Poker d’assi WASP tra le due sponde atlantiche e appunti sparsi 12

18 05 2013
george w bush, prince charles, george hw bush, prince philip

Poker d’assi WASP con la stessa aria di famiglia tra le due sponde dell’Atlantico: George HW Bush, prince Charles, George W Bush, prince Philip.

Mi viene in mente il modo di abbigliarsi di Jimmy Savile, quei suoi abiti glitter, quel suo essere eternamente swinging london, anche in modo “fantascientifico”, le sue Rolls Royce (somiglianti ai modellini che avrei voluto da bambino, quando vedevo le pubblicità sulla quarta di copertina dei giornaletti), il suo essere giovanile anche da vecchio, il suo permettersi di fare tutto ciò che volesse, tanto aveva le spalle coperte dai “poteri forti”, i filmati di Top of the pops degli anni sessanta, in quel bianco e nero molto televisivo, con quelle fonti di luci dello studio Tv che “sparavano” sullo schermo, e con Savile sempre circondato da teenager, anzi, anche meno che teenager. Quello spezzone, quando scende dalla Rolls borbottando fonemi incomprensibili, anche in inglese, canticchiando, e poi si accende il suo solito sigaro enorme, utilizzando uno Zippo altrettanto enorme. Per poi richiuderlo col solito scatto di quando si richiude lo Zippo. Quel suo sguardo stralunato, a petto nudo e coi boxer. Sempre vestito in modo eccentrico, magari anche con gli occhialini rotondi rossi. Modo di vestirmi swinging london o mod, tipico anni 60 british, Austin Power, l’epoca delle Mini dai colori sgargianti, col volante a sinistra, quel modo di vestirmi ce l’avevo, senza rendermene conto, quando frequentavo il liceo negli anni novanta, l’epoca delle “okkupazioni” durante il primissimo governo Berlusconi […]

Poi quegli articoli di Carmilla risalenti al 2003, quando c’era stata l’invasione angloamericana dell’Iraq. L’epoca di Bush figlio, Cheney, i NEOCONservatori, i Teocon italiani, Berlusconi visto come tra i più amici di tutto questo, le manifestazioni contro la guerra con la bandiera della pace dai colori arcobaleno, quando si appendevano le bandiere arcobaleno su tutti i balconi. Quando era diventato un business quello delle bandiere arcobaleno e si vendevano dai chioschi, come i palloncini e i panini fuori dagli stadi e dai luna park. C’era un’atmosfera dove i media tradizionali venivano ancora presi molto sul serio (anche da chi scrive), in cui Bush figlio, nel bene e nel male, era molto mediatizzato, della serie “si sparli di me purché se ne parli”, il governo degli USA era molto mediatizzato, anche solo per criticarlo. Erano anche i tempi dell’allora segretario ONU Kofi Annan, un individuo alquanto mediatico, una specie di Obama ante litteram, con quella specie di fascino che hanno le persone di colore importanti e mediatizzate. Come anche Martin Luther King, Nelson Mandela e altri.

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2 responses

19 05 2013
Mediter

Questo tuo articolo mi porta una riflessione sulla moda, su come si sia stabilizzata nelle sue linee guida maggiori proprio negli anni 60, dopo l’ultima invenzione storica (la minigonna, che non so se sia stata creata prima e poi esplosa negli anni 60). Dopo gli anni 60 in realtà ogni decennio ha avuto la sua anima, infatti un tipo anni 70 è facilmente distinguibile da uno anni 80, mentre già negli anni 90 (comunque anch’essi distinguibili), comincia quella rivalutazione del passato, quel “ritorno agli anni…”, insomma più che guardare avanti si guarda indietro. Questo cambiare repentino delle mode era già un segno dei tempi, nel passato non si era mai visto cambiare completamente stile e modo di vestire ogni decennio, c’è però da dire che se gli involucri vestiari e le pettinature erano diverse, a livello di immaginario collettivo dopo la minigonna in effetti non credo ci sia stato qualcosa di realmente nuovo.
Ieri ho visto una mostra gratuita del grande helmut newton, uno dei fotografi che ha introdotto il nudo nella moda, ha cambiato completamente la percezione della moda e della modella.
Quelle foto anni 70 che sembravano prese da un film erotico anni 70, mentre quelle in bianco e nero guarda caso sembravano più moderne in alcuni casi e tutti quei nudi, quei pubi in primo piano e i folti peli non solo nei pubi, ma anche sotto le ascelle che in quel periodo non era anestetico mostrare. Le finto immagini lesbo, sadomaso, quel fotografo è stato l’iniziatore probabilmente di tutta la pubblicità erotica, di tutti quei corpi usati per far svegliare i nostri istinti primordiali, quelle immagini statuarie, perfette.
Ciao!

19 05 2013
Civiltà Scomparse

In effetti, il tuo commento mi ha fatto rendere conto che in questo post ho scritto prevalentemente di MODA. Grazie 🙂

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