Cos’è esattamente il fenomeno conosciuto come “sincronicità, popolarmente noto come “coincidenza”? (1)

5 03 2011
Cos'è esattamente il fenomeno conosciuto come Sincronicità, noto anche come coincidenza?

 Di  De Vita Brown

 

 

"Le strane coincidenze. Le inverosimili concomitanze di eventi. Le sorprendenti serendipità. A chi non è mai accaduto nella sua vita? Pensi a qualcuno per la prima volta dopo anni, e lo incontri poche ore dopo. Una frase inusitata che non hai mai sentito prima, la ascolti tre volte nello stesso giorno. In una strada di un paese straniero incontri un vecchio compagno di scuola. In libreria, un libro cade dallo scaffale ed è esattamente quello che cercavi."1
 

 

Vi è mai successo che vi accadesse uno di questi episodi? Questi eventi misteriosi, noi li chiamiamo comunemente "coincidenze", e se ce ne rendiamo conto diventano potenti e significativi sulle nostre vite. Sono testimoni di uno spirito universale che opera ed è in comunicazione con tutte le sue creature, ovunque, in ogni tempo e spesso simultaneamente. L'intero universo è più strettamente collegato e legato assieme di quello che possiamo immaginare, e ciò è simboleggiato dall'Uomo, il quale è un microcosmo dell'universo (che è il macrocosmo). Inoltre, c'è qualche forza invisibile che sta coordinando la simultaneità degli eventi. Come Ippocrate espone:
 

 

"C'è un unico comune flusso, un respiro comune, tutte le cose sono in comunione. L'intero organismo e ognuna delle sue parti stanno lavorando congiuntamente per lo stesso proposito…il grande principio si estende fino alla parte più estrema, e dalla parte più estrema si ritorna al grande principio di un'unica natura che comprende l'esistenza e la non esistenza."
 


Qual è l'intento di questo articolo?

In questo articolo esamineremo da dove proviene il termine "sincronicità", cosa significa questo concetto, parleremo dei principi su cui si basa, e daremo esempi. Troveremo che questi eventi sincronistici sono in corso dai tempi antichi fino a quelli recenti. Scopriremo che la forza dietro questi eventi è uno SPIRITO (YAHWEH) che sta orchestrando i percorsi della nostra vita, causando coincidenze che avvengono nelle nostre esistenze, le quali in tal modo certificano la presenza di un "flusso" universale da cui tutti noi possiamo attingere. E'possibile divenire uno con questo "flusso", essere seguiti e guidati da esso in ogni fase delle nostre vite. Alla fine mediteremo cosa queste esperienze possono insegnarci e come possono arricchire le nostre vite. Questo articolo non intende riprodurre l'esatto contenuto della conferenza sullo stesso soggetto tenuta nel luglio 1998, ne renderà l'essenza.

Come sono definite le coincidenze?

Il Webster's Dictionary così definisce dunque le coincidenze:

Coincidenza – 1. Un coincidere 2. Un accadimento accidentale di eventi, idee, ecc, correlati nello stesso tempo. Coincidere – 1. Prendere lo stesso posto nello spazio. 2. Accadere nello stesso tempo.

Harper's Encyclopedia of Mystical and Paranormal Experience, definisce la sincronicità come:

"Il principio unificante dietro coincidenze significative. Lo psichiatra/psicologo svizzero Carl G. Jung (1875-1961) definisce la Sincronicità 'un principio di connessione acausale' che collega eventi apparentemente non correlati e non connessi. Il concetto è integrato nel pensiero orientale ma in quello occidentale va contro al rapporto causa-effetto. In occidente le 'coincidenze' sono popolarmente minimizzate vedendole come 'avvenimenti casuali'. Il concetto di sincronicità fu sviluppato largamente da Carl G. Jung, che attribuì ad Albert Einstein la sua ispirazione." 3

Come si originò il termine sincronicità?

Fu proprio Carl G. Jung a coniare per primo il termine "sincronicità" per spiegare quelle che chiamava "coincidenze significative", che non sono sono correlate da nessun evento causale. La sua concezione di sincronicità ebbe origine attraverso le molte singolari coincidenze che i suoi clienti condividevano con lui nella sua pratica, specialmente quando iniziò a rendersi conto che gli avvenimenti andavano oltre a ciò che si potrebbe attribuire alla semplice causalità. Durante questo suo periodo, ebbe lui stesso alcune esperienze paranormali.

Fu Einstein a ispirare Jung?

Jung fu un contemporaneo del grande fisico Albert Einstein. Apparentemente, Carl Jung venne stimolato a sviluppare le sue idee sulla sincronicità attraverso i suoi incontri con Albert Einstein. Un riferimento a questo si può avere nel testo seguente:

"Jung rivela le radici della sua idea sulla sincronicità durante una serie di cene in compagnia di Albert Einstein a Zurigo, in Svizzera, tra gli anni 1909 e 1913…Per molti anni Jung non potè fare uscire dalla sua mente questi inconsueti scambi con Einstein, e nemmeno le intriganti implicazioni che avevano per le numerose storie di singolari coincidenze che i suoi clienti gli rivelavano nella sua sala di cura, i suoi studi arcani, e ulteriori preoccupazioni, nella sua vita." 4

[In precedenza abbiamo visto come Jung condivise l'argomento con un altro scienziato, Wolfgang Pauli]

Qual'era la visione di Jung della sincronicità?

La spiegazione personale di Jung sul concetto di sincronicità è la seguente:

"Come la sua etimologia mostra, ha qualcosa a che fare col tempo, o per essere più accurati, con un genere di simultaneità. Invece che la simultaneità potremmo adoperare il concetto di coincidenza significativa di due o più eventi, dove qualcosa d'altro della probabilità del caso è coinvolto." (Sincronicità, Un principio di connessione acausale, dall'articolo "Sulla sincronicità", Appendice, pg. 104)

 

Due pagine del Libro rosso di Carl G. Jung

 

Cosa affermò Jung sull'avvenimento casuale delle coincidenze?

Jung aveva studiato la sincronicità dalla metà degli anni venti, quando stava investigando il fenomeno dell'incoscio collettivo, e continuava a imbattersi in connessioni le quali semplicemente non poteva spiegare "come raggruppamenti o 'branchi' di casi." Quelle che trovavo erano 'coincidenze' le quali erano connesse così significativamente che le loro 'casuali' concomitanze rappresenterebbero un grado di improbabilità tale che avrebbe da essere espresso con una figura astronomica." (C G Jung, Op.Cit., pg 21).

Un insetto [reale] ha completato un sogno?

Uno degli episodi sincronici che veramente colpirono Carl Jung accadde con una paziente mentre raccontava il suo sogno di uno scarabeo dorato. Una giovane donna che Jung aveva in terapia gli parlò di un sogno in cui le era stato dato uno scarabeo d'oro. Jung era seduto, con la schiena che dava sulla finestra chiusa mentre la paziente gli raccontava il sogno.

Improvvisamente, egli sentì un leggero picchiettare e, girandosi, vide un insetto volante che colpiva l'anta della finestra dall'esterno. Jung la aprì e catturò la creatura mentre volava dentro. L'insetto somigliava molto a uno scarabeo dorato. Per la cronaca, si trattava di un coleottero-scarafaggio, la comune cetonia (Cetonia aurata).

Di solito, tali insetti non entrerebbero dentro una stanza in penombra, ma nello stesso momento in cui la paziente menzionava lo scarabeo che aveva ricevuto nel sogno, questo scarabeo apparve alla finestra di Jung. Fu piuttosto stupito della coincidenza dei tempi, e ammise che niente di simile gli era mai successo prima o da allora. (C G Jung, Op.Cit., pg 22).

I sogni possono diventare reali?

Un'altra affascinante storia di sincronicità riportata da Carl Jung descrive il sogno di un amico studente, che divenne vero. Il padre dell'amico gli aveva promesso un viaggio in Spagna se avesse passato i suoi esami finali. Il suo amico era così eccitato all'idea del suo prossimo viaggio che iniziò a sognare di essere in Spagna. Si vide camminare attraverso una città spagnola in una strada che portava a una piazza con una cattedrale gotica. Poi girò l'angolo, imboccando un'altra strada dove vide una carrozza elegante trainata da due cavalli color crema. Quando l'amico di Jung si svegliò, racconto il sogno a un gruppo di compagni a cena. Poco tempo dopo, passò successivamente gli esami, e andò in Spagna. Mentre si trovava in una delle strade, riconobbe la città del suo sogno. Fu stupefatto di trovare la piazza, la cattedrale e la carrozza coi due cavalli color crema. Ogni cosa che vide nella vita reale corrispondeva esattamente alle immagini del sogno. (Op. Cit., pg. 106.)

Quali sono i principi/concetti universali su cui la sincronicità si basa?

"Il principio della sincronicità è basato sul concetto che ogni cosa nell'universo abbia qualche tipo di corrispondenza l'un l'altra. C'è una classica idea della "comunione di tutte le cose." 5 Esiste un collegamento, c'è un legame, per così dire, e anche i cosiddetti oggetti inanimati hanno una forma di comunicazione. In altre parole, l'intero universo è un entità vivente che respira, e le sue varie forme di vita, in tutti i regni (animale, vegetale, minerale, umano, ecc) non sono separate le une dalle altre come si pensava precedentemente. A sostegno di Ippocrate (** vedere la citazione introduttiva all'inizio di questo articolo) Carl Jung disse: "Il principio universale si può trovare anche nella particella più piccola, la quale quindi corrisponde al tutto, all'intero." (Op. Cit., pg 74)

Esiste una teoria scientifica a sostegno della sincronicità?

"[…] Si sta scoprendo che l'isolamento e la separazione di un oggetto da ogni altro è più apparente che reale; a un livello più profondo, ogni cosa – atomi, cellule, molecole, piante, animali, persone – partecipa in un fluente reticolo di informazioni. Fisici hanno mostrato, per esempio, che se due fotoni sono separati, non importa quanto distanti, un cambiamento in uno crea un simultaneo cambiamento nell'altro." (Da: A Wink From the Cosmos "Una strizzatina d'occhi dal cosmo", di Meg Lundstrom, www.flowpower.com/synchro.htm; una versione di questo è apparsa in Intuition Magazine, maggio-giugno 1996 pg. 1)

Ognuno [e ogni cosa] è alla ricerca dell'armonia?

Molti filosofi orientali hanno avuto un concetto di sincronicità prima che la mente occidentale cominciasse ad accettarlo.

"Queste coincidenze, chiamate 'sincronicità' da Jung, sono segni sicuri che voi siete in un flusso; il flusso è un armonia dell'essere che è stata cercata lungo i secoli nelle tradizioni spirituali del mondo. In occidente, il flusso è stato collegato alla fiducia, alla resa, all'amore incondizionato, alla grazia divina. In oriente, è stato collegato al Tao, alla sottostante interconnessione dell'Universo. Nelle nostre vite, la realtà del flusso è ovvia quelle volte in cui le cose accadono senza sforzo, ogni cosa va a posto, gli ostacoli si sciolgono e i nostri tempi sono perfetti. In quelle occasioni, noi avvertiamo un senso profondo di armonia e ordine sottostante. Sappiamo che ci troviamo al posto giusto, nel giusto tempo, facendo esattamente la cosa giusta." (www.flowpower.com/morebook.htm, dal libro The Power of Flow: Practical Ways to Transform Your Life with Meaningful Coincidence, "Il potere del flusso: modi pratici per trasformare la tua vita con le coincidenze significative")

Ci sono sincronicità nella Bibbia?

Un esempio di sincronicità può essere trovato guardando agli eventi che traspaiono quando all'apostolo Pietro vengono date istruzioni attraverso la visione di una preghiera ai Gentili. Simultaneamente, anche a un'altra persona, uno dei gentili, le viene mostrato in una visione che deve inviare uomini per chiamare Pietro. (Atti degli apostoli, capitolo 10, versetti 1-8), i quali sono parzialmente citati sotto, mostrano come Cornelio ebbe la sua visione.

Perchè Cornelio cercò Pietro?

"C'era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della corte Italica […] Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: 'Cornelio!' […] E ora manda degli uomini a Giaffa, e fa venire un certo Simone detto anche Pietro. Egli è ospite presso un tal Simone conciatore, la cui casa è sulla riva del mare; avrà da dirti ciò che dovresti fare. Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un pio soldato tra i suoi attendenti e, spiegata loro ogni cosa, li mandò a Giaffa."

Cosa vide Pietro nella sua visione?

Negli Atti degli Apostoli, dal versetto nove al diciassette, è descritta la visione di Pietro. Era su una terrazza, a mezzogiorno, quando cadde in estasi. Ebbe una visione di ogni sorta di cose striscianti inclusi animali che il suo retaggio ebraico gli vietava di mangiare, considerandoli esseri impuri (Levitico, capitolo 11). Pietro non comprese immediatamente il messaggio essenziale di questa visione. Yahweh stava mostrando a Pietro che lo Spirito Santo aveva adesso ripulito tutta l'umanità e questo era simbolicamente rappresentato dagli animali i quali Dio disse a Pietro che li aveva purificati. Mentre Pietro meditava il significato di questo, gli uomini che erano stati inviati da Cornelio per cercarlo, arrivarono. (Atti degli Apostoli, capitolo 10, versetti 17-18).

Lo SPIRITO disse a Pietro che gli uomini stavano cercando lui, per andare con loro, senza dubitare.

"Quindi Pietro scese verso l'uomo che era stato inviato da Cornelio presso di lui e disse: 'Eccomi, sono colui che cercate. Qual'è il motivo per cui siete venuti?' "

"E loro dissero: 'Cornelio il centurione, uomo giusto e timorato da Dio, stimato da tutto il popolo dei Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarvi nella sua casa, per ascoltare ciò che avete da dirgli'." (Atti degli Apostoli 10, 21-22)

Chi coordina le coincidenze?

In questa sezione cercheremo di menzionare le coincidenze coinvolte nella missione di Pietro pregando ai Gentili per mostrare la bellezza dello SPIRITO parlando alle genti e coordinando gli eventi senza esserne consapevole. Ne' Pietro ne' Cornelio sanno che gli altri avevano ricevuto corrispondendo o facendo coincidere informazioni per ottenere assieme le due parti.

Allora, non vi erano forme moderne di comunicazione, ma lo Spirito non ne ha bisogno. Per i suoi propositi è in grado di parlare alle sue creature con il sogno, la visione e la voce. Se voi vi portaste fuori da questo episodio per un attimo, potreste vedere che Pietro e Cornelio e il loro incontro sembrerebbero una coincidenza. Nessuno di loro sapeva che l'altro aveva ricevuto "istruzioni" indipendentemente da dove si incontrerebbero per uno scopo importante.

Molte persone hanno avuto esperienze di sincronicità, o di cosiddette "coincidenze" dall'antichità ai tempi moderni?

Nell'antica India un sogno condiviso predice la vita reale come i sogni di un re sulla sposa e i sogni della sposa su di lui. Questi due erano totalmente estranei l'un l'altro, si videro in un sogno e si innamorarono in quel momento. Re Vikramaditya aveva il vantaggio di vedere la sua amata in un dipinto che un pittore aveva realizzato da un libro di viaggi.

Quella notte il re la vide di nuovo nel sogno. Si vide attraversare il mare ed entrare in una splendida città per incontrare una principessa chiamata Malayavati, la giovane che aveva visto nell'immagine. Cadde innamorato con lei, a prima vista. Si sposarono ed entrarono nella camera nuziale per consumare il loro matrimonio. Era giunto al momento in cui facevano all'amore quando il guardiano lo svegliò. Il re si sentì oltraggiato e cacciò via il guardiano. Inoltre, era convinto che la ragazza esistesse, sebbene non avesse idea di come trovarla. Raccontò del sogno a un suo amico e fu in grado di descrivere il luogo della sua diletta. Adesso che aveva visto Malayavati nel quadro e in sogno, non poteva più vivere senza di lei.

L'amico del re aveva disegnato una mappa della città su un pezzo di stoffa, e la mostrava a chiunque incontrasse. Un giorno un poeta venuto da lontano raccontò una storia quasi identica a quella del re. Disse che nella città di Malaya, la figlia del re, Malayati, sognò del suo amato. Nel suo sogno, si sposò con l'uomo ed entrò nella camera nuziale, ma fu svegliata all'alba dal suo cameriere. In un impeto di rabbia, lo cacciò, giurando che si sarebbe uccisa se non avesse trovato quell'uomo in sei mesi. Cinque mesi erano ora passati. Quando il re ascoltò il racconto del poeta, che era così simile a ciò che gli era successo, fu sicuro di avere trovato la sua amata.

Proprio nel momento in cui la principessa stava per uccidersi, il re la trovò. Lei lo riconobbe come lo sposo del sogno ed apparve a Vikramaditya come la vide nel quadro e nel suo sogno. Lui ringraziò gli dei per la sua buona sorte e tornò indietro con lei per sposarla. (Soul Moments: Marvelous Stories of Synchronicity – Meaningful Coincidences from a Seemingly Random World "Momenti dell'anima: straordinarie storie di sincronicità – Coincidenze significative da un mondo apparentemente casuale, di Phil Cousineau pg. 46-47).

Continua  qui
 
La versione originale dell'articolo si trova a questo indirizzo:
http://www.plim.org/Synchro2.html

 

 

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4 responses

8 03 2011
danilo1966

Veramente interessante, Rossano.
Niente succede per caso quindi….
Secondo te anche la nostra nascita è frutto di questi fattori?
Se così fosse saremmo un granello infinitesimale di un programma universale….a noi sconosciuto.
Un abbraccio.

Danilo

 

8 03 2011
Rossegal

Penso proprio di si, Danilo.
La nascita di un individuo non è qualcosa di casuale, e parlo anche di quelli che non vedono la luce.

7 09 2015
Maureen

YAHWEH??????????????? Ne siete sicuri? Non è lo stesso che ordina agli ebrei di sterminare anche il più piccolo dei fanciulli nell’antico testamento? Non è lo stesso che usano gli ebrei per giustificare i loro atti di guerra perché insistono di essere il popolo eletto da lui? Perdonate se non mi riferisco a yahweh come un dio…io ho un concetto diverso di un DIO… yahweh non so..mi sembra più creato da un profondo egoismo umano (così come la bibbia)..che serve per giustificare appunto le nefandezze di alcuni umani

12 09 2015
Civiltà Scomparse

In effetti non hai tutti i torti, ma non sono io l’autore dell’articolo ma solo il traduttore; ricordo che anche a me aveva perplesso questa cosa.

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