Zibaldone di pensieri estivo in attesa di un possibile default

19 07 2011
Come del resto lo avvisa anche il suo titolo, il presente articoletto sarà un melange alquanto variegato, un po’ come certe canzoni di Lorenzo Cherubini-Jovanotti. Avevo intenzione di scrivere qualcosa a proposito di ciò che mi hanno fatto venire in mente gli amici di NWO-TRUTHRESEARCH, blog documentatissimo che smaschera come facenti parte della “Grande Cospirazione” anche personaggi generalmente considerati come ANTI Grande Cospirazione, persino il più complottista di tutti, ovvero sua maestà David Icke (e il suo mentore mai dichiarato Jordan Maxwell).Di solito i personaggi alla guida di questi blog strapieni di informazioni capillari, nel loro considerare come disinformatori il 90% della popolazione dei media alternativi, mostrano una supponenza e una chiusura mentale non molto diversa da quella dei “megadebunker”, degli smascheratori di bufale complottiste, di quelli come Paolo Attivissimo e Massimo Polidoro per intenderci. Sia per gli uni che per gli altri l’istinto e l’intuizione non hanno alcuna importanza, sono unicamente devoti al loro emisfero sinistro del cervello, e solo la presentazione cronachistica – e un po’ noiosa – dei FATTI per loro ha valore sacerdotale.
Bene, prendevo giusto spunto da queste considerazioni, magari un po’ stupide chissà, per arrivare a una possibile verità, forse amara, forse persino divertente. Cioè che non serve a niente pensare che noi ricercatori, noi blogger d’inchiesta sui maligni governi ombra (il blogger di Civiltà Scomparse non è tra questi), ci pensiamo FUORI dagli inganni e dai condizionamenti che abbiamo presentato sui nostri spazi web. E’ una stupidaggine pensare questo, e non solo perchè qualsiasi ricercatore modifica l’oggetto della sua ricerca osservandolo ed entrandone in relazione (osservazione partecipante), ma anche perchè noi stessi, qualunque persona sul pianeta vittima di condizionamenti secolari (e tutti noi lo siamo, inutile raccontarcela) fa a pieno titolo parte della Grande Cospirazione Millenaria anche se se ne chiama fuori, e allora si dovrebbe essere così onesti con se stessi da non fare la maestrina con la matita rossa e blu che striglia una volta i sionisti, un’altra i gesuiti, un’altra la massoneria di rito scozzese, pensandosi fuori da questo meccanismo di sonno planetario, pensandosi vergine, innocente e pulito. Ogni uomo condizionato (e tutti noi lo siamo) OCCULTA LA VERITA’ come il più bieco degli Illuminati. Non c’è molta differenza tra occultarla a miliardi di persone o a una persona sola: noi stessi, ma è ciò che facciamo ogni giorno. E allora dobbiamo autosmascherarci!

Cambiamo in apparenza argomento. Di questi tempi la finanza del grande capitale a credito non se la passa granchè bene, in Italia, in Grecia, in zona euro, e soprattutto negli USA: entro il 2 agosto sapremo se gli States andranno o no in fallimento perchè insolventi a causa del loro debito semplicemente mostruoso accumulato in decenni. Intanto è già partito un anello debole della catena, il Minnesota. Gli operatori dell’informazione si scannano tra loro per cercare di mostrarci nel miglior modo possibile “cosa sta succedendo”, i capi istituzionali delle nostre sacre istituzioni ci pregano la COESIONE SOCIALE – e parlano di questo a chi? Ai drogati del consumo e di Facebook? – mentre annunciano tagli sociali ancora più odiosi. Perchè i soldi pubblici DEVONO mantenere a galla il sistema borsistico-finanziario che continua a far girare la ruota del capitalismo consumista spettacolarizzato dalla pubblicità.

Con un’accelerazione si spera il più possibile sostenuta, la FINZIONE FUORI TEMPO MASSIMO dell’attuale stato di cose sta venendo a galla. Per trenta/quarant’anni (mica un giorno!) si è cercato di mantenere il moloch consumista in piedi attraverso una finta “pace sociale” tra padroni e sudditi, ottenuta grazie al commercio di un numero sterminato di aggeggi tecnologici a basso costo, cibi e golosità industriali e all’intontimento dei sudditi da parte dei beniamini della politica e dello spettacolo. Quest’ultimo poi (come profetizzò bene Guy Debord) è tracimato OVUNQUE, rendendo prodotto da supermarket pubblicizzabile qualsiasi cosa: dal centro artistico di una città presentato ai turisti, all’Unità d’Italia ai rapporti quotidiani tra la gente. Per quanto la pubblicità possa ancora spettacolarizzarlo, sta venendo giù l’impero del formalismo/buonismo ipocrita, del “divertimento” a tutti i costi e della estraneità pilotata tra le persone, suggellata e glorificata dal DANARO farcito di debito. La stessa industrializzazione potrebbe collassare dopo tre secoli di violenza spacciata per progresso, quei mostri fumanti che stanno incatenando milioni di persone, tenendole staccate dall’ANIMA della Terra, un pianeta che – come l’incredibile Eugenio Siragusa ha detto una volta alla televisione – “GEME DI DOLORE”. Però forse, chissà, per tornare a essere di nuovo un tutt’uno con Gaia dovevamo passare per tre secoli attraverso le forche caudine dell’industrializzazione e dell’alienazione dai ritmi della natura. Dovevamo fare qualche passo indietro per farne uno grandissimo in avanti, oltre tutto ciò che conosciamo, per raggiungere l’Utopia Reale?

Tra l’altro, ritornando a ciò di cui scrivevamo qualche riga fa, anche Davide Nebuloni, in uno dei suoi ultimi articoli, si è detto DELUSO da uno dei baluardi del regime globale a guida USA – assieme al clown di McDonald – ovvero TOPOLINO, il giornaletto edito ogni settimana dalla corporation “The Walt Disney (Italia)©”. Tanto poetico e leggendario ieri, soprattutto ai tempi della Mondadori vecchia maniera, quanto senza più nulla da dire oggi; solo pastoni fritti riscaldati milioni di volte. Nebuloni si sofferma sul fatto che Mickey Mouse & C. pubblicizzano delle terrificanti fette di prosciutto in busta di plastica, ma noi (come abbiamo già fatto) vogliamo soffermarci sul suo proseguire per inerzia numero dopo numero, assieme a tutti gli altri fumetti e opere dell’ingegno umano che troviamo in edicola. Fa parte di un mondo troppo risaputo, troppo secolarizzato, troppo pieno di passato. Per quanti sforzi possono fare gli sceneggiatori per “trovare qualcosa di inedito” non lo troveranno MAI PIU’. La stessa cosa vale per la pornografia, si è esaurita ogni possibile perversione sessuale umana, animale o altro, si è raschiato il fondo della pentola. Stesso identico discorso per la letteratura e i suoi mostri sacri, che sono stati davvero troppo pubblicizzati in questo ultimo trentennio, loro e i loro epigoni, a causa della folle diffusione del marketing culturale di massa. Idem per qualsiasi altra opera dell’ingegno umano distribuita a piene mani dai circuiti informativi-distributivi. Si è trasmesso troppo, si è pubblicato troppo, si è messo in internet troppo. E adesso a noi ci sembra di veder piombare giù qualcosa che identifichiamo come “finanza”, come “economia”, e ci sembra di vedere che niente funziona più come prima, ma non è altro che un contenitore riempito troppo di passato (senza un reale, concreto, palpabile rinnovamento) e che sta esplodendo. E’ questa la vera esplosione del debito: i milioni di milioni di insolvenza monetaria sono questa eccessiva accumulazione di passato. Sono tonnellate e tonnellate di cose risapute e NON NUOVE che stanno spaccando il tavolo su cui sono collocate. E questo tavolo non è altro che il TEMPO LINEARE.

Si è fatto notare come l’uccisione del “Re del terrore”, non Diabolik ma Osama Bin Laden (che da una grotta dell’Asia Centrale progettò il crollo di due altissimi grattacieli gemelli per opera di due aerei di linea!), sia stata cucita su misura per il suo personaggio che – anche a causa dei suoi comunicati video dalle caverne, che spuntavano in TV quando meno si ce li aspettava – era un fantasma mediatico perfetto, praticamente un attore, poco più di un cattivissimo di un film di James Bond. E ricordiamo ancora, durante quell’autunno 2001, lo strano senso di FINZIONE, mai provato prima, che ci coglieva nel leggere le notizie sui giornali e alla TV. Questa stessa sensazione l’abbiamo avuta a maggio (ma non siamo stati certo gli unici) quando si è diffusa la notizia dell’uccisione pirotecnica dello “Sceicco del terrore” ad Abboddabad in Pakistan da parte delle forze speciali USA, accompagnata poi da una ridda di foto fasulle e diversi dubbi spuntati fuori fin dall’inizio dell’azione.

Personalmente, una pallida idea ce la siamo fatta, e può essere anche legata all’allora futuro passaggio di consegne al Pentagono tra Robert Gates e Leon Panetta (a capo della CIA quando venne braccato Osama): con questo gesto eclatante e simbolico si è voluta in qualche modo archiviare una certa atmosfera internazionale che durava da dieci anni, per APRIRNE UN’ALTRA – che ancora non vediamo – la quale potrebbe essere legata alla scadenza del 2 agosto prossimo e al rischio di blocco della spesa pubblica americana.
Avremmo voluto scrivere un articoletto sulla questione lo scorso maggio, e volevamo intitolarlo sincronisticamente “Obama-Biden 1/Osama-Bin Laden 0”, ma poi non se n’è fatto più nulla.

Istinitivamente, nonostante migliaia e migliaia di informazioni facciano pensare il contrario, pensiamo che Obama in se stesso sia una figura POSITIVA. Anche se l’amministrazione che presiede non ha revocato il Patriot Act, fa da stuoino ai pescicani di Wall Street, non abbassa le spese militari, partecipa a operazioni belliche in Libia e Pakistan e tanto altro ancora che i suoi critici acerrimi sanno benissimo, sono dell’idea che Obama sia stato messo lì da quella che Gianluca Freda chiama “nuova élite internazionale” in questo suo post dedicato al contrasto tra le due versioni dell’11 settembre, ovvero un gruppo di potere inedito e trasversale che sta facendo in sordina le scarpe all’IMPERO-Vecchio Ordine Mondiale. Lo stesso gruppo di potere che permette l’esistenza di una TV come “Russia today”, piena di interviste ai “cospirazionisti”, per esempio, o la rivista “Riza psicosomatica” nelle nostre edicole. Anche questa élite – come l’altra che si raduna al club Bilderberg – è in stretto contatto con ambienti occulti e diversi suoi membri provengono da essi. Riteniamo che Obama (uomo che fa parte di questo nuovo indirizzo della politica internazionale senza che nessuno se ne renda conto) stia semplicemente lottando dall’interno del globalismo aggressivo affrontando difficoltà tali – soprattutto di tipo comunicativo con l’esterno – che non sospettiamo minimamente. A nostro parere, dentro l’amministrazione, è il ministro degli esteri Hillary Clinton il vero portavoce di coloro che vogliono portare l’umanità all’involuzione e al suo possibile sterminio, proseguendo con una lenta schiavitù inconsapevole e con la distruzione dell’ecosistema. Ciò salta agli occhi anche solo scorrendo le varie frasi dell’ex moglie di Bill riportate dell’informazione standard. E’ straordinariamente ingenuo pensare che ogni responsabilità per le violenze e le ingiustizie dell’Impero USA sia da addebitare in tutto e per tutto (anche se LEGALMENTE è così) al suo presidente e comandante in capo, c’è una quantità di forze in gioco molto complessa e i giochi possono essere doppi o tripli.

L’anno scorso, all’assemblea plenaria dell’ONU, il presidente iraniano Ahmadinejad, ha palesato i suoi numerosi dubbi sulla versione ufficiale del 9-11, aggiungendo che le prove emerse contribuiscono a tratteggiare uno scenario dove l’attentato terroristico è stato preparato come un ghiotto pretesto per giustificare legislazioni repressive e azioni belliche in modo da far andare avanti il progetto del dominio occidentale nel mondo nonostante le condizioni mutate rispetto a qualche anno prima. Immediatamente, i rappresentanti USA e UE sono usciti sdegnati dall’aula senza farvi ritorno, e qualche tempo dopo in TV, l’inquilino della Casa Bianca ha detto che le parole di Ahmadinejad erano “offensive e odiose”. Se anche Obama fosse tra coloro i quali pensano (come Paul Craig Roberts, assistente del segretario del tesoro durante la presidenza Reagan) all’11 settembre come un grande imbroglio ai danni dell’umanità, e bisogna dunque farla pagare a coloro che l’hanno messo in piedi, non avrebbe potuto certo esprimersi liberamente in diretta TV, sbracandosi dicendo che le parole del presidente iraniano erano “rispettabili e degne di attenzione”. Vi sarebbero stati in questo caso serissimi rischi di essere rimosso su due piedi dall’incarico e far naufragare del tutto i piani di cui è uno degli esecutori insospettabili, di sicuro il più di spicco e il più ESPOSTO.

Concludiamo portando l’attenzione su quanto in questi ultimi tempi – parliamo della controinformazione in Rete, ma non solo, scommettiamo – vi sia un disamoramento, una disaffezione, forse persino un certo DISGUSTO nello stare troppo spesso su internet a scrivere e commentare, nell’utilizzarlo massicciamente. Infatti, a questo proposito, leggiamo questo articolo di Carlo Brevi, e quest’altro su “Stampa Libera.com”. Sul banco degli imputati non c’è tanto l’intricato gomitolo senza fine di materiali d’ogni tipo – testi, immagini e video – diventato tanto invadente quanto piovresco, e non è tanto l’interazione istantanea a distanza tra le menti in se stessa, ma le MODALITA’ con cui questo avviene: un tipo di interfaccia (schermo, tastiera…) che sembra fatta apposta per rischiare di rendere ALIENANTE l’usufruire della Rete, facendo distaccare l’utente di internet dai ritmi sani e dai percorsi della realtà fuori dallo schermo. Qualche tempo fa avevamo parlato di una evoluzione di tutto questo, prevedendo un’internet degli oggetti che trasporti finalmente OLTRE LO SCHERMO, nel mondo solido delle cose, magari utilizzando sistemi che esulano dai frutti della modernità industriale come siamo abituati a conoscere, ma che riguardano realtà più in linea con lo spirito della natura, come il concetto di NOOSFERA proposto dal teologo gesuita Tehillard De Chardin ridefinito in seguito dal ricercatore Josè Arguelles, e gli studi sul cosiddetto DNA “spazzatura” e il DNA “fantasma”, che unirebbero in modo sottile (senza bisogno di infrastrutture elettroniche e cavi, modem, tastiere, schermi) i contenuti prodotti dalle menti degli individui di una stessa specie, utilizzando i quanti di luce. Infine, potrebbero aiutare in questo processo verso la “liberazione di internet dalla materia” le attuali ricerche della fisica d’avanguardia, che indagano l’aspetto e le proprietà dello spazio cosiddetto “vuoto” visto come una disposizione di energia frattale-olografica secondo le figure della geometria cosiddetta “sacra”.

La questione dell'”internet degli oggetti”, tra l’altro, ci è ritornata di nuovo in mente uno di questi giorni, quando abbiamo scoperto che esistono i distributori automatici a moneta che erogano spremute, e sul display, intanto che la spremitura delle arance prosegue, c’è la percentuale di “download” che scorre, come se si stesse scaricando un file da internet o da un programma di condivisione. Un’unione istantanea tra virtuale e reale!

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2 responses

20 07 2011
danilo1966

Caro Rossano, come al solito centri in pieno il problema. Purtroppo nessuno di noi è esente da queste cose, dall'inganno del sistema. Però nel piccolo, stando vigili, qualcosa di buono potremmo pur fare…
Un saluto.

Danilo

20 07 2011
Rossegal

Grazie!

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