Breve analisi sul possibile superamento definitivo della condizione postmoderna

11 01 2010

I "caporioni", coloro che "hanno esperienza" e, in forza di questo loro ego, fanno il bello e il cattivo tempo, ci sono ovunque, in ogni struttura organizzata.
Se questo ego si dissolvesse, e anche lo spaziotempo come l’abbiamo imparato a conoscere finora (sotto un condizionamento fortissimo), non avrebbe senso l’attuale struttura di potere, che fonda le sue radici su una determinata percezione di causa-effetto da ciò che definiamo passato verso ciò che definiamo futuro.
David Wilcock parla di un possibile mutamento, da spaziotempo a tempospazio. Una volta che si sarà alzato il velo, chissà cosa potrebbe comparire sotto.
Quando nel novembre 1989 era piovuto giù il muro di Berlino, i capitalisti, globalisti, liberisti, privatisti, anglosionisti, si erano fregati le mani.
La democrazia del "libero mercato" (quanto libero?) di modello – cosiddetto – "occidentale" aveva, secondo Francis Fukuyama, decretato
"la fine della storia".
Ma, sicuramente, non era stata ancora scritta l’ultima parola.
Se anche poi si pensa che,
secondo certi parametri, la storia in realtà è finita da un pezzo, in un periodo di tempo compreso tra il 1967 e il 1971…
Infatti, che ci si creda o no, dopo quel periodo non è accaduto più nulla, si è vissuto come in balia di un’illusione scambiata per il mondo reale.
Ciò lo si può notare tenendo presente l’evoluzione della musica, del cinema, dell’arte (soprattutto) delle scoperte scientifiche e della letteratura.
Non è più accaduto nulla di rilevante nel vecchio paradigma causa-effetto dal passato al futuro: si è vissuto un po’ come in quelle storie in cui il protagonista ripete all’infinito la stessa giornata.

L’etnobotanico Thomas McKenna ha creato un software da lui denominato TimeWave OndaTemporale, attraverso il quale viene calcolata la risonanza tra due – o più – diversi periodi di tempo.
Un determinato periodo X risuona con il periodo di tempo Y e gli schemi (che consistono in onde e picchi di queste onde) prodotti dal programma di McKenna inserendo determinati input, dovrebbero avvicinarsi alla ricostruzione dell’andamento reale di ciò che viene mascherato dal
velo di maya ("maya" in sanscrito significa "misura") chiamato spaziotempo.
Faccio un esempio: mettiamo che nell’estate del 1992 mi sia trovato ad affrontare diversi avvenimenti simbolici in concomitanza (certi fumetti, delle notizie ascoltate alla radio ecc), ecco che, se risuona il mio 1992 con un altro anno (poniamo il 2009) scoprirò che in quest’ultimo mi sono capitati avvenimenti simbolici e coincidenze che si potrebbero attaccare come i pezzi di un puzzle a quelli dell’anno con cui il mio 2009 risuona.
E nella modellazione data dallo spaziotempo, il mio stesso volto cambia come una specie di maschera quantica, ed è in risonanza col tutto.
In un determinato periodo mi trovo in mezzo a situazioni sfortunate, diciamo così, perchè il volto e il corpo sono in risonanza quantica con queste, in altri periodi, invece, il volto e il corpo risuonano in maniera, per così dire, vincente.
Questa analisi può essere utilizzata anche per comprendere di più i cicli storici  (quindi, per definizione, spaziotemporali) che si basano sul conflitto tra le novità e la conservazione delle abitudini (le quali, a loro volta, un tempo erano state novità).
 

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: