AMARCORD sui meravigliosi anni 2000 – quarta parte

5 12 2009

 

1) Francesco Rutelli & C hanno attaccato Gioacchino Genchi, forse in una maniera così maldestra, che lui se l’è presa, e adesso – come ho visto anche durante la manifestazione delle “agende rosse” – è diventato un appassionato oratore.2) L’incerato con il trapianto sulla capoccia, gli spessi doppipetti da boss, gli occhi pesti e tutto il resto, non è altro che la punta di un iceberg che coinvolge assieme la destra e la sinistra.

Nel 1992-1993 la mafia si è messa a mettere bombe in giro per l’Italia, per farsi ascoltare dallo stato, esattamente come il protettore di Arcore, Vittorio Mangano, metteva bombe per farsi ascoltare da Marcello Dell’Utri e il suo amicone.

Questo amicone – a causa della spessa melma che c’era dietro di lui e il suo entourage (ambienti piduisti e mafiosi) – era di certo il più ricattabile, e dunque ha raggiunto per quattro volte lo scranno di presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana.

Una spessa cappa pesante sopra il cielo d’Italia, personaggi ignobili che hanno raggiunto un enorme potere.

Una falsa divisione destra-sinistra alla quale, lo confesso, ha creduto anche il sottoscritto.

Il controllo totale dell’informazione da parte di gruppi di potere; si legga criticamente la prima pagina del Corriere Della Sera per rendersene conto.

Anche la farraginosa (e inutilmente bizantina) legislazione italiana, è stata un grande pretesto per dare spazio a quella gente equivoca che si spacciava – soprattutto nel 2001 – come “liberatrice dalla burocrazia”.

3) E’ probabile che certi fumetti riescano ad anticipare la realtà.

Per esempio, ricordo quegli uomini politici disonesti e ignobili (ma acclamati dalla folla) che comparivano in certi numeri di Dylan Dog scritti da Tiziano Sclavi tra il 1987 e il 1993, come “Canale 666”, “Caccia alle streghe”, “Zed”.

Salvatore Borsellino (negli anni in cui furoreggiava la vittoria bipartisan della malapolitica) aveva perso la speranza vedendo le infiltrazioni mafiose saldamente radicate nelle istituzioni, ormai benedette dalla destra, dalla sinistra e dal Vaticano.

Vedeva il peggio della prima repubblica travasato in quel teatrino televisivo chiamato seconda repubblica.

Dentro il parlamento non vi sono persone che discutono sulla legislazione, ma rappresentanti di lobby, di gruppi di potere basati sull’ingiustizia e la disarmonia legalizzate, i quali, oltre a essere deputati e senatori, svolgono contemporaneamente un secondo lavoro.

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