Ho perso i contatti col mondo interno

11 05 2015

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Ricordo molto bene quanto fosse presente il mio mondo interiore nei precedenti anni, quando vivevo molto più con me stesso, facevo parte del background della vita sociale e non facevo parte di una turbolenta compagnia.

Quell’ insieme di sensazioni, presentimenti, sogni, passioni, ispirazioni, quella sensazione che tutto era più profondo, quella sensazione di osservare da fuori.

Ora il tempo stringe sempre, le giornate sono più brevi, la percezione di esse e’ troppo veloce, la mia vita si trasforma, fra esperienze sociali per me inedite, esperimenti, incatenato in un loop di personaggi che si susseguono determinando la personalità di qualunque persona io incontri. Ho già vissuto tutto questo, tutte le persone con cui passo il mio tempo ora, la loro essenza non mi è’ nuova, ma ora tutte loro, in precedenza vissute singolarmente, si stanno riunendo in un unico grande piatto.

Non posso fare a meno di collegare ognuno di loro con l’ essenza di una persona del mio passato, ne posso quindi immaginare e prevedere il futuro, perché in fondo ne percepisco il succo, il loro percorso di vita mi è’ chiaro.

Sono in una fase anomala della mia vita, io che ho sempre vissuto come in uno di quei silenziosi film nordici, dove il mondo interiore avvolge tutto quanto, mi ritrovo ora in una vita che pare essere una serie tv per giovani, dove ci sono nuovi incontri, colpi di scena, intrighi, cambiamenti, e’ un festival di cambiamenti e trasformazioni ormai la mia vita.
E’ difficile percepire ancora quel vuoto cosmico di soli due anni fa, dove la mia vita sociale sembrava essersi spenta per sempre. Ora la mia vita si svolge in una serie infinita di appuntamenti. Io sono lieto che questo sia venuto a formarsi, gradualmente.
E’ un anno molto anomalo questo, mi sembra di non aver mai lasciato la scuola superiore, perché il gruppo di persone a mia disposizione ormai raggiunge numeri da classe scolastica, e per me e’ una cosa assolutamente – novel -.

Lo sento ancora molto bene, come un orologio interiore, il flusso di abitudine e novità, i momenti di culmine, come quelli di un gran finale di stagione, magari di Degrassi, una serie canadese che seguo da anni. Ci sono momenti dove tutto si carica e tutto viene scosso da avvenimenti molto intensi, come su un ottovolante.

Il mondo esterno sta gradualmente mangiando via territorio al mio mondo interno, e persino ascoltare una canzone, leggere un libro, terminare un progetto diventa qualcosa di alienante, come se avessi paura di immergermi di nuovo nell’ acqua il mondo terrestre e’ molto più stimolante, più vivo che mai intorno a me, sembra quasi che io abbia cominciato a vivere solo un anno fa, e che prima ci fosse stata solo una lunga anteprima di tutto quanto mi aspetta ancora nella vita.

Così facendo si e’ creata una frattura a tratti incolmabile. La teoria della timewave era l’ unica cosa che ancora mi teneva ancorato al mio mondo interno, a tutte le mie riflessioni, teorie e credenze, ma una volta interrotta la ricerca mi sono lasciato trasportare via, e sono tornato come ero prima, prima ancora forse di scoprire certi siti di informazione alternativa, non sto più seguendo bene nemmeno le notizie nel mondo, guardo ormai questi siti con mente e occhi distanti, distratto dalla vita concreta.

Dove mi porterà tutto questo? Cosa mi sto perdendo? Nella mia mente si agita ogni tanto uno spiritello adolescenziale che mi stimola a cambiare un po’ le cose qui e la’ e mai come quest’ anno tale spiritello si è fatto sentire.
Questo potrebbe essere l’ anno determinante della mia vita, perché in quanto a livelli di novità e progresso nel settore sociale, per i miei standard, siamo già a livelli mai da me osservati in precedenza.
Sento quasi la mancanza di una amicizia stabile e fissa, quella un po’ particolare, infatti io ero abituato a concentrarmi su una persona alla volta e ho dovuto cambiare modo di vivere.
Credo che se potessi trovare una persona sul quale concentrarmi e dedicarmi, potrei cominciare a pensare che e’ meglio così, si addice di più a uno come me.

Spero che un giorno ci sia nella mia vita una esperienza così trasformativa da indurmi a ristabilire un contatto col mio mondo interiore, anche se probabilmente dovrà trattarsi di una esperienza negativa, perché la mia essenza viene scossa da quei concentrati di vita che sono quei momenti dove un certo percorso trova la sua foce.

Piccoli Eschaton che ci attendono al traguardo di ogni piccola storia di vita.

Alla fine era questo quello che desideravo, mi intriga la variegata compagnia di compagni con cui mi sto confrontando questo’ anno. Questo era quello a cui aspiravo quando ero la’ nell’ angolino a guardare, quando non avevo un soprannome che mi definiva, quando non sentivo il suono dell’ arrivo di un messaggio.
Ma forse ancora non e’ quello che cerco. Perche’ ora sono tentato di riprendermi quello che già era mio, di nuovo sto tentando di ricreare passo dopo passo il passato che credevo mi tenesse in catene.

Perché’ ora ho vissuto tutti e due i lati della vita, e ho capito che sono in grado di comprendere i miei errori, ho capito che ora potrei avere il passato senza i suoi mostri, come in una versione più flessibile e ” easy ” di quello che era.
Come se prima avessi dovuto attraversare una certa selva oscura per poi accedere a un percorso molto più scorrevole e soddisfacente.

Perché io voglio poco dalla vita, non vorrei mai passare troppo tempo sotto i riflettori, preferisco concedermi attimi di fuga interiori.

E’ come se tutto si fosse capovolto. Sto cercando inconsciamente di rimodellare il mio passato, perché delle persone io vedo qualcosa di ben noto, piccoli particolari che mi sembrano come miraggi, di quello che era e non può più essere.

E’ bizzarro come poco tempo fa il nostro piccolo gruppo di amici si è’ amalgamato con un altro gruppo, i cui componenti sembrano essere i nostri alter ego, sono una versione specchiata di quelli che siamo noi, magari una visuale un po’ deformata, probabilmente ingigantita, e chi ha visto può capire questa mia espressione, era quindi logico che saremmo arrivati a mescolarci fra noi. Sara’ interessante vederne gli effetti nel futuro, perché e’ come avere a disposizione due diverse varianti della stessa persona.

Ogni giorno il mio passato si sovrappone su facce del presente, e ogni giorno cerco di redimerlo, vivendo in un presente che in realtà sembra un museo, un magazzino di cloni, un insieme di multiversi in cui posso sapere come sarebbero state le cose vissute in modi alternativi.

Ecco perché le persone ritornano, la loro essenza, il loro archetipo si ripropone. Per permetterci di vivere la vita in molte angolazioni diverse, per metterci a confronto con gli errori del passato e darci la possibilità di vivere sia la versione oscura che quella light.





Il terremoto di Lisbona dimenticato e la genesi del tempo storico

11 05 2015
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Il terremoto di Lisbona del 27 gennaio 1533, antesignano del ben più celebre terremoto di Lisbona del 1°novembre 1755. Nonostante il terremoto del XVI secolo fosse stato praticamente dimenticato fino al XX secolo, fu distruttivo poco meno di quello del XVIII secolo: quello del 1755 raggiunse l’ottavo grado della scala Mercalli e 60.000 vittime, quello del 1531 raggiunse il sesto-settimo grado della scala di Mercalli e 30.000 vittime. Entrambi furono accompagnati da uno tsunami.

Il terremoto di Lisbona del 1531 fu praticamente un ricorso retrospettivo moolto meno famoso (fino al XX secolo venne quasi dimenticato prima di ritrovare un documento scritto da un testimone oculare del disastro) del terremoto di Lisbona del 1°novembre 1755, che, invece, fu assai più storico e celebre, ed ebbe anche conseguenze a livello politico e nel dibattito filosofico dell’epoca. In qualche modo, quindi, scosse la coscienza collettiva dei tempi, fornendo una spinta in più all’elaborazione delle idee antireligiose che poi diverranno tipiche dell’illuminismo settecentesco, a differenza del terremoto di Lisbona del XVI secolo, il quale per me ha il fascino degli eventi già accaduti precedentemente ma che, quando si ripetono a una maggiore magnitudine (proprio come un terremoto), scuotono maggiormente la coscienza collettiva (infatti gli eventi che colpiscono maggiormente e progressivamente la coscienza collettiva GENERANO il tempo storico) rispetto all’evento precedente, il quale, invece, non aveva trovato le condizioni giuste per incidere sull’andamento progressivo del tempo storico.

Penso per esempio all’attentato terroristico del 1993 alle Twin Towers e anche all’eruzione pliniana del Vesuvio detta “delle pomici di Avellino”, del secondo millennio a.C.: un ricorso retrospettivo (anticipazione) molto meno celebre dell’eruzione pliniana (dal letterato Plinio il vecchio, che ne fu testimone oculare) del Vesuvio nel 79 a.C., la quale scosse molto di più la coscienza collettiva, come ben sappiamo.