Un’esempio di singolarità: il buco nero

26 03 2017

Penso che il qui presente post possa aiutare a farsi un’idea di ciò che si intende per SINGOLARITA’, un termine piuttosto usato in questo blog. Di solito da noi impiegato per indicare una singolarità nel tempo storico o nello sviluppo tecnologico, in questo caso parliamo di una singolarità nel tessuto spaziotemporale dell’universo.

Stiamo parlando di uno dei più straordinari e inquietanti oggetti cosmici: Il BUCO NERO, ovvero quando il rapporto tra densità della materia e dimensioni di un corpo celeste diventa così squilibrato in sfavore delle dimensioni da generare una singolarità gravitazionale che risucchia tutto ciò che è intorno, LUCE COMPRESA.

Quando Einstein sviluppò la sua teoria della relatività, vide che le sue equazioni contenevano anche qualcosa di veramente strano.

Sarebbero infatti state in grado di indicare il fermarsi del tempo, la gravità infinita e la possibile distruzione dello stesso spazio.

Einstein rifiutò di credere che qualcosa del genere potesse esistere nella realtà, ci doveva essere qualche sistema che lo prevenisse dal succedere.

Ma non c’era nulla che lo potesse prevenire, la realtà a volte è più strana della fantasia. I buchi neri sono stati trovati. E ce ne sono molti.

Ogni tipo di materia può diventare un buco nero, se viene compressa oltre ciò che viene chiamato “raggio di Schwarzchild”.

Dovresti, per esempio, comprimere la massa del sole fino alle dimensioni di una piccola città. O comprimere il pianeta terra fino alle dimensioni di un’arachide.

Il buco nero XTE JT1650-500, grande come la zona di Mahnattan, contiene la massa di 3-4 soli. Uno dei più piccoli, ma è già un distruttore di mondi.

Il buco nero m82 X-1, grande come il pianeta marte, contiene la massa di 1000 soli. E un buco nero di medio raggio.

Il buco nero supermassiccio al centro dell’ammasso della fenice (buco nero immensamente più grande delle dimensioni del sistema solare) contiene la massa di 20 miliardi di soli.

Oggigiorno sappiamo che l’universo è pieno di buchi neri, che giocano un importante ruolo nella formazione delle galassie. Molte di queste hanno buco nero al loro centro.

La via lattea, la nostra galassia, ha un buco nero di 4 milioni di masse solari al suo centro chiamato Sagittarius A.

Senza buchi neri non potremmo essere qui.

 

Inoltre, presentiamo anche un video che ci mostra cosa succederebbe sia nel caso di un buco nero dalla massa di una monetina (che avrebbe un diametro così piccolo che al confronto un atomo di idrogeno sarebbe grande come il sole) sia nel caso di un buco nero grande come una monetina (ma dalla massa come quella del pianeta terra.)

 

 

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: