Ritorno al futuro: coordinate spazio temporali

12 04 2012

Nel presente articolo, Mediter ci fa entrare all’interno dei riferimenti cronologici e simbolici riguardanti il suo più che apprezzabile studio sul film “Ritorno al futuro”.

Ritorno al futuro è un film del 1985, anno già che già in passato (nell’articolo “coscienza globale e coscienza galattica”) avevo indicato come significativo perché fu tra gli anni in cui cominciarono ad accellerare i processi che avrebbero portato alla caduta dell’Urss e alla fine della guerra fredda, con tutto ciò che ne è conseguito (fine delle ideologie, spinta propulsiva per l’avvio del processo di globalizzazione ecc.), infatti nel 1985 viene eletto segretario del partito comunista dell’Unione Sovietica  Michail Gorbačëv, il personaggio simbolo della fine della guerra fredda, della perestroika, dello smantellamento dell’URSS. Il mito post-moderno (vedere precedente articolo) avvertiva questi cambiamenti e seppe incanalarli e mostrarli a milioni di spettatori nel mondo con Rocky 4, film dove il pugile russo Ivan Drago, viene battuto dall’americano Rocky Balboa, la pellicola è proprio del 1985.

Nel film “Ritorno al futuro” due sono le epoche che vengono messe a paragone, gli anni 80 e la prima metà degli anni 50, prima della rivoluzione rock, ovvero moderno e post-moderno. Cominciamo dagli anni 50:
quando si parla di post-moderno nessuno riesce a dare una data precisa di nascita, si sa solamente che questo termine apparì per la prima volta negli anni 30, per il resto ho già delineato precedentemente (e altri blog amici lo hanno fatto meglio di me), come la post-modernità nella società, nella vita comune, nell’esperienza di tutti giorni, sia nata simbolicamente nella seconda metà degli anni 50, gli anni di ascesa del rock’n roll, della società mass-mediale e della società dello spettacolo (con le prime tv che entrano nelle case delle persone), del boom economico, degli elettrodomestici come status-symbol, insomma il primo seme piantato verso la società dell’apparenza e consumistica attuale, ma soprattutto gli anni dell’avvento della generazione x; infatti il famoso gap generazionale, che fa si che padri e figli non riescano più a comprendersi per il fatto di avere valori e ideali opposti, nasce simbolicamente proprio negli anni 50 e come tipico del post-moderno (o della tarda modernità) è il cinema a decretarne la nascita proprio nel 1956, con la prematura morte di James Dean in un incidente stradale, giovane simbolo della generazione x ribelle e che non si riconosce nei valori autoritari dei padri ed in questo la beat generation ne è un simbolo potente, con Allen Ginsberg, il mito della strada con Kerouac, tutto un movimento che va contro le convenzioni sociali ed è per il sesso libero e per le droghe. Il termine beat richiama alla soddisfazione dell’attimo, ad un certo sincretismo che mischia filosofia orientale (zen) con alcool e droghe.
E’ in America che si celebra questo rito (e che poi si espanderà pian piano in tutto il mondo) che spaccherà definitivamente in due e allontanerà sempre più giovani e vecchi, fenomeno questo molto post-moderno e poco storico.
Ufficialmente la beat generation nasce nel 1952, ma comincerà ad avere seguito solamente successivamente.
Il 1955 è da questo punto di vista (come ben evidenzia Wikipedia) uno degli anni più importanti della beat generation, anno in cui Allan Ginsberg in un ex officina, legge per la prima volta il suo capolavoro poetico “l’urlo” (uno dei manifesti principali del movimento), anche se probabilmente il romanzo “on the road” di Kerouac del 1957 (ad inizio post-moderno) ne decreterà la vera fama.
Il film il “gigante” del 1956 di James Dean, il suo ultimo film, è una saga familiare insolita per l’epoca perchè si parla di conflitti tra generazioni, razzismo, matrimoni misti. Stesso James Dean come già detto si è fatto simbolo di quella gioventù ribelle oramai avversa ai padri, che non si riconosce più nei loro valori, disillusa dalla tremenda guerra e da una mancanza di valori.
In quel periodo, tra moderno e post-moderno, nasce la gioventù ribelle, nasce il concetto di adolescenza, che dalle pagine di psicologia entra a far parte del linguaggio comune. I Giovani vengono visti anche come il miglior bacino di consumo e nella nuova società dell’apparenza e del profitto, non potevano che cominciare ad avere un’attenzione privilegiata negata a loro nel passato.
Tutto questo bing bang generazionale e culturale, questo vero e proprio stargate, si manifesta nell’epoca in cui Martin Mc Fly (giovane anch’egli e che indirettamente diviene eroe e portavoce del post-moderno e successivamente del suo superamento) ritorna indietro nel tempo, nell’ancora innocente 1955, dove i tumulti culturali giovanili sono ancora sotterranei e dove la liquidità, il relativismo ed il sincretismo tipici della nostra epoca decadente, non sono ancora emersi. Tutto ciò viene sottolineato nel film anche dal cane di Doc che nel 1955 ha il nome di Copernico, mentre nel 1985 si chiama Einstein, a simbolizzare anche il cambiamento a velocità della luce che ha assunto la società: una società (post-moderna) dove il tempo è relativo e dove le categorie scientifiche tradizionali copernicane dell’universo, sono state stravolte.
Martin proviene da un’epoca einsteiniana relativa, mentre il 1955 è l’epoca del tempo ancora stabile e storicizzabile…
Nel prossimo articolo ci soffermeremo sugli anni 80 per poi passare definitivamente all’analisi del film!
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6 11 2016

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