A proposito dell’Iran e dell’élite occidentale

5 03 2010

La Repubblica Islamica Dell’Iran, dal 2005 – 2006, è accusata di voler produrre energia nucleare per fabbricare (prima o poi, chissà quando) l’arma atomica.
Anche oggi le nazioni di quello che un tempo si chiamava "blocco occidentale" (Usa, Francia, Germania e naturalmente Israele) dicono qualcosa che in questi cinque anni è stata ripetuta tante volte, ovvero che "La pazienza non è infinita".

Non sarebbe male confrontare le notizie ufficiali da quelle non ufficiali, e non fidarsi unicamente della cosiddetta "controinformazione", la quale spesso può anche essere, diciamo così, inquinata dalle cosiddette "PsyOP", "operazioni di ‘guerra psicologica’ ".
Israele, l’unico paese dichiaratamente occidentale del medioriente, armato fino ai denti – non ufficialmente – anche con missili termonucleari a lunga gittata, preme per "sanzioni" contro lo "stato canaglia".
Nel frattempo, il progetto di "Scudo antimissile" – che sulle prime pareva sparito dai progetti della NATO di installarlo in Polonia, Ungheria e Cechia – sembra rispuntare in Bulgaria e Romania, tant’è che la Federazione Russa ha chiesto "chiarimenti" a Sofia e ha, inoltre, ammonito di installare i famosi
Iskander nell’enclave di Kaliningrad, come veniva detto dalle autorità di Mosca già nel 2007-2008.

Ultimamente, l’ex giornalista canadese di Forbes, Benjamin Fulford, ha parlato a proposito dell’annuncio di "un nuovo sistema finanziario internazionale", e in questo caso cosa può c’entrare l’ipotetico scambio di esplosioni tra Israele e l’Iran (con una tregua imposta dall’ONU, aprofittando della confusione e dello spavento internazionale per instaurare  un regime globalista "di emergenza") con l’AMERO?
In tutto ciò, la
"nuova coalizione internazionale" segnalata da David Wilcock, che ruolo potrebbe avere?
I nuovi politici della Federazione Russa (Ivanov, Medvedev…) sono tendenzialmente malvisti nel "profondo occidente" capeggiato dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea. Se davvero la Repubblica Islamica Dell’Iran venisse bombardata (presumibilmente da droni con la stella di Davide) dal territorio della Siria (dopo che Israele bombarda Damasco per poi invaderla?), dallo Yemen, dalla penisola del Qatar, dalla Georgia e dall’Afghanistan, non è molto ipotizzabile che nell’est e nell’estremo oriente si starebbe zitti e buoni come nel 1999 e nel 2003. Non pensiamo che questa volta gli si farebbero bere delle false verità come allora.
Eppure la verità autentica delle cose, qualunque essa sia, dovrà prima o poi venire a galla.
Per esempio, si sa che personaggi come Zbgniew Brzezinsky – nonostante abbiano suggerito all’aviazione USA in Iraq di abbattere gli aerei israeliani se provassero a sorvolare il territorio iracheno per andare a colpire le installazioni nucleari in Iran – sono contro la Russia com’è ora, e vorrebbero vederla economicamente e politicamente a pezzi, come nei favolosi anni novanta. Questa maniera di pensare ce l’hanno anche un mucchio di  membri del "gabinetto di sua maestà britannica".
Tranne una breve parentesi dieci-quindici anni fa, quando gli elementi che stavano nello staff del presidente russo di allora, Eltsin, stavano svendendo la finanza e l’economia della Federazione Russa all’élite dell’occidente. Nel 1998-1999 la Russia era indebitata pesantemente col Fondo Monetario Internazionale.
Poco a che vedere con la situazione attuale dello stesso paese, di certo più florida e meno condizionata dalle manovre dei globalizzatori di professione.

Anche se vi fosse l’intenzione seria di volere  attaccare l’Iran, bisogna vedere se essa si possa concretizzare veramente nel mondo della "realtà solida", oppure no. Detto in altri termini, bisogna vedere se l’Universo asseconda certi progetti disperati e deliranti, oppure no.
Anche se questi signori che siedono nel governo occulto dell’èlite occidentale riuscissero a combinare qualche casino tra Israele, l’Iran, la Russia e la Cina, non è detto che riuscirebbero (attraverso la confusione e la paura creati a livello internazionale) a imporre una "dittatura mondiale di emergenza", come qualcuno pensa che vorrebbero fare.
Dopotutto, proprio il fatto che provino a far esplodere nientemeno che la Terza Guerra Mondiale –
come è già successo in Sud Ossezia nell’agosto 2008 – "perchè non si arrendono" vuol proprio dire che quelli dell’élite sono alla disperazione, se pensiamo anche alla probabile futura bancarotta USA per i troppi debiti contratti dai prestatori di danaro (soldi succhiati soprattutto dall’industria militare) e sul rischio che ci possa essere una vera e propria ribellione negli States.

Una nuova guerra mondiale (grande spauracchio dal 1950 in avanti!) sarebbe una frattura nella storia, e segnerebbe con ogni probabilità – al punto in cui si è – la sua fine immediata. Significherebbe il crollo istantaneo dell’impero occidentale ma non, come certi pensano, l’emergere di un potere col baricentro spostato ad est e nell’estremo oriente.
Quelli del
"pensiero unico globale", secondo certe fonti, stuzzicherebbero da  tempo  certi elementi, per provocare la guerra, i signori che se ne fregano della distruzione degli USA.
E’ probabile che le loro mire siano quasi leggendarie e note da tempo negli ambienti della politica e della  diplomazia internazionale, e, chissà, magari c’è qualcuno che trova anche il coraggio di scherzarci sopra ("Ah, certo, quello è mister XY, uno di quelli del gruppo che vorrebbe far saltare in aria il mondo…", "Eh si, sono delle vecchie conoscenze" ecc).
Vediamo
le recenti provocazioni verso la Repubblica Popolare Cinese, come la dimostrazione annosissima del sostegno alla "provincia ribelle" di Taiwan, fornendo le solite armi ad alta tecnologia "per difendersi dal gigante cinese"…poi il fatto che le stesse istituzioni USA abbiano deciso di ricevere il Dalai Lama.
Secondo Benjamin Fulford, la spiegazione di questa aggressività diplomatica sarebbe da ricercare nella fazione "Bush-Clinton" dell’élite, ed è in relazione con la progressiva perdita di potere della Fed.
A questo proposito, ricordiamo che la Fed ha avuto inizio nel 1913 e, guarda caso, proprio l’anno successivo, è iniziato "il secolo più violento della storia dell’umanità".
Certo, la fetta dell’élite meno "arrendevole" potrebbe pensare alla guerra (mondiale!) come una specie di ultima spiaggia.
Della serie "Il y a justement besoin d’une guerre!"
Solo che, oggi come oggi, la guerra ("Warra" in anglosassone antico) è diventata un incubo, con le armi tremende, di "distruzione di massa" a disposizione.
Un incubo tale da poter controllare la popolazione attraverso la paura di usarle davvero queste armi.


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One response

8 03 2010
pietroatzeni

Penso che ormai siano alla frutta, in occidente continueranno a spennarci finché glielo consentiremo pur di rimanere a galla, ma credo che questa folle idea di dominio planetario sia ormai evidente anche agli occhi dei più fanatici che è strada senza uscita. Ciao. Pietro.

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