Una fantasia sulla Rete prossima ventura

15 01 2010

L'essere umano si vede sempre molto più "lontano" da se stesso rispetto a come è realmente.
Non si percepisce a livello molecolare. E per "molecolare" si intende nella frequenza del suo codice genetico, il software attraverso cui la coscienza si interfaccia in questa realtà con una determinata forma.
Nel nostro caso quella di essere umano.
Ogni cellula prende una ben determinata specializzazione.
Eppure, nonostante ogni tipo di cellula sia diverso dall'altro, in tutte è presente lo stesso codice, diverso da persona a persona.
Chissà, davvero, la parte di codice definita "spazzatura" in realtà cosa nasconde.
Ebbene, pensiamo a una Rete interconnessa, anzichè basarsi sui calcolatori, l'elettricità, l'elettronica, la telefonia, sfrutti invece le potenzialità della genetica.
Forse si tratta di portare alla luce qualcosa che già esiste.
Può essere che lo stato ordinario di veglia sia qualcosa che nasconde questa Rete genetica.
La Rete, come la si conosce oggi, è qualcosa di grezzo, rozzo, legato a un tipo di fornitura di energia del secolo passato, piena di cavi, cavetti, schermi, ingressi, uscite; la vedo più come una specie di metafora, di anticipazione di uno dei tanti possibili futuri.

Questo argomento l'avevo già toccato in questo post.

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Presentazione e manifesto del MOVIMENTO ZERO

15 01 2010
Un Modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo. Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi – perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile – crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità.
In occidente questo modello paranoico è riuscito nell’impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci).
Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé.
Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perché non è che una variante inefficiente dell’Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l’intera umanità.
Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza.
Questa utopia bifronte ha fallito.
L’Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata.
Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l’uno all’altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
Su questi temi fondanti però si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente più radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, è ‘il migliore dei mondi possibile’.
Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la Modernità perché nella Modernità sono nati e si sono affermati.
Danno per presupposto ciò che deve essere invece dimostrato.
Stanchi di subire la violenza dell’attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sordità di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all’autodistruzione, in una società che non è più capace di recepire argomenti ma solo ‘coup de thèatre’ abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare.
Vogliamo passare all’azione. Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia.
In fondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l’uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete.
Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi.
Chi vuole collaborare anche all’azione politica, nei modi che preferisce e gli sono più congeniali, sarà l’arcibenvenuto.
Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel "migliore dei mondi possibili" e di farsi prendere in giro.
Forza ragazzi: si passa all’azione.
MASSIMO FINI

 




Il Senato ha già approvato “il bavaglio a internet”, questa settimana il testo approderà alla Camera

11 01 2010
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

Il 7 gennaio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.

Questa settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

http://www.liberacittadinanza.it/articoli/il-senato-ha-gia-approvato-il-bavaglio-a-internet





Breve analisi sul possibile superamento definitivo della condizione postmoderna

11 01 2010

I "caporioni", coloro che "hanno esperienza" e, in forza di questo loro ego, fanno il bello e il cattivo tempo, ci sono ovunque, in ogni struttura organizzata.
Se questo ego si dissolvesse, e anche lo spaziotempo come l’abbiamo imparato a conoscere finora (sotto un condizionamento fortissimo), non avrebbe senso l’attuale struttura di potere, che fonda le sue radici su una determinata percezione di causa-effetto da ciò che definiamo passato verso ciò che definiamo futuro.
David Wilcock parla di un possibile mutamento, da spaziotempo a tempospazio. Una volta che si sarà alzato il velo, chissà cosa potrebbe comparire sotto.
Quando nel novembre 1989 era piovuto giù il muro di Berlino, i capitalisti, globalisti, liberisti, privatisti, anglosionisti, si erano fregati le mani.
La democrazia del "libero mercato" (quanto libero?) di modello – cosiddetto – "occidentale" aveva, secondo Francis Fukuyama, decretato
"la fine della storia".
Ma, sicuramente, non era stata ancora scritta l’ultima parola.
Se anche poi si pensa che,
secondo certi parametri, la storia in realtà è finita da un pezzo, in un periodo di tempo compreso tra il 1967 e il 1971…
Infatti, che ci si creda o no, dopo quel periodo non è accaduto più nulla, si è vissuto come in balia di un’illusione scambiata per il mondo reale.
Ciò lo si può notare tenendo presente l’evoluzione della musica, del cinema, dell’arte (soprattutto) delle scoperte scientifiche e della letteratura.
Non è più accaduto nulla di rilevante nel vecchio paradigma causa-effetto dal passato al futuro: si è vissuto un po’ come in quelle storie in cui il protagonista ripete all’infinito la stessa giornata.

L’etnobotanico Thomas McKenna ha creato un software da lui denominato TimeWave OndaTemporale, attraverso il quale viene calcolata la risonanza tra due – o più – diversi periodi di tempo.
Un determinato periodo X risuona con il periodo di tempo Y e gli schemi (che consistono in onde e picchi di queste onde) prodotti dal programma di McKenna inserendo determinati input, dovrebbero avvicinarsi alla ricostruzione dell’andamento reale di ciò che viene mascherato dal
velo di maya ("maya" in sanscrito significa "misura") chiamato spaziotempo.
Faccio un esempio: mettiamo che nell’estate del 1992 mi sia trovato ad affrontare diversi avvenimenti simbolici in concomitanza (certi fumetti, delle notizie ascoltate alla radio ecc), ecco che, se risuona il mio 1992 con un altro anno (poniamo il 2009) scoprirò che in quest’ultimo mi sono capitati avvenimenti simbolici e coincidenze che si potrebbero attaccare come i pezzi di un puzzle a quelli dell’anno con cui il mio 2009 risuona.
E nella modellazione data dallo spaziotempo, il mio stesso volto cambia come una specie di maschera quantica, ed è in risonanza col tutto.
In un determinato periodo mi trovo in mezzo a situazioni sfortunate, diciamo così, perchè il volto e il corpo sono in risonanza quantica con queste, in altri periodi, invece, il volto e il corpo risuonano in maniera, per così dire, vincente.
Questa analisi può essere utilizzata anche per comprendere di più i cicli storici  (quindi, per definizione, spaziotemporali) che si basano sul conflitto tra le novità e la conservazione delle abitudini (le quali, a loro volta, un tempo erano state novità).
 





Roberto “Freak” Antoni e Tiziano Sclavi

10 01 2010

Il tuttologo-musicista Roberto “Freak” Antoni e lo sceneggiatore Tiziano Sclavi.





Terzo videopost

9 01 2010




Paciamamismo, Beppe Grillo e la solita Cospirazione…

8 01 2010

Mai avere fede negli esseri umani ma solo in Dio.

L'origine di Zeitgeist (soprattutto Zeitgeist Addendum) deve essere abbastanza arcontiana, secondo alcune fonti.
Era dell'acquario, epoca dei falsi profeti.
Beppe Grillo e il
Paciamamismo.
La natura vista come una specie di divinità e l'essere umano una specie di "nemico della natura da ridurre il più possibile".
Finanziamento dai soliti: Rockefeller, Rothschild, lo zampino delle famiglie reali dell'Europa del nord.
Sono l'élite.
All'interno degli ambienti che frequentano – dove il lusso, la cerimoniosità e la ritualità scorrono a fiumi – si sentono privilegiati, la "razza eletta", i pochissimi che controllano i moltissimi.
Dentro questi luoghi incredibilmente lussuosi del nord del mondo vi è gente intontita, con le guance arrossate dall'emozione nel pensare che hanno praticamente il mondo in pugno, o forse non ci fanno nemmeno più caso, è diventata per loro una specie di abitudine.
Sono tossicodipendenti del Potere Assoluto, persone malate che bisognerebbe curare amorevolmente, anzichè lavorare e indebitarsi per mantenerli.

Il blog di Beppe Grillo – di cui Beppe Grillo è uomo immagine – è di solito manicheo, esagerato e parziale.
Inoltre, provoca sentimenti negativi; basta dare una letta a gran parte dei commenti. Anche Travaglio suscita sentimenti negativi e, assieme a Di Pietro, sembra essere "in odore di monarchia inglese".
Vediamo stupiti com'è organizzato il cosiddetto Grillorama, con tutto quel marketing
La Programmazione Neurolinguistica durante la presentazione del Movimento 5 stelle, quei fari accecanti che si accendevano durante i "momenti cardine" del discorso di Grillo dal palco del teatro Smeraldo.
Insomma, i poteri dietro le quinte l'osso non lo vogliono mollare, non vogliono che i loro servi si deipnotizzino dall'ipnocrazia.
Vengono utilizzati i trucchi più raffinati per mantenere il controllo di una infinitesima parte della popolazione mondiale su tutto il resto della popolazione mondiale, mantenendo costantemente quest'ultima dentro una specie di "Truman show" costante.
La cospirazione è vastissima, più di quanto si può immaginare, interessa tutto lo spettro della realtà percepita dalla coscienza dello stato di veglia.
Lo scopo della cospirazione è quello di far sentire l'essere umano misero, meschino, impaurito, tendenzialmente incazzato e bisognoso di sicurezza e protezione.