Che Guevara e i due Cesare Battisti

14 01 2019

Patria o morte!

(Cesare Battisti e Che Guevara)

 

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Due giorni dopo l’esplosione avvenuta a Parigi, è stato catturato in Bolivia lo scrittore e politico Cesare Battisti, latitante da trentotto anni per vicende criminali-terroristiche, legate all’ambiente dell’estrema sinistra extra parlamentare, di cui fu responsabile ai tempi della sua giovinezza: la latitanza di Cesare Battisti fuori dai confini italiani si è svolta tra l’Europa (Parigi, appunto, terra d’esilio di altri estremisti politici della stessa epoca) e il Sudamerica.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Battisti_(1954)#L’arresto_in_Bolivia_e_l’estradizione_del_2019

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Quello stesso Sudamerica che, più di cinquant’anni fa, vide la latitanza di un altro protagonista della lotta politica, da molti ancora oggi visto come un “estremista rivoluzionario”: Ernesto “Che” Guevara, catturato in Bolivia l’8 ottobre 1967 (per poi essere ucciso in un’esecuzione il giorno successivo)…

https://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara#Cattura_e_uccisione

Ci possono essere coloro che si spingono a paragonare la vicenda di Cesare Battisti con quella di Che Guevara di cinquant’anni prima  ma, com’è facilmente prevedibile, sono dileggiati e ridicolizzati, anche se poco più di quindici anni, la rivista on line Carmilla organizzò una raccolta di firme di stima e solidarietà a Cesare Battisti a cui parteciparono molti giovani intellettuali di sinistra e hanno espresso parole di comprensione e solidarietà per lui persino un certo numero di personalità della cultura francese e sudamericana, parole spesso accompagnate dalle loro firme.

Vediamo quindi come Cesare Battisti sia un personaggio ambiguo, che divide: o lo si considera un perseguitato politico o un latitante che deve fare i conti con la giustizia dopo averla tanto sfuggita, è uno che spacca l’opinione pubblica, molto meno di Che Guevara, anche se…

…c’è da dire che, fino alla sua esecuzione, pure lo stesso Guevara era un personaggio che o lo si amava o lo si odiava, non lasciava indifferenti: non penso infatti che, all’epoca, quel guerrigliero fosse considerato innocuo un po’ come lo si considera oggi, con la sua effigie stra-conosciuta divenuta quasi un’immagine per uso commerciale come la Gioconda di Leonardo. Solo la morte di Guevara e il tempo trascorso ha livellato il giudizio dell’opinione pubblica nei suoi confronti: giudizio che oggi è molto difficilmente negativo così come, per una buona metà della popolazione, lo era invece negli anni sessanta, nel pieno delle scorribande guerrigliere per “liberare i popoli dell’America Latina sotto il giogo dell’oppressione”.

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Così come è molto difficilmente negativo – anzi c’è un coro unanime di elogio e stima nei suoi confronti ed è considerato un eroe nazionale – il giudizio verso un altro Cesare Battisti (anzi, il primo Battisti, l’altro è il Cesare Battisti di oggi): il professore e deputato socialista, di Trento quando Trento era ancora sotto l’Austria, il quale, poco dopo lo scoppio della Grande Guerra nel 1914, fuggì in Italia per arruolarsi come alpino tra le forze armate che combattevano l’Impero austro-ungarico  – quello di cui Battisti faceva parte, ne era cittadino e anche deputato al parlamento – per far sì che Trento e Trieste (terre cosiddette “irredente”) tornassero a essere italiane.

Di certo, anche il primo Cesare Battisti era considerato un pericoloso estremista politico, un traditore e terrorista latitante da stanare e acciuffare però, ovviamente, non erano gli italiani a considerarlo tale ma gli austriaci (per cui avevano anche spiccato un mandato di cattura per fallimento monetario e lo consideravano un “bancarottiere”).

Nel 1916, mentre combatteva come alpino, venne catturato da una brigata di suoi ex concittadini in divisa militare austro-ungarica e tradotto al tribunale militare che ne decretò la condanna a morte tramite impiccagione e non fucilazione come Battisti aveva richiesto.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Battisti#La_cattura

Il primo Cesare Battisti fu catturato in Trentino l’11 luglio 1916 e venne ucciso dal boia il giorno seguente, 12 luglio.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/4/44/Cesare_Battisti_morto.jpg

Una cinquantina di anni dopo, Ernesto “Che” Guevara fu catturato in Bolivia l’8 ottobre 1967 e ucciso dal boia il giorno seguente, 9 ottobre.

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A circa cinquant’anni dalla cattura e morte del Che e a poco più di cento dalla cattura e morte del primo Cesare Battisti, ecco che il 13 gennaio, dopo lunga latitanza, viene catturato in Bolivia il secondo Cesare Battisti e un po’ di gente in questi anni ha associato mentalmente il secondo Battisti al Che, entrambi latitanti sudamericani, definendoli o entrambi eroi o entrambi farabutti (termine che gli austriaci avrebbero utilizzato anche per il primo Battisti, mentre gli italiani l’avrebbero definito, e lo definiscono, eroe).

https://www.liberoquotidiano.it/news/editoriali/13263396/sono-tutti-inchinati-a-che-guevara-celebre-farabutto-l-editoriale-di-vittorio-feltri.html

Oggi siamo in piena epoca di farsa e confusione mediatica oltre che di anti-storicità (per quanto la Storia tuttora ci perseguiti e condizioni) e perciò la vicenda del secondo Cesare Battisti ci appare tutt’altro che mitopoietica (= generatrice di miti) e quasi cristica, come invece le prime due vicende a cui quest’ultima ci sembra misteriosamente legata anche se ovviamente solo a livello archetipico-simbolico.

E così la storia non si ripete completamente per la terza volta e oggi il secondo Cesare Battisti non è stato giustiziato ma farà solo l’ergastolo perché, per fortuna, nel nostro ordinamento penale l’esecuzione non è più prevista e, altrettanto per fortuna, non siamo in legge marziale.

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http://www.opinione-pubblica.com/bolivia-decollato-laereo-che-portera-in-italia-cesare-battisti/

Quello degli “anni di piombo” è un periodo complesso e ancora troppo pieno di ombre per poter essere trattato in maniera sintetica. Alle azioni genuinamente rivoluzionarie e alle lotte del movimento operaio italiano e dei gruppi giovanili sia di sinistra che di destra, si sono spesso mescolate ed affiancate condotte delinquenziali ed operazioni dei servizi segreti nazionali e stranieri che hanno affogato nel sangue decine di vite, stabilizzando gli assetti di potere politici, affaristici e criminali.

Cesare Battisti è una delle tante figure opache, a metà tra la criminalità e la lotta armata, che hanno attraversato quella stagione, lasciandosi dietro una scia di morte, di odio ma anche di misteri.

Qualche considerazione su chi si è azzardato anche solo a tentare di fare un accostamento assolutamente ridicolo ed improponibile. La distanza tra La Higuera e Santa Cruz è ben più ampia dei 150 km in linea d’aria che le separano. Tra il 1967 e il 2019 esiste un abisso. E fare paragoni tra Che Guevara e Cesare Battisti, vuol dire non essere semplicemente somari ma cretini fosforescenti con qualche lampo di imbecillità (ci scusiamo con Marinetti per tale prelievo forzoso). Se le alture della Bolivia rendono faticoso il respiro, i fanatismi fanno diventare claudicante e miope la memoria.

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