Specchi deformanti

14 01 2012

Marlene_mirror

Viviamo qui in occidente, più o meno dalla fine degli anni cinquanta in avanti, una perdita del sacro e del mito storico.

Il tutto, nei decenni seguenti, ha visto un incremento esponenziale. Fino a giungere al caos anodino che abbiamo attualmente, centuplicato milioni di volte da internet e dai social network.

Sono del parere che in questo debba c’entrare molto con il cosiddetto “tempo reale”, iniziato con le dirette televisive, e giunto così al culmine nell’epoca dell’informazione su mille canali tv e su internet.

La molteplicità delle fonti informative, e l’opacità e le zone d’ombra che creano, talvolta mischiando palesemente realtà e finzione – e tanta disinformazione spacciata per “verità ufficiale” – ha dato origine ai cosiddetti TRUTHSEEKER, “cercatori di verità”, il più delle volte considerati dall’establishment alla stregua di visionari, narratori fantastici, oppure sprezzantemente definiti “quelli che vedono complotti e cospirazioni ovunque”, quelli che dicono sempre “chissà cosa c’è dietro”.

Nonostante vi sia un groviglio inestricabile di verità e falsità nella controinformazione alternativa, a mio parere non si ha diritto di liquidare in modo sprezzante il cospirazionismo-complottismo.

Ci siamo dimenticati che le civiltà sono costruite sulle fondamenta dell’immaginario simbolico. Per esempio, lo scrittore argentino Borges aveva detto una volta che “le religioni, e gran parte della filosofia, sono da lui considerate un ramo della letteratura fantastica.”

E sulle religioni e sulla filosofia si sono edificate civiltà.

Ebbene, anche se una grandissima parte (se non tutto) ciò che dice un David Icke qualsiasi, o un duemiladodicista qualsiasi, fosse un semplice parto dell’immaginazione, sarebbe comunque qualcosa di significativo la sua diffusione, il fatto che decine di migliaia di persone abbiano fede nel credere che un gruppo di potenti elitari tengano in pugno l’occidente, e quindi tutto il mondo, con l’aiuto della stregoneria e della magia nera, infiltrati nei più alti gradi della massoneria di rito scozzese, soggiogati da entità paradimensionali nella costruzione di un progetto secolare di schiavitù planetaria con l’ausilio di una tecnologia avanzatissima.

E questi gruppi elitari sarebbero composti da tredici famiglie, le quali hanno manovrato nell’ombra dietro a tutti gli avvenimenti storici che ci vengono raccontati, e risalirebbero genealogicamente – attraverso “linee di sangue” – indietro fino all’epoca di Babilonia.

Stupidaggini?

Può darsi, ma sono certamente di grande fascino, e possono cambiare il modo di “leggere il mondo” da parte di migliaia di persone, possono far vedere alcuni personaggi pubblici sotto una luce inconsueta, stravagante quanto si vuole ma inedita, e forse dirompente.

Il credere a cose come signoraggio, scie chimiche, HAARP, mantenimento del segreto militare sugli UFO e l’energia di punto zero illimitata e gratuita, progetto di un Nuovo Ordine Mondiale per concentrare la schiavitù finanziaria basata sul debito inestinguibile contratto con soldi che non esistono…si potrebbe quasi definire, come?

Un fenomeno inedito di “MITOMANIA DI MASSA”?

Nonostante ciò, tutte queste “stupidaggini” potrebbero anche riservare potenzialità persino rivoluzionarie, da un certo punto di vista.

Personalmente, la dietrologia che preferisco è quella dei TESORI nascosti dai gruppi elitari di potere che tengono per le palle l’occidente, tesori tecnologici i quali permetterebbero di avere a disposizione di chiunque energia illimitata sempre rinnovabile, senza bisogno di doverla estrare da nessuna parte (difendendo i giacimenti con le armi), quindi del tutto gratuita.

Ciò significherebbe una cosa ben precisa: l’estinzione del sistema basato sul capitale monetario, per sopraggiunta obsolescenza.

E farebbe anche capire COME MAI questo tipo di produzione di energia sia stata mantenuta così tanto tempo sotto chiave.

C’è da dire, comunque, 2012 o non 2012, calendario Maya o meno, visionari complottisti deliranti o meno, la civiltà di tipo occidentale a cui siamo aggrappati come una zattera alla deriva, è appunto alla deriva, che ci piaccia o no.

La persona media in occidente (e nei territori occidentalizzati) vive in un mondo completamente fasullo, affamato di novità, fa una vita da schiavo subliminale a causa di un sistema finanziario opprimente che favorisce i peggiori dal punto di vista morale, ha ogni radice culturale devitalizzata o tagliata – o venduta alla società dello spettacolo – è insomma profondamente infelice, ma non vuole pensarci, e sublima questo con ogni tipo di compensazione.

L’ipotesi più gettonata sul futuro più o meno immediato è DISTRUZIONE, CATASTROFE. Dall’esaurimento delle risorse, al disastro ambientale, all’asteroide impazzito che ci arriva addosso dallo spazio, gli alieni cattivi che ci invadono, la guerra termonucleare con la Cina per le risorse che mantengano il nostro modo di vivere consumista decadente.

Per non parlare dell’incomunicabilità e l’alienazione delle persone inscatolate nelle città, drogate da televisione, radio, internet, iphone, ipod, ipad, ipnotizzate da una tecnologia che schiavizza, oppresse dalla medicina materialista e dai rumori e gli inquinamenti delle strade.

Poi abbiamo coloro che si attendono un “risveglio spirituale” o un “risvegliarsi delle nostre potenzialità addormentate”, un incremento della spiritualità e della compassione verso tutti gli esseri umani e l’intero pianeta, visto come entità vivente.

Un aumento del nostro renderci conto di come “tutti siamo UNO”, e che ogni uomo, donna, bambino, animale della terra (e oltre) ha il diritto di vivere in pace, in salute e prosperità.

Abbiamo persino coloro che parlano di ASCENSIONE, di civiltà galattica, di passaggio dalla terza alla quarta dimensione di esistenza.

Sorprende notare quanto siano stridenti tra loro i due scenari che vengono prospettati per il futuro. Sono uno l’opposto dell’altro.

E’ come se ci stessimo approssimando a una specie di AUT AUT, di PUNTO DI BIFORCAZIONE.

E non sapremo davvero cosa il futuro – più o meno immediato – ha in serbo per noi, se non quando ci troveremo direttamente DENTRO.

E’ come se percepissimo già, in qualche modo, quel punto di SINGOLARITA’ a cui ci stiamo avvicinando, ma per ora possiamo percepire soltanto il suo riflesso, visto tutto confuso, come attraverso uno specchio deformante.

Le così tante ipotesi – le tante variazioni dalla catastrofe totale, alla fulminea evoluzione verso un altro piano di esistenza, più luminoso – rispecchiano questa percezione di come siamo alla vigilia di un enorme avvenimento di magnitudine infinita il quale coinvolgerà ogni esistenza, ma non possiamo percepirlo che deformato, e quindi descrivere le impressioni suscitate da questa impressione in modo parziale e inesatto. Molto insoddisfacente.

Eppure, sappiamo.

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