Terence McKenna, l’ambasciatore iperdimensionale

8 07 2010
di Philip Coppens
Terence McKenna fu per qualcuno un guru più che un uomo, il cui stile di vita venne plasmato da esperienze molto profonde di una realtà alternativa. Per il resto della sua esistenza, si sarebbe sforzato di portare consapevolezza di tale dimensione nella nostra realtà.Quando a Terence McKenna fu diagnosticato un tumore al cervello nel maggio del 1999, egli chiese al medico se la sua vita passata a sperimentare sostanze psicotrope avrebbe potuto contribuire alla malattia. Il medico rispose che non vi era alcuna prova a sostegno di questo, ma non c’era nemmeno una prova indicativa che la cannabis potesse ridurre il tumore. McKenna ha poi sottolineato che questa “prova suggestiva” doveva essere errata, in quanto altrimenti non avrebbe mai sviluppato alcun tumore. L’aneddoto è tipico dell’intelligenza e del genere di ragionamento di McKenna, che lo spinse ad uno status di quasi guru, anche se non si è mai sentito tale, considerando addiruttura il termine guru in senso negativo.

McKenna non è stato un pioniere a tutti gli effetti. La maggior parte della ricerca sugli allucinogeni era già stata effettuata dagli inizi del XX secolo alla sua metà grazie a diversi studiosi. Se non altro, McKenna è stato un figlio degli anni 60, laureandosi a Berkeley, specializzandosi in “ecologia, conservazione delle risorse e sciamanesimo” – un tipica laurea di Berkeley dei 60 che è stata presto abbandonata dall’università dove alcuni suggeriscono che un soffio di cannabis può ancora essere percepito nel campus.

Con il suo pezzo di carta tra le mani, McKenna partì per l’India e poi peril Rio delle Amazzoni, dove studiò le droghe allucinogene autoctone utilizzate in varie tradizioni sciamaniche del Sud America. La ricerca nello specifico è stata per l’Oo-koo-hé, un preparato vegetale contenente DMT (Dimetiltriptamina), sostanza psicotropa prodotta naturalmente dal cervello [attraverso la ghiandola pineale].

Ma lo studio sul campo ha implicato la partecipazione dell’allievo; piuttosto che essere ispirato alla cultura occidentale della droga che emergeva negli anni 60, McKenna si è confrontato con le origini di quel culto. Dunque, presso la località di La Chorrera, sollecitato da suo fratello, ha scelto di essere il soggetto di un esperimento psichedelico il quale – come dichiarò in seguito – lo mise in contatto con il LOGOS: una voce allucinatoria densa di informazioni, vicina a un’esperienza visionaria dell’universo. Il fratello Dennis McKenna sarebbe sempre rimasto la parte strumentale della sua vita. Assieme, erano tra i primi studiosi dello sciamanesimo [sudamericano] a portare le loro esperienze nel mondo occidentale. Però, sebbene fossero scienziati, non segnalavano nulla agli altri accademici, preferendogli il grande pubblico, illustrando quanto la conoscenza, lo sviluppo e l’uso di queste piante potrebbe insegnare all’umanità. Se la città amazzonica di Iquitos è ora un centro importante per il “turismo allucinogeno” è in gran parte il risultato dei chemical brothers McKenna i quali hanno testimoniato una cultura aborigena della droga, piuttosto che l’equivalente consumista occidentale.

L’esperienza della droga nel suo significato aborigeno non era la ricerca del piacere ma l’acquisizione di conoscenza, non era un’evasione dalla realtà ma un’agganciarsi alla natura esaminandone lo specchio. Terence McKenna è stato descritto come il primo ambasciatore dell’umanità agli abitanti iper-dimensionali. Questo non è necessariamente vero, tuttavia possiamo considerare come i chemical brothers McKenna siano stati i primi occidentali rispediti da quella dimensione con un messaggio all’occidente dato nelle loro mani da quegli abitanti.

Terence McKenna ha sostenuto l’uso delle droghe e specialmente gli allucinogeni organici, in particolare l’ AYAHUASCA, la quale contiene la DMT (DimetilTriptamina). Inoltre, McKenna credeva che le sue esperienze attraverso la DMT fossero reali, provviste di un significato spirituale, e non erano allucinazioni ma qualcosa che apre la porta in un’altra dimensione. La DMT è una sostanza comune all’ayahuasca e allo stesso cervello [ghiandola pineale, epifisi], dove ha un ruolo nelle sue normali operazioni; dunque aprendo la porta [della percezione] per un limitato periodo di tempo, permette alla mente di accedere a un’altra dimensione. Una volta [di ritorno] “dall’altro lato”, McKenna dichiarò l’esistenza di altre forme di vita nell’universo. Con la crescente popolarità del fenomeno UFO, McKenna cominciò a parlare di come questo sia collegato col suo IPERSPAZIO. L’esperienza con la DMT era simile se non identica ai rapimenti alieni, nei quali credette di ravvisare quelle che chiamò “macchine elfiche iperspaziali” durante le sue esperienze con quel potentissimo psicotropo. Si trattava solamente della LORO ultima “incarnazione”, dopo essersi manifestati come faeries, elfi o angeli.

McKenna ha tracciato la storia dell’uso delle sostanze psicotrope, specificamente della DMT e della psilocibina, sostenendo che entrambe le droghe erano state utilizzate dall’umanità durante le epoche per entrare in questa dimensione e per comunicare con queste creature di un altro mondo; inoltre, credette che questi abitanti avessero aiutato l’umanità attraverso i millenni. La saggezza straordinaria e anomala che aveva spesso incontrato negli antichi monumenti (dalle piramidi nell’Egitto alle costruzioni giganti ugualmente enigmatiche in America centrale e del sud) potrebbe essere stata ispirata ed aiutata attraverso l’aiuto [interdimensionale] di quegli abitanti, fornendo agli sciamani informazioni specifiche sulle tecniche della costruzione, così come questi abitanti avevano fornito agli stessi sciamani informazioni specifiche su altri oggetti, per esempio destinati nella medicina.

McKenna sostenne che, se le culture attraverso i mondi avessero costruito le piramidi per i loro DEI, questa non sarebbe comunque una prova del contatto fisico con questi.

Egli credette come gli sciamani di ogni cultura potrebbero accedere all’IPERSPAZIO, in cui stabilire il contatto con un’intelligenza dalla quale erano stati a lungo circondati. Le varie civiltà, che li hanno contattati attraverso il tempo e lo spazio, sarebbero usciti da questi contatti interdimensionali portandosi dietro messaggi analoghi in ogni cultura.

Il suo studio storico ha compreso un’analisi della nostra era moderna, dove le “vere droghe” sono state abolite, e sostituite da droghe differenti, quali le sigarette, la caffeina e lo zucchero [bianco], ampiamente disponibili. McKenna trovò la nozione di messa al bando delle piante [psicotrope] irragionevole, incriminando la viziosa struttura di potere sociale che ha reso il possesso degli “allucinogeni” un crimine capitale, mentre è permessa la vendita di zucchero raffinato ai bambini e viene sovvenzionata la produzione di alcool e del tabacco. Questi ultimi possiedono caratteristiche le quali inducono alla dipendenza ed effetti dannosi sulla salute, mentre le droghe da lui illustrate – specificatamente la DMT – non hanno mai presentato qualità che provocano dipendenza. Tuttavia, si tratta di droghe codificate nella categoria A.

Nel volume Food of the gods, il quale presenta in gran parte la conclusione dei suoi studi storici, McKenna avanza la teoria sensazionale che la pista evolutiva la quale conduce allo sviluppo degli esseri umani di oggi, è stata favorita tramite il consumo di funghi contenenti psilocibina, dagli uomini del paleolitico. Non saremmo stati “ noi ” senza il FUNGO. Nello specifico, ha sostenuto che la psilocibina produsse un’acuità visiva aumentata, teorizzando come i primati vissuti nelle zone dove i funghi prosperavano, guadagnarono un vantaggio evolutivo nella caccia. I funghi stimolarono inoltre i centri verbali del cervello. Con l’uso costante e il passare del tempo, i primati cominciarono ad associare i suoni ai concetti comunicativi, con l’apparizione delle prime LINGUE [FONETICHE]. Muovendo da queste premesse verso la nostra società corrente, McKenna riteneva che le persone la cui vita fosse priva di esperienze allucinogene, non erano veramente “umane”: in assenza della liberazione e della saggezza ricevute dall’esperienza del TRIP (in breve, senza una specie di illuminazione), secondo lui era possibile rendere le persone come il bestiame, più facili da maneggiare dal Potere.

Questi risultati vennero collocati nel contesto di varie tradizioni misteriche, le quali affermavano che con tecniche specifiche – alcune basate proprio sull’assumere sostanze – l’iniziato era “rinato e illuminato”, qualcuno che aveva visto la divina luce dell’IPERSPAZIO. Nelle sue primissime esperienze, gli abitanti dell’iperspazio diedero in dono a McKenna una formula matematica la quale divenne nota come la “teoria delle novità” e l’ “Onda Temporale” (TimeWave). Inizialmente, McKenna non vedeva che uso potesse fare di quella formula, un sistema che mostra come le “NUOVE COSE” (novità) costituirebbero i balzi nella nostra cronologia. Il tempo in sè – diceva – è un’onda frattale basata sull’apparizione di novità, gli output di quest’onda. Il tempo si è quindi sviluppato attorno a una serie di nuove idee e cambi di paradigma, eventi che hanno cambiato il mondo. Il problema era come ancorare la formula all’interno del nostro calendario, dove si sarebbe visto un giorno in cui l’Onda Temporale collassa in un PUNTO ZERO. In seguito a qualche studio [come si è visto in un post precedente, basato anche sulla sequenza di Re Wen degli I Ching], McKenna decise che l’ancoraggio [al nostro calendario] dovrebbe essere il 21 dicembre 2012, identificato solo successivamente con la data finale del ciclo del calendario Maya.

L’Onda Temporale è rimasta un argomento intrigante dopo la morte di McKenna, specificamente con gli attacchi dell’11 settembre 2001 o lo tsunami in Asia del 26 dicembre 2004. McKenna indicò il 2012 come una probabile data per l’ Eschaton, un crollo tremendo del tempo attuale che ci costringerà ad entrare in un nuovo tempo. Sebbene infatti questo potrebbe essere lo scopo dell’Onda Temporale, non sono stati gli abitanti [dell’Iperspazio] ad ancorarlo alla nostra cronologia ma soltanto McKenna. Perciò l’ancoraggio non è una certezza ma solo una teoria.

Sebbene l’Onda Temporale coincida in gran parte con gli eventi significativi che i media occidentali hanno riferito, non esiste nessuna classificazione scientifica su come comprendere il significato delle novità in una scala globale. Il mondo è cambiato l’11 settembre, o quando Bush ha deciso di invadere l’Afghanistan? E, benchè seguito in modo avvincente dai mass media, si è trattato sul serio di un evento globale? Ed importa indipendentemente da fatto che l’umanità cambi, o soltanto quell’evento che potrebbe cambiare l’umanità accade? Tali questioni rimangono in sospeso.

McKenna era un oratore prolifico: se fu davvero scelto dagli abitanti dell’Iperspazio come ambasciatore, la loro scelta è stata eccellente. McKenna univa una voce unica ad un metodo specifico e intrigante di esposizione, sia che parlasse in pubblico o meno.

Molte delle sue frasi sono state usate da artisti popolari ma ispirati, dai The Shamen agli Eat Static.

Ho avuto il piacere di incontrare McKenna in due occasioni e di avere una breve corrispondenza con lui. Durante la nostra prima riunione nel luglio 1995, ero in gran parte scettico verso l’uomo dietro il suo messaggio, classificandolo nella categoria della gente che dice molto, ma senza che tale molto abbia un reale valore.

Nonostante ciò, i suoi interventi e le conferenze pubbliche – come pure le discussioni private – mi hanno rivelato rapidamente come McKenna fosse molto lucido, e la parte più intrigante dei suoi discorsi era quella più nascosta. Si trattava di un uomo dai molti strati: in quello più visibile, si mostrava come una persona che profetizzava i benefici nell’uso di certe sostanze. Un gruppo ristretto di individui si è reso conto che McKenna non vedeva l’uso della droga come attività ricreativa [o di fuga dalle responsabilità], ma considerava chi faceva uso [intelligente] di certe sostanze come sacerdote, mantenendo un legame sacro tra noi e l’altra dimensione, il LOGOS divino.

Una piccola cerchia di persone si è resa conto che, seguendo i percorsi di McKenna, sarebbero stati in grado di raggiungere una certa conoscenza di quella dimensione. Ma sembra che dal 1999 McKenna fosse annoiato dalle sue costanti attività, incluso il lavoro di “missionario”. Forse era solo una fase temporanea, nella speranza di dedicarsi di più all’esplorazione dell’IPERSPAZIO piuttosto che parlarne. Un sacerdote deve solamente parlare di dio alle sue moltitudini, o ha anche il tempo di ricercarlo?

Il 22 maggio 1999, la mente del cinquantaduenne McKenna esplose. Le allucinazioni frantumarono la realtà in pezzi di vetro, i gusti e gli odori si contorcevano in forme strane, fu inghiottito da un labirinto e, come successivamente raccontò “In qualche maniera partecipavo ai sogni della settimana prima, ai timori della settimana dopo, trovandomi in un ristorante di Dublino”. Improvvisamente la sua pressione sanguigna scese in picchiata, facendolo collassare in un colpo apoplettico. Come John Travolta in Phenomenon, McKenna aveva raggiunto una condizione fisica che gli forniva l’accesso a un’altra dimensione, ma che sarebbe stata mortale. Gli furono dati tra i sei e i nove mesi di vita. Le cure sperimentali a cui si sottopose sembrarono dare l’effetto voluto, ed entro il novembre 1999, gli esami mostrarono una remissione del tumore cerebrale. Tuttavia, era chiaro come Terence fosse stato chiamato a passare definitivamente attraverso i “cancelli”: vi fu una recrudescenza del tumore, e attraversò dunque il tempo senza ritorno il 3 aprile 2000. La morte non era mai stata un argomento tipico di McKenna. Le porte dell’Iperspazio sono girate così tante volte…

Ma avendo dato una “finalità”, si rese conto che vivere nella conoscenza che si deve morire rende la vita ricca e intensa. Egli disse: “Potrei vedere la luce dell’eternità – alla William Blake – splendere attraverso ogni foglia. Voglio dire, un insetto che cammina sulla terra mi commuove fino alle lacrime.” McKenna si rese conto che, dato un tempo limitato focalizzato sul cervello: “Se la maggior parte della gente prendesse tutto ciò seriamente, una gran quantità di cose sarebbe fatta con più attenzione alla qualità e alle intenzioni.” Aveva supposto che avrebbe visto il 2012, ma ora non sarebbe successo. “Assai pochi profeti vivono vedendo realizzarsi le loro profezie. Non è accaduto neanche a Joachim de Fiore, non è successo nemmeno a Marx. Se [qualcosa] succederà, succederà, non ha bisogno di tifosi. E’ inerente alla stessa morfologia dello spazio e del tempo. Una cosa molto divertente su di me e la mia carriera è che è diversa da quella di [Timothy] Leary, diversa da tutta questa gente: questo strano rapporto verso le profezie e l’apocalisse. I miei fan non ci capiscono niente di quella roba, e anche i miei critici faticano a comprendere cosa essa sia. Perciò abbiamo tutti solo da conviverci fino a che non si toglie di mezzo.”

Ma al tempo stesso, egli non voleva fare della sua morte un evento, come morire in Rete [!] o inserendo discussioni sulla criogenia. “Penso che parte di ciò che la morte è biologicamente sia una specie di rimescolamento genetico. Se i geni fossero stati progettati per durare in eterno, la morte non sarebbe mai entrata nello schema delle cose.” [insomma] Fino alla fine, ha continuato a pensare, e a predicare …

Questo articolo è apparso in Sub Rosa Magazine 1 nel giugno 2005.

Al seguente indirizzo vi è la versione originale:

http://www.philipcoppens.com/tmckenna.html

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One response

9 07 2010
psiconautica

ottimo blog!

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