Guido Nicheli alla festa!

6 09 2012

Quando la spirale del tempo generava zeitgeist spumeggianti, vi era ancora ottimismo nell’aria, non solo a parole, era qualcosa di tangibile. La carica del dopoguerra, iniziata negli anni 50, pur essendo piano piano in via di esaurimento, era ancora tangibilmente vitale, e, con la sua spinta propulsiva ancora bene attiva, produceva film commerciali che, nonostante la loro dozzinalità, erano vitali, coinvolgenti, sinceri e genuini. Nulla a che vedere coi prodotti filmici dell’era della globalizzazione, la quale dal 1993-1994 in poi, non ha fatto che aumentare a livelli esponenziali il tasso di artificialità e di nuda tecnica senz’anima. In una specie di robotizzazione della creatività.

Notate come il brano che accompagna la recitazione entusiasmante dei personaggi (in particolare il grandissimo caratterista Guido Nicheli, mai troppo compianto), ovvero I love to love di Tina Charles, spanda un’atmosfera di gaiezza del tutto impensabile nell’epoca della globalizzazione, e ancor di più dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2007-2008. Dove dominano nervosismo ristagnante e ottimismo fasullo. E un impossibile far ripartire la cosiddetta “crescita”, in un tipo di realtà da cui non si può più cavare nulla, come se ci si sforzasse di voler cavare qualcosa da una pietra.

Se poi riflettiamo sul fatto che, all’epoca (anni ottanta), una buona fetta dell’industria dell’intrattenimento era già spesa nel revival degli anni sessanta (il primo album cover fu “2060 Italian graffiati” di Ivan Cattaneo, risalente al 1981) possiamo ben intuire come l’era neoliberista – all’epoca si era ancora ai suoi albori – sia stata, e lo è tuttora, un’ era di dipendenza emotivo-affettiva da un passato recente visto come una specie di “età dell’oro”, ma in maniera ingombrante, fino a giungere alla stucchevolezza e ripetitività delle trasmissioni condotte da Paolo Limiti, che ancora imperversano e tediano.

L’epoca del film in questione, dunque, era ancora contraddistinta da una compresenza di vitalità del presente  e di nostalgia del passato. Adesso si è giunti al punto in cui la vitalità è stata mangiata dall’inflazione storica – avvenimenti di tipo già assimilato una volta per tutte che si ripetono, o promettono di ripetersi – ed è rimasta solo una nostalgia del passato, che sa più di crocifissione al passato.

Questo tempo è crocefisso al passato (utilizzando un’espressione del politico Armando Siri), e la globalizzazione-crisi finanziaria è il suo Monte Golgota.

Questo tempo deve essere staccato dalla croce del tempo lineare, dimodochè “risorgerà dopo tre giorni.”

Annunci

Azioni

Information

One response

6 09 2012
Mediter

gran bello spaccato! Questi filmati che stai postando dicono più di mille parole e hai sintetizzato benissimo l’aria che si respirava negli anni 80 (la ricordo ancora questa canzoncina) e Guido Nicheli attore con lo scopo di rendersi antipatico, ma che poi finivi per apprezzare e dove c’era lui, il divertimento era assicurato. Se penso a lui penso ad un’ottimismo infantile, tipico degli yuppie anni ’80, qualcosa inconcepibile oggi, soprattutto la canzoncina. Anni 80 dove ancora sopravviveva una certa minima vitalità, ma già si era entrati nell’era dei revival e quindi la commedia italiana si era spogliata della sua classicità, della sua forza creativa ed era rimasta solo la comicità, tanto che oggi rimpiangiamo film come grandi magazzini e grand hotel excelsior ad esempio, che almeno pur se commerciali e non classici, regalavano gag genuine e davvero comiche, ora non ci è rimasto neanche quello. Probabilmente se dovessimo tracciare una linea della decadenza del cinema italiano e più precisamente della commedia all’italiana (genere principe del nostro cinema), mi viene in mente la prima metà anni settanta o meglio il film amici-miei, l’ultimo classico della commedia italiana per la critica (e già in realtà si sentiva forte la decadenza in quel film), dopo verranno i Castellano e Pipolo, i Vanzina e saranno solo gag e revival, ora non c’è neanche questo, Significativo che si sia deciso di finire l’era dei cinepanettoni proprio quest’anno! Visto? pur parlando di commedia nel cinema se ne potrebbe trarre uno studio sociologico la cui profondità si sognerebbero gli accademici universitari eeh!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: