Dieci anni dal “feroce salatino” di George W. Bush

15 01 2012

Quest’oggi, in questa domenica, voglio celebrare una commemorazione. Sono infatti trascorsi esattamente dieci anni da quando l’allora presidente degli Stati Uniti GEORGE W. BUSH rischiò di soffocare, o di subire una commozione cerebrale, per via di un salatino che, andandogli di traverso mentre stava vedendo una partita di baseball alla TV, gli fece mancare i sensi facendolo svenire e ruzzolare a terra, procurandosi anche delle abrasioni alla faccia.

Il salatino terrorista che minacciò la salute di Bush era precisamente una di quelle versioni miniaturizzate del pane tedesco chiamato PRETZEL, confezionate assieme ad altri salatini, che ha spesso trangugiato chi scrive, anche lui vedendo la TV o, preferibilmente, sgranocchiato dall’angolo  antipasti mentre aspettava di cenare durante una cena da qualche amico o, ancora più preferibilmente, a qualche mangiata a sbafo durante un buffet di inaugurazione di qualcosa.

All’epoca si era casualmente nel pieno della GUERRA AL TERRORISMO e alla vigliia della dichiarazione di GUERRA PREVENTIVA contro gli “stati canaglia” che componevano l’ “asse del male”. E gli organi di informazione si dedicarano ampiamente, e con seria preoccupazione, al rischio corso dal comandante in capo delle forze militari USA di essere assassinato da un innocentissimo pretzel, mentre qualche mese prima c’aveva provato Osama Bin Laden e la sua banda di Al Qaeda.

Ricordando il “feroce Saladino”, ovvero una rarissima figurina del concorso indetto dalla Perugina negli anni 30, in pieno fascismo, abbinato alla trasmissione radiofonica dell’EIAR “I quattro moschettieri”, diversi giornalisti avevano soprannominato, con molta simpatia, FEROCE SALATINO il pretzel protagonista del fattaccio. E nella figurina in questione, illustrata dal pittore Angelo Bioletto ( che in futuro disegnerà alcune storiche storie di Topolino sceneggiate da Guido Martina), l’immagine del “feroce saladino” è stranamente simile, nello spirito ma anche nello phisique du role, a quel cattivone chiamato Osama Bin Laden di cui si diceva poco fa.

Non c’è che dire, erano veramente altri tempi.