Il caleidoscopio della realtà e il mistero di quello che davvero sta succedendo

11 09 2010
In giro si possono ascoltare e leggere molte opinioni su “come sta girando il mondo”. Da parecchi anni si dice che SIAMO IN UN PERIODO DI TRANSIZIONE, e anche lo scrittore Ennio Flaiano, negli anni sessanta, c’aveva fatto una delle sue battute fulminanti: “Ci troviamo in un momento di transizione, COME SEMPRE.”
Ogni giudizio su ciò che succede nel mondo è costantemente limitato dall’angolo, dal punto di vista da cui si percepisce la realtà. E un certo numero di persone, purtroppo, rischiano di illudersi che la propria visione di ciò che succede sia QUELLA GIUSTA, forse perchè ha funzionato tante volte in passato, ma non è detto che col trascorrere del tempo e il mutare vorticoso delle situazioni, funzioni ancora.
Se prendiamo un pacco di 25 quotidiani e guardiamo tanti telegiornali, notiamo come qualsiasi fatto venga sminuzzato, sbriciolato dalle opinioni, anche parecchio inconsapevoli. Ma non è ancora tutto, questo è solo l’inizio, poichè ancora prima vi è il velo del linguaggio, e il velo dei sensi predominanti, imperialistici, che sono la VISTA e l’UDITO.
 

La scienza determinista si basa sulla ripetibilità dei fenomeni in un AMBIENTE FINITO, utilizzando la misura matematica, apprezzabile primariamente dalla vista. La predominanza di questo senso nei confronti dei restanti quattro la possiamo definire, se non totale, di certo molto massiccia. Al secondo posto, l’udito.
Il tatto, il gusto e l’olfatto sono i sensi più animali, ancestrali e molto, molto meno toccati dalla civilizzazione, anche perchè sono quasi esclusivamente legati all’emisfero destro e svincolati dalle strutture linguistiche che fondano la storia e la civiltà. Quello che a volte viene chiamato SESTO SENSO è una sensazione che non è riferibile all’attività di un particolare organo sensoriale, ma è legata alla SINESTESIA e all’INTUIZIONE, si colloca al di fuori degli schemi linguistici con cui è strutturata una società.
Le strutture desaussuriane di base, significante<>significato, legate alla comunicazione interpersonale standard – maschile e mercantile – sono strettamente vicine all’imperialismo sensoriale vista-udito (l’espressione “immagine acustica” di De Saussure mostra bene tale considerazione), e questi occhiali con cui SI VEDE (come state leggendo adesso, anche nelle espressioni linguistiche la vista la fa da padrone) ciò che è direttamente fruibile, fanno sì che una realtà in velocissima trasformazione – il decennio 2000 è stato chiamato “il decennio breve”  – possa venir vista con PESSIMISMO & FASTIDIO, poichè i vecchi schemi MILLENARI si stanno sbriciolando ed è un problema di cambiamento percettivo, più che qualcosa inerente le dinamiche distruttive riguardanti il “mondo esterno” che possono venire generosamente distribuite dai mass media per incatenare i due sensi i quali la fanno da padrone e sono più ricettivi alla manipolazione e alla “riproducibilità tecnica”  delle immagini e dei suoni, per dirla con Walter Benjamin.
L’età moderna, l’età della fiducia nella storia, nella società del lavoro industriale, nella liberazione dei bisogni da parte della scienza e del progresso fornito da quest’ultima, ha preso una direzione a spirale discendente a partire dal 1956 (come abbiamo VISTO in questo post). Nello stesso tempo un altro caposaldo dell’età moderna – ovvero la STORIA dell’arte figurativa in progress (ben rappresentata dagli scritti critico-enciclopedici di uno storico come Giulio Carlo Argan) – cominciava ad andare in pezzi sempre a partire da quel fatidico 1956, raggiungendo l’ultima fiammata, come una Supernova prima del collasso, negli anni sessanta della pop art negli USA e dell’arte povera in Europa, cominciando anche l’involuzione progressiva di un’arte concettuale staccata dall’apprezzamento di persone non a loro agio con una solida critica dell’arte. In altre parole, in assenza di un critico dietro il tuo fondoschiena non potevi apprezzare un’opera d’arte.
Possiamo considerare come le tante tribù giovanili, dai teddy boys, mod, rockers, agli hippy, fino ad arrivare ai metallari e dark (per citare solamente gli stili giovanili più conosciuti e diffusi) hanno origine dal Big Bang del Rock nella seconda metà degli anni cinquanta, il quale – misteriosamente legato alle considerazioni sulla NUOVA MUSICA PANICA che il mago britannico Aleister Crowley faceva negli anni venti – ha creato in pratica un Universo intero che in precedenza NON C’ERA AFFATTO ed è stato facilitato dall’invenzione della Chitarra Elettrica. Il culmine di questo Universo sono “i mitici anni sessanta”, con la punta di diamante del gruppo britannico The Beatles che, come ben sappiamo, ha creato la MITOLOGIA di un’intera epoca. I loro epigoni degli anni novanta (nel pieno del grunge del post-rock e del post-punk), come gli Oasis, per quanto bravi sono FUORI TEMPO MASSIMO. Quante volte abbiamo sentito dire: “Eh, non ce ne sono più, non ne nascono più di musicisti come XYZ”. Il punto non sono tanto le figure musicali in se stesse ma l’alone di NOVITA’ che queste riescono a sprigionare all’interno di un determinato paradigma sociale-musicale (nel caso in questione il periodo post-1956). Potrebbero benissimo esserci oggi cantautori eccezionali come Fabrizio De Andrè e Lucio Battisti ma non fanno più lo stesso effetto che avrebbero fatto quarant’anni prima. Non è la loro presunta “bravura” in se stessa che ce li fa pesantemente ricordare, ma il loro preciso COLLOCAMENTO nell’Onda Temporale. I The Beatles negli anni sessanta sono Dei scesi dall’Olimpo per portare il verbo delle marcette pop-rock alla nuova categoria sociale dei giovani con le zazzere che mimano la rivoluzione, negli anni novanta o (peggio!) negli anni duemila, gli stessi The Beatles sono “qualcosa di già sentito che si può solo utilizzare e riutilizzare per remix o rifacimenti, oppure omaggi o raccolte di canzoni in doppio cd”. Addirittura questo RIFACIMENTO di brani, utilizzati per la loro notorietà, è un fenomeno che si è potuto notare anche già alla fine degli anni novanta, per esempio la riproduzione di un pezzo dei Police, risalente al 1983, come accompagnamento in una canzone radiofonica che scimmiottava il rap.
Stesso problema – utilizziamo questo termine – in un altro punto dell’Onda Temporale, questa volta pre-1956, tra le due guerre mondiali. Il dadaismo-surrealismo (non a caso a volte definito STORICO) brillava di luce propria, per via della sua intrinseca novità a quei tempi, quando il percorso iniziato quaranta-sessant’anni prima dagli impressionisti contro l’arte ufficiale figurativa classica del SALON era stato spinto alle sue estreme conseguenze da Marcel Duchamp, Francis Picabia e quelli del gruppo dadaista. Successivamente, ricerche spinte ai confini all’interno del mondo dell’arte ricomparirono tra i cinquanta e i sessanta (guarda caso!), percorrendo poi i quarant’anni successivi fino ad arrivare a fenomeni di mercato contemporanei come Maurizio Cattelan. C’è da dire, tuttavia, che – mettiamo – un cortometraggio surrealista alla fine del XX secolo e agli inizi del XXI secolo non è altro che un videoclip tra i tanti; settanta ottant’anni prima, all’interno della realtà culturale occidentale, è un qualcosa che suscita clamore e viene poi inserito nei libri di storia. Il problema di oggi è proprio la storia: NIENTE più può essere degno di finire nei libri di storia, la storia lineare appartiene a un tipo di visione del mondo in fase di progressivo sbriciolamento. Una visione del mondo che si può riassumere in quattro parole: “Maschio bianco adulto occidentale”. Non a caso, l’elezione a presidente USA di un afroamericano è qualcosa di altamente simbolico, ed è probabile che Barack Obama sia l’ultimo presidente degli Stati Uniti, colui che sarà il comandante in capo della NATO quando essa finirà per essere smantellata, semplicemente perchè lo stesso tempo lineare sarà smantellato.

 

La visione Geocentrica e Umanocentrica secondo noi COINCIDONO, le forze oscure dietro ai poteri del pianeta vogliono far sì che gli esseri umani siano pesantemente ancorati alla realtà della Terra come fosse una prigione della quale non si rendono conto di essere detenuti senza che percepiscano le forze cosmiche da cui sono attraversati assieme a tutto il resto che li circonda. La pesantezza della forza di gravità…
Le scie chimiche oscurano i cieli stellati magnifici assieme all’inquinamento luminoso; centoquarant’anni fa la fazione Rockefeller (dinastia fondata sull’estrazione del petrolio) ha fatto in modo di imporre una visione del mondo quasi fosse una specie di religione o ipnosi, e ha fatto sì che le scoperte scientifiche di Nikola Tesla – le quali, una volta sviluppate industrialmente avrebbero potuto portare a una free energy non inquinante – rimanessero nascoste e insabbiate (“chi tocca i fili muore!”).
La stessa Cabala Negativa all’interno dei circoli di potere internazionale (che ritengono l’utilizzo della potenza degli USA come una loro proprietà esclusiva) è alla guida della CONGIURA DEL SILENZIO per quanto riguarda il fenomeno delle intelligenze extraterrestri, e/o extradimensionali, sempre per mantenere un tipo di civiltà basata sull’estrazione petrolifera e sulla confusione metropolitana generalizzata (i rumori degli automezzi che vanno a benzina!) poichè un tipo di energia pulita, estremamente abbondante e silenziosissima – in relazione con le energie planetarie – è legata alle forze che guidano i cosiddetti UFO.
Cosa intende David Wilcock quando dice che il 2012 (o giù di lì, potrebbe anche trattarsi del 2015 che compare nel secondo film della serie “Ritorno al futuro”) segnerà il punto in cui dopo di esso NON ACCADRA’ PIU’ NIENTE? Se, come abbiamo scritto poco fa, la curva delle novità del tempo storico lineare classico la possiamo rappresentare come una spirale discendente (compare così in questo post), viceversa, la curva dell’incremento della potenza dell’informazione e della comunicazione sul pianeta, la possiamo agevolmente disegnare come una spirale sempre più ascendente.

 

La Singolarità Tecnologica è il punto della civilizzazione in cui il cosiddetto progresso scientifico/ tecnologico raggiunge un tale livello che ogni regola inerente a esso conosciuta in precedenza non ha più valore, è per così dire fuori gioco, FUORI CORSO. Probabilmente lo stesso SpazioTempo come siamo abituati a conoscerlo.
L’incremento esponenziale, la parabola della scacchiera e dei chicchi di riso moltiplicati per due per ognuna delle sessantaquattro caselle, il reticolo di informazioni e comunicazioni che si infittisce in una elevazione a potenza crescente a livello geometrico autoreplicante, come un frattale. La crisi della democrazia e dell’impero USA-NATO, l’ultimo impero militare storico, com’è presumibile: l’ultimo erede del maschilismo sociopolitico culturale ereditato lungo il corso dei secoli.
La consapevolezza crescente che il sistema finanziario su cui si sono rette le sorti dell’era industriale è truffaldino in maniera intrinseca. In tutto questo, la perdita di ogni tipo di bussola possibile grazie alla quale orientarsi. La realtà diviene un caleidoscopio, un disegno coloratissimo in movimento che cambia le sue forme in continuazione utilizzando gli stessi materiali di riferimento che si combinano tra loro poichè la Coscienza che fa muovere uno solo di questi elementi è la stessa che fa muovere tutti quanti tenendo conto della posizione e del comportamento di ogni tassello. Questa è la nuova percezione della realtà (oltre le derive neoromantiche di certi gruppi spirituali, i quali rappresentano comunque una parte, la più ingenua, del cambiamento che stiamo percependo), la percezione di come tutto sia incluso in una RETE (la quale non si riduce solo a internet però), e la lotta tra le varie parti di questa Rete diventa impensabile poichè sarebbe come se un gruppo di cellule andasse contro a un altro gruppo di cellule all’interno di un corpo vivente.

 

Nei prossimi anni e decenni (ma lo SpazioTempo come lo conosciamo varrà ancora qualcosa?!) potremo essere testimoni di una ESPLOSIONE DI INTELLIGENZA superumana. Forze più grandi che ci conoscono meglio di quanto noi ci possiamo conoscere, più grandi dei nostri miseri ego dello stato ordinario di veglia, guideranno le nostre azioni misteriose, e il monopolio imperialistico dei due sensi principali, vista e udito, è probabile giunga a un collasso che sarà sinonimo di una vera e reale fine definitiva della storia lineare.

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