Gli USA mostrati come volgari, litigiosi bancarottieri!

2 08 2011

Era TOTALMENTE da immaginarselo che alla fine, in zona Cesarini, i Democratici statalisti e i Repubblicani liberisti avrebbero trovato l'accordo per aumentare il tetto del debito pubblico USA, una piramide di carta senza valore che è cresciuta enormemente ed esponenzialmente soprattutto negli ultimi dieci/vent'anni, ma che per costruirla c'è voluto più di un secolo. Adesso, a questo cumulo di spazzatura gli viene dato il valore di più di 15.000 triliardi di $ (+ diversi miliardi dell'accordo) e, visto che le agenzie di rating dell'occidente non possono dire le cose come stanno, a questa finanza insolvente peggio che i paesi PIIGS, gli si continua a dare la "tripla A", modo per dire che SONO AFFIDABILI.

La Grande Finzione dunque continua, e oggi 2 agosto il mondo è sempre lo stesso di sempre, purtroppo. Un globo invaso dalla moneta-debito, da un oceano di "pagherò" (come si chiamavano un tempo le obbligazioni), pretesto per mille proiezioni finanziarie-economiche su anni futuri che probabilmente non vedremo mai. Nonostante tutto, però, abbiamo un po' meditato su come i gloriosi Stati Uniti, l' "Impero del bene" per eccellenza, sia stato così preso a pesci in faccia dai mass media, trattato come un quasi bancarottiere di infimo ordine, persino il TG1 di sabato scorso aveva come primo titolo "USA, incubo fallimento". Cioè, non stiamo parlando dell'Irlanda o della Grecia o di Cipro, stiamo parlando di coloro che, oltre l'Hard Power, la rete militare in mezzo mondo, possiedono il Soft Power, cioè quel tipo di potere dato dall'immaginario che sono riusciti a infondere a tutto l'occidente, pensiamo alla lingua inglese internazionale delle canzoni pop-rock, a Facebook, a McDonald's, alle cose che "vengono dall'America perchè le cose nuove prima vengono da là", alla terra della libertà duratura contro i tiranni dell' "Asse del Male" e degli "Stati canaglia". E tanto altro.

Ebbene, questo mito – quasi a partire da quando il ministro del tesoro Geithner ha parlato per la prima volta di DEFAULT lo scorso 11 gennaio – è stato impietosamente mostrato a tutto schermo sull'orlo del disastro, e per giunta con le galline litigiose nel pollaio che si azzuffano, con elefantini rossi e asinelli blu che si battibeccano inutilmente rischiando di non giungere a un accordo e far saltare la baracca, di arrivare a un Armageddon, per dirla col comandante in capo nero e brizzolato. Gli USA sono stati fatti vedere come il pugile Rocky che, preso a pugni (dalla Cina? dai BRICS?), col volto tumefatto e sanguinante rischia di crollare sul ring da un momento all'altro, con il direttore della Federal Reserve Bernanke il quale fa l'arbitro che conta fino a dieci per poi fare un'altra iniezione di dollari freschi di stampa, assolutamente senza valore.
Insomma, sappiamo che le televisioni, i giornali, le radio e una buona fetta di internet sono controllate dai manovratori, e allora perchè questi manovratori vogliono che gli Stati Uniti siano così umiliati sulla pubblica piazza del mondo? Ecco una buona questione su cui meditare a Ferragosto!

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