Ancora sulla linea spaziotempo post 1956

18 08 2010

La volta scorsa abbiamo stabilito un collegamento inusitato tra la nascita del Rock, il Nuovo Ordine Mondiale, e la linea spaziotempo – su cui ancora ci stiamo trovando, sulla quale ancora attualmente proseguono tutte le nostre azioni. Iniziata nel 1956, sono perlomeno 30 anni che sta perdendo la sua forza propulsiva, fenomeno che si è acuito nel decennio 1990 e ancora di più nel decennio 2000.
In una maniera indicativa e di comodo (ma secondo molti assai precisa) la fine della propulsione dell’attuale linea spaziotempo – che possiamo chiamare anche Onda Temporale, per dirla con Terence McKenna – potrebbe corrispondere al solstizio d’inverno del 2012, nel giorno di minor durata di luce solare, il 21 dicembre.
Il punto CARDINE, d’inizio, in rapporto a cui TUTTE le produzioni musicali occidentali popolari si riferiscono da quel momento lì in poi, lo si può agevolmente situare nel 1956.
Lasciando perdere i brani di rock primigenio, come certe cose di Sam Philips del 1951 o dei Fats Domino nel 1949, oltre – naturalmente – a tutta la produzione jazz (che ha sempre avuto un mondo di estimatori a parte), il ROCK è uscito decisamente all’attenzione del mondo occidentale nel 1956.
Se non si considera come il rock sia stato la BASE di tutta la cultura giovanile musicale occidentale che si sarebbe successivamente imposta, declinata in mille maniere (british, progressive, dance, punk, metal, pop,…), non si riesce a comprendere come ciò è legato con la fine della Storia dovuta alla perdita di propulsione dell’Onda Temporale in questione.
Il 1956 è stato l’anno in cui il DOPOGUERRA fu ufficiosamente inaugurato, l’anno in cui diverse “scosse di assestamento” cronologiche, presero una forma caratteristica che sagomò caratterialmente i decenni a venire.
In quell’anno la Francia di Guy Mollet e il Regno Unito di Anthony Eden combatterono l’ultima GUERRA ALLA VECCHIA MANIERA contro l’Egitto di Gamal Abdel Nasser e l’Israele di David Ben Gurion, per via della faccenda riguardante il canale di Suez occupato e nazionalizzato dagli egiziani, una guerra completamente fuori dal tempo (ebbe contrari sia gli USA di Eisenhower che gli URSS di Khruščёv ) e inaugurò ciò che poi per lungo tempo sarebbe stata chiamata “Polveriera del Medioriente”, una situazione che abbiamo imparato a conoscere molto bene.
Questa crisi fu contemporanea a quella scoppiata in Ungheria, dove si voleva imboccare una “via al socialismo” diversa dalla Chiesa Madre URSS che, infatti, intervenne coi carri armati anche perchè i due blocchi su cui ruotava la Storia erano adesso stabilizzati: N.A.T.O. da una parte e Patto Di Varsavia dall’altra! Qualche mese prima si era tenuto il celeberrimo XX Congresso del Partito Comunista dell’URSS, dove il segretario generale Nikita Khruščёv aveva cominciato a demolire la “sacralità” della figura di Stalin (simbolo uscito dritto dritto dalla VITTORIA nella Seconda Guerra). Inoltre si era alla vigilia delle primissime imprese spaziali: l’anno successivo i sovietici avrebbero lanciato in orbita per mezzo di un missile una specie di pallone metallico con le antenne chiamato Sputnik.
In quel periodo la stessa linea delle autovetture si era stabilizzata, un tipo di design che – nei tratti più essenziali – possiamo affermare sia sopravvissuto fino a oggi. Infatti, per fare un esempio, la Fiat Nuova 500, la Citroen DS e diversi modelli di auto USA Chevrolet possiedono un aspetto tutt’altro che sorpassato. Inoltre, sulle strade si vedevano circolare sempre più scooter, Vespe o Lambrette che fossero.
L’industria musicale veramente DI MASSA stava sorgendo con la nascita del supporto di vinile, che sostituiva i 78 giri di celluloide e, da questo, la nascita dei Juke Box, in diverse zone del mondo, tra cui gli USA, stavano cominciando a prendere piede i televisori a colori delle origini. Tra le altre cose, non dobbiamo inoltre dimenticare come in quell’anno venne implementato il primo computer con l’HARD DISK!
Il cinema era in pieno fermento, come in una specie di febbre: la Nouvelle Vague in Francia, grandi registi come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Roberto Rossellini in Italia, gli USA con la forza delle loro produzioni come quelle di Nicholas Ray e Billy Wilder, per non parlare di Orson Welles e delle grandi produzioni hollywoodiane. Nascevano MITI che avrebbero marchiato a fuoco l’immaginario collettivo: Brigitte Bardot, Marylin Monroe, e il giovane ribelle James Dean, corrispettivo in celluloide della Beat Generation che stava rivoluzionando la letteratura USA…e nello stesso tempo i MITI del Western cinematografico come John Wayne e Gary Cooper erano più in forma e virili che mai, ed erano ormai riusciti a contagiare l’immaginario giovanile, “della frontiera”, di tutti i territori N.A.T.O.
In sordina, nel Regno Unito, vi era un gruppo, The Quarryman, il cui leader era un certo John Lennon, e suonavano un genere di protorock chiamato skiffle. Ne avremmo sentito parlare, visto che quei ragazzi serviranno a personaggi come Ervin Laszlo per ristrutturare completamente gli stili di vita di una categoria (successivamente si sarebbe chiamato target), quella dei “giovani”, categoria inesistente in precedenza.
Intanto, lo stesso POSTMODERNO stava sorgendo in sordina in quel centro GEOCRONOLOGICO DI STABILIZZAZIONI STORICHE chiamato 1956. L’acme del MODERNO si stava impercettibilmente trasformando nella sua parodia. Nel percepire il “MOTORE CHE RALLENTA I GIRI” pensiamo a quelle domande al volo fatte da certi giornalisti del Tg3 Regione – già nel 1999, ci sembra – ad alcuni trentenni che uscivano da un locale revival, e uno di questi rispondeva che andava ad ascoltare la Disco Dance fine anni 70 “perchè oggi novità non ce n’erano”, oppure Stefano Belisari (Elio) quando dice che “Le ultime cose interessanti – del rock – risalgono agli anni settanta” e “I pezzi Disco di ieri ci sembrano capolavori perchè erano ancora musica.”
Certo, ma MUSICA all’interno di quel paradigma post-1956 di cui stiamo parlando. Non a caso, tutte le varie trasmissioni basate sui ricordi – radiofoniche, televisive o altro – è molto più frequente che vadano dal 1956 “in giù” piuttosto che dal 1956 “in su”.
 

La consapevolezza, più o meno strisciante e inconscia, di come il 1956 sia stato una sorta di BIG BANG dell’era in progressiva perdita di propulsione dentro cui stiamo tuttora proseguendo, la si può trovare in diversi film: in Pulp Fiction, c’è una scena che viene ambientata all’interno di un ristorante immaginario chiamato Jack Rabbit Slim’s, dove si ballano brani rock proprio di quel periodo esatto, e tutto in quel locale – dall’arredamento al personale – è praticamente un omaggio rumoroso alla seconda metà degli anni cinquanta; in Blue Velvet (“Velluto Blu”) vi sono tantissimi riferimenti a quell’epoca precisa, soprattutto nella colonna sonora. Poi vi è una summa di quell’anno, che è American Graffiti di George Lucas. E vi sono i primi due film della serie “Ritorno al futuro” di Robert Zemeckis incentrati in un continuo RIPENSARE, col pretesto dei viaggi nel tempo a bordo della Lotus, a un collegamento tra il 1955 (anno scelto sia per “arrotondare” sia perchè faceva 30 anni esatti prima del 1985, anno di realizzazione del primo film della serie) e i tempi dell’ “era Reagan” nei quali – aguzzando i sensi – si poteva già percepire la spinta propulsiva discendente verso il TEMPO ZERO, e forse non a caso il secondo film della serie era basato su una serie di viaggi nel tempo incrociati tra il 1955, il 1985 e il 2015, quest’ultima data si può dire abbastanza COINCIDENTE con quella di ESAURIMENTO della linea spaziotempo!

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2 responses

23 08 2010
danilo1966

Ciao Rossano, bentrovato. Spero tu abbia passato delle sereni vacanze estive. I tuoi post confermano la tua vasta cultura nella materia. Li trovo sempre molto interessanti e ben scritti.Alla prossima.Un saluto, caro amico.Danilo  

5 11 2017

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