Internet oltre internet e il futuro della privacy

29 03 2010

Il concetto di Rete, seguendo le elaborazioni di Ray Kurzweil basate sulla sua "legge del ritorno accelerato", potrebbe in futuro essere svincolato dalle infrastrutture tecnologiche attuali, dal protocollo HTTP, dai server, i client, le connessioni telefoniche e wi-fi; potrebbe  addirittura basarsi su aspetti finora non ben chiariti del codice genetico umano.
Unificando le nuove scoperte sul DNA, le ricerche scientifiche per cui è sempre più noto Nassim Haramein, la nanotecnologia e il concetto di "intelligenza distribuita in una rete", il mondo come l'abbiamo conosciuto finora potrebbe subire un drastico cambiamento di percezione. Quando? In parecchi pensano all'ormai mitico 2012 e, senz'altro, tutte le aspettative che si stanno accumulando su quest'anno potranno influire sul manifestarsi di avvenimenti catastrofici e sensazionali allo stesso tempo.
Quella di un essere umano è una coscienza che immagazzina informazioni sottoforma di ricordi. Siamo sempre stupiti di come basti una certa stimolazione dovuta al presentarsi di certe condizioni, per far tornare a galla impressioni sensoriali  che non sperimentavamo da decenni. Sembravano definitivamente scomparsi ricordi di brani musicali visti in televisione all'età di quattro anni, oppure ricordi di gite in vacanza chissà dove, eppure basta il ripresentarsi di certi stimoli, che la coscienza li "risputa" fuori.
Siamo come una specie di attrattore, di elettromagnete bio-quantistico il quale attira le situazioni che assomigliano, che risuonano con un nostro determinato nucleo interiore, una specie di buco nero, simile al buco nero che si trova in mezzo alla spirale della galassia.
La nostra personale identificazione è in risonanza, come un diapason, con un determinato punto della Coscienza Unica ("Tutto è Uno"), quel determinato punto della Coscienza Unica lo identifichiamo come "noi stessi", vedendoci isolati da tutto il resto, da tutto ciò che ci circonda. Ma si tratta di un abbaglio, di traveggole alimentate e mantenute da una divisione artificiale dovuta alla densità dello stato energetico la cui vibrazione viene mantenuta bassa anche da diffusi comportamenti disfunzionali, come un'alimentazione ricca di carne, di zuccheri raffinati e di sostanze chimiche industriali, la dipendenza emotiva dai mass media, il fumare, l'omologazione e il conformismo provocati dalla paura di non essere accettati dal prossimo.
Noi siamo un neurone del cervello terrestre e la nostra percezione e i nostri ricordi fanno parte del cervello della terra.
Gran parte della disfunzionalità e dei problemi delle varie società – in occidente ma non solo – derivano da una eccessiva applicazione della cosiddetta privacy. Gran parte delle decisioni fondamentali per la vita del comune cittadino, per esempio un cittadino dell'Unione Europea, vengono prese a porte chiuse da organizzazioni private al di fuori del suo controllo. Sono, inoltre, secretati una quantità immensa di documenti riguardanti i contatti che i militari delle nazioni più potenti hanno avuto con Veicoli Non Identificati e coi loro occupanti. Con la scusa della privacy, si ha, inoltre, la diffusissima tendenza a privatizzare i vizi e a pubblicizzare le virtù (un po' come si privatizzano i guadagni e si socializzano le perdite).
Come l'Unione Sovietica è cominciata ad andare in pezzi una volta che le sue istituzioni si sono cominciate ad aprire seriamente, fornendo informazioni che prima mantenevano costantemente segrete, così le attuali organizzazioni antidemocratiche nel cuore del mondo democratico andranno in pezzi quando il mito malinteso della privacy comincierà sempre più a erodersi con l'aumento esponenziale della circolazione di informazioni da un punto all'altro del globo.
Verrà probabilmente il giorno in cui la percezione, i pensieri e i ricordi di un essere umano saranno in connessione diretta e costante con quelli di, mettiamo, un gruppo di persone scelto dall'essere umano in questione. In uno scenario di questo tipo, l'attuale dimensione dalla privacy dovrà senz'altro essere del tutto riconsiderata.