Riflessione personale – Perceptions

23 08 2014

the-selfish-giant

Essendo da poco diventato co-autore, ho deciso di aggiungere qualcosa di veramente mio qui dentro, come quando l’ autore di questo blog si guarda dentro e riflette con considerazioni personali…

 

Aver letto della potenzialità che tutto il mondo e l’ universo che conosciamo sia in realtà una realtà virtuale inserita in una specie di computer inimmaginabilmente potente ha influenzato veramente tanto tutto il mio modo di vedere le cose…lasciando una impronta.

Io credo che questo concetto sia più che plausibile, e probabilmente nel ventiduesimo secolo l’ umanità è riuscita a emulare un universo vivo come il nostro, per una sorta di rievocazione storica e a scopo ludico intrattenitivo.

A me piace di più la prima teoria, perchè vorrebbe dire che i nostri corpi sono avatars e le nostre identità sono prese in prestito, o amalgamate a una identità esistita veramente nella storia, e ciò significherebbe che potremmo avere un volto del tutto diverso e un carattere del tutto diverso. Ma per qualche motivo stiamo vivendo la vita di una persona nata cento o duecento anni prima.

Ma l’ effetto manipolatore di questa ipotetica realtà virtuale non può essere totale, un po’ della nostra vera identità trapela, come in un sogno lucido, noi possiamo andare a ritrovarla.

Io credo di avere una sorta di empatia inconscia o una forte e intensa percezione, sento tutto e a volte sento che la personalità di chi mi sta vicino interferisce con la mia e la sovrasta. Non ho mai avuto una forte e precisa identità e ho sempre immaginato che potrei essere diverso, del tutto diverso, e non avendo a disposizione uno specchio sempre davanti a me e non potendo osservare il mio viso, ogni tanto ” gioco ” a immaginare che sono un’ altra persona, senza che nessuno se ne accorga o se ne renda conto, immagino i movimenti del viso, le sensazioni e percezioni, come se potessi cambiare rimanendo comunque perfettamente cosciente e attento al mondo che mi circonda.

Nemmeno il mio pensiero resiste alla fluidità e nebulosità dei confini, e da molti anni spontaneamente e al 90% delle volte penso in lingua inglese e mi viene più naturale che in italiano. Sento davvero che quella lingua mi appartiene.

Osservare la gente è uno dei miei passatempi preferiti, e io come ho detto prima, sento tutto, a volte mi basta guardarli negli occhi, o addirittura una foto, e immagino come pensano e chi sono, come ci si sente a essere loro, e ne vengo sovrastato. Mi hanno detto che si chiama channeling o immedesimazione.

Per questo, guardare un film, soprattutto se drammatico, è per me una esperienza intensa e avvolgente, e io mi perdo anche del tutto. Devo aver passato giornate intere a immedesimarmi mentalmente nei personaggi e nelle loro vite.

Ho scelto quelle immagini, una sopra e due sotto, tratte dal film ” The Selfish Giant ( 2013 ) ” perchè a livello del subconscio, mi ispirano qualcosa di indefinibile, qualcosa di profondo e quasi nostalgico. Non funziona con tutti, ma a volte mi bastano pochi minuti per cominciare a immedesimarmi e a sentire una persona.

image conner nucleare

Ogni tanto io mi definisco come ” nel mezzo fra l’ angelo e il diavolo “. Sono dell’ Acquario e conosco profondamente l’ astrologia da quando avevo 15 anni. E l’ astrologia è una forma di psicologia che letta a livelli pseudo-filosofici insegna moltissimo sull’ animo umano. E quella definizione fra virgolette è in poche parole la caratteristica principale degli Acquario.

Sono conosciuto come una persona veramente tranquilla, ma dentro di me sono assolutamente irrequieto e scalpitante. La mia ” simbiosi ” con la bici rappresenta tutto questo. E non mi identifico o etichetto con nulla, io sono e sarò sempre controcorrente.

Credo che ci possa essere una coscienza globale. Ci sono dei momenti in cui mi sembra di sentire tutta l’ umanità e potermi identificare con tutti. Alle volte, con queste sincronicità paranormali che incontro nel percorso di vita, mi viene da pensare che questo universo sia creato dalla mia mente, e fatto apposta per me, ma poi lo nego perchè mi appare piuttosto narcisistico. Ma se c’è una cosa che so è che la vita, la vita di tutti, è un percorso, una storia simile a quella di un libro e l’ unica cosa che non è mai esistita è la casualità.

E come la storia umana ha un suo fine e un suo scopo, seppur difficilmente percettibile, la vita di tutti ha uno scopo e c’è un progetto e un enigma da risolvere per ognuno di noi.

 

 

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