Come il Pop-Rock ha accelerato la fine della storia

20 04 2010
All’inizio del precedente post, abbiamo cominciato a parlare di come, nel nostro tempo che ha raggiunto il grado (201) 0, vi sono delle oasi, che vanno, per esempio, dagli Offlaga Disco Pax ad Antonio Moresco, da David Lynch a Edward Foster Wallace,  da Squarepusher a tanti altri autori che ora non ci vengono in mente.
Ciò, quindi, potrebbe contraddire il fatto che, come pensiamo, dal 1971-1973 in poi vi siano state solo REPLICHE e che, perciò, sono in errore coloro che, come noi di questo blog, affermano che in quel periodo LA STORIA SIA FINITA, non nel famoso 1989, come affermava Francis Fukuyama.
Noi non sappiamo molto di fisica classica, ma ci ricordiamo vagamente che, quando un corpo smette di muoversi vi è ancora un movimento inerziale di quella spinta che ha permesso al corpo di muoversi.
Ebbene, i quarant’anni che separano il 1972 dal 2012, rappresentano questa spinta propulsiva in moto inerziale dopo che il corpo si è fermato. Nel frattempo, a partire dal 1972, stava crollando tutto  come hanno mostrato le amministrazioni Ford (dopo le dimissioni di Nixon) e Carter in USA (la crisi fu poi puntellata negli anni 80-90 dalla triade Reagan-Bush 1°- Clinton) e lo sgretolarsi totale dell’URSS e satelliti, il cui blocco aveva probabilmente rappresentato una delle carte in mano al Governo Ombra per creare il famoso Nuovo Ordine Mondiale. La crisi di ogni cosa dopo quegli anni: politica, religione (ricordiamoci l'”anno dei tre papi”, in seguito la chiesa fu medicata per 27 anni dal papa-attore, l’ultimo dei tre), la crisi del cinema, fumetti, musica, letteratura. L’informatica no, invece, la sua evoluzione, anzi, accelerava esponenzialmente, dopo la diffusione dei microcircuiti integrati, i quali avevano sostituito i transistor degli anni 60, i quali avevano sostituito le valvole…e via ad andare indietro, seguendo la famosa “Legge del ritorno accelerato”, di Ray Kurzweil, di cui abbiamo già detto in precedenza.
Anche le radio e le televisioni private stavano prendendo sempre più piede…questa CRASI della Storia (che non c’era più!) era ben esemplificata, in Italia, dalla CRISI della sinistra parlamentare PCI (nonostante il pericolo di sorpasso alle elezioni sulle “forze democratiche occidentali” tanto paventato all’epoca da aggeggioni risorgimentali come Montanelli) e da nuove forme di comunicazione e cultura, le quali esplosero alla fine degli anni settanta, per esempio con la rivista demenziale-satirica “Il Male”, le radio libere, Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini, Andrea Pazienza, e tutto quel mondo rappresentato da film come “Lavorare con lentezza”. Insomma, l’inconscio di quei ragazzi del famoso “77 bolognese” diceva loro che “la Storia é finita e il Potere vuole farla continuare!”. Del resto, anche i situazionisti parlavano di “sparare agli orologi”, no?
Esattamente vent’anni dopo, nel 1997, David Bowie aveva definito il gruppo di musica elettronica Prodigy “I Beatles e I Rolling Stones della nostra epoca”, nel pieno dello strepitoso successo della globalizzazione delle multinazionali, delle Spice Girls delle Boy Band. Bowie sarà anche un genio musicale senza confini ma, purtroppo – probabilmente obnubilato dalla fama internazionale e dai soldi – si è dimenticato di come i due complessi (negli anni 60 si chiamavano così i gruppi) da lui citati sono tra le ultime cose musicali della Storia che l’uomo occidentale e occidentalizzato abbia avuto modo di vedere.
Vi è stato un periodo, in particolar modo dal 1962 al 1967, in cui i The Beatles erano come un tutt’uno con la Storia, tra la crisi di Cuba, l’inizio in sordina del VietNam, il Concilio Vaticano II e il Terzo Segreto di Fatima, il giovane presidente USA che sembrava provenire dal futuro, poi ucciso a Dallas molto probabilmente da una congiura ordita nei camerini del Potere, la defenestrazione del super simbolico Nikita Kruscev, i viaggi e le passeggiate nello spazio (l’ultima propaggine del progressismo tecnologico ottocentesco) e i film della Nouvelle Vague e di Kubrick, lo spaghetti Western, la Beat Generation, Malcom X, la contestazione all'”uomo a una dimensione” nata nei campus USA, poi propagatasi in tutto il mondo con la scoperta di altri modi di percepire il mondo anche grazie all’aiuto di sostanze psichedeliche, la “liberazione sessuale” (in seguito successivamente pervertita in una massiccia diffusione di pornografia condizionante), la fine dei test nucleari nell’atmosfera, la Summer of Love in California e gli esperimenti psiconautici di Timothy Leary, John Lily e altri, la forte critica al P.I.L. da parte di Robert Kennedy – poi ammazzato pure lui dal potere – e l’utilizzo di suoni orientali nella musica rock.
Un mondo che è stato ben riassunto (anche se parzialmente) in un film di qualche anno fa, “Paura e delirio a Las Vegas”.
Nel periodo dal 1966-67 al 1969-71 i The Beatles potevano benissimo essere paragonati a Napoleone Bonaparte, Oliver Cromwell, Martin Lutero, Galileo Galilei, Adolf Hitler, per il loro influsso nella Storia, la quale stava curiosamente accelerando poco prima della sua fine, la quale è stata suggellata – non dimentichiamocelo mai – dall’abbandono degli accordi di Bretton Woods del 1945 (che ancoravano ogni valuta del globo al cambio col dollaro USA) e allo sganciamento totale della moneta circolante da ogni riserva di metallo o elemento prezioso di cui faceva le veci, processo iniziato già all’inizio degli anni 30, dopo il lunedì nero.
In quello stesso 1972, la comparsa di un film come “Gola profonda” decretava l’inizio della commercializzazione della “liberazione” sessuale, a fini di dominio sui menti e sui corpi degli esseri umani (e nel decennio 2000 ciò ha raggiunto il vertice, con la pornografia disponibile in Rete a ogni ora del giorno e della notte).
Ringo Starr, il quale aveva sostituito un altro batterista dei primi The Beatles, Peter Best (che, ora come ora, continua a fare musica per i fatti suoi), ingenuo e frescone com’era, si era trovato a essere nel Mito, durante il 1967, con l’album Sgt Pepper’s.
beatles_sgt pepper's
Questo LP è qualcosa di mostruoso, un catamarano che andava di pari passo con la rivoluzione totale che stava esplodendo in quell’anno e marcava a fuoco tantissimi giovani; l’album che ha fatto impazzire Charles Manson, col brano “Helter Shelter” (considerato il primo brano hard rock), il vinile 33 giri dopo il quale niente sarebbe stato più lo stesso, un missile perforante la cui esplosione arrivò fino alla new wave, le sigle dei cartoni animati giapponesi e la house-techno della transizione tra gli 80 e i 90.
Starr aveva cercato di smaltire lo stress provocato dall’essere stato tra i protagonisti di questo IATO della storia, interpretando uno straccione nel film “Magic Christian” dello stesso anno; John Lennon e Paul McCartney non si riprenderanno più, soprattutto il primo, che si sarebbe dato a una rivolta verso l’occidente (restituendo anche la medaglia di baronetto alla regina Elisabetta), dopo aver fatto uscire dischi incomprensibili assieme alla nuova compagna Yoko Ono.
La copertina di Sgt Pepper’s è emblematica, coi quattro di Liverpool che sono vestiti con delle divise coloratissime e assurde (altra cover strampalata, come quella “Butcher” della loro prima compilation USAe dietro a loro sono assiepati tantissimi personaggi, compresi personaggi storici, filosofi, divi del cinema, scrittori come Edgar Allan Poe e, soprattutto, Aleister Crowley.
aleister_crowley
Costui era un occultista, mago, paragnostico, parapsicologo britannico, vissuto tra il XIX e il XX secolo. Autore di vari “libri sulla legge magica”. Egli ha avuto influenza su una certa cultura alternativa degli anni 20 che andava dai surrealisti agli ambienti esoterico-religiosi, persino allo scrittore Ferdinando Pessoa.
Crowley, come tanti altri nati e cresciuti nel razionale ottocento, pensiamo a Madame Blavatsky, era alla ricerca delle fonti magiche e paranormali dell’essere umano e, tra le tante cose di cui si era interessato, degna di nota era anche la sua ricerca musicale; la quale era in contapposizione sia alla musica che definiamo “classica”, sia a quella “popolare e leggera” del suo tempo, ma era vicino agli allora nuovi studi sulla dodecafonia. Il suono che per Crowley era adatto a legare gli uomini giovani “all’influenza del dio Pan”, era di tipo ritmico, energico, ripetitivo, con molte scale musicali veloci.
Precedentemente, si era accennato alla morte di Kennedy, uno dei presidenti USA più simbolici della storia (tra l’altro avvenuta lo stesso giorno della morte di uno dei padri della psichedelia, Aldous Huxley). Ebbene, i primi concerti dei The Beatles in America seguirono di poco quell’avvenimento che scioccò l’inconscio collettivo dell’occidente. I The Beatles sbarcarono trionfalmente in USA (cosa mai successa prima per un gruppo europeo) grazie all’opera del cosiddetto Istituto Tavistock per le relazioni umane a Londra.
Alcune fonti parlano di come il Tavistock fosse legato alla cosiddetta “Cospirazione dell’età dell’acquario”, un organismo che era stato creato a seguito del progetto “Cambiare l’immagine dell’uomo”, diretto da Willis Harmon dell’Istituto di Ricerca Stanford. Il programma del progetto fu redatto da vari scienziati sotto la supervisione del Tavistock e di 23 controllori fra cui Ervin Laszlo del Club di Roma. L’obiettivo era quello – attraverso l’utilizzo della musica pop-rock attraverso i mass media, la “liberalizzazione” sessuale e la diffusione di sostanze – di “giovanilizzare la società”, mandando a gambe all’aria un simbolismo  sociale che c’era ancora, prima dell’inizio degli anni 60, quando i giovani di quindici anni andavano al liceo in giacca e cravatta, una cosa che oggi sembra risalire al Cretaceo.
Questo nuovo corso della musica occidentale (che si legava a un nuovo corso della stessa società) può ricondursi ad Aleister Crowley, il quale espose in un suo testo come “rendere ricettivi i giovani alle influenze dei demoni della natura”, e ciò si attuava tramite la musica “basata su un ritmo forte e ripetitivo”, le sostanze che oggi diremmo “psichedeliche” e la “proclamazione del sesso libero”.
Ritornando al disco Sgt Pepper’s, sulla sua copertina sono ritratti un mucchio di personaggi che Ringo Starr definì “coloro che amiamo e ammiriamo” e Paul McCartney “i nostri eroi”, fra i quali, come abbiamo detto, compariva Aleister Crowley. Inoltre, le prime battute del brano che dà il titolo all’album recitano. It Was Twenty Years Ago Today (Sono vent’anni oggi). Si tratta della commemorazione dello stesso Crowley, morto esattamente 20 anni prima.
sgt pepper's

Siamo assolutamente convinti che la velocità vibrazionale della Terra – in aumento costante negli ultimi decenni – influenza anche la musica che viene diffusa, e abbiamo visto come nel XX secolo (soprattutto nella sua seconda metà), i ritmi Crowleyani hanno preso il sopravvento a partire da Elvis Presley e compari. Probabilmente la “Cospirazione dell’età dell’acquario” legata al Club di Roma ed Ervin Laszlo – colui che, nel 2006, ha scritto il libro “Il punto del caos”, sul necessario avvento della Coscienza Planetaria entro e non oltre il 2012 – intendeva sul serio cambiare la percezione dei giovani occidentali su loro stessi (come abbiamo anche scritto qui), col proposito di una necessaria omologazione delle culture del pianeta in vista (sulla falsariga del pop-rock di matrice anglosassone e anglofona) – ipotizziamo – proprio dell’avvento di una necessaria Coscienza Planetaria (=Nuovo Ordine Mondiale?).

Seguendo questa linea di pensiero, possiamo cominciare a intuire la sensazione di ARTIFICIO che suscitano le migliaia di epigoni, di echi, di imitazioni, di repliche, di quel laboratorio sociale giovanile che furono i “meravigliosi anni 60”.
Possiamo cominciare, per esempio, a vedere i concerti strapieni allo Stadio di San Siro come tristi rappresentazioni – tra l’altro, sponsorizzate dalle multinazionali – tristi imitazioni fuori tempo massimo, di un modello che FU, ma che ora non è più, non funziona più, ha perso la sua freschezza e, come insegnano i Wu Ming, un’immaginario mitico (come fu quello del Pop-Rock, da cui ha origine tutta la musica leggera, giovanile, di oggi) che viene riproposto per forza d’inerzia, subendolo invece di crearlo e reinventarlo, non può che diventare ALIENANTE, come possiamo notare nei ragazzi precari che si svenano di soldi per assistere al loro beniamino rock sponsorizzato, mettiamo, da una famosa marca di birra di cui non facciamo il nome.
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2 responses

22 04 2010
anonimo

bella esposizione e complimenti per uno dei migliori blog finora letti.che musica consigli di ascoltare :)ciaoaathoz

22 04 2010

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