solo la trama, potrebbe essere il corrispettivo di Shining di King, a causa delle atmosfere invernali e della tematica del padre alcolizzato. A dire il vero anche qui ci sarebbe del paranormale, ma potrebbe anche trattarsi di un semplice scherzo del cervello o un temporaneo fenomeno di dissociazione dalla realtà, a fin di bene …

Sarà molto sentita anche la tematica della tentazione, poiché molti miei personaggi vedono emergere il proprio lato oscuro, o vengono manipolati dagli antagonisti allo scopo di cadere in atti di violenza e distruzione, come è il caso di    ” Alleviamo un killer “ , dove un ragazzino viene manipolato a compiere riti di iniziazione che diventano sempre più violenti, da un gruppo di ventenni senza limiti.

Visualizza immagine di origine

  ” Esme, rossa e diabolica “ sarà il corrispettivo di Christine di Stephen King, ma invece di essere ammaliato e posseduto dall’ automobile, il protagonista verrà manipolato e persuaso dalla sua fidanzata.

P. S. se vi devo dire la verità, a volte sospetto che la mia tendenza a vedere nella femmina una antagonista potrebbe derivare da un mio periodo di depressione infantile, e pensieri negativi, cominciati più o meno in concomitanza con il duplice omicidio perpetrato da Erika nel 2001. Avevo undici anni ed era una storia importante all’ epoca. Ho persino inserito una scena che richiama quell’ evento, dopo aver letto esattamente come è avvenuto il fatto ( per mia sfortuna ) in ” La Morte nasce a tredici anni ”   dove l’ antagonista principale lamenta dolore dal morso del bambino che ha pugnalato a morte. Sappiate che quando leggerete quella scena, l’ immagine che voglio evocare è quella del bambino ucciso da Erika e dal suo compagno.

Visualizza immagine di origine Visualizza immagine di origine

” Psychosis ” è invece il corrispettivo di IT di Stephen King, ma senza il clown, rimpiazzato da un serial killer, e con l’ aggiunta di uno ” scienziato pazzo “, un romanzo del quale ho già scritto 12 capitoli, e che sarà ambientato nella mia città, romanzata per l’ occasione. In questo romanzo c’è la tematica della trasformazione dal bene al male, del bullismo, delle indagini su assassinii, un aggancio alla tematica LGBT, esperienze di povertà e famiglie disastrate, la forza dell’ amicizia, una antagonista isterica femminile, e ci saranno molti allacci alla saga degli Animorphs, protagonista della mia infanzia. https://psychosisromanzoonline.wordpress.com/

Copy of Cutting Edge Magazine Cover - Made with PosterMyWall (3)

Ho già in mente la trama di un corrispettivo alla rovescia di ” Misery ” di Stephen King. Il titolo è ” Ghostwriter “  e l’ antagonista è uno scrittore che si accanisce sul suo fan numero 1 per costringerlo a scrivere un manoscritto al posto suo, minacciandolo di ordinare ai suoi ” amici immaginari “, i suoi mostri dell’ orrore che si rivelano reali, di assalirlo, qualora decidesse di rifiutarsi o tentare di fuggire.   

Visualizza immagine di origine

Un vago allaccio a ” La metà oscura ” di Stephen King si trova nel mio racconto breve completato, fra i miei preferiti ” Dark Sosia: due gemelli lontani e un doppelganger sociopatico ”  , un intreccio fra gemelli, con un solo innocente fra un quattro. Con un finale scioccante e memorabile. Che cosa faresti se, una volta giunto nella tua nuova città, dopo un trasferimento, scoprissi che lì vive un tuo sosia sociopatico che crede che tu sia il suo ” gemello violento ” scappato di casa tempo fa? E che cosa penseresti se tu fossi a conoscenza del tuo gemello rapito alla nascita? https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-dark-sosia-due-gemelli-lontani-e-un-doppleganger-sociopatico/

Visualizza immagine di origine

Visualizza immagine di origine

” Discordia ” è un romanzo che sto scrivendo, che è il corrispettivo di Cose Preziose di Stephen King, poiché anche a me piace dirigere storie con decine di personaggi e coinvolgere intere piccole città nelle mie storie. La differenza principale sta nel fatto che l’ antagonista è una donna che viene percepita da ognuno in maniera differente.

Copy of Dark Brushed Metal Background - Made with PosterMyWall (10)

Adesso sto leggendo ” Rose Madder ” che mi ha preso e procede molto bene, e chissà che non ne venga fuori ispirazione per una futura storia.

Una nuova trama che ho realizzato di recente è quella di ” Demoni ” , la storia di un uomo che vive una vita ai margini della vita di comunità, e che racconta ad un ragazzo adolescente che viene coinvolto nella sua vita, di avere la tendenza a uccidere le persone. La sua filosofia di vita è collegata ad un evento traumatico avvenuto nella sua infanzia, che lo ha convinto che ormai tutto è perduto e dentro di lui si annida il male. Sarà la furbizia e la perspicacia del ragazzo a fargli comprendere che ci deve essere una sconvolgente verità nascosta dietro a tutte le sue storie. Che cosa scoprirà? Potrebbe esserci una ” connessione alla rovescia ” con il Miglio Verde di King, anche se ne ho letto solo la trama.

Da giovane le mie storie preferite dei Piccoli Brividi erano quelle dei gemelli malvagi, dei sosia, ma anche quelle ” classiche ” dei campeggi maledetti, per questo ho realizzato un racconto in fase di svolgimento chiamato ” La setta in tenda ” , un campeggio estivo che si rivela invece essere il quartier generale di una setta oscura. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-la-setta-in-tenda-il-campeggio-dei-sadici-incompleto-2017/

Risultato immagine per horror camp

Una vaga connessione a Blaze di King c’è nel mio racconto breve completato ”  Dylan & Alan: un ragazzino e un delinquente in fuga “ , una storia abbastanza soft per i miei standard. Adesso che ci penso, ci potrebbero essere anche vaghi richiami a ” Finders Keepers ” di King, sebbene non lo avevo ancora letto quando ho realizzato Dylan & Alan. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-dylan-alan-un-delinquente-e-un-ragazzino-in-fuga/ 

Siccome il primo libro di Stephen King che ho letto è stato ” The Dome “, avevo realizzato nel 2015 un romanzo in formazione chiamato ” Interferenze ” con una vaga connessione alla Cupola, ma ho deciso di non continuarlo, e trasferire i suoi personaggi in altri racconti e romanzi, poiché hanno sicuramente del potenziale.

Leggendo la trama di ” Desperation ” di King, che non ho ancora letto, trovo correlazioni vaghe con la mia ex saga a episodi – ora romanzo in formazione            ” Entity ”  , nel quale ragazzi da tutto il mondo si ritrovano in una misteriosa città, manipolati da due voci, divisi in fazioni e messi l’ uno contro l’ altro. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-entity-scelti-dalle-voci-2017/

new (6)

” Il buio dietro agli occhi ” è una storia ispirata al racconto ” A volte ritornano ” di Stephen King, con un allaccio ( sorprendentemente, per il terrore che mi ha provocato quel film ) a Funny Games. Narra la storia di un gruppo di studenti che prende in ostaggio la famiglia di un professore che sta indagando su una serie di omicidi. Uno di loro, recentemente coinvolto nella vita di questa famiglia, dovrà decidere da che parte stare. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-il-buio-dietro-gli-occhi-incompleto-2018/

Visualizza immagine di origine

Un vago corrispettivo a ” I bambini del grano ” di King potrebbe trovarsi nel mio romanzo in formazione ” L’ ipnotista “, dove affronto il tema del ” bambino malvagio “, con qualche vago allaccio a ” The Killing of a sacred deer “. Il tema del bambino malvagio la ritroverete se realizzerò la narrazione della mia trama           ” Padre, figlio e oscurità “  , che narra di un bambino posseduto dal male in una specie di Frailty alla rovescia. E anche in ” Allevati a uccidere “ , dove un padre vedovo ha allevato i due figli maschio e femmina alla violenza.

efgrhtjy

Ho anche realizzato un racconto breve che è la versione oscura di ” Stand By Me ” il film del 1986 allacciato a ” Il corpo ” di Stephen King. Nel mio ” La Morte nasce a tredici anni ” , con notevoli allacci ad un poco noto film canadese “The Boys Club “, un gruppo di ragazzini deve affrontare un giovane novello assassino che ha nascosto il corpo di un bambino da lui assassinato. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-la-morte-nasce-a-tredici-anni/

new (36)

Per allacciarmi ad ” Apt Pupil ” di Stephen King, avevo pensato ( e iniziato a scrivere ) ad un racconto ” La vittima e il burattinaio “, nel quale un giovane uomo spinto da una voce misteriosa e da sogni indicatori, a trovare una singola vittima da assassinare si imbatte in un vero serial killer adolescente e si ritrova costretto a fermare la sua catena di violenza, ma non mi piace la direzione che ha preso, e per adesso è in sospeso.

azurecoverminds

Di recente ho anche creato una serie di personaggi per una grande trama intrecciata ” Minds ” , ma probabilmente li riutilizzerò in futuri progetti. Alcuni di loro sono ispirati ai personaggi delle stagioni di Skins. Invece “Indovina chi uccide” si allaccia vagamente e alla rovescia con la serie di 13 Reasons Why, e si tratterò quindi di un thriller scolastico.

 

 





Persino tu, che ti senti così, sei sicuramente pensato/a da qualcuno, là fuori

2 01 2019

Visualizza immagine di origine

Sto affondando dentro i miei pensieri e nessuno se ne accorge. La mia voce sembra perdersi per strada

C’è troppo silenzio, nessuno sa chi sono, la sincerità non basta mai. Rivoglio indietro quel che ho perso

altrimenti so già che passerò la vita a cercare le persone passate in quelle presenti. Il silenzio sta agitando tutto qui dentro.

Chi mi conosce non ha idea dell’ ansia che provo di fronte ai silenzi, l’ insicurezza mi manda in panne il cervello. Mi sveglio la notte e la mia mente desidera compagnia. Dentro di me c’è una creatura irrequieta che gira, gira come una trottola impazzita, e non può parlare, esclama, geme, mormora, è spaesato

e non può parlare, e io non posso fare altro che assistere a queste scene interiori e guardarmi attorno e c’è solo silenzio. Sono io la mia unica compagnia, e non riesco a calmare me stesso.

E tutto questo non si vede, non si nota da fuori, ma c’è, si divincola dentro di me e non può uscire, non chiede aiuto perché non sa chi potrebbe rispondere, perché ho detto le cose in ritardo, i tempi erano sbagliati, e forse quella creatura interiore prima non c’ era. Ma ora c’è e mi implora di uscire e andare a cercare. Sono succube di questa creatura che non si ferma mai

Se pensate che ci possa essere qualcuno che si sente così, aiutatelo/ la, perché nessuno dovrebbe vivere così.

Questi sentimenti non sono mai unici, chiunque può aver vissuto un periodo di questo genere

e io, pur messo in queste condizioni, non posso fare a meno di pensare che là fuori ci possa essere qualcuno che si sente proprio come me.

Io non mi arrenderò mai. Se stai leggendo e ti senti come me, dillo a qualcuno.

Le persone vere sono sempre più rare, ma qualcuno saprà ascoltarti, e ti resterà accanto.

E presto ti sentirai meglio. Quando ho scritto queste parole, prima le ho scritte pensando a me, poi le ho copiate, pensando a te, anche se non so chi sei.

C’è sempre qualcuno nei nostri pensieri privati, che non ha idea di essere nei pensieri di qualcun altro. Persino tu, che ti senti così, sei sicuramente pensato/a da qualcuno. Se sollevate lo sguardo dal cellulare, ve ne renderete conto prima o poi.

 





Analisi di un cortometraggio – Freunde 2001

1 01 2019

     Visualizza immagine di origine

Freunde è un cortometraggio molto coraggioso, intenso, nebuloso, alienante, dai toni psicologici, che deve aver attinto da una fonte reale, perché quanto si può visionare in questo film si può immaginare solo se lo si è realmente vissuto.

                                      SPOILER IMMAGINI IN FONDO ALL’ARTICOLO

Nella prima scena il ragazzo scuro scappa come ne dipendesse la salvezza della sua vita da una minaccia che gli sta alle calcagna. Ha i vestiti e il collo sporco di quello che sembra essere fango e terra. Tiene una torcia in mano e il suo corpo è sotto un notevole sforzo, a giudicare dalle smorfie della sua faccia.

Continua a correre, e poi sembra inciampare.

_______________________

Nella scena successiva vediamo ancora il biondo apparentemente in preda al dolore, a bocca spalancata e occhi premuti, chiusi, mentre il ragazzo scuro preme tutto il suo corpo addosso a lui trattenendolo per il collo. Il ragazzo scuro è un dominante, e quello è un rituale di lotta, come due cuccioli di bestie selvatiche che si allenano a diventare maschi alfa.

_______________________________

A scuola, il ragazzo scuro ad un certo punto, nel bel mezzo della lezione, getta addosso all’ amico la parola – cocksucker – ripetutamente, anche sussurrandoglielo all’ orecchio, con uno sguardo che sembra esprimere disprezzo, sfida, rancore, ma che in realtà significa che vuole persuadere il biondo a fare ciò che il termine significa. Il ragazzo biondo sembra essere a disagio da quel comportamento.

Il ragazzo scuro successivamente gli afferra le braccia e gliele stringe dietro la schiena come se volesse ammanettarlo. Il video mostra la stretta premuta su uno dei polsi. In primo piano. Poi lo costringe a bere un liquido che stanno usando in classe nell’ aula di chimica.

_________________________________________

Dopo vediamo un altro rituale di lotta, e si può notare che per una volta il biondo riesce a prevalere sullo scuro, che reagisce con una smorfia di rabbia, messo di fronte al sorriso spudorato dell’ altro.

Poi, terminato il rituale, finisce tutto in spintoni e risate. Ma lo scuro deve sempre avere la meglio, e l’ ultima parola, e quindi lo atterra di nuovo al terreno, i volti sempre a distanza molto ravvicinata, lo scuro preme le mani contro le orecchie del biondo, che tenta di fargli voltare la faccia e coprirgli la bocca. Lo scuro si arrende, e lascia il biondo con la faccia coperta di terra.

___________________________________________

Dopo, lo scuro si arrampica su un reticolato e chiede una sigaretta all’ amico, che gliela dà. Lo scuro è di poche parole, si esprime con frasi brevissime, e molto vaghe. Il suo sguardo è concentrato sul biondo, che ha sempre qualcosa per cui sorridere.

Ad un certo punto, il biondo lascia lo scuro appeso alla rete per parlare brevemente con altre persone, fra cui c’è una ragazza.

_________________________

Successivamente, i due amici guardano dei filmati alla televisione, una storia d’ amore, un vecchio film, apparentemente. C’è una scena di sesso. Il filmato viene reso in modo da far capire che lo scuro, mentre fuma, sta guardando il maschio del film. Il biondo gli chiede di spegnere la tv. Lo scuro gli chiede se è perché c’è una donna nel video. Il biondo ad un certo punto, visto che la sua richiesta non è soddisfatta, vuole andarsene. Lo scuro non lo perde mai di vista, e lo guarda perplesso.

___________________________________________

In un’ altra scena, i due ragazzi sono in una vasca assieme. Il biondo ha un gran sorriso sul volto. Viene accarezzato ad una guancia, e poi chiude gli occhi. Non si capisce bene perché ha segni di sporcizia in volto. Sarà che si sta pulendo dalla terra?

Nella radura abbandonata dove si svolgono i loro rituali, il biondo tenta di far parlare il suo amico sui suoi genitori, ma lo scuro è sempre evasivo, e si allontana. Lo scuro sembra reagire con divertimento, quasi provocando il biondo, rispondendo in  quel modo, con termini che non hanno apparentemente significato. Sorridono.

Il biondo tentenna e si volta guardando altrove, grattandosi il collo o manipolando il colletto della maglia, e lo scuro osserva con intento il collo dell’ amico. C’è una serie di scambi di sguardi reciproci. Lo scuro decide che devono fare una specie di gara. Devono allontanarsi, andare uno a sinistra e a destra, e contare le gocce di pioggia che cadono. Il biondo scoppia a ridere perché quella conta non ha senso. Però lo fanno lo stesso.

_________________________________

C’è una altra scena nella vasca assieme. Giocano, ridono, e lo scuro si avvicina con il corpo al biondo. Sono a casa di quest’ ultimo, e la madre vuole sapere perché ha chiuso a chiave la porta del bagno. Il biondo risponde che non lo ha fatto di proposito. I ragazzi se ne fregano e continuano a giocare con l’ acqua, con gli sguardi sempre fissati l’ uno verso l’ altro.

_________________________

Il biondo è seduto sul letto a leggere da un quaderno, mentre lo scuro si dondola su una sedia, rivolto verso il muro, masturbandosi. Il biondo gli chiede di smetterla o almeno di chiudere la porta. Lo scuro gli risponde che il pericolo lo eccita. Il biondo gli rammenta che sua madre è davvero pericolosa. Infine lo scuro gli si siede addosso e gli chiede di fare una cosa.

___________________________________

Dopo sono al buio, il biondo tiene una torcia sollevata, cercando di vedere davanti a sé. Lo scuro si accende una sigaretta. Dopo, si mettono ad osservare uno scarabeo nero fra le loro mani, incuriositi. Gli danno un nome, Pauline.

Uno dei loro rituali di lotta si svolge al buio, con la sola luce della torcia agitata dal biondo. Poi, in una luce del giorno che se ne va, lo scuro rincorre il biondo, fino ad afferrarlo e buttarlo a terra.

_______________________________

Nella scena successiva si stanno abbracciando, e il biondo è concentrato sul collo dello scuro, che si toglie la maglia. Non ci sono baci, ma i due continuano a toccarsi come se si stessero avvicinando a quel punto. Dopo, il biondo decide che devono fare sesso. Dopo una certa scena, si mettono a ridere e si abbracciano.

____________________________

Nella scena dopo, il biondo è nella vasca con lo scuro, e sta osservando con sguardo spiritato, e la faccia sporca di qualcosa. Lo scuro è indifferente e quasi annoiato. Si rinchiude in sé stesso, chiudendo gli occhi.

______________________________

Lo scuro, nella radura, chiede al biondo se ha mai fatto l’ amore con una ragazza, e se vorrebbe farlo. Lo scuro ha invitato una ragazza. Lei è confusa, si aspettava di trovare solo lui, e invece c’è il biondo, seduto a osservare. Lo scuro manipola la ragazza, flirtando e avvicinandosi, baciandola e chiedendole se le mancava. Baciandole il collo. Si baciano, e lo scuro cerca di sfilarle la cintura. La ragazza si ribella, e cade a terra.

Lo scuro le urina addosso. Premendole le braccia con i piedi. Lo scuro osserva la reazione del biondo, che non ci sta e si allontana, seguendo la ragazza. Lasciando il suo amico da solo.

____________________________

 

            

 





Racconto breve – Il culto della virtualità

23 12 2018

virtual-reality-2229924_960_720

         Scritto da Matteo

Si consiglia la lettura ad un pubblico ADULTO, e possibilmente non suscettibile 😉 tutti i diritti sono RISERVATI, per una eventuale condivisione chiedere tramite commento a questo articolo 

  IMPORTANTE: ( Un avviso, nel caso un transgender stesse leggendo, questi sono pensieri che mi sono venuti in mente per allacciarmi alla tematica del mio racconto breve sulla realtà virtuale, e non sono affatto da considerarsi come fattibili e legittimi. Questo è un racconto immaginario, e così deve essere considerato da chi legge ) 

Le persone suscettibili potrebbero provare un’ esperienza di alienazione leggendo il mio testo … se vi ritenete molto suscettibili ignorate questo articolo anche se dubito che ci siano persone più suscettibili di quanto lo sono io! Non so se trasmetterò qualcosa attraverso il mio racconto, ma spero di farvi pensare e ragionare in un modo del tutto nuovo e radicale, perchè quello è sempre stato il mio obiettivo!

______________________________________________________

Morire e ritrovarsi in una tuta haptica, ricoperto dalla testa ai piedi. Percepire tutte le sensazioni di perdere il contatto con il proprio corpo e con la realtà che si è sempre conosciuto, e poi essere accolti da un messaggio davanti ai propri occhi, funzionanti: ” Hai terminato una delle tue vite extra nella nostra simulazione virtuale di realtà Terra 2.0. Sei ancora vivo. Sei in grado di accedere di nuovo alle tue memorie originali biologiche, e sei in grado di ricordarti come toglierti la tuta haptica e le apparecchiature che ti hanno permesso di vivere una vera e propria vita virtuale. Guardati allo specchio fornito da Mirrorrevelation. Company e scopri la tua reale identità. Potresti essere sorpreso o scoprire di avere sempre avuto ragione. Scoprirai anche che una vita extra completa ha richiesto solamente 24 ore del tuo tempo virtuale, e quindi il tempo trascorre molto più velocemente su Terra 2.0 Ricordati che aver vissuto questa esperienza virtuale è da considerarsi un privilegio regalatoti dalla nostra azienda. Ci auguriamo che tu voglia ripetere attraverso un altro corpo – avatar. In caso tu sia stato abortito avrai diritto ad un rimborso e ad una vita extra supplementare privilegiata. In caso qualcuno abbia interrotto la tua esperienza virtuale prima del previsto avrai diritto ad un rimborso pari al valore della tua aspettativa di vita come misurata nella tua nazione virtuale di provenienza, e ad una vita extra supplementare privilegiata. Nel caso tu ti sia trovato nel corpo di gender sbagliato ti informiamo che la selezione del corpo avatar è una questione socio economica, e ti preghiamo di informarti per sapere se sei in debito con la nostra azienda. Ora sei libero di vivere la tua vita biologica, ma sappi che ti aspettiamo per una nuova esperienza su Terra 2.0. Arrivederci! “
Era vero. Ero ancora vivo, e ricordavo tutti i particolari su come togliermi la tuta haptica, i guanti haptici, il visore, e tutto il resto dell’ apparecchiatura, compreso il tapis – roulant sul quale mi ” muovevo “, ” camminando ” e tutte le apparecchiature di manipolazione della materia che mi fornivano tutti i vari gadget ogni volta che ne avevo l’ occorrenza. Ed era vero. Pur avendo vissuto una vita pressoché completa, mi trovavo ancora nel corpo dell’ appena ventenne con il quale ho iniziato questa esperienza virtuale. Ma conservavo ancora tutte le memorie della mia vita extra vissuta, anche se sembra tutto un sogno un po’ più impresso del solito. Sono vissuto in Italia, fra il 1990 e il 2095 del calendario di Terra 2.0, ma in realtà sono Dennis, sono nato nel futuro, e ogni vita virtuale vissuta dai miliardi di abitanti del mio pianeta ha richiesto il sacrificio di circa 19 – 24 ore reali. Vivo in una località tropicale, nella versione reale dell’ Australia. E a differenza della mia vita extra, ho un gemello maggiore.
Prima di tutto vorrei parlare della mia esperienza mentale. Perché mi sono guardato allo specchio nella mia stanza fornitomi da Mirrorrevelation. Company, che ha immediatamente scattato una foto e mi ha chiesto il permesso di pubblicarla sul suo sito ufficiale, visitato da coloro che come me si sono guardati allo specchio e ci hanno trovato un’ altra persona. Quindi pressoché il 90% della popolazione umana. Con una certa indifferenza e frustrazione ho dato il permesso.
Una volta raggiunti i 16 – 17 anni nella mia vita extra, posso dire che probabilmente ho avuto esperienza di una sorta di ” body dysphoria “, un termine emerso su Terra 2.0 per una esperienza mentale che qui non esiste. Che ero maschio l’ ho sempre saputo, ma la mia immaginazione era molto attiva, e mi giungevano immagini e scenari, per così dire. Mi è stato spiegato che la nanotecnologia che oscurava la mia percezione sensoriale non funziona sempre in modo ottimale, e spesso permette di far emergere ricordi di una vita diversa da quella ” giocata ” e sensazioni anomale di alienazione. Io sono il contrario di un afantasiaco, sono un superfantasiaco, e facevo fatica a pensare a me stesso come me stesso, dovevo sforzarmi per includermi nei miei pensieri, e forse è stato il risultato della mia generazione di ” cresciuti nei video online “, ma quando io pensavo, pensavo per immagini sia fisse che in movimento, e pensavo attraverso quel che si potrebbe definire, un meme. In più, spesso mi veniva più spontaneo pensare in inglese che in italiano.
Dunque, a 16 e 17 anni erano emerse sensazioni intense in me, un desiderio intenso di essere diverso, mi venivano in mente scenari tropicali, estati assolate e immagini in alta risoluzione di un ragazzo biondo. All’ epoca avevo cominciato a interessarmi ai gemelli, per qualche motivo, forse influenzato dal fatto che all’ epoca guardavo una serie tv di Terra 2.0 con dei gemelli che vivevano in un albergo. Che assieme a me nelle prime settimane di embrione c’ era un gemello mai sviluppato appieno l’ ho scoperto solo nel 2013 anno di Terra 2.0, attraverso una pagina di diario di mia madre. Intendo dire la madre del personaggio che ho interpretato. Ma in un certo senso l’ ho sempre saputo, qualcosa mancava.
Descrivendomi col senno di adesso, all’ epoca, ma senza nessun tipo di esteriorizzazione della questione, mi sentivo come un giovane Michael Jackson, volevo davvero davvero cambiare. E non conoscevo Michael, sì sapevo chi era, ma non sapevo molto al di là del suo nome e della sua fama. Non saprei bene come descrivere quella sensazione disforica, ma guardando un certo tipo di archetipo fisico, mi sentivo ” a casa “, sentivo ” familiarità “. Quella familiarità non è mai andata via. Avevo persino ricordato il mio nome reale, perché il mio nome su Terra 2.0 era un nome Cristiano, un genere di nome che nella mia vita reale non esiste, perché la grandissima percentuale della Storia umana generata su Terra 2.0 è fittizia. Quindi avevo dato un nome a quelle immagini mentali, che facevo in modo di visualizzare nella maniera migliore possibile, e quando giravo da solo in bici, lo sovraimponevo sulla mia immagine, e mi sentivo diverso, sentivo che fare un esercizio mentale di sovraimpressione sul mio corpo mi dava coraggio e fiducia in me stesso.
Dennis in seguito è diventato il mio primo personaggio di un libro, e ovviamente era inclusa la questione dei gemelli che non sanno di essere gemelli, prima ancora di indagare nei diari di mia madre e scoprire che – io – ero, o almeno sarei potuto essere potenzialmente un gemello. Il libro era ambientato in Australia. Quando in seguito trovai in certi film e immagini online, immagini di persone bionde che si avvicinavano in modo sorprendente all’ archetipo che avevo in mente, mi sentivo quasi come se avessi immerso un dito nel futuro e avessi pescato qualcosa. QUASI come. Da allora ho sempre cercato di conoscere e familiarizzare con figure che mi ricordassero questo archetipo. Forse ancora non me ne rendo conto, ma probabilmente cercavo una ” idea percettiva di me stesso ” più che altro. Poi è successo. Due volte ho conosciuto due persone che si avvicinavano a quell’ archetipo, anche se a ben pensarci, solo vagamente, perché non c’ era alcuna somiglianza fra loro e le immagini archetipiche nella mia mente, ma era l’ idea della personalità che volevo cercare. Non posso andare nei dettagli, ma sono state esperienze molto vissute, da una parte la ricerca di un carattere trasgressivo che io non potevo esprimere da solo, dall’ altra parte la ricerca di una personalità dominante e persuasiva alla quale mi sono arreso completamente. Forse è vera la questione delle tracce psicologiche comportamentali che lascia la condivisione di giorni e settimane come embrione con un altro embrione, anche se nel mio caso si tratta di giusto pochissime settimane, ma chissà, forse la ” consapevolezza ancestrale ” e in seguito la ” consapevolezza concreta ” ha influito. Quello che cercavo io era il gemello maggiore. Ho la sensazione che io sarei stato il minore. Ho la sensazione che io NON sarei stato il gemello dominante. Ho persino vissuto due anni di esperienza virtuale alternativa all’ interno di quella che già era alternativa, quella nella quale per due anni mi sono diviso fra due famiglie e ho approfondito l’ amicizia con un vero e proprio secondo fratello, una personalità dominante e impositiva che io cercavo, senza saperlo. E mi sono lasciato inglobare completamente. Lui non corrispondeva all’ archetipo fisico di quelle immagini, ma aveva una personalità che in qualche modo io allacciavo a quella sensazione che avevo provato io. Coraggio, fiducia e trasgressione.
Quella sensazione, con gli anni si è affievolita e tutto è tornato alla normalità, a parte per quelle parentesi in cui mi lasciavo inglobare dalle personalità degli altri … A 27 anni virtuali scrissi un racconto breve, ho riproposto a me stesso queste sensazioni nel mio racconto breve DARK SOSIA: la storia di due sosia che si scoprono per la prima volta, in parallelo con un’ altra coppia di sosia, uno si è autoesiliato e vive da nomade, e l’ altro vive con una madre piena di segreti. I due sosia credono ognuno di essere il gemello dell’ altro poiché sono consapevoli dell’ esistenza passata del gemello, ma si sbagliano. Sono solo simili. E sono avversi l’ uno all’ altro. E’ una specie di metafora per la questione dei gemelli sopravvissuti che prevalgono sull’ altro e crescono e si sviluppano al posto suo. E’ la mia storia breve preferita di mio pugno. E’ veramente opera mia, la sento come mia. Più o meno nello stesso periodo trovai in un cortometraggio online nella zona virtuale chiamata Germania, il nuovo punto di riferimento per richiamare alla mente quella immagine archetipica. Ve lo potrei giurare, guardare quel cortometraggio, fu come tornare veramente a casa propria, in un modo ancora più assoluto che in passato. Quel giovane di un anno in meno di me era l’ incarnazione stessa di quello che sentivo io da adolescente. E’ una sensazione alienante ed estraniante, come non essere più sicuri di appartenere a questo mondo. Ora, qui, nella vita reale, ho scoperto che il mio gemello regredito nell’ utero di mia madre virtuale, è tornato a usufruire dell’ esperienza Terra 2.0, e grazie ai privilegi forniti dall’ azienda, ha potuto ottenere un corpo avatar quasi identico al suo corpo originale e legittimo, e nacque nel 1991 e divenne un attore, e quando la sua esperienza finì, scoprì di essere il mio gemello. L’ esperienza scritta in DARK SOSIA è stata in un certo modo vissuta veramente: Quando ho scoperto i cortometraggi di (…), mi son detto, sconvolto, che Dennis era entrato nella realtà ” reale “, come una sorta di avatar, la mia immaginazione lo ha reso concreto, DENNIS esiste. Ma il suo nome da personaggio era prima DIMI, poi DAVID. Sapete, quelle sensazioni principali, di impatto, che uno ha quando percepisce come se la realtà avesse pescato dalla tua mente e avesse manifestato la realtà proprio come la volevi tu. (…) sembrava come pescato dalla mia immaginazione e incarnato in un vero avatar.
Mi dicevo così: ” Sono davvero colui che risponde alla mia immagine nello specchio? Certe volte si adatta così bene alla mia interiorità. Ma altre volte, a contatto con determinati archetipi ed esperienze, emerge una manifestazione diversa da me, libera da tutte le nevrosi e le peculiarità che fanno me – me -. ” Ma non mi sono fatto coinvolgere troppo, per ovvi motivi. Rimase una sensazione sotterranea, silenziosa, alienante, di non essere quello che sono. Ma ormai mi ero identificato con il mio corpo, anche se raramente includevo me stesso nei miei pensieri ” meme “, mi stavo sforzando. La razionalità troppo – convinta – non mi ha mai convinto. Per determinati periodi l’ ho presa in considerazione e l’ ho fatta mia, ma le domande e i misteri rimanevano gli stessi, e a volte si accumulavano invece di diminuire. La razionalità su Terra 2.0 è percepita da noi che torniamo in noi stessi come un livello di immersione nell’ esperienza recitativa così alto che ci si identifica completamente con la propria identità fittizia e il proprio mondo ingannevole. Fortunatamente, ho potuto scegliere un grado di immersione abbastanza basso da permettermi di ricordare chi ero veramente ad un certo punto, e permettermi di studiare il sistema strutturale della realtà virtuale e andare al di là di tutti dogmi razionalisti, di andare contro corrente, e di essere oltre con i tempi, così oltre che non venni mai veramente compreso. Anche perché per anni sono stato contradditorio, e ho dato ragione ai razionalisti. Ma dentro di me covavo riflessioni che stimolavano la mia immaginazione, persino quando avevo svuotato la realtà di tutte le potenziali bugie, persino allora, permanevano in me sensazioni di non essere nella realtà giusta.
Poche cose erano apparentemente irrazionali e inspiegabili anomalie come lo erano i cosiddetti transgender, un fenomeno che nella vita reale non esiste, e che è emerso unicamente dalle esperienze virtuali di Terra 2.0 … E nessuno ci era arrivato. Nessuno ci era arrivato. Solo io volevo crederci. Tentavo di trovare qualcosa online, qualcuno deve aver fatto la connessione. Hallo? C’è qualcuno a casa in quelle teste di cavolo? ( E non intendo quelle dei transgender, ma dei razionalisti estremi )
Cercavamo gli alieni con i telescopi e i messaggi nello spazio, alieni che non abbiamo mai trovato, e non indagavamo la metafisica dell’ essere transgender. Nessuna filosofia semi gnostica era emersa che li facesse emergere come simboli, nessun guru della tecnologia ci era arrivato. Neppure quando i transgender parlavano della loro sensazione di percepire organi fantasma che non erano nel proprio corpo – avatar. I transgender, le anomalie più evidenti che avevamo a disposizione per arrivare alla verità, eppure nessuno ci ha pensato.
I transgender avevano un grado di immersione nel programma così basso che ricordavano chi erano, si percepivano come costretti a ingannare la gente, si vedevano come attori, e prima di emergere come transgender alcuni ritenevano che tutto il mondo si fosse trovato ad interpretare un ruolo che non gli apparteneva veramente, e che quel fenomeno fosse un apprendimento culturale al quale bisognava adattarsi. Ma come avrebbero potuto i razionalisti riuscire a sondare la verità nascosta? Loro erano i ” pazzi “, paradossalmente, e i transgender erano le persone più ” aware ” sulla Terra ( 2.0, vorrei ricordarvi ) E infatti ognuno di loro aveva ragione, e l’ azienda che permetteva l’ accesso a queste esperienze virtuali si era trovata abbastanza nei pasticci quando erano iniziati ad emergere i primi casi di scandalo. Non sembrava molto etico fornire a queste persone degli avatars di sesso sbagliato. Ma il consumismo non si poteva arrestare, doveva andare avanti, tanto l’ esperienza virtuale sacrificava solo 24 ore e anche di meno. La clausola del rimborso aveva permesso loro di non modificare il sistema. Coloro che sono tornati alla vita reale e si sono opposti al culto diffuso tramite l’ azienda, si sono chiesti come abbiamo fatto a non rendercene conto, a non pensare in maniera diversa, fuori dal quadrato. Come sono stupidi a volte gli umani. Hanno le risposte davanti agli occhi, esposte alla luce del sole, e non le considerano. Non le immaginano neanche.
La nostra Terra ( 2.0 ) e la nostra Storia è nata dalle menti e dalle capacità tecnologiche e letterarie di esperti di tecnologia virtualistica, haptica e nanotecnologica, e da un vero e proprio team di persone dedicate, che nel corso della Storia hanno trasmesso degli imput alla popolazione online, creando quella Storia fittizia tanto cara a chi la vive.
Il giorno della presentazione del progetto il mondo reale cambiò per sempre. C’è stata una conferenza stampa in diretta globale, e ci hanno detto che era stato creato un universo virtuale, creato per risultare quasi del tutto identico al nostro, aveva un passato manipolato tutto da scoprire ed era già allo stadio di evoluzione che permetteva la vita umana, ci hanno detto che avrebbero permesso l’ accesso dell’ ambiente virtuale a delle persone paganti, e che esse sarebbero dovuti partire con l’ unico accesso ad avatar di persone che noi definiremmo ” cavernicoli ” e che avrebbero dovuto piazzare le basi per permettere lo sviluppo di una Storia relativa al mondo e alla civiltà alternativa.
La chicca era che grazie all’ ingerimento di agenti nanotecnologici del tutto innocui, i giocatori avrebbero perso temporaneamente il contatto con la realtà e avrebbero interagito fra di loro come se le loro personalità reali non fossero mai esistite. Ai primissimi giocatori vennero forniti ricordi di un passato relativo al personaggio che in realtà non esisteva. Avevano a disposizione dalle 10 alle 15 ore di tempo reale, ma dentro al gioco ne sarebbero passati qualche decina. Furono seguiti in diretta globale attraverso un canale apposito. La popolazione era incredula ed estasiata. Si vociferava che avevano risolto il problema della mortalità, comprimendo una vita di percezioni intera nella finestra temporale di una decina di ore. Chi tornava alla realtà reale lasciava nel mondo virtuale un corpo vuoto, un avatar spento, e quelli che assistevano alla sua ” morte ” credevano fosse reale.
Gradualmente il mondo virtuale venne aperto al pubblico, ed era stata organizzata una lotteria, e chi riusciva ad essere scelto aveva la possibilità di cominciare una vera e propria vita alternativa, dapprima come embrione, poi come bambino e l’ avatar cresceva e percepiva esattamente come nella realtà. Nessuno poteva rinunciare ad una simile opportunità. Con il passare dell’ evolversi dell’ ambiente e della cultura fittizie, sempre più gente aveva il permesso di partecipare, e gradualmente l’ utilizzo di un avatar di qualità venne associato al proprio status economico. Vennero create delle succursali in altri continenti, che si organizzarono dapprima in modo indipendente, poi vennero fuse alla realtà di base, facendo credere ai popoli di incontrarsi per la prima volta.
L’ esperienza era un po’ diversa, nelle epoche passate. C’ era molta più possibilità di interazione con la ” realtà di Fonte “, per esempio ingerire e fare uso di psichedelici riduceva la funzione offuscante dei neuroni manipolati dalla nanotecnologia e permetteva di parlare con delle ” entità guida ” che venivano chiamati ” Logos “. Vennero organizzate le creazioni delle religioni, attraverso dei profeti con un grado di immersione minimo o assente, silenziosi agenti consapevoli della realtà fittizia. All’ inizio l’ azienda aveva un po’ di apprensione e di paura, a lasciare le persone in balia di corpi che non gli appartenevano, ad un ambiente che non esisteva concretamente. Perché poi tornavano alla realtà, e la funzione di immersione non era sempre perfettamente funzionante, alcuni si svegliavano e venivano percepiti come impazziti, altri invece decidevano di interrompere il gioco.
Gradualmente, coloro che tornavano alla vita reale, venivano seguiti da team di tutori e psicologi addetti, per aiutarli a capire cosa era successo, e riadattarli alla loro vita. Moltissima gente si impegnava successivamente a girare il mondo, e a cercare i loro parenti fittizi online, per riallacciare i contatti con queste persone lontane con le quali inconsapevolmente avevano condiviso intere vite.
Come umanità, ci sentivamo molto più uniti e consapevoli, l’ empatia era diffusa, la vita reale era stata cambiata. Ma il mondo virtuale si sviluppava, cresceva, si evolveva e gradualmente si stava sviluppando una sorta di sovraimpressione su quello reale, era diventato più importante, economicamente e culturalmente prezioso e sacro addirittura, la vita reale era lasciata da parte, sottovalutata, si stava perdendo il significato, si preferiva usufruire di vite extra.
Nella vita virtuale i soli contatti con la vita reale provenivano da brillanti scrittori con le loro opere suggerite da memorie ancestrali e remote, dalla capacità di comprensione del sistema a cui potevano arrivare le grandi menti, alcuni ci arrivavano con la logica, altri ci arrivavano attraverso ricordi improvvisi, come se fino a quel punto fossero stati come ipnotizzati, arrivavano immagini improvvise, sensazioni, un’ intera gamma di fenomeni psicologici e comportamentali che nella realtà reale non esistevano, che si erano sviluppati solo attraverso l’ esperienza di vivere vite fittizie. Disforia, la credenza in vite precedenti, la percezione dei transgender, erano alcuni di questi fenomeni.
E mentre le ore di gioco aumentavano, e raggiungevano le 20 o le 24 ore, gli avatar diventavano sempre più complessi, le vite diventavano sempre più interessanti e profonde, variegate e incredibili, ad un certo punto della Storia, la globalizzazione del sistema Terra 2.0 si era fatta completa. Miliardi di utenti usufruivano di vite extra. E l’ azienda si arricchiva, dominava il mondo reale, monitorava il mondo virtuale e lo diffondeva sui canali appositi alle popolazioni, e si diffondeva quella propaganda che divenne un vero e proprio culto.
La nostra società si divise, alcuni si ribellarono, tornarono indietro, in un passato più semplice e anti tecnologico, altri si spostarono su altri pianeti, sulla Luna, e altri ancora erano ancora troppo poveri e arretrati per partecipare all’ esperienza che contava di più in assoluto. E questi mettevano l’ acceleratore, con un solo obiettivo in mente, andando oltre la volontà della gente. Ad un certo punto alcune società ristrette avevano deciso di imporre l’ uso di Terra 2.0 alle loro popolazioni.
Avevamo a disposizione potenzialità senza precedenti, ma avevamo perso tutti i nostri valori precedenti. Una gran parte di noi si sentiva in colpa per aver permesso senza ribellarsi e senza fermare l’ azienda, di aver manipolato intere generazioni, che si svegliavano portandosi dietro anni di vita vissuta per poi passare il loro tempo reale alla ricerca della vita vissuta e perduta. Perchè pochissimi riuscivano a ottenere tutto dalla vita fittizia e a sfruttare tutte le occasioni.
Speravamo che un giorno quella esperienza virtuale venisse conclusa in qualche modo, che si potesse finalmente tornare a vivere in modo più concreto, perché ad ogni modo, noi morivamo ancora, e non sapevamo cosa ci fosse al di là, e alcuni di noi temevano che anche le nostre vite considerate reali fossero esperienze fittizie, temevamo di doverci accontentare di identità temporanee senza mai trovare le nostre identità di Fonte, di base. L’ azienda prometteva vita senza fine, e poi faceva tornare le persone in una realtà dove si moriva ancora. Certo, era solo un giorno, ma non sembrava corretto. Ma ci siamo organizzati. Abbiamo sviluppato un piano, un progetto che ha un obiettivo. Risvegliare tutti quanti e far sparire Terra 2.0. Perché Terra 1.0 era sufficiente.




Humphrey Bogart e Andrea G. Pinketts

22 12 2018

https://it.wikipedia.org/wiki/Humphrey_Bogart

https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_G._Pinketts





Non possiamo dire che non siamo stati avvertiti

8 10 2018

Ho continuato a parlare di X-Files Reality (XFR) da quando iniziai questo blog, ma negli ultimi tempi? Bene, negli ultimi tempi s’è fatto così egregio sottolineare come X-Files sia la nostra cosiddetta realtà che sta diventando quasi del tutto evidente oltre che inquietante.

Voglio dire, abbiamo appena fatto un tuffo profondo nel mondo di X-Files poche settimane fa e già c’è un intero nuovo lotto di XFR da ordinare.

Ma devo ammettere che era molto più divertente quando tutti pensavamo che X-Files fosse fantascienza. Soprattutto tutta quella roba sulle api armate progettate per diffondere virus modificati geneticamente, come il vaiolo.

25 anni dopo X-Files è ancora il più rilevante spettacolo politico. Scordatevi “The west wing” o “The wire”, la migliore educazione politica proviene da Mulder e Scully.

Ora, prima che entriamo in questo particolare horror show, dovrei mettere una parola buona per questo pezzo tratto da Inverse, da cui mi sento ancora un po’ interdetto. Non dal pezzo in sé, badate bene, ma perché un sito aziendale mainstream come questo pubblicherebbe un pezzo che parla di cose come la seguente?

Grazie alla piccola parte che ha avuto questa assistenza militare, uno dei batteri usati, Serratia marcescens, s’è evoluto da una relativa non-patogenicità a causare significativamente infezioni da trattare a livello ospedaliero (e talvolta mortali) e a essere sempre di più resistente agli antibiotici.

Immagino sia stata una svista. Spero che nessuno se ne sia accorto e che l’autore sia stato spedito via di soppiatto.

I militari USA potrebbero avere modificato insetti per farli diventare armi, dicono alcuni ricercatori. Negli ambienti militari USA vengono modificati insetti per farli diventare armi da guerra? Tale è la questione posata da un gruppo di scienziati e avvocati che hanno osservato da vicino un programma supportato da DARPA (agenzia per progetti di ricerca avanzati), in un articolo della prestigiosa pubblicazione Science.

Nel loro studio “ricerche in agricoltura, o un nuovo sistema di armi biologiche?”, gli scienziati spiegano che il programma DARPA chiamato “Insect allies” appare – in superficie – come un’esplorazione di vie per introdurre modifiche genetiche nei cereali direttamente nei campi, disperdendo virus geneticamente modificati che sono stati ingegnerizzati per lavorare sui cromosomi dei cereali tramite gli insetti.

Parlando di esplosioni dal passato, The Daily Grail sembra che si sta preparando a chiudere i battenti, ma posta ancora alcuni articoli interessanti ogni tanto. Uno dei titoli più recenti attirò la mia attenzione perché le “lede” – le api armate che introducevano virus geneticamente modificati nelle colture alimentari – sono tratte direttamente da X-Files .
Naturalmente, vi avverto che qui stiamo parlando di DARPA, che una volta ho descritto come un paio di nerd con un fax e un abbonamento a The Uncanny X-Men .

Avendo seguito per più di 30 anni questo nocciolato gruppo di geek , ho visto un sacco di grandi idee uscire da DARPA. Ma in realtà non é poi uscito granché, almeno per quanto riguarda le applicazioni sul campo. Il che, in fin dei conti, è probabilmente una buona cosa.

C’è una nuova cricca ai posti di comando? DARPA è diventata un X-Files invece di un X-Men? Il tempo ce lo dirà.

Per sviluppare tali contromisure, i team di Insect allies stanno sviluppando un nautrale ed efficente sistema di trasferimento in due passaggi per trasferire geni modificati alle piante: gli insetti vettori e i virus delle piante da loro trasmessi. Le tre aree tecniche del programma – manipolazione virale, ottimizzazione degli insetti vettori e la terapia genica selettiva nelle piante mature – si legano assieme verso l’obiettivo di modificare rapidamente le piante senza il bisogno di infrastrutture ingombranti. Fin dall’inizio del programma, il team di Insect allies, con esperienza in biologia sintetica e molecolare, ha dimostrato tecniche di rottura che stanno provvedendo una conoscenza fondativa sulla modifica dei geni del virus delle piante e la biologia vettoriale delle malattie su cui il programma verrà costruito.

L’attuale comunicato stampa DARPA per “Insect Allies” avvolge tutti questi bei trucchetti in un ammucchiante aiuto gergale (lingua biforcuta) ma se le batterie del tuo rilevatore di cazzate sono completamente cariche vedrai che ciò di cui stanno parlando casca a fagiolo con il riassunto a cui provvede Il Daily Grail.

Il Pentagono intende creare un’esercito di insetti per “proteggere i cereali”. I critici hanno timore che potrebbe diventare un’arma biologica.
Il Pentagono sta studiando come far sì che plotoni di insetti combattano le malattie dei cereali durante le emergenze agricole.
Il baco trasporterebbe virus geneticamente modificati che si potrebbero impiegare rapidamente se cereali critici quali mais o grano diventassero vulnerabili alla siccità, alla ruggine naturale o a un attacco improvviso con bio armi.

Science Alert ci mostra il tutto in modo un po ‘diverso ma i fatti di fondo rimangono gli stessi: api geneticamente ingegnerizzate, virus geneticamente modificati, colture geneticamente modificate.
Pensavate mica che la Monsanto e le loro colture OGM fossero roba malefica? Ho la sensazione che quello che sta arrivando, in confronto a ciò la multinazionale Monsanto sembrerà formata da un gruppo di umanisti dal cuore tenero.
Però devo dire che ho riso ad alta voce davanti a quel sottotitolo, “I critici temono che potrebbe diventare un’arma biologica”. Il vecchio “Inventore della bomba al virus ebola si preoccupa che potrebbe essere usata per nuocere le persone” di routine.

L’erba killer più popolare al mondo collegata al declino delle api del miele.

Parlando di Monsanto, assomiglia al glifosfato (noto anche come “Roundup”), non uccide più solo esseri umani, ma uccide anche le api. Dov’è Michael Clayton quando hai bisogno di lui?

Forse il Roundup uccide solo le api che non sono state modificate geneticamente per impollinare colture alimentari con virus modificati. Una specie di smistamento che libera la strada per le api modello CRISPR.

Però che tipo di virus geneticamente modificati potrebbero essere pronte a diffondere queste nuove super api? Bene, quali erano le api destinate a diffondersi in The X-Files?

Cioé cosa? Mica la varicella? Oh, guardate un po’ …

I microbiologi sono improvvisamente molto, molto preoccupati per il vaiolo sintetico.
Dovreste pubblicare uno studio che descriva come riportare il vaiolo dentro un laboratorio?
Ai primi di quest’anno, degli scienziati hanno pubblicato uno studio che descrive come mettere assieme dei segmenti di DNA allo scopo di riportare in auge un virus del vaiolo equino, precedentemente eradicato.

… si trattava di vaiolo sintetico. Che alcuni stronzi in realtà hanno solo ingegnerizzato geneticamente in un laboratorio. Come in X-Files …

Eccezionale. È semplicemente fantastico. Adoro la scienza, cazzo.

Due giornali hanno respinto lo studio dopo che essere stato pubblicato da PLOS One, un giornale peer-reviewed ad accesso libero.
Secondo i suoi critici lo studio non solo dimostra che voi potete sintetizzare un agente patogeno mortale ma, come Science riporta, non solo sono previste spese di laboratorio di 100.000 $ ma anche una panoramica completa e dettagliata su come farlo.
Alcuni colleghi sono ancora piuttosto contrariati di ciò. L’allegato di PLOS One, PLOS Pathogens, ha appena pubblicato tre testi in cui vengono riportate le opinioni a proposito dell’intera faccenda, così come la confutazione da parte di professori del Canada.
Complessivamente, tutto in maniera alquanto felpata. Ma potete comunque cogliere il fatto che i microbiologi sono molto, molto preoccupati che qualcuno rimetta in auge il vaiolo.

Quindi questi lunatici non solo sintetizzano una roba contagiosa e letale, ma si mettono a pubblicare una guida su “come fare” in quella che è essenzialmente la versione “rivista scientifica” di una “vanity press”. Bene!!!

Vi dirò che tutti questi accademici e professori potrebbero lavorare dalla mattina alla sera per mettere al bando la libertà di parola di chiunque sia un micrometro alla destra di Pol Pot, ma sono certo che diventerebbero assolutisti del Primo Emendamento se si trattasse della loro libertà di pubblicare un libro di cucina anarchico per le groupie delle Twelve Monkeys.

Voglio dire, dovete proprio amare un casino “lascienza”.

Forse tutta questa teoria sul Paradosso di Fermi che sostiene come le civiltà aliene necessariamente si distruggono quando raggiungono un certo livello di avanzamento scientifico non è poi così fuori dal seminato.

“Contagio neanderthaliano”: ‘come impronte dai dinosauri da lungo estinti”: gli umani furono infettati da virus alieni.

Parlando di parola-voodoo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), The Daily Galaxy (noto da queste parti come The Daily Bonghit) sta paragonando i contagi dei Neanderthal a “virus alieni”. Il che è piuttosto stupido, dal momento che non ho mai sentito in vita mia il termine “alieno” applicato ai Neanderthal.

Naturalmente, visto che molta gente non legge mai il testo allegato a questi titoli, l’espressione “virus alieni” verrà impressa nella mente inconscia.

“Gli alieni possono essere già venuti sulla Terra prima dell’evoluzione umana” dichiara uno scienziato”.
Delle specie extraterrestri potrebbero essere atterrate sulla Terra molto prima che gli umani si evolvessero, uno scienziato ha affermato.
Il professor Jason Wright crede che degli alieni “tecnologici” possono avere vagato tra diversi pianeti del nostro sistema solare, incluso l’antico pianeta Terra.

“Specie tecnologiche indigene precedenti”. Pensateci un momento. “precedenti” e “Indigene” sembrano parole codificate per lasciare l’impressione inconscia che questa razza aliena si originaria di qui e, anzi, sia stata già qui prima di noi. Significa che quando essi “tornano”, hanno il diritto di cancellarci e / o sostituirci tramite ibridazione.

Dopo tutto, sono loro gli “indigeni”.

CASSANDRA SPENDER: Ti avevo detto che gli alieni erano qui per fare del bene e mi avevano scelta come oracolo per diffondere la parola. Solo ora però so come mai gli alieni sono qui e non è nulla di buono.

MULDER: Dunque sono qui per cosa?

CASSANDRA SPENDER: Per spazzarci via dal pianeta.

“L’umanità discende dagli aleni? Degli scienziati trovano prove che la vita sulla Terra proviene dallo spazio”
Le “pietre di costruzione” della vita sono arrivate sulla Terra dopo essere state portate qui dallo spazio, affermano degli scienziati.
Un nuovo studio ha scoperto che la chimica alla base dell’evoluzione di ogni organismo vivente sul nostro pianeta sono state trasportate qui da comete o da meteoriti.
Peccato però che non ci siano chiare evidenze che l’umanità discenda dagli alieni, sebbene non ci siano nemmeno evidenze del contrario.
I ricercatori suggeriscono due tipi di sostanze chimiche chiamate acidi fosfatici e difosforici, i quali si formano nel vuoto dello spazio.

Abbiamo qui una nuova variante della “panspermia” (gioco di parole linguistico diabolicamente intelligente: “Pan’s Sperm”, “sperma di Pan“). E notate anche come”fosfati” sia così pericolosamente simile a “glifosfati”, non pensate?

Ora, voi mi conoscete: io mi occupo di questo tipo di attività “out of space”.

E ora mi domando se questi argomenti qui vengono ora modellati attraverso la programmazione neuro-linguistica? È molto importante prendere nota dell’uso specifico del linguaggio di fronte ad articoli come questi perché potete scommettere sul vostro ultimo bitcoin che ci sono tutti i tipi di professionisti molto pagati che infiocchettano tutti questi documenti e comunicati stampa per il massimo impatto desiderato.

Nuova teoria: l’origine spaziale aliena del progetto biologico dei dinosauri. E gatti. E umani. E ogni altra cosa.
Test della fosfina suggeriscono uno sviluppo del DNA e RNA.
Le molecole essenziali per la vita sulla terra possono essere state portate sulla nostra madre Terra da meteoriti e comete, secondo i risultati degli esperimenti.

Vediamo come la parola scientifica per “fosfato” è riscritta in una maniera esotica e vagamente “alla Star Trek”: “fosfina”. Ma ricordiamo che i fosfati e le fosfine sono derivati del fosforo, che è anche il nome della stella del mattino. Colui che, a seconda della vostra particolare ideologia potrebbe essere Cristo, Venere o Lucifero. Forse tutti e tre, chi lo sa?

Il punto è: i fosfati e i fosfini sono davvero e veramente le cose più importanti per l’argomento “panspermia”?

Oppure, se al riguardo volete essere sincro-linguisti, “Lucifero è il vero frutto dello sperma di Pan”?

Che cosa ha detto una volta Ol ‘Smellybeard? Gli incantesimi sono l’ortografia e i grimori sono la grammatica? Qualcosa del genere. Quale amabile moccioso

“DNA alieno potrebbe ‘essere ricreato’ sulla Terra”.
In Utah si potrà essere in grado di ri-creare forme di vita aliene e “stampare” degli organismi usando l’equivalente biologico di una stampante 3D, ha predetto un pioniere della ricerca sul DNA.
Il dr. Craig Venter, che ha collaborato alla mappatura del genoma umano, ha creato la prima forma sintetica di vita al mondo, usando la chimica e inserendo del DNA dentro una cellula batterica.

Ed ecco il mio preferito in assoluto: un piano per inviare sonde robotiche nelle zone più remote dello spazio in modo da poter “ritrarre” il DNA alieno per il ri-sequenziamento e la stampa 3D. Voglio dire, mettendo da parte tutte le possibilità di Andromeda Strain , come può essere una buona idea ricostruire i microbi alieni qui sulla Terra?

Ecco, pensateci, forse qui sto proprio parlando delle possibilità di Andromeda Strain.

Ma quale possibile garanzia potremmo avere che le nostre salvaguardie per controllare i microbi terrestri funzionerebbero su quelli alieni? Che succede se non rispondono a disinfettanti o a camere bianche o a tute antisommossa?

[…] Ha scritto: “Non è lontano il giorno quando saremo in grado di inviare una sequenza genomica roboticamente controllata fino agli altri pianeti per la lettura della sequenza DNA di ogni vita di microbo alieno.
Se saremo in grado di…flasharli indietro sulla Terra saremo in grado di ricostruire i loro genomi.
“La versione sintetica del genoma marziano potrebbe quindi essere usata per ricreare sulla Terra la vita marziana”.
Nel 2010 il dr Venter e il suo team svilupparono un nuovo cromosoma da DNA artificiale in un test, trasferendolo in una cellula vuota dove si moltiplicò – la definizione di un essere vivente.
Il multimilionario pioniere della genetica ha paragonato il suo lavoro con il mondo dei computer del tempo, definendo come software il DNA artificiale.

Ed ora, apposta per voi, una roba da capogiro: “E se qualcun altro là fuori stesse adesso facendo la stessa cosa?” Che vuol dire “flashare” il segnale alieno da chissà dove a qui da noi.
Ricordate questa scena? Certo, si tratta di un tipo di trattamento molto hollywoodiano dello stesso concetto, ma  cosa succederebbe se qualcosa di simile stesse accadendo davvero mentre ora qui stiamo parlando? Pensandolo come esperimento mentale.

Mentre state facendo funzionare le rotelle, ecco un piccolo accurato grafico simile a certi altri visti in precedenza. Ora, pensate a tutta questa tecnologia esagerata e folle che abbiamo ai nostri tempi: l’intera industria dei computer e tutto il resto, i computer quantistici e le intelligenze artificiali oltre ai sequenziatori di geni e le stampanti 3D.
Ma volete sentire una nozione veramente pazzesca da me ricevuta solo l’altro giorno?Funziona così: senza tutta questa nuova tecnologia – il cielo stesso sembrava cadere giù dopo una strana sequenza di eventi, una vigilia dell’estate del 1947, presumibilmente– un’ipotetica razza aliena non sarebbe mai stata in grado di “teletrasportare” i loro i genomi attraverso i confini dello spazio e così caricano il tutto nel nostro “dandy wave” a portata di mano e così creano corpi ibridi per se stessi usando il nostro plasma sanguigno, le cellule staminali embrionali e così via e così via.

Cioé, assumendo che una razza aliena voglia realmente ciò.

“I raggi cosmici potrebbero essere connessi ai fulmini terrestri”
Tutti i fulmini sulla Terra potrebbero avere la loro origine nello spazio, suggeriscono nuove ricerche.

E vi viene in mente tutta quella roba riguardante i raggi cosmici e le supernove e le gocce di rugiada perlacea che si alzano ecc?

“COSA SUCCEDE SULLA TERRA! Misteriosi RAGGI COSMICI che eruttano dall’Antartide potrebbero DARE UNO SCOSSONE ALLE LEGGI DELLA FISICA”. STRANI raggi cosmici osservati in Antartide potrebbero essere composti da un tipo di particella mai viste prima che sfiderebbero le leggi della fisica”: così dicono certi scienziati.

E poi, naturalmente, ci sono i raggi cosmici che escono dall’Antartide e vengono scoperti al largo della Terra di Victoria Land, da tutte le parti: non potrebbero certo essere una specie di luce di faro, no? Dei neutrini si sparano dritti dal centro della Terra andando contro alle leggi della fisica? Viviamo strani giorni.

La clonazione umana di massa può essere più vicina di quanto pensiamo.

Si noti l’espressione qualificativa “di massa”. Credo che sia a causa della clonazione umana artigianale già in atto da qualche tempo.

Ma che dire della clonazione inumana di massa? O clonazione ibrida di massa? Stranamente questo l’articolo non lo aggiunge.

Il divieto alla clonazione umana è stupido – la Brexit è l’ultima chanche perché il Regno Unito se ne sbarazzi.

Avete letto? Vietare la clonazione umana è stupido, “é stupido!”, si strugge l’hillybilly. Solo le persone stupide sono contrarie.

Coosa, sei stupido? Va bene allora. Chiudi il cazzo e smettila di essere contro la clonazione umana. Sappiamo dove abiti!

“I cloni umani sono reali? Una star della musica dice di essere un clone di seconda generazione”
Il fatto: recentemente, un rapper famoso chiamato Lil Buu dichiara di essere un clone che è stato clonato da un’azienda chiamata Clonaid.
La cosa ha innescato un dibattito ma il fatto rimane, la clonazione umana è stato un argomento controverso per anni e potrebbe essere già stata compiuta.

I cloni umani sono reali? Non lo so. L’acqua è bagnata? Il cielo è blu? L’attuale Papa è un falso profeta?

Non posso parlare per conto di questa particolare celebrità (cerco di non parlare mai per conto di persone che si chiamano cose come “Lil Buu”) ma ho visto abbastanza prove per soddisfare ogni incertezza che potrei avere al riguardo.

SAMANTHA MULDER: La comunità [di cloni], per cause di forza maggiore, è dispersa. Ci sono cloni identici ai miei genitori che vivono praticamente in ogni parte del paese.

MULDER: Cosa stanno cercando di realizzare?

SAMANTHA MULDER: È convinto che la nostra amministrazione del pianeta sia stata abbandonata e che, automaticamente, un giorno diventeranno gli eredi naturali.

MULDER: Tutti i cloni hanno lavorato nelle cliniche per aborti, perché?

SAMANTHA MULDER: Per accedere ai tessuti fetali. Sebbene le biologie siano incompatibili, hanno finalmente trovato un modo per combinare il DNA umano con il DNA alieno.

Video di Planned Parenthood: perché usano tessuti da feti abortiti?

Ciò è interessante: ricordo quando l’intera questione delle cellule staminali divenne un argomento di divisione anche se alla fine un compromesso fu raggiunto e i ricercatori (almeno negli USA) concordarono di non usare cellule staminali embrionali da feti abortiti. Ma a quanto pare quel piccolo divieto è caduto sul ciglio della strada.

O è mica ancora sul posto ma viene semplicemente ignorato? Mi confondo facilmente.

Però mi domando sul serio che cosa stia conducendo il dibattito sull’aborto, soprattutto in questi giorni in cui si parla di contraccettivi altamente efficienti e crolli di natalità. Sono sicuro che molti di voi là fuori avranno le proprie opinioni politiche al riguardo e vi ringrazio fin d’ora per esservi astenuti dall’esporle nello spazio commenti, ma tutto ciò mi colpisce come una cosa davvero bizzarra, specialmente alla luce delle cose che si sono dette.

Eppure proprio come abbiamo visto nell’episodio”Colony”, il tessuto fetale sarebbe probabilmente la soluzione migliore quando si tratta di ibridizzare il DNA umano e qualcosa, sapete, d’ altro. Se potessimo discutere di questo aspetto scientifico della questione senza impelagarci nella politica, sarebbe molto bello. Secondo me almeno, eh.

“Per la prima volta alcuni scienziati hanno tratto cellule uovo umane dal sangue umano”
Si tratta del primo passo verso la produzione di massa di ovuli umani usando tessuti (anche sanguigni) di altre persone.

Il motivo per cui lo chiedo è perché vedo scienziati in grado di produrre uova e sperma da dingleberry e toe-cheese [roba terribilmente schifosa che mi rifiuto di tradurre] (o qualsiasi altra cosa) al giorno d’oggi, quindi cosa impedisce loro di creare pseudo-feti fuori dal grembo materno?

Ma come ho detto, forse quelle cellule staminali vengono utilizzate per progetti più specializzati, se sapete cosa intendo (cough – “Erlenmeyer Flask” – cough).

Ci risiamo.

“Micro-robottini ispirati agli spermatozoi nuoteranno nel vostro corpo inoculando farmaci”.

Ad ogni modo, c’è questa idea – assolutamente terrificante – dei nanobot ispirati nientemeno che allo sperma.

Di nuovo lo sperma. È lo sperma di Pan? Sono sicuro che ne ha lasciato abbastanza per lavorarci su. Controllate il pene del capro.

Naturalmente, quell’idea non funzionò tanto bene nella serie di X-Files. Almeno per Skinner. Piuttosto bene invece per Alex Krycek. Ecco, almeno fino a quando Skinner non s’è fatto saltare le cervella (e non in un bel modo).

Parlando di panspermia, ho menzionato la mia teoria secondo cui Skinner è gay e che il suo rapporto con il (bisessuale) Krycek era tutta una specie di elaborata metafora-allegoria BDSM?

Tornate indietro e guardate di nuovo tutto. Vedrete cosa intendo. So che siete persone intelligenti.

“Quando dozzine di gls della guerra in Corea affermarono che un UFO li fece cadere ammalati.
Esistono teorie che vanno da raggi sovietici della morte altamente tecnologici agli studi extraterrestri sui combattimenti umani allo stress che induce allucinazioni.

In qualche modo, questa vicenda su History Channel ha attirato la mia attenzione. Mi chiedo se è qui che TXF ha avuto l’idea di questo scambio di battute nell’episodio “EBE”:

MULDER: Cosa sapete della sindrome della Guerra del Golfo?

LANGLY: Agente orange degli anni novanta.

BYERS: Proiettili d’artiglieria rivestiti di uranio impoverito.

MULDER: Avete mai sentito parlare di aerei classificati durante la guerra nel Golfo Persico?

BYERS: Perché dovreste esporre un aereo segreto ad una forza aerea che corre in Iran ogni volta che voi saltate in aria?

MULDER: Che mi dici delle attività UFO in quel periodo?

LANGLY: Sì, gli UFO hanno causato la Sindrome della Guerra del Golfo, è una buona cosa.

BYERS: Ecco perché ci piaci, Mulder, le tue idee sono più strane delle nostre.

“US Air Force: non preoccupatevi domenica di quelle strane bizzarre luci e delle esplosioni, è solo una nave spaziale”.

E poi c’è questo piccolo oggetto, che lega qualsiasi numero di trame di X-Files fino all’episodio “Gola Profonda”.

È divertente, ho avuto uno scambio qualche tempo fa con qualcuno che è … beh, diciamo molto profondamente connesso. Abbiamo avuto modo di parlare di The X-Files e ha detto che gli è piaciuto lo spettacolo ma solamente gli episodi di mitologia,  solo perché erano “roba da saggistica”.

Questo è il motivo per cui penso sia lecito supporre che se qualcuno a Hollywood è stato “letto”, quel qualcuno è Chris Carter.

Ce n’è di cui parlare se si apre il dibattito e a volte mi chiedo se non lo abbia fatto un po’ andare via di testa, il Carter. La sua scrittura cominciò a girare un po ‘di lato una volta che tutti gli affari con i cloni e gli ibridi furono davvero spazzati via.

Forse Carter era troppo oberato di lavoro, forse era troppo schmokedy-schmoke, ma comunque la tempistica è di certo un poco curiosa.

E si noti che da quel punto in poi le sue cose indipendenti hanno cominciato a diventare molto, molto strane, a cominciare da “The Post-Modern Prometheus”, che riguarda – ricordate ora – la transgenica e le modifiche geniche.

https://secretsun.blogspot.com/2018/10/we-cant-say-we-werent-warned.html