Il fenomeno BAMBINI INDACO

22 04 2010

Indigo_Children


Secondo le ricerche di un certo numero di autori – quali Nancy Ann Tappe, Lee Carrol, Jan Tober,  si sta assistendo negli ultimi decenni, alla nascita di un nuovo tipo di essere umano caratterizzato da qualità che lo mettono al riparo dalla fatale devitalizzazione provocata dall'ingresso nella vita sociale, soprattuto in seguito alla frequentazione del mondo scolastico il quale – soprattutto in certi luoghi del mondo – tende a castrare le straordinarie qualità in dote all'individuo, in particolar modo se è sensibile e sensitivo.
Il nuovo tipo di essere umano è stato chiamato "bambino indaco" o "bambino del nuovo sogno"; la scelta di quel colore per denominarli è data dalla tonalità spettrale dell'aura intorno al corpo visibile in alcuni particolari stati di coscienza dovuti all'attivazione della ghiandola pineale (il "terzo occhio"); nella maggioranza delle persone l'aura ha altri colori, più legati alla materia e al materialismo: dal magenta-viola al giallo-arancione più o meno scuro.
I bambini con l'aura indaco vengono studiati da Nancy Ann Tappe dalla metà degli anni 80 in poi (il suo primo libro sull'argomento è del 1986), ma risulta che le prime avvisaglie di questo fenomeno risalgano già agli anni 70.
Per capire come mai vi sia l'avvento di questa nuova umanità, è essenziale porre attenzione a come la realtà cosiddetta "materiale", "esterna", sia molto più in relazione col rarefatto mondo della psiche di quanto normalmente si creda, e lo creda la scienza ufficiale.
Carl Gustav Jung in collaborazione con il fisico Wolfgang Pauli lo hanno dimostrato, nel loro sondare la cosiddetta "sincronicità" o "elementi della realtà materiale connessi in un modo fuori dalla legge causa-effetto"; in quell'occasione la psicologia analitica di Jung è andata a braccetto con la fisica quantistica di Planck e Bohr.
Ogni avvenimento che succede, ogni nuova scoperta, ogni nuovo slancio di ciò che Terence McKenna chiama l' "evoluzione delle novità", fa in modo di influire su quella dimensione – con la quale nel nostro stato di veglia normalmente non siamo a contatto – da cui emergono i nuovi nati.
Quella dimensione pare trovarsi al di là della soglia in cui gli strumenti della scienza consueta possono operare ma forse può essere visitata in particolari condizioni di coscienza, o attraverso una meditazione profonda e continuativa, o grazie all'utilizzo regolato e guidato di certe sostanze, oppure, ancora, in certi momenti che lo psicanalista transpersonale Stanislav Grof ha chiamato "di picco", come le esperienze cosiddette di "premorte" o di "illuminazione". Gli stessi sogni possono aprire la chiave di questa misteriosa dimensione (collegata allo spaziotempo anche se non ne segue le leggi di causa-effetto dal passato al futuro) da cui, come si è detto, vengono "sputati fuori" i neonati nella realtà che noi percepiamo come esterna.
Seguendo questo tipo di ricerche, possiamo vedere come i "bambini indaco" siano collegati alla vorticosa "evoluzione delle novità" che c'è stata dalla metà degli anni 60-70 a oggi, soprattutto a livello dell'elaborazione e distribuzione delle informazioni. coi computer che si sono fatti sempre più piccoli e potenti, e con una memoria sempre più grande. Il tutto ulteriormente accelerato dal 1991 in poi, con la nascita ufficiale della Rete delle Reti.
Questi nuovi bambini sono assolutamente a loro agio con la comunicazione interconnessa e in tempo reale, e trovano soluzioni informatiche in un tempo estremamente inferiore rispetto alle persone delle "vecchie generazioni". Per loro non rivestono alcun significato i valori che hanno portato alle grandi guerre della modernità, e alla minaccia di una terza termonucleare. Sono bambini nati dopo la "fine della storia" nel 1971-73, della quale ne abbiamo già trattato. Nascono con la sensazione di avere nel loro "disco fisso" dell'anima un obiettivo, un compito, anche se per lungo tempo possono non sapere esattamente quale sia, ma spesso, a partire da certe prime esperienze infantili, si rendono conto che alcuni elementi, storie, vicende, oggetti e sensazioni del mondo materiale è come se risuonassero con qualcosa che è dentro di loro. Nascono e si comportano con un senso di regalità, e a volte danno l'impressione di essere più adulti e maturi degli stessi adulti che hanno intorno, e può capitare che si sentano a disagio per questo, che non vengano capiti e apprezzati come vorrebbero.
La scuola ordinaria – sia quella dell'obbligo che il liceo – può benissimo essere un tormento per loro, come la compagnia dei "bambini non indaco", i quali possiedono un'aura legata al materialismo e alla vecchia energia.
Inoltre, questi bambini hanno una percezione del tempo che non è strettamente legata alla scansione cronologica a cui si è stati abituati, condizionati, negli ultimi secoli.
Alcuni vedono la "storia dei bambini che salveranno il mondo" come qualcosa legato alla New Age, alla profezia di Celestino, e alla Cospirazione dell'acquario, ma si tratta di una realtà che, a nostro avviso, non c'entra proprio nulla con romanticherie pseudoreligiose, anche se può essere vista attraverso le lenti di queste ultime.
Secondo Drunvalo Melchizedek, alcuni di questi mostrerebbero di avere anche una struttura genetica differente dall'Homo sapiens sapiens ordinario.

 

DNA_Alex Grey
 

Negli anni ottanta era nato un bambino sieropositivo – con il virus HIV nel corpo – e lo era ancora a un anno di età. Poi, analizzato all'età di sei anni, mostrava di avere il sistema immunitario perfetto e più nessuna traccia di sieropositività. Nel DNA umano normale sono presenti 4 acidi nucleici combinati in gruppi di 3, che formano 64 schemi – o patterns – diversi, chiamati CODONI. Normalmente, il DNA umano è formato da 20 codoni "aperti" (attivi); gli altri sono "chiusi" (disattivi), eccetto 3, i quali segnano l’inizio e la fine del messaggio genetico. Quel bambino aveva 24 codoni aperti, 4 in più di qualsiasi altro essere umano. In seguito, sono state poste alcune sue cellule vive in una soluzione chimica mortale (detta "di Petri") e le cellule sono rimaste ILLESE!
La scienza ipotizza che i codoni chiusi (il cosiddetto "DNA spazzatura") facciano parte di vecchi programmi genetici non più utilizzati dalla struttura organica. Questo ricorda straordinariamente le applicazioni e i programmi dei computer, e abbiamo già parlato di come la parte non attiva del DNA potrebbe essere soltanto "non ancora attivata", e magari ciò accadrà in un prossimo futuro, facendo in modo di creare una RETE GENETICA tra gli esseri umani – come pare già avvenga in diversi animali. Quindi quei programmi genetici, lungi dall'essere vecchi e non utilizzati, potrebbero essere non ANCORA utilizzati, forse per via della vibrazione dell'energia della materia nella dimensione attuale, oppure per via dello stato del campo elettromagnetico terrestre e della Risonanza Schumann.
I bambini "indaco" – venuti al mondo con il "disco fisso" – differenti come modo di vedere le cose dalle vecchie generazioni, con una maggiore integrazione tra l'emisfero sinistro del cervello (razionale, meccanicista, materialista) e l'emisfero destro (creativo, sensitivo e al di fuori dello spaziotempo) sono forse le avanguardie di questa Rete Genetica prossima ventura, di cui magari si potrà fare esperienza dopo il Cambio Dimensionale e lo spartiacque dovuto alla Singolarità Tecnologica.

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