Channeling: essere un altro

1 03 2015

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Il Channeling e’ una pratica mentale per cui bisogna avere grande concentrazione, grande senso di immedesimazione, ma solamente mentale, non fisica, non reale.
Io riesco a farlo solo quando sono solo.
Significa immergersi nel mondo e nella personalità di un altro, e basicamente e’ una tecnica di fuga dal mondo fisico.
Io ho una sensibilità che non fa parte di questo mondo, e la mia mente e’ intensa come quella di certi personaggi che si possono vedere solo nei film, quelli drammatici dove il personaggio pensa e riflette.
A me non piace niente di come sono, mi sento nel corpo e nella vita sbagliata. Per questo credo nella realtà virtuale, un concetto di Oltre la vita, dove ti stai immedesimando in un personaggio. Non c’è niente di veramente reale nella nostra realtà. Io a volte mi sento così immerso nella coscienza globale da poter ricreare nella mia mente i pensieri di un’ altra persona e viverli come se fossero miei, effettivamente ” giocando ” o ” interpretando ” per un giorno un’ altra persona.
Quante volte voglio dimenticare ogni cosa, spegnere il mondo intorno a me e immergermi completamente nell’ universo immenso e inesplorato della mia mente. Non credo in una sola vita. Sarebbe la cosa più deprimente nella storia del’ umanità. Voglio poter vivere vite diverse.
Alle volte uso ” personalità ” immaginarie, ma altre volte se vengo a contatto con persone ” interessanti ” e ” insolite ” anche solo attraverso una foto, e’ come sentire una frequenza, una eco nel’ aere, posso spegnere me stesso senza che nessuno se ne renda conto, e nella mia mente sfogliare i pensieri di un altro, oppure immaginarli come se li stessi osservando dall’ esterno, come se in altri universi tutti i film fossero reali, e si potessero accedere con la forza della mente.
Forse avrei dovuto essere un attore, pur non essendo in grado di apparire in pubblico, mi sarebbe piaciuto così tanto poter immergere la mia mente nella personalità di un altro.
Io non riesco a credere in una divinità come Dio nel modo in cui lo interpretano le religioni. Per me l’ universo e’ un meccanismo cosciente, e’ evidente che lo e’ perché rappresenta un insieme di persone che osservano questo universo e questo pianeta, perché qui nulla e’ reale. Le sincronicita’ , i cicli temporali, i ritorni delle persone in altre vesti in un loop, non può che essere un programma, un processo comandato.
Ora devo solo capire perché, fra le tante vite disponibili, ho scelto proprio questa.

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