Quarto videopost

16 01 2010




CODEX ALIMENTARIUS: una condanna a morte per tre miliardi di persone?

16 01 2010
Il CODEX ALIMENTARIUS, nonostante piovano da tutte le parti minimizzazioni (come questa e questa) prosegue nell’essere visto come una sinistro accordo tra le multinazionali (Monsanto e Baxter soprattutto), il WTO, la FAO e l’OMS per il controllo dell’alimentazione globale in modo da ridurre gradualmente la popolazione attraverso il cibo, reso non nutriente e pieno di sostanze dannose per l’organismo.
Quanto ci sarà di vero? Quanto di falso?



di Daniel J. McDonald
4 gennaio 2010

Se questo fosse un film dell’orrore, sarebbe un “Holiday Blockbuster”. Ma non è un film, è la vostra vita. E se volete vedere come va a finire si può riassumere in due parole: Codex Alimentarius.

Se state leggendo questo articolo probabilmente siete una delle 3 miliardi di persone – miliardi e non milioni – previste che muoiano di malattie curabili nei primi anni di attuazione del programma. Pur rischiando di rovinare il finale, la trama, per così dire, è quella che segue:
Codex Alimentarius (dal latino “codice alimentare”), è un oscuro matrimonio tra le industrie farmaceutiche e chimiche ed il WTO (World Trade Organization), concepito per il preciso e completo controllo su tutti i prodotti alimentari e le sostanze nutritive in tutto il mondo. Il Codex è un complesso, globale, programma inter-governativo, scritto dal Big Pharma, controllato dalle Nazioni Unite e composto di 170 Nazioni tra cui gli Stati Uniti.

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Una fantasia sulla Rete prossima ventura

15 01 2010

L'essere umano si vede sempre molto più "lontano" da se stesso rispetto a come è realmente.
Non si percepisce a livello molecolare. E per "molecolare" si intende nella frequenza del suo codice genetico, il software attraverso cui la coscienza si interfaccia in questa realtà con una determinata forma.
Nel nostro caso quella di essere umano.
Ogni cellula prende una ben determinata specializzazione.
Eppure, nonostante ogni tipo di cellula sia diverso dall'altro, in tutte è presente lo stesso codice, diverso da persona a persona.
Chissà, davvero, la parte di codice definita "spazzatura" in realtà cosa nasconde.
Ebbene, pensiamo a una Rete interconnessa, anzichè basarsi sui calcolatori, l'elettricità, l'elettronica, la telefonia, sfrutti invece le potenzialità della genetica.
Forse si tratta di portare alla luce qualcosa che già esiste.
Può essere che lo stato ordinario di veglia sia qualcosa che nasconde questa Rete genetica.
La Rete, come la si conosce oggi, è qualcosa di grezzo, rozzo, legato a un tipo di fornitura di energia del secolo passato, piena di cavi, cavetti, schermi, ingressi, uscite; la vedo più come una specie di metafora, di anticipazione di uno dei tanti possibili futuri.

Questo argomento l'avevo già toccato in questo post.





Presentazione e manifesto del MOVIMENTO ZERO

15 01 2010
Un Modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo. Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi – perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile – crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità.
In occidente questo modello paranoico è riuscito nell’impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci).
Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé.
Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perché non è che una variante inefficiente dell’Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l’intera umanità.
Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza.
Questa utopia bifronte ha fallito.
L’Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata.
Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l’uno all’altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
Su questi temi fondanti però si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente più radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, è ‘il migliore dei mondi possibile’.
Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la Modernità perché nella Modernità sono nati e si sono affermati.
Danno per presupposto ciò che deve essere invece dimostrato.
Stanchi di subire la violenza dell’attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sordità di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all’autodistruzione, in una società che non è più capace di recepire argomenti ma solo ‘coup de thèatre’ abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare.
Vogliamo passare all’azione. Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia.
In fondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l’uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete.
Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi.
Chi vuole collaborare anche all’azione politica, nei modi che preferisce e gli sono più congeniali, sarà l’arcibenvenuto.
Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel "migliore dei mondi possibili" e di farsi prendere in giro.
Forza ragazzi: si passa all’azione.
MASSIMO FINI

 




Il Senato ha già approvato “il bavaglio a internet”, questa settimana il testo approderà alla Camera

11 01 2010
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

Il 7 gennaio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.

Questa settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

http://www.liberacittadinanza.it/articoli/il-senato-ha-gia-approvato-il-bavaglio-a-internet