Grattacielo Pirelli 2002 e Torre Galfa 2012

13 05 2012

Vi ricordate quando dieci anni fa, esattamente il 18 aprile 2002, un aereo da turismo proveniente da Locarno, nella Svizzera italiana, si rovesciò sugli ultimi piani del grattacielo Pirelli di Milano? Alla guida del piccolo aereo vi era un pilota sessantaquattrenne che provocò il disastro, a causa di manovre errate nonchè di confusione nel tragitto, e morì nell’incidente, trascinando con sè altre due persone, impiegati della Regione Lombardia, la cui sede si trovava e si trova dentro il grattacielo Pirelli, chiamato popolarmente “Il Pirellone.”

pirellone

Le Twin tower in fiamme

L’incidente, all’epoca – relativamente piccolo ma con un certo impatto spettacolare – fece rumore, anche per via del fatto che avveniva a pochi mesi di distanza dall’attentato terroristico del WTC di New York a Manatthan,  l’11 settembre dell’anno prima, la molla che fece scattare la cosiddetta “Guerra al terrorismo” da parte della bellicosa amministrazione di George W. Bush. Infatti, lo schianto del Rockwell Commander nel grattacielo Pirelli era molto simile a una specie di grottesca, tragicomica imitazione in scala ridotta di ciò che era avvenuto negli Stati Uniti.

E già questa fu una sincronicità (coincidenza significativa) mica da ridere.

Dieci anni dopo (quasi) esatti, precisamente il 5 maggio 2012, un altro grattacielo di Milano torna a far parlare di sè: ovverosia la torre Galfa, in stato di abbandono e degrado da anni, edificata contemporaneamente al Pirellone. In quel giorno, il complesso architettonico di proprietà dell’immobiliare Lombarda, è stato occupato da un collettivo di artisti e professionisti della comunicazione e dello spettacolo in lotta contro il “precariato lavorativo.” Tutte queste persone, per ora più di 300, intendono risistemare la torre e farne una specie di “centro per le arti” aperto a chiunque abbia delle idee e voglia di aiutare e partecipare, sperimentando nuovi tipi di rapporti sociali ed economici all’interno del mondo dell’arte e della cultura e fuori dal circuito delle logiche finanziarie vigenti. Il nome di questa iniziativa, somigliante al prendere possesso di edifici inabitati mettendo su un centro sociale o uno squat, è Macao, nome che condivide – oltre che con una striscia di terra sul mar della Cina – con il titolo di una trasmissione di Gianni Boncompagni rimasta nella storia della Tv per il suo essere fuori dagli schemi (una specie di Non è la Rai serale in cui fu invitato Carmelo Bene in una puntata) risalente a 15 anni prima esatti, primavera 1997.

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La torre Galfa

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La torre Galfa e Macao

Nonostante le minacce di “ritorno alla legalità” (= sgombero) da parte delle istituzioni della città, questo avvenimento sembra di buon auspicio, a differenza dello schianto di quel piccolo aereo su un’altra torre. Quello veniva DOPO un evento analogo di magnitudine maggiore. Questo possiamo pensare avvenga PRIMA di un qualcosa di analogo di magnitudine maggiore?…

Concludiamo, ricordando, come abbiamo già detto, che Macao, il nome del progetto di occupazione culturale della torre Galfa, viene condiviso con una striscia di terra autonoma che si affaccia sul mare della Cina, la cui aspettativa di vita risulta essere la più alta del pianeta. Speriamo tanto che anche questo sia di buon auspicio.

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