Appunti sparsi dal mio quaderno (2)

1 06 2012

Come già nella puntata precedente, questi appunti scritti originariamente a mano sul mio quaderno, sono dichiaratamente non logici e non razionali. Si tratta della rappresentazione di intuizioni veloci della mia mente, che si incrociano tra loro. Mi scuso in anticipo se può risultare poco comprensibile. Per tutto ciò di cui non siete a conoscenza (e non è linkato), avete a disposizione qualsiasi motore di ricerca su internet.

La fine dell’Impero Britannico e le disobbedienze di massa in India. Tutto questo mentre Chamberlain praticava l’appeasement nei confronti di Hitler. Astana, la capitale del Kazhakistan costruita a tavolino, città degli “Illuminati”. La cosa davvero degna di nota ora è la scoperta di come il progetto “Lomonardo”, di hypnagogic pop, sia originario dal Kazhakistan, magari proprio da Astana. Un libro, come un romanzo, gioca sull’accumulo e la reiterazione di elementi. Le immagini del brano degli oOooO che non si può sapere a che hanno risalgono. Sono senz’altro del secondo dopoguerra, ma non si capisce di quando. La zia bonanima di Mondart che diceva: “Scultùm ben quel che i dise a SanRemo, che dopu al sucéd sémpar.” Messaggi in codice promanati dal palco di SanRemo (o, meglio, “Sanremo”, scritto alla moderna), per poi essere attualizzati storicamente. E per mandare dal palco questi messaggi vengono utilizzati personaggi famosi, come Benigni e Celentano. Quello del “Mondo in mi7” e “Jungla di città.” Dopo il 1968, Walter Molino e Gallieno Ferri erano già anacronistici. Copertina de “La domenica del Corriere” del febbraio 1958, disegnata da Molino, con Milva, Modugno coi baffetti, Claudio Villa e Johnny Dorelli coi capelli rossi e, tra il pubblico, davanti ai fiori che fanno da confine tra il palco e la platea, si riconoscono Tony Dallara, Renato Rascel e Gino Paoli, coi suoi occhiali dalla montatura nera e spessa. Umberto Bindi, Giorgio Gaber (il sosia di Donato Bilancia) e, appunto, il Celentano.

Gli anni 80, nonostante la loro eccessiva contemporaneità  modaiola, avevano ancora un certo processo storico nel loro DNA: pensiamo alle novità in ambito musicale/pop, tutte cose che si sarebbero rimpiante negli anni 90-2000. Ma anche negli stessi anni 80 vi erano i revival della musica popolare/leggera di venti anni prima. E poi quella transizione anni 70/80 che riempì oggettivamente e piacevolmente di oggettiva angoscia metafisica…non lo sto spiegando bene.

Comunque, certi personaggi degli anni 50/60 erano presenti anche negli anni 80, pensiamo a Renato Rascel, presente anche in quegli anni 30/40, estremamente storici. Quando circolavano ancora in giro termini come “patria”, “gloria”, quando i paesi europei non erano ancora alleati militarmente con gli USA e si costruivano fortificazioni come la “linea Maginot”, quando vi erano ancora personaggi come Badoglio, i quali dicevano che la guerra si fa con “l’om, il mul e il canon” (come ai tempi della Grande Guerra), le riprese dei cinegiornali avevano lo stesso aspetto di quelle di tutti gli anni 50, fino ai primi due, tre dei 60. Eppure venivano girati in tempi di militarismo e bellicismo sacralizzati ed eroificati, in tempi di copricapi enormi con il simbolo dell’aquila imperiale. In tempi in cui esistevano le “radio star”, che poi sarebbero state uccise dalla TV. In cui non c’era la TV, si viveva all’antica, in modo “non moderno.” (un modo che poi verrà successivamente rimpianto), più lento, senza autostrade, con molti miliardi di persone in meno al mondo, e in cui i letterati, gli intellettuali e gli artisti spiccavano di più e avevano più voce in capitolo, forse perchè ce n’erano di meno e il mondo viaggiava a un ritmo più lento. L’epoca di Chamberlain e degli “accordi di Monaco”, con Chamberlain che sventolava il foglio dell’accordo contenente la firma di Hitler, attraverso i media di allora (solamente le radio) veniva fatta pesare la minaccia di guerra, come succederà per la “crisi di Cuba” nell’ottobre 1962. Nel periodo in cui il potere coloniale britannico si stava sfaldando…Con la disobbedienza civile in India, la quale diverrà indipendente proprio nel dopoguerra. La seconda guerra è stata un momento di fading, proprio come la prima. Hitler, in quei suoi ritiri di montagna, che intratteneva i suoi ospiti parlando tutta la notte, mangiando fette di torte tedesche sempre diverse.