SINCRONICITA’ Caso ed evoluzione; Relazione globale tra psiche e materia

8 06 2010
Prosegue su CIVILTA’ PERDUTE il lungo articolo sulla SINCRONICITA’ indagata dallo psicologo Carl Jung e dal fisico Wolfgang Pauli, articolo da noi tradotto da questo indirizzo:
http://www.metapsychique.org/Synchronicite-et-Hasard.html
7. Il caso e l’evoluzione
Il caso gioca un ruolo importante nella teoria dell’evoluzione. Per esempio, Walter Elsasser, Jacques Monod e Manfred Eigen, l’hanno sempre sottolineato. Il caso è fondamentale per comprendere la teoria dell’evoluzione e l’apparizione delle forme di vita. Francis Crick riassume : “La sola fonte di autentiche innovazioni è il caso.” Nonostante questo, ciò che si intende per caso non è chiaro. Mancanza di cause o mancanza de conoscenza? Monod parla di “caso essenziale”, il quale sarebbe caratterizzato da “l’indipendenza totale di due serie di esperienze.” Ma ragionamenti basati sulla fisica dei quanti ci possono portare a dubitare dell’esistenza di una simile “indipendenza totale”.

Pauli ha osservato come l’idea di sincronicità possa avere importanza per la teoria biologica dell’evoluzione. Ha soprattutto discusso argomenti scientifici teorici contro la teoria evolutiva di Darwin, sottolineando la possibilità di sincronicità nell’evoluzione:

“Il modello evolutivo di Darwin è un tentativo di eliminare completamente qualsiasi scopo da una nuova teoria. Lo scopo è stato quindi dovuto essere rimpiazzato dall’introduzione del ‘caso’ (possibilità).”

Pauli ha sottolineato come avvenimenti rari, o anche unici, sono particolarmente importanti per l’evoluzione biologica, a differenza delle leggi statistiche verificabili empiricamente. Inoltre, ha ammesso la possibilità di PROCESSI FISICI CON UN FINE. Egli scriveva a un amico, il biologo Delbrück:

“Forse la soluzione è [più complessa di quella che sembri], e accanto al CASO CONSACRATO, esistono anche dei processi con UN FINE DIRETTO e influenze causali dell’ambiente…”

Ufficialmente, simili considerazioni sono malviste nella biologia moderna, ma non superflue. Come ha detto il genetista J.S.B. Haldane in una delle sue battute:

“La TELEOLOGIA è come una maîtresse per il biologo : non può vivere senza di lei, ma non vuole essere visto con lei in pubblico.”

Un tema centrale nei sogni di Pauli degli anni cinquanta era la questione di una nuova fisica. A più riprese, c’è nei suoi sogni la questione di una nomina a professore di fisica teorica. Pauli commenta ciò notando che non si tratta di una cattedra universitaria convenzionale, visto che Pauli – premio Nobel 1945 – era già professore di fisica teorica presso l’ETH di Zurigo da diversi anni. Si tratta della nuova fisica, della nuova scienza. E l’università in questione non non si trova nella famosa città di Zurigo ma a Esslingen – conosciuta dagli abitanti di Zurigo per non essere che il capolinea di un treno regionale. Questo luogo sconosciuto dalla scienza tradizionale sarebbe stata la culla della nuova scienza. E se Pauli vuole decidersi per Esslingen, il suo tentativo non è assolutamente assicurato. Comunque sia, Pauli deve andarci per dare provvisoriamente dei corsi di fronte a sconosciuti.

Grazie al cielo esiste un manoscritto di quattro pagine sotto il titolo “Corsi davanti a sconosciuti” che descrive questa situazione. Il punto di partenza dei corsi fittizi di Pauli è il “caso cieco e senza scopo” della meccanica quantistica con le sue probabilità primarie associate. Il secondo tipo di leggi naturali è essenzialmente legato al fatto che l’osservatore può intervenire sugli avvenimenti attraverso il libro scelto del dispositivo sperimentale. Dopo Pauli, la nuova scienza deve soprattutto consacrarsi al terzo tipo di leggi naturali. Dopo una discussione critica sulle concezioni tradizionali della biologia e del caso, i concetti evolutivi di Lamarck e Darwin, Pauli scrisse:

“Secondo questa ipotesi, differente dalla concezione di Darwin e da quella di Lamarck, si incontra proprio qui il terzo tipo di leggi naturali, che consiste nella correzione di fluttuazioni aleatorie attraverso coincidenze significative o finali di avvenimenti legati in modo acausale. … in rapporto con questo, vorrei adesso discutere dell’ipotesi che questa apparizione globale di coincidenze portatrici di significato nell’evoluzione biologica evidenzia un fattore psichico associato il quale appare come emozione o eccitazione portata al suo grado più elevato.”

Il corso fittizio termina con un’indicazione sulla sincronicità nel senso dato da Jung:

“Inoltre, penso qui alle coincidenze significative non attivabili dall’intenzione e che si producono unicamente in condizioni particolari, alle quali C.G. Jung si è riferito a più riprese. Chiamando queste coincidenze delle “sincronicità”, ha stabilito una relazione strana tra questi fenomeni e il concetto di tempo. Dove i fenomeni adattativi dell’evoluzione biologica distinguono visibilmente una direzione della freccia del tempo, dovrebbe sembrare naturale considerare tutti i fenomeni presentati qui, questi fenomeni non causali legati a un senso o a uno scopo, come di natura analoga.”

Una concezione del mondo che includa corrispondenze significative, conduce a una nuova valutazione del problema psicofisico. I tentativi prudenti di Jung e Pauli indicano che tipo di cammino potrebbe essere preso. Mi sembra che non sia a priori impossibile che queste idee siano integrabili in una scienza della natura allargata, la cui concretizzazione resta per il momento una questione aperta. Pauli ha osservato nella sua conferenza “La scienza e il pensiero occidentale.”:

“Non oserò fare delle previsioni sul futuro, visto che conosco bene i fallimenti di tutti gli sforzi prematuri di unificare la storia dello spirito. Evidenzio solamente che, dal secolo XVII, le attività dello spirito umano sono state divise in maniera rigorosa, ma concepire una vittoria degli opposti, comprendente sia la sintesi della comprensione razionale sia dell’esperienza mistica dell’unità è il mito – dichiarato o meno – della nostra epoca.”

 

8. La relazione globale tra la psiche e la materia

La meccanica quantistica è una teoria della materia e, in quanto tale, non dà degli insegnamenti diretti sul problema della relazione tra la psiche e la materia. Ma il fatto che la meccanica quantistica sia una teoria olistica, coerente e che mette assieme dei concetti opposti, ci porta a pensare che i rapporti dicomplementarità qui trattati possano avere una validità che va oltre la fisica. In una lettera a Fierz del 10 août 1954, Pauli così riflette [sulla questione]:

“Può essere che non si tratti ‘correttamente’ la materia – per esempio nel senso in cui è considerata la vita – quando la si osserva nello stesso modo della meccanica quantistica, cioè ignorando lo stato interiore dell’ ‘osservatore’. La celebre incompletezza della meccanica quantistica (Einstein) è – nonostante tutto – effettivamente presente ma, com’è ovvio, non si può rimediarci ritornando alla fisica classica dei campi (Questo è solamente un ‘malinteso nevrotico’ di Einstein). Si tratta piuttosto di considerare le relazioni globali tra l’ ‘interiorità’ e il ‘mondo esterno’ le quali non trovano spazio nella scienza attuale (ma che l’alchimia ha prefigurato…).”

Nel suo lavoro su Keplero, Pauli parla di un “ordine del cosmo che sfugge alla nostra arbitrarietà” dove “non soltanto l’anima dell’individuo è soggetta a un ordine pensato oggettivamente ma anche a ciò che è riconosciuto nella percezione”, e aggiunge alla fine di questo lavoro: “Sarebbe soddisfacente interpretare la psiche e la fisica come due aspetti complementari della stessa realtà.” Questa unità, oltre la pluralità e trascendente il tempo e lo spazio è stata chiamata da Jung l’UNUS MUNDUS, basandosi sull’idea di “MONDO UNICO” dell’alchimista Gerhard Dorn (XVII secolo). In questo modo, la dualità della psiche e della materia sarebbe superata da un TERZO che li supera [e li contiene ambedue].

Se non mi sbaglio, Descartes vede la divisione tra la res cogitans e la res extensa come inevitabile. Un primo passo per quanto riguarda la visione di Pauli sulla complementarità della psiche e della materia, è l’idea che la separazione tra la psiche e la materia non è fissata a priori, analogamente alla separazione di Heisemberg. Il concetto di materia esige necessariamente una cesura dell’UNUS MUNDUS ma non fissa ancora la posizione di questa cesura. Si può immaginare che, in principio ci siano molte cesure differenti permesse. Le due parti, provenienti da una simile rottura di simmetria dell’UNUS MUNDUS, mostreranno in una certa misura aspetti materiali e aspetti psichici. Ma non devono essere associati banalmente ai concetti tradizionali di “psiche” e “materia” (o res cogitans e res extensa). Delle diverse rotture di simmetria dell’Unus Mundus potrebbero condurre a concezioni del mondo complementari le quali si escludono mutualmente ma che sono coerenti, logicamente parlando.

Se si considera la meccanica quantistica come un principio universalmente valido per il dominio materiale, allora sarebbe soprattutto una teoria globale della materia, che non fa distinzioni a priori tra l’oggetto materiale [misurato] e l’apparecchio materiale di misura. La globalità non separata descritta dal simbolismo della meccanica quantistica è determinista. Se si vuole creare un legame tra questa teoria ed esperienze psichiche, allora si deve dividere la struttura globale della materia con la cesura di Heisemberg. Questa cesura definisce distintamente l’oggetto e l’apparecchio di misura e conduce inevitabilmente a una descrizione indeterminista non riducibile la quale permette unicamente di ottenere informazioni di natura statistica. Come la cesura di Heisenberg elimina il determinismo del mondo quantico non separato, la cesura di simmetria potrebbe distruggere la corrispondenza di senso tra le due parti, poi chiamate “psichica” e “materiale”. Secondo Pauli, ciò che suscita la corrispondenza di senso deve essere:

“… posta oltre la differenziazione tra “psichico” e “fisico”, allo stesso modo in cui le “idee” platoniche hanno un aspetto concettuale e uno di “forza naturale” (e producono degli effetti). Accetto addirittura di chiamare questa cosa “l’organizzatore e il regolatore degli archetipi” ; sarebbe però inammissibile definire questi archetipi alla stregua di contenuti psichici. Le immagini interiori (chiamate “dominanti dell’inconscio collettivo” da Jung) sarebbero piuttosto la manifestazione psichica degli archetipi che dovrebbero così generare, produrre e determinare tutto ciò nel comportamento del mondo oggettivo rispondendo alle leggi naturali. Le leggi naturali del mondo degli oggetti sarebbero allora la manifestazione fisica degli archetipi… Quindi, tutte le leggi naturali dovrebbero avere la loro corrispondenza nell’interiorità dell’essere umano, e viceversa, anche se ancora oggi non si può sempre vederlo direttamente.”

Così come la parte materiale dell’Unus Mundus è, in gran misura, descritta correttamente dalla meccanica quantistica, si può quindi supporre che le strutture più fondamentali di questa teoria possano avere una validità che va oltre il dominio materiale. Si potrebbe soprattutto pensare alle correlazioni olistiche che sono predette dalla meccanica quantistica e che sono largamente verificate nel dominio materiale.

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5 11 2017

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