Interessante intervista sul 2012 a Igor Sibaldi

29 12 2011
Lo scrittore teologico Igor Sibaldi parla a proposito del 2012, e – dopo aver precisato che, sull’argomento, c’è una buona parte di “non verità” – ci dice che non lo considera pensando al “calendario Maya” (di cui sa poco e niente), ma lo vede come UNA FASE CHE CAPITA MOLTO SPESSO NELLA STORIA DELLE CIVILTA’.
L’ultima volta è capitato nel 1939. Tutto un mondo che sembrava destinato a durare tanto (le dittature europee apparivano vittoriose sull’Inghilterra e gli USA) tutt’ad un tratto è cambiato di colpo. Un’altra volta precedente è stata nel 1796, all’inizio della Campagna d’Italia di Napoleone che, da generale troppo giovane, ha travolto, assieme alla diplomazia inglese, gli eserciti europei uno dopo l’altro.
Capita dunque spesso che vi siano, nella storia, delle fasi di cambiamento così brusco che, a volerle definire in modo grossolano, le si può chiamare “fine del mondo”.
CROLLO di un mondo (non la realtà geografica, planetaria) e “mondo” in latino vuol dire “sistema”.
Poi è interessante vedere come Sibaldi accenni a un crollo più recente, in URSS, intorno al 1981, dopo i due decenni di Breznev, quando tutto sommato molti, nonostante il ristagno politico-economico, vedevano la situazione del regime sovietico come immodificabile ed eterna. E ne parla come di “un piccolo 2012”.
Ciò è molto affine all’attenzione che Civiltà Scomparse porta verso la ricorsività degli avvenimenti nella storia umana – e anche nella storia personale se vogliamo – che si ripresentano, naturalmente in condizioni e con personaggi completamente diversi, e con diversa -questo è un punto che mi piace molto – MAGNITUDINE, ovvero, come nei terremoti, l’avvenimento ricorsivo può avere gradazioni di intensità e importanza differenti.
A proposito, poi, di come coloro che rimangano in piedi durante uno sconvolgente cambiamento, siano tra quelli che si sono preparati in anticipo, che hanno costruito delle strutture per il futuro quando tutto sembrava andare avanti ma la crisi era già in atto, Igor Sibaldi approfondisce il discorso – citando Isaac Asimov – rivelando come l’ex presidente sovietico Juri Andropov avesse previsto con tanti anni di anticipo il collasso dell’URSS (basandosi sui dati segreti che aveva a disposizione) rafforzando una struttura che avrebbe continuato a funzionare anche DOPO, ovvero il KGB. La stessa cosa accadde millenni prima, quando gli ultimi amministratori dell’Impero Romano in crisi incipiente, rafforzarono una struttura che esisteva già, e che sarebbe sopravvissuta anche DOPO, cioè il Cristianesimo.
Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: