Ultimo post del 2010

31 12 2010
Premetto che quest’ultimo post dell’ultimo anno del primo decennio del XXI secolo potrebbe sembrare un po’ confuso, ma tutto sommato leggibile.
Ci troviamo in mezzo a “Civiltà perdute”, nel senso di “smarrite”, e lo smarrimento è anche dovuto al fatto che la vecchia percezione della realtà (tutt’ora attiva) è vecchia, vecchia nel senso che è legata ai miti della modernità industriale, e occorre (come dice Gregg Braden) tornare a percezioni proprie di esseri intelligenti antichissimi, gli abitanti delle “Civiltà perdute” appunto, per ritrovare una salute mentale che ci permetterà di essere nuovamente felici e in armonia col cosmo. La scienza ordinaria è valida e utile ma incompleta, e non ci permette questo.
Personalmente, subiamo il fascino di una certa “similitudine temporale”, di un’ “atmosfera simile”, la quale iniziava in qualche maniera a esserci, durante il XX secolo, anche negli anni 20 e ancora più negli anni 30, come nel periodo dal 1936 al 1938.E poi, ancora più imperiosamente, dopo il 1956, a cavallo tra gli anni 50 e 60, gli anni 70, e il periodo di passaggio tra i 70 e gli 80. Un periodo storico in cui si temeva potesse avverarsi la versione del testo del III segreto di Fatima che era comparso su Neues Europa, una pubblicazione svedese nel 1963.Vi sono altre particolarità che abbiamo notato: le analogie strane tra la prima metà degli anni 80 e la prima metà degli anni 2000, riguardanti la politica statunitense e il medioriente.
Qualche anno prima, vi sono anche stati quelli che abbiamo nominato “i piccoli anni 60”, rappresentati dal periodo 1996-1997.
E il 2003 – 2004, che sembra essere un incrocio tra la stessa dimensione temporale di vent’anni prima e il 1973 – 1974, un assetto che proseguiva anche nel 2005, per esempio con le sue “impennate” del prezzo del petrolio, le quali richiamavano (in piccolo) la crisi petrolifera di 32 anni indietro. Dunque si tratta di un’attenzione alle risonanze della spirale del tempo, la quale è probabilmente legata a discipline dimenticate, quali l’astrologia non divinatoria.
Questi cicli di risonanza si ripetono riducendosi o ampliandosi, fino a raggiungere una singolarità prossima ventura, l’esaurimento del tempo e della storia percepiti come lineari. Ciò può essere messo in relazione anche a un cambiamento di condizioni della magnetosfera terrestre, la quale influenza gli stati di coscienza.

Qualcuno pensa a eventuali cataclismi, ma siamo persuasi che non ve ne saranno, anche per motivi legati a un cambiamento della natura stessa della materia.

I fenomeni riguarderanno un’amplificazione percettiva seguita da un ampliamento di coscienza, particolari della realtà in cui in cui siamo immersi, riguardanti il tempo e la storia, che prima non era facile notare.
E ci azzardiamo a dire che vi sarà una specie di “aria di famiglia” con quello spirito del tempo a cui accennevamo poco fa: il culmine di un’accelerazione delle interconnessioni comunicazionali che la si nota, sì dal XX secolo, sì dal XVIII secolo, ma andando ancora più indietro, dall’invenzione della scrittura.

E’ possibile la futura concretizzazione della Terra in una specie di cervello planetario globale, con gli esseri i quali – pur mantenendo una loro individualità – si riconosceranno come suoi pensieri; anche se in definitiva è sempre stato così. Peter Russell, e ancora prima Tehillard De Chardin, lo hanno previsto.

Una volta che verranno spezzate le catene del pianeta prigione, una volta che saranno abbattuti tutti i muri percettivi, non esisterà più la storia perchè ognuno si riconoscerà come storia assieme a tutto il resto.
Le interconnessioni comunicazionali raggiungeranno un punto di fuga verso l’infinito, andando oltre la stessa era della comunicazione, perforando le barriere che impediscono la telepatia. Il punto di fuga sarà come un lampo, e dopo il lampo ci troveremo in una realtà – è importante – coerente con tutto ciò che è avvenuto prima. Ci sorprenderemo a pensare: “Non avrebbe potuto andare diversamente!”

Ciò è un qualcosa che va oltre la speranza ingenua e il cinismo disincantato, ma è fatto della stessa materia di cui è fatta la storia, il cui motore aumenterà a tal punto i giri da decollare verso l’ignoto.

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One response

16 01 2011
danilo1966

Purtroppo o per fortuna le risposte a questi incredibili misteri le troveremo solo nel prossimo futuro, quando saremo consapevoli e spero "diversi" da come siamo….
Oggi, forse, non meritiamo di progredire più di tanto….
Un abbraccio a te, Rossano.
Danilo

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