Chi ha paura della fine del tempo?

16 04 2010
L’astrofisica Giuliana Conforto lo chiama “Il falso tempo della storia”, e si tratta di un modo di percepire la realtà che è legato esclusivamente al ciclo di rotazione della terra.

giuliana conforto_tv


Cos’è il tempo?
La nostra esperienza personale, di tutti i giorni, lo percepisce come qualcosa di reale, concreto, tangibile a tutti gli effetti, come ogni cosa da cui siamo circondati. Lo vediamo nel ciclo notte-giorno, nel variare delle stagioni, nel crescere dei bambini e nell’invecchiare degli adulti. E’ un tiranno invincibile, un dittatore potentissimo e senza rivali. Lo vediamo nella scadenza delle bollette e dei mutui, tra i fogli delle nostre agende e nello scorrere delle lancette dell’orologio. Lo vediamo nello stipendio alla fine del mese e nelle promesse future degli uomini politici e degli industriali.
Non ci si fa mai abbastanza caso, ma il tempo ha una valenza politica incredibile, totale, e anche letale.
L’amministrazione Obama dice che “nel 2025-2030 andremo su Marte”, facendo – con queste precise parole – proseguire il grande inganno della storia, il principale inganno in cui consiste l’intero occidente. Certi missili ICBM nei silos, armati di testate termonucleari (che noi di questo blog riteniamo essere il picco del male sulla terra. visto il carico di morte e distruzione che rappresentano) proseguiranno, dunque, la loro “attività” oscena fino al 2020 e oltre.
Dentro il nostro subconscio, noi occidentali siamo manipolati profondamente dall’ “era volgare dopo Cristo”, scordandoci completamente che altre culture del mondo utilizzano diversi modi di datare il tempo, o non ne utilizzano nessuno, come certe tribù amazzoniche, per esempio.
L’essenza del modo di pensare occidentale è la dittatura incontrastata del tempo, della “linea retta causa-effetto dal passato al futuro”, e non la vediamo affatto come l’illusione che in realtà è, ma come un qualcosa di profondamente vero, reale e assodato, il quale non sopporta smentite di nessun tipo.
La percezione del tempo dei calendari e dei cimiteri è principalmente data dallo stato ordinario di coscienza, ovvero da una percezione che ha un sottofondo di perenne infelicità e noia “nel momento presente” e insegue sempre e costantemente il passato e il futuro.
La scienza ufficiale, accademica e considerata nei templi del sapere,  e gli esperti del Comitato Italiano Controllo Affermazioni sul Paranormale, criticano i fenomeni che vanno oltre le leggi scientifiche comunemente accettate, basandosi sullo “stato ordinario di coscienza”.
E basta una lunga tirata di una sigaretta che contiene una sostanza chiamata Dimetiltriptamina (DMT), o anche solo semplicemente la Ketamina e l’LSD – non stiamo consigliando di assumere queste sostanze! – e lo “stato ordinario di coscienza” sparisce, mostrandoci come lo spazio-tempo regolare percepito dal sistema nervoso centrale non sia altro che il famoso “velo di Maya” raccontatoci dalle religioni orientali e dagli sciamani toltechi con cui è stato a lungo in contatto il ricercatore Carlos Castaneda.
Il tempo lineare è l’impostura che fonda la storia come viene raccontata dai libri, è il maggior amico del potere bancario e anche delle promesse, fatte ma mai mantenute, del potere politico, il quale – sotto sotto – ha paura del momento in cui Achille si renderà conto che non potrà MAI raggiungere la tartaruga, smascherando quindi l’inganno.
Con uno slancio di fantasia, immaginiamo un momento in cui – grazie a un evento di portata non limitata a questo pianeta – il tempo si manifesterà più vicino a quello che è REALMENTE oltre la cortina del “Velo di Maya” sensoriale la quale impedisce di vedere: ovvero, la sua circolarità e l'”eterno ritorno dell’identico” (per dirla con Nietzsche).

 

Mettiamo che la data finale del 21 dicembre 2012 sia VERA, cioè rappresenti sul serio il PUNTO ZERO di cui ci parlano Gregg Braden, David Wilcock, Richard Hoagland e tantissimi altri nel mondo (e già questa condizione di “attesa di qualcosa” in quel giorno da parte di un buon numero di persone potrebbe essere un possibile catalizzatore di eventi); mettiamo che, con la Risonanza Schumann a pieno regime e il Campo Elettromagnetico Terrestre debolissimo, il tempo come lo conosciamo  abitualmente sparisca e il “Velo di Maya” (“Maya” in sanscrito vuol dire “misura”, nel senso “misura delle cose da parte del proprio punto di vista egoico”) si apra come il sipario di un teatro.
Noi ci rendiamo conto che gran parte delle differenze (e anche ingiustizie) tra gli esseri umani in occidente, si basano sull'”accumulo di tempo”, sull'”accumulo di esperienza”. E allora, per esempio, vi è una profonda differenza tra “un GIOVANE appena entrato in azienda” e “il megadirettore SENIOR che ha accumulato tempo ed esperienza”, anche se magari è più talentuoso e dotato il primo rispetto al secondo. Ma per i nostri attuali parametri di TEMPO LINEARE non vale: il megadirettore si limiterà ad avere ora un conto in banca mostruoso, limitandosi a scribacchiare qualche raccomandata e a firmare qualche documento, facendo magari un pistolotto al giovane raccontandogli di “quando ha cominciato lui – nei fantastici anni 60 – con le mansioni di facchino e magazziniere”.
Immaginiamoci che i venticinque anni del giovane e i cinquantacinque anni dell’uomo maturo (“Matusa” si sarebbe detto nei fantastici anni 60) spariscano ad opera di un EVENTO simile al lampo di una bomba atomica che esplode. Ecco che adesso i due sono entrambi SENZA TEMPO, non hanno più la corazza temporale che nasconde la loro anima. Il talento del “giovane” può emergere senza imbrigliature, e la mediocrità del “maturo” non è più nascosta dal suo accumulo di esperienza nel tempo lineare.
Questo già succede, in parte, attraverso la comunicazione in rete. Se entrambi sono bravi attori, possono benissimo fingere in una chat di essere quello che non sono nel mondo materiale. Chi scrive ha già provato qualche volta a spacciarsi ad esempio, per un’adolescente sexy, scrivendo a qualcuno che aveva abboccato all’amo.
Nel post precedente abbiamo scritto di come la storia sia oggettivamente finita tra il 1968 e il 1973 (con la crisi petrolifera e l’abbandono dell’ancoraggio del dollaro alle riserve auree), e in seguito non ci siano state che REPLICHE, dapprima – soprattutto negli anni 70 e 80 – ancora convincenti, per poi essere assolutamente stantìe dopo la caduta del muro di Berlino e la Guerra del Golfo, e sfociare nella finzione più smaccata (a chi sa vedere) in seguito all’ attacco del 11/09/01. In questo bluff è in ballo qualcosa di più rispetto alla speculare finzione sovietica degli anni 70 e 80, è in ballo nientemeno che il crollo del regime occidentale basato sulla linearità del tempo causa-effetto dal passato al futuro, la quale nei prossimi tempi si mostrerà sempre di più come un inganno planetario di portata colossale, mantenuto per secoli grazie a un’ élite nascosta, che ha il comando di tutto.

 

titanic_2012

A quasi cento anni di distanza dall’inizio del “secolo breve” (a Sarajevo nel 1914 ma forse anche prima, con l’affondamento del Titanic) questa volta la storia mostrerà chiaramente di essere finita, e sul serio. Questo fa paura a tanta gente.

 

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5 11 2017

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