Fantasia

20 09 2011


Vi è una strana canzone del gruppo italiano Matia Bazar risalente al 1982, un singolo 45 giri tratto dall’album “Parigi, Berlino, Londra”, che sembra parlare di una specie di “ora X”, o addirittura di un qualcosa il quale si potrebbe interpretare come “fine del mondo, del tempo, o della storia.”
Sono notevoli anche i singolari oggettini bianchi tenuti in mano dai componenti del gruppo, elementi che richiamano il mondo dell’esoterismo, come la MERKABA mostrata dalla cantante Antonella Ruggiero in primo piano.


Poi, a sinistra vediamo un busto di manichino che ricorda la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, in fondo c’è un ANELLO DI MOEBIUS, figura geometrica non euclidea. Ma è il componente del gruppo alla sinistra della Ruggiero che attira di più il nostro interesse, dal momento che offre al nostro sguardo nientemeno che la RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA SUCCESSIONE NUMERICA DI FIBONACCI (in relazione col rapporto P GRECO) sottoforma del calco della conchiglia di un Nautilus, un mollusco particolare.


Come sappiamo, la sequenza di Fibonacci è LA costante matematica dell’universo, in tutte le sue scale dimensionali, e ne abbiamo parlato diverse volte proprio in relazione al TEMPO. Seguendo la linea di alcuni scienziati di frontiera russi come Smelijakov, il modello del tempo come linea retta indefinita o infinita, dal passato al futuro senza subire variazioni, è da rivedere. Dal momento che in natura non esiste il concetto di “linea dritta” (è un costrutto geometrico astratto, figlio della mente umana), ma ogni “linea” è una curva, o ciclo, di espansione-implosione, anche il tempo si comporterebbe allo stesso modo. E, visto il suo stretto legame con lo spazio, parteciperebbe alla creazione materiale della realtà. Il punto di origine da cui si diparte la spirale si potrebbe pensare posizionato “alla fine del tempo”, ma paradossalmente anche al suo inizio, dal momento che si tratta di un punto di origine. Cosicchè la cosiddetta “fine del mondo” verrebbe vista come una specie di “generatore della storia”, una MATRICE, un punto da cui si misura tutto il resto della storia, come la barra campione del METRO – con cui si misura la lunghezza della terra – conservata a Sévres, presso Parigi (guarda caso citata nella canzone).

E’ da rimarcare che persino nel videoclip si sono premurati di far comparire i vari oggetti!

Una stanza, una casa, una città
Strade vuote e ombre nell’oscurità.
A Berlino soldati stanchi e d’ogni età
Sopra i muri con le donne che gli stanno vicino
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Parigi, Londra e in tutte quante le città.

Era un venerdì notti di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città
e quanta in quella stanza.

Sulla Senna un barcone solitario va
Champagne a fiumi, munizioni e gente che non sa.
A Parigi tra lampioni spenti la complicità
Sigarette e voci per un’ora di felicità.
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Berlino, Londra e in tutte queste città.

Era un venerdì, notti di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città
Quanta tensione c’era…

Hei! Rintocchi di campane mute ormai
Radio Londra un messaggio nel Tamigi un’onda.
Lord e Lady un altro whisky cambierà
Ma nei pubs questi inglesi no non stanno più in piedi.
Fantasia che tra poco tutto finirà
A Berlino, a Parigi e in tutte quante le città.

Era un venerdì notte di silenzi e di luna piena
Quanta tensione c’era giù in città.

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