Jazz 33 giri

3 09 2011

Vi presento un ulteriore segnale di come la realtà consueta in cui viviamo stia decisamente ristagnando e non produca più novità nel livello solito di percezione e CONOSCENZE STANDARD E UFFICIALI. Cosicchè vengono riciclate cose già note. Certo, paradossalmente questo in un momento di apparente "accelerazione degli avvenimenti", ma si tratta comunque di eventi già codificati dalla storia, e non davvero nuovi, già assimilati dal subconscio collettivo, pensiamo solo alla (risaputa) guerra in Libia o ai tanti "nuovi 1929" che sono avvenuti e avverranno o alla "Primavera araba" con i suoi risaputi riferimenti al 1968. Insomma, ad ogni modo, il cosiddetto PROGRESSO DELLA CIVILTA' INDUSTRIALE che ci ha tenuti svegli per due-tre secoli si è bloccato, inceppato. E' uno straniamento totale vedere i dischi di vinile 33 giri di nuovo in vendita in una collana DeAgostini, con tanto di pubblicità alla radio e alla TV. E leggete in questo comunicato ufficiale come la DeAgostini si sforzi di far sembrare tutto questo una "novità" (novità editoriale unica sul mercato per qualità e prezzo, dedicata a collezionisti e appassionati di musica; rispetto alla fredda riproduzione digitale il suono meccanico e analogico del disco in vinile conserva intatto il fascino e il calore della resa sonora delle esibizioni originali; rispetto ai vinili standard da 120 grammi De Agostini ha scelto infatti di puntare su una maggiore resa sonora proponendo una grammatura da 180 grammi ad un costo altamente competitivo.) Sconvolgente.