La realtà è generata da un caleidoscopio vibrazionale

4 05 2010

Un caleidoscopio (dal greco καλειδοσκοπεω = “vedere bello”) è uno strumento ottico, simile a un cannocchiale, con al suo interno specchietti e pezzi di vetro e plastica colorati i quali generano forme simmetriche sempre diverse a seconda di come si intrecciano e interpongono tra loro.
Le forme generate da un caleidoscopio (e che si vedono ponendo lo sguardo all’estremità del tubo con la lente)ricordano sorprendentemente le geometrie frattali – termine coniato dal matematico polacco Benoit Mandelbrot nel 1975 – le quali si ripetono nella loro struttura su scale diverse, pur mantenendo la forma della struttura sempre autosomigliante a qualsiasi livello di grandezza, creando una specie di tunnel, il quale si può definire TUNNEL FRATTALE AUTOSOMIGLIANTE.
La cimatica (o kimatica), dal greco κυματικά – “riguardante le onde” –  è una disciplina che studia come una vibrazione sonora  possa generare forme; essa mostra come il suono influisca sulla materia, dunque i suoi effetti morfogenetici. Si tratta di un tipo di indagine i cui inizi risalgono al XVIII secolo, quando Ernst Chladini, un musicista e fisico tedesco, osservò che la vibrazione di una membrana (come per esempio quella di un tamburo) può essere visualizzata meglio cospargendola di polvere molto fine, la quale si accumula proprio nei punti dove la vibrazione era nulla.
Due secoli più tardi – e precisamente nel 1967 – il medico svizzero di Basilea Hans Jenny, proseguì le ricerche di Chladini, affermò di credere all’esistenza di un potere attraverso cui il suono struttura la materia. Jenny scoprì che gli effetti di certe vibrazioni sonore corrispondevano sempre a quelle di determinate figure geometriche.
Nei suoi esperimenti faceva vibrare un piatto metallico attraverso un oscillatore al quarzo, che generava un ampio spettro di frequenze vibratorie, poi cospargeva il piatto di sabbia molto fine, la quale si organizzava in strutture geometriche simmetriche, sempre collegate a una certa frequenza vibratoria. Più la vibrazione era intensa (le cuspidi delle onde sonore ravvicinate tra di loro) più le figure geometriche simmetriche generate erano complesse.

Ma c’è di più: il medico svizzerò vide che, organizzando l’oscillatore in modo da generare la frequenza OM in antico sanscrito – secondo i buddisti e gli induisti il suono della creazione, ciò che nelle religioni mediorientali viene chiamato “il Verbo” – la sabbia sul piatto si disponeva come una circonferenza con un cerchiolino in mezzo, proprio il simbolo con cui viene rappresentato visivamente il mantra OM!
Nassim Haramein, direttore di ricerca alla The Resonance Project Foundation, scienziato e fisico di provate capacità (adesso anche riconosciute negli ambiti meno conservatori della ricerca ufficiale) ci mostra una struttura dell’universo formata da buchi neri di diversa scala – da quella anni luce a quella atomica – organizzata perciò con uno schema frattale. Haramein pone alla nostra attenzione modelli di questo tipo, e le conferme arrivano anche da scoperte recenti, le quali mostrano come nel centro delle galassie si trovi un buco nero. I buchi neri, dal tempo della loro scoperta in avanti, sono sempre stati considerati uno dei RISULTATI di un unica esplosione primordiale chiamata Bing Bang, ma la visione aperta dal fisico di origine mediorientale, ci permette di vedere come i buchi neri siano la stessa fonte da cui ha origine il cosmo, il cui schema AUTOSOMIGLIANTE si ripropone a più livelli: galattico, stellare, planetario, cellulare, molecolare e atomico.

Lo scenziato fa vedere come vi sia una sorta di rotazione (spin) di buchi bianchi i quali irradiano energia elettromagnetica all’esterno dei loro centri, rotazione bilanciata con quella di buchi neri i quali invece  collassano verso l’interno dello stesso centro. Questo movimento è infinito, e si tratta di un bilanciamento perfetto di irradiazione e gravità, e potrebbe candidarsi all’unificazione di gravità ed elettromagnetismo, una teoria del CAMPO UNIFICATO a lungo cercata.
La vibrazione e la sua risonanza in forme geometriche autosomiglianti, può essere una delle chiavi che aiutano ad immaginare la natura di ciò che è stato chiamato ORDINE IMPLICITO dal professore di fisica britannico David Bohm; l’ORDINE ESPLICITO è la rappresentazione (VIRTUALE, anche se sembra così reale) della realtà creata dal Sistema Nervoso Centrale attraverso gli organi di senso; l’ordine implicito è qualcosa al di fuori del nostro campo percettivo immediato, ma comunque esistente e in connessione diretta (ma non percepibile nello stato ordinario di coscienza) col campo di realtà a cui i nostri sensi e la nostra vita sono abituati.
Possiamo immaginare l’ordine implicito come un’ordine DIVINO, organizzato come un enorme, infinito, cristallino frattale, autosomigliante, dall’estremamente piccolo all’estremamente grande, senza soluzione di continuità.
Ciò che chiamiamo “Bene” nella nostra vita si potrebbe identificare con un avvicinarsi delle azioni e degli avvenimenti all’armonia eterna dell’ordine implicito, e ciò che chiamiamo “Male” si identificherebbe con un allontanarsi (nell’ordine esplicito) dall’essenza divina dell’ordine implicito.
Una scoperta affine alle geometrie sacre generate dalla sabbia sottoposta a vibrazioni, è quella compiuta dal giapponese Masaru Emoto. Costui ha dimostrato che l’acqua reagisce alle informazioni che riceve dall’ambiente dando forma – una volta congelata – a cristalli di ghiaccio aventi un particolare disegno geometrico simmetrico e raffinato, molto simile a quello dei fiocchi di neve. L’acqua sottoposta a vibrazioni improntate all’armonia e alla gentilezza mostrerà, una volta ghiacciata, cristalli di ghiaccio dalla forma armonica, l’acqua sottoposta a vibrazioni generate dalla violenza e dall’odio, mostrerà cristalli di ghiaccio amorfi e senza armonia.

masaru emoto

Anche qui, il dottor Emoto ha compiuto moltissimi esperimenti al riguardo: acque provenienti da fonti di inquinamento, una volta ghiacciate generano cristalli i quali sembrano esprimere una vera e propria sofferenza; dopo che la stessa acqua è stata depurata e “guarita”, i suoi cristalli ghiacciati hanno un aspetto geometricamente simmetrico ed elegante; dell’acqua sottoposta alle vibrazioni di una violenta musica heavy metal produce cristalli altrettanto “violenti”, mentre sottoposta alle vibrazioni di una sonata di Chopin fa poi incantare lo sguardo con dei bellissimi cristalli.
In seguito a tutti questi esempi e considerazioni, possiamo affermare che il mondo che definiamo come “reale” (ordine esplicito) possa considerarsi come una specie di EMANAZIONE SPAZIOTEMPORALE (paragonabile a un caleidoscopio, il quale genera forme sempre diverse a partire dagli stessi elementi) prodotta dal sottostante ordine implicito quando questo si interfaccia con una determinata coscienza che lo percepisce nello spaziotempo.

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2 responses

13 08 2010
anonimo

grazie per questo bell'articolodovremmo difendere queste menti liberegia vedo in giro i soliti che si buttano come squali per screditarne il lavoro in modo davvero schifoso

14 08 2010
Rossegal

Le armi di quegli squali sono spuntate, caro anonimo.

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