Minirecensione di un frammento di una mitica puntata dell’Alex Jones Show

8 10 2011
A differenza di tutte le altre volte, in questa occasione il “re dei complottisti” Alex Jones (lui direbbe il “re della verità”), smette per qualche attimo di parlare di tanti argomenti cari agli spettatori della sua trasmissione, non parla delle pianificazioni dei potenti incartapecoriti del Gruppo Bilderberg che si radunano in Canada, in Spagna o in Svizzera; non parla della “guerra alla droga” negli USA mentre i militari a stelle e strisce controllano i vista le piantagioni di oppio in Afghanistan, non disquisisce, assieme all’ex socio di Assange, sui documenti di Wikileaks apparsi sui mass media per opera della CIA in modo da mettere le mani sul controllo poliziesco di internet, non si occupa delle banche-zombie troppo grosse per essere fatte fallire, non espone le sue idee infuocate sul casato Windsor e sui rapporti delle monarchie regnanti europee con quelli che vogliono diminuire dell’85% la popolazione mondiale. Evita di parlare dei pericoli di Guerra Mondiale prossimi venturi con cronisti come Tarpley o Celente, non si sofferma sulle minacce consistenti nell’introdurre nel corpo virus dell’herpes modificati per “divorare” emozioni come la rabbia e inoculati attraverso i vaccini (e già qui…), infine, non chiama i suoi seguaci – come sta facendo in questo periodo – all’occupazione della succursale di Denver della Federal Reserve, a urlare invettive contro i globalisti mangia-sovranità-delle-nazioni, col suo fido megafono. No. Nella puntata eccezionale dell’Alex Jones Show, di cui proponiamo un brandello, curato nella versione italiana da Moksha75Sar3 che ringraziamo, il nostro eroe della controinformazione di PrisonPlanet e InfoWar, ci intrattiene su come i supremi rappresentanti dell’élite che spinge(rebbe) il pianeta occidente verso la dittatura fascista del NWO, si facciano di una sostanza psicotropa e psichedelica di rara potenza, ovvero la Dimetiltriptamina (DMT), e questo da ben settant’anni, dagli anni quaranta. Attraverso questa sostanza, i signori che si nascondono dietro le quinte del Gruppo Bilderberg riuscirebbero a percepire delle entità interdimensionali simili a elfi (da loro chiamate Clockword elves), con dei cappelli verdi a punta, che gli urlano di “aprire i portali” sulla terra per lasciarli passare in questa dimensione, implementando il Nuovo Ordine Mondiale, regalando loro in cambio il potere assoluto e la vita eterna. Nonostante, a più riprese, lo showman sudista si premuri di sottolineare che lui riferisce solamente in cosa credono certi personaggi, senza che lui stesso ci creda, la trasmissione diventa presto surreale e al limite dell’assurdo. Jones inizia citando lo scrittore di fantascienza Philip K.Dick (“che era bene a conoscenza di certi argomenti”), e in breve tempo sa che le cose in procinto di essere rivelate lo infervoreranno a tal punto che avvisa “Ora sto cominciando a sbraitare…”, ben sapendo che potrebbe infatti succedere come altre volte in precedenza, quando si esibisce in performance tali da fare invidia a molti cantanti heavy metal. Da quel momento lì in poi, è un fuoco di fila di rivelazioni e di follia. Connessioni neuronali che fanno provare un orgasmo intensissimo per giorni di fila dimodochè ci si dimentica di bere e mangiare e si muore, esperimenti allucinogeni sulle scimmie al centro di ricerca psicologica dell’Università del Texas simili alla Cura Ludovico di Arancia Meccanica (“Proprio adesso li stanno facendo!”) dove proiettano a sfarfallio delle puntate di una trasmissione chiamata America idol (?!) davanti agli occhi delle bestiole innocenti testando le loro onde cerebrali e trasformandole in algoritmi. Un’atmosfera che, personalmente, mi ricorda quando un mio vecchio professore al liceo ci intratteneva durante l’intervallo parlandoci degli esperimenti sulla radioattività che venivano compiuti nelle gallerie delle metropolitane utilizzando cittadini inconsapevoli come cavie umane. E questo insegnante, raccontandoci di come persone comuni di tutti i giorni erano state irrorate per anni, a loro insaputa, da radiazioni e agenti patogeni per la guerra batteriologica, provava un certo divertimento nel metterci paura raccontandoci segreti oscuri. E’ una puntata dell’Alex Jones Show davvero singolare dunque; il povero texano corpulento si dispera sopraffatto dall’enormità delle implicazioni di ciò che va dicendo (“vi sto rivelando uno dei più grandi segreti dell’élite!”), con alle sue spalle i consueti schermi televisivi dove scorrono a ripetizione immagini di politici, ministri, generali, direttori di intelligence, pezzi grossi in genere. E il mitico microfono, vicino all’altrettanto mitica scritta “ON AIR.” E’divertente vedere poi come Jones cerchi di cambiare argomento, di “parlare di cose un po più concrete”, ma i documenti che presenta e legge, coi loro riferimenti agli studi sulla realtà virtuale e l’LSD finanziati dal Pentagono – il quale è dentro fino al collo in questa roba da decenni – lo costringono sempre a ritornare a questi discorsi, i quali cominciano pericolosamente a riguardare gli enigmi del cervello e della coscienza, per poi cercare di concludere il tutto con una frase storica, quasi degna di un film con John Wayne, riguardante di nuovo la molecola DMT. Insomma, qui Alex Jones si è spinto come mai oltre, ha veramente “dato il bianco”, per dirla in gergo. Persino il cabarettista debunker TalliGalli se n’è accorto.
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