Piccolo spazio pubblicità (appunti n°13)

30 01 2014

Ieri ho visto tutti quei dati risalenti alla classifica pop dell’autunno ’90, e m’hanno lasciato un’impressione di “ricchezza” non paragonabile alla situazione europea della stessa epoca, di una certa “rigogliosità”, un qualcosa somigliante al “Do what you want” di Aleister Crowley; vedevo quei videoclip californiani del ’90, i quali proseguivano quegli anni ottanta presenti ancora adesso. A maggiore intensità. Maggiore intensità e maggiore inflazione e svalutazione rispetto ad allora.

Oggi [dicembre] ho seguito la sequenza RAI del 19 ottobre 1984, e mi è capitato di nuovo il fenomeno di vedere e ricordare particolari di tantissimi anni fa, a cui non avevo più pensato. Come nello spot di Nelsen piatti – dopo che è stato mostrato anche quello da 5 litri – con il peso metallico. M’è tornato in mente il particolare di quel peso metallico. Poi, la pubblicità COIN, molto modaiola, di quei tempi, che fa venire in mente il nickname di uno che ha un canale YT della NewRetroWave, Luigi Donatello (la moda della “Milano da bere”), qualcosa connesso anche a Bret Easton Ellis e a quella compilation dell’autunno ’90 di cui parlavo poco fa.

In un altro di quei clip, quelle sequenze videoregistrate della tv di tantissimi anni fa e messe in rete, è spuntato anche il complesso (non “gruppo”) “I Macedonia”, dello show del sabato sera di quei tempi, “Fantastico 5”, roba irricordabile. Ma che è esistita un tempo, con tutti i suoi particolari. Enrico Mentana giovane e, nel caso l’avessi visto all’epoca, quando ero un bambino, non sapevo che sarebbe stato quel Mentana del futuro, più anziano e più celebre; era l’epoca in cui si passò dai rubinetti ai miscelatori; la pubblicità Aperol con quel tipo corpulento, di mezza età inoltrata, con gli occhiali, somigliante a un Rockefeller, gli interpreti degli spot che erano sovraeccitati. Quando nelle pubblicità c’erano i pensieri precisi degli interpreti.

Vi è un commento, al video che presento qui in questo post (sequenza tv RAI, della RETE due del 12/12/1981) il quale dice tutto:

“Ufficialmente è la quarta sequenza più vecchia, (l’utente) Cacciaanto aveva pubblicato sequenze spot RAI del ’77 e ’78 di (utente) Giampomatto su Dailymotion, purtroppo non ci sono più”

Poi, in un altro video, anche quel jingle dei Dorè Saiwa (quando la Saiwa era completamente italiana) è riemerso, in qualche modo, dal passato, bucando la mia amnesia. E poi lo spot del liquore Gala cafè, con Paolo Paoloni [il megadirettore di Fantozzi] che interpretava un cameriere, e anche quella pubblicità mi è risalita dalla memoria, con quella bottiglia e quelle tazze marroncine di vetro particolare, che mi son ricordato “ce le avevamo anche noi”, per tanti anni erano nella casa di campagna.

Leggendo i commenti a quei video, mi sono reso conto che è comune rivedere certi particolari di quegli spot, i quali tornano alla mente dopo tanti anni, come il gallo nero fatto di pongo che poi si trasforma nel gallo delle bottiglie della pubblicità del Chianti, che uno di quei commentatori ha associato mentalmente a un episodio familiare. Per qualche attimo ho temuto che fosse il gallo di Chante Clair, “il gallo del pulito”, quindi di uno spot molto più recente, appartenente al periodo della globalizzazione secondi anni ’90-anni 2000. Invece, per fortuna, non era così.

Poi, i soliti commenti che accompagnano quel tipo di video, inerenti al “com’era bella la tv di un tempo, ora questa fa schifo”, “decadimento dei costumi”, ecc. Un genere di commenti che leggevo già nel 2006-07 (la lunga decadenza…), quando su YT avevo scoperto quelle sequenze Tv anni ottanta e novanta – e le sensazioni che m’aveva suscitato una di quelle le avevo banalizzate, normalizzate, tradite, postandole in un certo modo sul blog Splinder che avevo allora, e che poi avrei cancellato.

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7 responses

31 01 2014
mediter

a conclusione del tuo articolo ti consiglio la lettura di quest’altro articolo musicale (linkato in fondo) che esprime perfettamente il clima musicale tra fine anni 80 ed inizio anni 90. L’autore parla di ultimi giorni dell’impero, di ultime ore del party. Il sito è improntato sull’aor, genere per lo più americano (a cui appartengono gran parte dei video super tamarri e lussureggianti degli anni 80). L’articolo prende in considerazione anche il grunge e tutto il rock per così dire decadente. Lasciando perdere i suoi gusti musicali, credo che il tizio sia perfettamente allineato con la nostra visione. i 2/3 dell’articolo sono dedicati a questa disanima sociologica poi si parla del gruppo bad english e su quello puoi sorvolare. Fammi sapere cosa ne pensi:

http://www.aorarchivia.com/pag10.htm

31 01 2014
mediter

un’altra considerazione al tuo articolo. Persino oggi si continua a dire “e la tv di una volta” riferita magari ai primi anni 2000. E’ un continuo “e che bello il passato”. La cosa che ho capito e che riguardo gli anni 80 e 90 spesso se perdoniamo a loro anche i difetti non è solo per una questione nostalgica (sicuramente forte), ma anche perché tutto sommato erano decenni ingenui. Noi possiamo dire che il medioevo, con il predominio della religione nella società è stata un’epoca scura, io invece dico che era la forma mentis perfetta per quel periodo e almeno fino a tutti gli anni 90 (ed un pochino inizi 2000) le varie schifezze della società venivano tollerate perché eravamo meno informati e più ingenui, non vivevamo ancora nel caos primordiale fatto di assoluto relativismo e liquidità attuale, o meglio vi erano tracce della liquidità attuale, anche forti, ma c’erano anche diverse oasi dove ripararci. Quindi come dire eravamo pesci e quell’acqua (etats d’esprits) era vitale per noi in quel periodo, anche se già un pò avariata, riuscivamo a conviverci, perchè tutto era agli inizi, nuovo ed ingenuo (la tv commerciale è stata un danno per la mentalità italiana, ma posso capire che molti la vedevano come una liberazione dal bigottismo, il politically correct della tv statale). Sono stati tutti percorsi per toglierci dal bigottismo e dall’imbalsamazione del passato (tutto a partire dal settecento). QWuindi in un certo senso siamo più benevoli contro quei periodi almeno mentalmente pionieristici, mentre ora rotti i taboo, ci accorgiamo dei demoni che sono a zonzo e ci rendiamo conto di aver aperto il vaso di pandora e che non esiste più nella società un’oasi di riparo e ristoro come poteva essere ad esempio negli anni 90. Siamo in piena guerra e non possiamo sfuggire a ciò, per questo credo che quei decenni ci danno nostalgia per questioni di infanzia e giovinezza certamente, ma anche perché la società era perfettamente allineata agli etats d’esprit, all’immaginario collettivo, dove anche le sacche dissidenti erano comunque interne al sistema o alla società e riuscivano ad orientarsi a crearsi una propria oasi personale.

31 01 2014
Civiltà Scomparse

Ho letto quell’articolo, ti ringrazio molto di avermelo suggerito. Che dire? La celebrazione dei “The big eighties” è frutto di quale nostalgia? C’ho pensato adesso, tirando un po’ le somme brevemente: la nostalgia di un mondo più descrivibile, dove il caos (non anarchico, purtroppo) informativo, disinformativo, pseudoinformativo non aveva ancora raggiunto gli attuali livelli…oggi è molto facile (almeno per me) scoprire che ciò creduto nero il giorno prima in realtà era bianco o quasi, all’epoca le categorie in cui il pensiero collettivo, popolare, era organizzato erano ancora ben definite, anche è soprattutto nella musica pop. Il caos e l’anarchia (il punk, il metal) erano più categorizzabili, più storicizzabili, avevano più senso perché si sapevano spiegare in un modo convincente e soddisfacente. Perché si contrapponevano a un “vecchio ordine” ancora presente in un certo modo, anche negli ottanta. All’epoca non si facevano ancora le cose per inerzia, come succede oggi, non si mandano avanti, perché non si sa come mandarle avanti in un altro modo, come succede oggi. Vi erano ancora spazi di futuro, di immaginazione tangibile e non confusa, che oggi non ci sono più, il futuro è praticamente sparito. Per oggi, io intendo quei post-anni 80 (a partire dai 90 dopo l’estinzione del blocco sovietico) appartenenti al periodo in cui quell’articolo che mi hai linkato è stato scritto (il 2004 ho visto)…Oggi qualsiasi novità sa di spinta inerziale esaurita, anche cose come il movimento di Grillo e il papa Francesco. Dopo poco tempo deludono, dopo un primo momento di pseudonovità. Il punto è che l’estensore di quell’articolo – come altri che parlano di queste cose, tranne noi – non si rendono conto di trovarsi di fronte a qualcosa di ben più grande di semplici revival di mode musicali o nostalgici del bel tempo della musica punk o metal che fu…la perdita di senso qui investe tutta la civiltà dell’occidente (di cui anche i mille generi a partire dal jazz, dal blues e dal rock fanno pienamente parte, anzi, secondo me, ci sto pensando adesso, questo tipo di musica è stata l’ultimo coniglio dal cilindro per far durare l’occidente ancora per qualche decennio, adeguandolo a nuove spinte istintuali, provenienti soprattutto della popolazione giovanile ma non solo), adesso la svalutazione e l’inflazione – dovute a una sua proliferazione incontrollata e incontrollabile a causa dei mezzi di comunicazione onnipresenti e velocissimi – è diventata palpabile a chi ha occhi per vederla…Si vive sempre nel Passato (anche e soprattutto quando sembra che non se ne parli), nel discorso costruito sempre su “ciò che c’è già stato”, sulle vecchie glorie e sui vecchi miti – contemporaneamente tramontati e intramontabili, zombi praticamente – perché ciò che arriverà di qui a qualche tempo (che non so ancora bene cosa sia) non sarà più definibile con le vecchie categorie, a partire dagli anni 80-90 (che stiamo ancora vivendo = epoca neoliberista spettacolare ipermediatica) e andando indietro per qualche millennio addirittura! Questo non lo sanno gli estensori di articoli come quello che m’hai linkato! Ecco, ciò di cui noi due, e forse qualche altro, siamo un po’ consapevoli (per esempio l’attenzione ai simboli, ai presagi, alle premonizioni, profezie inconsce, ai cicli, ai sincronismi, alle combinazioni ecc) sarà probabilmente bagaglio di questo nuovo mondo di un domani che sarà totalmente discontinuo rispetto a questo ieri che non fa ancora che dominare quasi ogni tipo di discorso massmediatico dell’oggi (compreso quello dei nuovi giovani politici, per esempio)…Sarà discontinuo perché sarà come ritornare indietro di tre/quattro millenni (ben prima degli anni ottanta!)
Si è nel momento in cui Don Chisciotte legge la realtà del suo presente secondo parametri in via di superamento od ormai superati

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/05/23/don-chisciotte/

ma che, dal momento che funzionano, e che – apparentemente – non se ne possono utilizzare altri si continuano a usare, fino allo sfinimento, sempre e solo quelli, e in modo sempre più veloce e insensato.

Da quel che ho capito, il tipo vede questi Bad English come qualcosa di paradigmatico di quegli anni, e sottovalutato. da quel che ho capito era un gruppo che faceva il rock dei nostalgici dei settanta negli anni ottanta.

31 01 2014
Civiltà Scomparse

M correggo: ho letto meglio, i Bad English sono un gruppo hard rock molto tecnico e “non per giovanissimi” che l’autore del testo indica come paradigmatico di un certo tipo di intendere un certo tipo di rock negli ottanta.

31 01 2014
mediter

si tieni conto (so che non c’è bisogno di dirlo, ma per chi passa qui è giusto ribadirlo) che ho postato quell’articolo non perché ne condivida la visione o meno, ma perchè anche “un profano”, anche colui che è poco interessato alle dinamiche ed ai cicli temporali ecc. ecc., riesce a cogliere tramite la pop culture quei cambiamenti. Il recensore alla fine pur con la sua disanima intuitiva, é uno delle varie vittime dei revival quelle che non solo in ambito musicale (quella è la punta dell’iceberg), hanno fatto letteralmente scomparire il futuro, che oramai non esiste più. In quel sito c’è anche un articolo che nutre amore ed odio nei confronti di Lester Bangs che come gusti musicali e visione è proprio l’opposto del titolare di aor archivia (ovvero indifferenza ed odio verso la musica in genere commerciale e che non ha basi sociali ed ideologiche potenze), tutto sommato due estremi e due facce della stessa medaglia.
L’aor da questo punto di vista era il rock che negli anni 80 in America spesso occupava i 2/3 delle classifiche. E’ un genere quasi semi/sconosciuto in Italia o almeno a noi giungevano spesso i singoli famosi (le Heart con Barracuda ad esempio o qualche ballad strappalacrime da fm)) quei gruppi contaminati da quelle sonorità (Bon Jovi, Def Leppard che andarono anche a sanremo), mentre I Journey (da molti visti come i fondatori del genere), che in America sono un’istituzione, qua nessuno se li calcola, serie tv come i scrubs e i Soprano li hanno riportati alla ribalta attualmente (in scribs perchè il protagonista ne è un fan, nei soprano, perchè la canzone finale dell’ultima puntata è proprio dei Journey).
Ora ti dico la cosa più assurda di questo genere che tu sicuramente potrai apprezzare, ovvero la musica tipica delle assolate spiagge californiane, delle belle fighe, degli amori perduti, del facciamo baldoria, muore con il grunge, con il rock alternativo entrato nel mainstream, con varie iniziative come il festival lolapalooza. I gruppi smettono di avere l’immagine androgina e glam, i capelli cotonati, per adeguarsi allo status mentale più deprimente degli anni 90 (camice di flanella e jeans strappati). E’ un genocidio di gruppi e mentalità (negli anni 80 nascono forse le ultime band da stadio tradizionali). Indovina un pò quale è la casa discografica che tiene in vita gruppi (come i Journey) che negli anni 80 vendevano dischi come il pane? La frontiers, italianissima, napoletana, semi-sconosciuta, praticamente nata per passione e revival. Il genere più edonista ed americano tenuto in vita da una semisconosciuta e piccola casa di produzione napoletana. EEh. Il segno dei tempi!

1 02 2014
Civiltà Scomparse

Davvero divertente la fine del tuo ultimo commento, da ridere veramente. 😀
Confesso che l’AOR mi è sconosciuto, forse avrò ascoltato qualcosa dei gruppi che citi senza sapere cosa stessi ascoltando, magari alla radio. E’ un rock molto tecnico, molto prevedibile se vogliamo.Ma forse ai quaranta-cinquantenni USA piace proprio per questo. In effetti, Il grunge e l’AOR sembrano il diavolo e l’acquasanta. Ascoltando qualcosa dei Journey mi viene da pensare che questo tipo di musica sembra accompagnare certi spot pubblicitari anni 80 dove si vedevano americanate.
E, a proposito, di musica pop, m’è abbastanza piaciuto il seguente link

http://www.iconicon.it/blog/2014/01/europa-conto-alla-rovescia-finale/

di IconIcon dedicato all’ “one shot” di quel gruppo norvegese chiamato “Europe” che, nel febbraio 1986 fece uscire un unico pezzo da dieci milioni di copie vendute, “The final countdown”, tra l’altro, ciò si ricollega all’ultimo post dedicato anche a quella tragedia dello space shuttle Challenger esploso nello spazio pochissimo prima che gli Europe facessero quell’exploit di vendite.

2 02 2014
mediter

ottimo il collegamento con gli Europe, anche loro venati da quell’hard melodico che si incrocia con l’aor. Più o meno tutto l’hard rock di matrice settantiana negli 80 è stato contaminato dall’aor, compresi i Kiss. Giusto per darti qualche coordinata che fa capire come l’aor siano un forte simbolo degli anni 80 musicali, i Survivor, i maggiori rappresentanti del genere (insieme ai già citati Journey che non sono male, soprattutto quelli fine 70 inizio 80 o i foreigner), hanno fatto le diverse colonne sonore di Rocky, loro è la famosissima canzone “eye of tiger”, puro 80’style.

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