Ritorno al futuro – Analisi del film parte II (Operazione Paperclip ed equilibrio dei principi maschile e femminile)

23 04 2012

Dal momento che sono al 100% d’accordo con la visione d’insieme che è alla base dell’analisi del film Ritorno al futuro da parte di Mediter di Il Mondo Simbolico, la sto riportando interamente su Civiltà Scomparse da un paio di settimane.

Parlando del numero 88 e del forte legame che questo numero ha con i nazisti, vorrei fare un’altra considerazione importante e che come altre cose, spesso la storia ufficiale nasconde: chi naviga in questi lidi probabilmente avrà sentito parlare dell’Operazione Paperclip, un’operazione segreta del’OSS (il servizio segreto che successivamente diventò la CIA), tesa a trasferire gli scienziati nazisti in America dopo la disfatta di Hitler alla fine della seconda guerra mondiale.

E’ un fatto storicamente accertato questo, anche se si tende a dimenticare. La Germania nazista era la nazione più avanzata tecnologicamente in quel periodo, esistono numerose prove di come stessero sperimentando nuovi velivoli (i cosiddetti dischi volanti nazisti) e nuove potenti armi. Furono ben 20mila gli “ex nazisti” trasportati in America, operazione che continuò almeno fino agli anni settanta. Tra questi scienziati profughi nazisti vi è anche il padre della missilistica moderna, Werner Von Braun, che andò a capo del Progetto Paperclip.

Fin qui la storia ufficiale è disposta ad ammettere tutti questi fatti, mentre tace su altri campi che portarono gli USA e l’intero occidente a primeggiare, ovvero la tecnologia per il controllo mentale e tutti gli esperimenti fatti nei campi di concentramento,per non parlare dell’ossessione sulla genetica o meglio sull’eugenetica che è di chiara discendenza nazista, visto che solo i nazisti erano pronti ad ascoltare e a finanziare ricerche di questo tipo, situazione che portò molti personaggi illustri inglesi e americani a simpatizzare con i nazisti.

La nuova scienza uccisa dalla scienza nazista

Insomma la tecnologia che si è sviluppata tutt’oggi è per buona parte di discendenza nazista, l’88 è simbolo non solo del potere, ma anche della scienza nazista e nel film tutto ciò viene anche simboleggiato dai terroristi libici (il potere nascosto, scorpione, plutone), che uccidono la nuova scienza, i nuovi confini, i ricercatori indipendenti, Doc insomma.
Nuova scienza che nel post moderno è ancora legata al potere nazista ed ha bisogno di esso per prosperare. Doc dipende dal plutonio, dalle risorse limitate ed ha bisogno di superare il numero simbolico 88 e quindi la barriera temporale, le risorse limitate che la scienza nazista ci obbliga ad avere. Il potere subdolo, nascosto, il terrorismo lo uccide, ma Doc in realtà grazie al Martin Prometeo non morirà, ma intanto è fatto fuori e il film ce lo mostra come morto, ciò non eviterà a Martin di superare involontariamente la barriera dell’88 in modo incosciente e così cambiare la storia. Martin è quindi rappresentante anche della gente comune che su internet parla di questi argomenti di frontiera in modo incosciente e senza reali basi conoscitive e che indirettamente da fastidio e distrugge la piramide. Siamo noi popolo di internet è la gente comune che lotta contro i mulini a vento, che non conosce cos’è il vero potere, ma la sua umanità e la sua sincerità di azione diventa strumento di cambiamento, siamo noi popolo ignorante, la nostra umanità che si getta in un campo minato, senza sapere dove sono posizionate le mine.
Martin arriva nel 1955 ed è pronto a cambiare la storia.

Il simbolo della Pepsi con i colori tipici delle tre maggiori potenze occidentali (Francia da cui è iniziata la rivoluzione, Gran Bretagna ed Usa), il potere dei marchi, delle multinazionali che domina l'intero mondo

Ricordo che con un amico nel passato feci una battuta su “Ritorno al Futuro” affermando che il film era un lungo ed enorme spot sulla Pepsi. A quei tempi pensavo che ciò era dovuto semplicemente al fatto che la pepsi probabilmente era uno dei maggiori finanziatori del film e che i registi in modo geniale e non fastidioso, erano riusciti a sponsorizzare alla grande i loro finanziatori. In realtà quest’incredibile accennare alle marche (mi viene in mente anche la Nike, che “cane pazzo” Turner dell’ottocento crede essere un nome indiano o le mutande firmate Levis Strauss, che faranno credere alla mamma di Martin del 1955, che suo figlio si chiama Levis Strauss e così il nostro Prometeo sarà costretto a chiamarsi in questo modo nel 1955).
Questo forte bombardamento di spot è anomalo anche per Hollywood che evita di inserire pubblicità, a differenza dei film italiani spesso spudorati almeno fino agli anni ottanta.
Insomma visto che questo bombardamento di grandi marche in un solo film è un qualcosa di più unico che raro nel panorama hollywoodiano, la scelta dei registi non è semplicemente di marketing, ma in realtà è principalmente una scelta di sceneggiatura che rinforza il carattere di film sulla post-modernità che ha “Ritorno al Futuro”.
Appena arrivato nel 1955 Martin chiede da bere prima una “pepsi senza” e poi una “fanta”. Il Barista pensa che Martin si stia prendendo gioco di lui. Quello era per me uno dei momenti più divertenti del film e ora a distanza di tempo lo ritengo uno dei più rivelatori riguardo l’elemento post-modernità, o meglio il paragone che viene fatto tra due periodi temporali diversi: il mondo di Martin chiama una bevanda non per quello che è, ma con la sua marca. I suoi vestiti sono firmati, parla spesso per citazioni: eccovi a voi servito l’uomo creato ad immagine e somiglianza della pop culture, l’uomo la cui sua identità è creata dall’immaginario cinematografico, televisivo e musicale, l’uomo che perde le sue origini, l’uomo post-moderno in cui le marche, i prodotti  non hanno più una funzione utilitaristica, ma sono uno status symbol. Negli anni 50 sicuramente vi era molta più ingenuità ed innocenza, il rock era agli albori e la pop culture stava muovendo i primi passi. Ci troviamo a quella comparazione che è stata fatta spesso anche in alcuni film italiani, mi viene in mente “Il ragazzo di campagna” con Renato Pozzetto, film degli anni 80, dove il ragazzo di campagna è la civiltà contadina italiana storica, mentre Milano, la città, è la metropoli post-moderna. Gli uomini diventano schiavi dei marchi e dell’immaginario, usano essi per costruire la propria identità, ma perdono anche l’innocenza ed escono dallo stato infantile. Il Post-moderno pieno di luci e di bagliori, di una scienza asservita al male che tiene in vita un sistema consumistico, paradossalmente è un mondo che toglie l’umanità dallo stato infantile, quello del relegare a Dio, al Sovrano, allo statista, la propria vita.
L’immaginario post-moderno abbatte tutti i valori, ci fa sentire più tristi, ansiosi, soli, in preda alla confusione, ma ci libera anche dagli dei, dall’intermediazione, un processo duro di cui forze oscure approfittano, ma necessario per far prendere all’umanità le proprie responsabilità e farla uscire dalla fase infantile.
Il post-moderno con il suo consumismo, l’individualismo estremo, la ribellione giovanile, la caduta delle ideologie e di tutte le certezze, rappresenta un enorme stargate che porta l’umanità verso l’adolescenza e si spera, a riconquistare il paradiso perduto.
Martin nel 1955 ovvero nel mondo storicizzato, sacro, senza i lustrini del post-moderno, naturalmente si sente un pesce fuor d’acqua, perché lui è già oltre la storia, oltre le convenzioni sociali, oltre la famiglia patriarcale, oltre il sacro, lui è nel post-moderno, nel caos, lui è Prometeo, colui che fa incazzare gli dei, che toglie sacralità, che distrugge la storia e per questo nel film il suo passaggio provoca sconcerto e rabbia (in Biff naturalmente, la tradizione), ma anche meraviglia (lo skateboard senza la tavola di legno di appoggio per le mani che Martin crea destando scalpore, esempio di tecnica prometeica e post-moderna dove la tecnologia è subordinata al piacere, i consigli che da in tema di corteggiamento al padre) e naturalmente la chitarra elettrica. Martin è il vaso di Pandora del post moderno, lui insieme a Doc suo compare, sono la relatività einsteiniana che si impone nel mondo.
Un altro elemento tra i più simpatici di “Ritorno al futuro” è Biff che ogni volta che incontra Martin, nel futuro come nel passato ed anche nel presente, gli chiede di salutargli la mamma o comunque cerca in genere di importunarla. La mamma di Martin è il femminile ridotto ad oggetto sessuale, l’emisfero destro subordinato al cervello rettiliano e razionale, la parte sensibile ed intuitiva che viene continuamente contrastata e ridicolizzata.
nella nostra civiltà. Il post-moderno cercherà di portare maggior equilibrio tra maschile e femminile, ma questo provocherà spesso guai a non finire ovvero mercificazione del corpo femminile, bombardamento sessuale, crisi del mondo maschile. I principi maschile e femminile nel post-moderno sono in lotta tra di loro in cerca di un equilibrio.
Fin quando nel periodo storico vi era un netto predominio del principio maschile, non vi erano problemi di sorta perchè la donna era subordinata e nessun uomo si sentiva attaccato nella sua “virilità” e nel ruolo di potere che la società gli forniva e quindi non vi era nessuno scontro tra maschio e femmina. Con il post-moderno, la funzione riequilibratrice si riattiva e ciò provoca una reazione negativa del principio maschile  (Biff che impone il suo machismo storico, tentando di violentare la sera del ballo la madre di Martin) o il padre di Martin, codardo e senza spina dorsale; due opposti maschili negativi, Biff il macho e George Mcfly, l’uomo senza palle, due maschi che a modo loro reagiscono ad una donna sempre più libera.
Il primo incontro che Martin avrà con Doc è abbastanza traumatico, perchè il nostro scienziato del 1955 è ancora legato alla scienza galileaiana, copernicana (il nome del cane di Doc è infatti Copernico) che ancora non è imbevuta di relativismo e fisica quantistica. Ha bisogno di prove che Martin gli darà, intanto reputa impossibile che un attore come Ronald Reagan sia diventato presidente, evento tipico post-moderno, spettacolare, lontano dal mondo fatto di categorie lineari come quelle di Doc, dove il politico è tale al 100%, dove Berlusconi, Cicciolina e l’intera spettacolarizzazione e decadenza della politica erano di là da venire. Noi siamo alle fasi finali del post-moderno, siamo anche oltre il tempo di Martin, la politica è morta, alla faccia di chi ancora crede che questa realtà sarà eterna, tutto sta decadendo, in questo Grillo è stato un profeta quando riferendosi ai politici parlava di Zombie che non sanno di essere morti.
Martin insomma convince Doc che lui arriva dal 1955 e parlando di plutonio come carburante della macchina del tempo, in Doc sembra rafforzarsi lo stereotipo, tutto degli anni
’50, di un mondo futuro dove vi è stata la guerra nucleare e si gira con delle tute anti-radiazioni, lo rimarca Doc quando vede il video in cui lui è con una tuta anti-radiazioni pensando che dipenda dagli effetti della guerra atomica e pensa anche che sia facile nel 1985 procurarsi del Plutonio “scommetto che nel 1985 si vende sotto casa” dirà Doc.
Come si sa il futuro non è mai quello creduto o prospettato dalla visione comune e tutto sommato non è mai così nero come viene immaginato, specie dagli autori fantascientifici, basti pensare Blade Runner e seguiti che parlano di dominio delle macchine, città asfissianti sotto cupole o scenari apocalittici post-nucleari.

Il Libro di George McFly, l'unione di maschile e femminile accellerato dalla pop-culture, da una cultura non più planetaria, ma galattica che richiede nuove regole

Quello che deve fare Martin ora è far incontrare sua madre e suo padre, perchè a causa del suo arrivo, ciò non si è verificato e senza questo evento lui non nascerà mai e Biff, il mondo macho e storicizzabile, continueranno ad imperare, infatti mentre Martin sta sparendo quando suona la chitarra, il tipico macho cerca di provarci con sua madre e quindi oltre alla chitarra elettrica, a Martin per innescare il post-moderno serve anche  che sua madre incontri un uomo meno macho, più sensibile, più post-moderno appunto: George McFly che ante-litteram incarna già il tipico nerd della nostra epoca, amante di storie di fantascienza e ossessionato dalla pop-culture (diventerà poi scrittore nel futuro positivo creato da Martin).
La fantascienza è già post-moderno perchè impone all’uomo lo sguardo oltre i propri confini e mette in moto la voglia di futuro tipica dei nostri tempi. Nel post-moderno la fantascienza esce dalla sua fase pionieristica e diventa elemento per interpretare la realtà, con il fenomeno UFO che ci impone ad andare oltre lo sguardo umano-centrico e a porci la domanda “siamo soli nell’universo?”. La fantascienza è uno dei generi letterari che meglio di altri riuscirà a porre riflessioni sulla nostra società (2001 odissea nello spazio, Blade Runner, Matrix ecc.), il genere che più sarà utilizzato come nuova mitologia, come testo sacro del post-moderno, del post-Roswell, ci prepara ai viaggi spaziali, anticipa l’era dei computer, di internet e si spera la fine del lavoro che sarà gettato definitivamente nelle mani delle macchine. La fantascienza è pop-culture e Martin la utilizza per convincere il padre a corteggiare sua madre (l’immaginario, la pop-culture come elemento di identità e di azione nella vita, basti pensare i trekker).
Il Prossimo articolo concluderà l’analisi del primo Ritorno al futuro
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2 responses

23 05 2015
Danyael

Siete soli nell’Universo? La domanda giusta sarebbe: “Esiste l’Universo?”. Beh, da buon prestigiatore il signore di questo mondo vi ha illusi con tanti di quei trucchi che ormai non sapete più chi siete, uno duei trucchi è il Nazismo con le sue scienze, infatti, guarda caso Einstein, Teller e Dalton erano Ebrei.

6 11 2016

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